Linconscio collettivo nelle scienze umane e sociali è una parte profonda della psiche condivisa universalmente da tutti gli esseri umani, indipendentemente da cultura o esperienze personali. È un concetto fondamentale della psicologia analitica coniato da Carl Gustav Jung, il quale lo contrapponeva all'inconscio personale freudiano. A differenza di quest'ultimo, l'inconscio collettivo non deriva dall'esperienza individuale ma è condiviso da tutti gli uomini, ereditato da comuni antenati attraverso i cosiddetti archetipiLawrence A. Pervin, Oliver P. Johnm, La scienza della personalità, Edizione italiana a cura di Claudio Sica, p. 149, Raffaello Cortina Editore..
Definizione L'inconscio collettivo, secondo Jung, rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell'inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. Esso contiene gli archetipi, cioè le forme o i simboli che si manifestano in tutti i popoli di tutte le culture. Gli archetipi esisterebbero prima dell'esperienza e in questo senso sarebbero innati ed istintivi. I critici hanno però affermato che questa è una visione etnocentrica, che universalizza gli archetipi culturali europei in archetipi di tutta l'umanità.
In altri termini si potrebbe dire che l'inconscio collettivo è la struttura della psiche dell'intera umanità, sviluppatasi nel tempo, e suddivisibile in inferiore, medio e superiore. L'inferiore è legato alle radici arcaiche, al passato dell'umanità; il medio è costituito dai valori socio-culturali di questo attuale momento; il superiore è invece relativo ai valori, alle potenzialità, alle mete future dell'umanità.
Propugnatori del modello junghiano, caratterizzati da un minor misticismo, sostengono che linconscio collettivo può essere adeguatamente immaginato come emergente in ciascun individuo dall'istinto condiviso, dall'esperienza comune e dalla cultura condivisa. Il processo di naturale generalizzazione nella mente umana unisce questi tratti ed esperienze comuni in un substrato dell'inconscio pressoché identico.
Ad esempio, ci si potrebbe aspettare che l'archetipo della "grande madre" sia il medesimo con poche variazioni in tutte le persone, poiché tutti i bambini condividono l'aspettativa interiore per un individuo che si prenda premurosamente cura di loro (istinto umano); ogni bambino sopravvive perché ha avuto una madre o un suo surrogato; e pressoché ogni bambino è condizionato dell'idea fornitagli dalla società di quello che una madre dovrebbe essere (cultura condivisa). L'insieme di tutti questi effetti potrebbe essere la fonte della figura condivisa, o archetipo, che sembra essere la stessa nei sogni di molte persone.
Che la connessione dell'individuo all'inconscio collettivo sorga per ragioni materiali oppure spirituali, il termine inconscio collettivo fu introdotto da Jung per denominare un modello esplicativo con cui fosse possibile descrivere un'importante caratteristica comune osservata nei sogni di differenti individui.
L'inconscio collettivo nelle opere di Jung Nei suoi primi scritti, Jung denominò questo aspetto della psiche "inconscio collettivo", termine che in seguito mutò in quello di "psiche oggettiva".
Tale psiche può essere considerata oggettiva per due ragioni: è comune a tutti; restituisce un senso migliore del sé ideale di quanto non faccia l'ego o il sé cosciente. Dirige il sé, attraverso archetipi, sogni, intuizioni, e qualora induca la persona a commettere degli errori non è mai per caso ma sempre con uno scopo. Spinge così la psiche verso l'individuazione o l'auto-realizzazione.
Nel capitolo "Definizioni" del lavoro iniziale Tipi psicologici, alla voce «collettivo» Jung cita l'espressione representations collectives, termine coniato da Levy-Bruhl nel suo libro del 1910 Come pensano i nativi. Jung indica che proprio questo concetto egli intende quando parla di inconscio collettivo. Resta da chiedersi se sia stato Jung il primo a formulare tale concetto o l'abbia tratto dall'antropologia culturale, rielabolandone il significato con i propri contenuti.Secondo il teologo tomista Battista Mondin, gli ultimi decenni del Novecento sono stati caratterizzati dal crollo di eredità spirituali giuridiche, pedagogiche, etiche e religiose all'interno di popoli e gruppi sociali ben definiti,
Note
Bibliografia Carl Jung, The Development of Personality Carl Jung, Psychic conflicts in a child, in Collected Works of C. G. Jung, 17, Princeton University Press, 1970. 235 p. (p. 1-35). Edward C. Whitmont, The Symbolic Quest, Princeton University Press, 1969. Carl Gustav Jung, Gli archetipi dell'inconscio collettivo, trad. it. di E. Schanzer e A. Vitolo, Bollati Boringhieri, 1977.
Voci correlate Archetipo Immaginario collettivo Memoria collettiva Sincronicità Retrocognizione Global Consciousness Project
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