Gli abebuu adekai, abebu adekai o okadi adekai ( in lingua ga) sono bare contestuali dell'arte popolare ga della regione della Grande Accra, nel Ghana sud-orientale. La loro forma peculiare e i loro colori molto vivaci le ha rese oggetto di interesse da parte di musei e gallerie d'arte.

Storia

La tradizione degli abebuu adekai è nata nel sud del Ghana durante il periodo coloniale britannico, quando i funerali venivano osteggiati e talvolta proibiti; in risposta, nei territori sud-orientali del Ghana, i Ga hanno iniziato a celebrare i riti in segreto, solitamente di notte. Alle prime bare, austere e raffiguranti simboli di potere o stemmi familiari, spesso riservate ai capi tribali e i re, si sono succeduti, grazie ai cristiani, gli esemplari figurativi e dai colori vivaci odierni.

Uno dei pionieri delle bare decorative, Ataa Oko, originario di La, avrebbe iniziato a costruirne almeno a partire dal 1945 per poi diventare celebre nella regione costiera del Ghana. Durante gli anni 1950, Seth Kane Kwei, considerato un altro pioniere e rappresentante di tale forma d'arte, si è anch'egli specializzato nella costruzione di bare decorative e ha inaugurato un laboratorio a Teshie che ha formato artisti specializzati nella costruzione di casse da morto decorate, tra cui Paa Joe (pseudonimo di Joseph Ashong) e Daniel Mensah.

A partire dagli anni 1980, gli abebuu adekai hanno iniziato a figurare nei musei e le gallerie occidentali. La prima mostra dedicata ad essi è stata tenuta in una piccola galleria di Los Angeles. La seconda mostra, nonché la più nota, ovvero Magiciens de la Terre, è stata tenuta presso il Centro Georges Pompidou di Parigi nel 1989. Nel corso della rassegna, giornalisti ed europei hanno attribuito la paternità delle bare esposte al solo Kwei anziché a lui e Joe. Come corollario, è stato erroneamente riconosciuto a Kwei l'invenzione della tradizione delle bare. Verranno tenute altre retrospettive dedicate ai manufatti e ai loro esponenti in altre città. La più grande collezione di bare decorative ghanesi si trova nel Museo delle culture di Basilea.

La peculiarità delle bare Ga ha reso i funerali in cui esse figurano un controverso fenomeno turistico.

Descrizione

Le bare decorative ghanesi sono iperrealiste e dai colori molto vivaci; hanno la forma di un oggetto, un simbolo o un animale che richiami la professione, la passione o lo status sociale del defunto, tra cui animali od oggetti di uso comune. Le bare vengono realizzate a mano in legno di obeche (wawa in Ghana) e possono essere necessarie due settimane per costruirle. Stando a quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, il prezzo di una bara decorativa si aggira sulle 1.500 sterline per gli esemplari standard, mentre quelli riservati ai musei possono costare fino a 8.000 sterline.

Le bare figurative hanno lo scopo di affrontare la morte positivamente. Stando alle parole di Jacob, figlio di Paa Joe, «servono a ricordare che la vita continua dopo la morte (...) quindi è importante che (il defunto) muoia con stile.» Altro scopo è quello di mostrare lo status dei defunti ai loro antenati, ai quali i Ga conferiscono grande importanza e grandi poteri (li ritengono capaci di influire sulle scelte dei parenti vivi).

Le bare destinate ai musei non vengono mai utilizzate nei rituali; il codice rituale dei Ga condanna infatti il loro riutilizzo.

Note

Bibliografia Ataa Oko: Collection de l'Art Brut'''' (ed), Infolio, 2010. Roberta Bonetti: Alternate Histories of the Abebuu Adeka, African Arts, vol. 43, 3, 2010, p. 14-33. Vivian Burns: Travel to Heaven: Fantasy Coffins. In: African Arts, vol. 17. no (1974), p. 24-25. Jean-Hubert Martin: Kane Kwei. In: Kunstforum, vol. 122 (1993), p. 278-279. Jean-Hubert Martin: Kane Kwei, Samuel Kane Kwei. In: André Magnin (ed.): Contemporary Art of Africa. Thames and Hudson, London 1996, p. 76. John Picton: Cercueils et art funeraire. In: N'Goné Fall. 2001, Jean Loup Pivin (ed.), Anthologie de l'art africain. Paris: Editions Revue Noire, 128. Quarcoopome, Nii Otokunor. 2003. Thierry Secretan: Il fait sombre, va-t'en. Hazan, Paris 1994. Regula Tschumi: A Report on Paa Joe an the Proverbial Coffins of Teshie and Nungua, Ghana, Africa et Mediterraneo, nos. 47-8, 2004. P. 44-7. Regula Tschumi: Last Respects, First Honoured. Ghanaian Burial Rituals and Figural Coffins. In: Kunstmuseum Bern (ed.): Six Feet Under. Autopsy of Our Relation to the Dead. Kerber, Bielefeld & Leipzig 2006, p. 114-125. Regula Tschumi: Les trésors enterrés des Ga'. L'art des cercueils au Ghana". Bern. Benteli. 2011. ISBN 978-3-7165-1663-8. Regula Tschumi: Coup de projecteur sur quatre dessins in: Ataa Oko, Collection de l'Art Brut (ed), Infolio Editions, 2010. Regula Tschumi: The Figurative Palanquins of the Ga. History and Significance, in: African Arts, vol. 46, 4, 2013, p. 60-73. 2014 Regula Tschumi: The Buried Treasures of the Ga: Coffin Art in Ghana. Edition Till Schaap, Bern. ISBN 978-3-03828-016-3. 2014 Regula Tschumi: Concealed Art. The figurative palanquins and coffins of Ghana.'' Edition Till Schaap, Bern. ISBN 978-3-03828-099-6.

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