La storia della Mongolia si identifica in gran parte con la storia dei popoli nomadi che hanno popolato la steppa dell'Asia centrale.
Alle sorgenti del fiume Amur che funge da frontiera tra la Cina e la Russia, la Mongolia è il cuore della steppa dell'Asia centrale ed è stata spesso il punto di partenza di temibili guerrieri che, allorquando hanno saputo federare le loro tribù di allevatori nomadi, sono riusciti a costruirsi degli imperi dilagando con i loro archi e i loro piccoli cavalli fino al sud della Cina e dell'India, e perfino in Europa occidentale (Unni di Attila, Bulgari, Avari, Ungari inquadrati dall'aristocrazia unica).
Erede di Gengis Khan e del suo vasto impero del XIII secolo, pacificata dai Manciù nel XVII secolo, divenuta indipendente dalla Cina a partire dal 1911 con l'aiuto dei russi, la Mongolia si esercita oggi nella democrazia con l'aiuto della comunità internazionale.
Preistoria L'uomo giunge in Mongolia tra e anni prima della nostra era. I primi insediamenti umani, scoperti nel Sud delle regioni di Khangai e del Gobi, restituiscono un gran numero di pietre intagliate e di armi primitive, fatte in parte da ciottoli fluviali, un'estremità dei quali è stata scheggiata per essere tagliente. Queste armi possono servire a tagliare a pezzi la carne degli animali uccisi, a scorticare e a preparare la loro pelli. Sono state fabbricate dall'uomo di Ordos, scoperto nel 1920 e vicino all'uomo di Neandertal. Il clima del territorio di Ordos, alla fine del Paleolitico superiore ( a.C.), è molto più dolce che ai giorni nostri. Le montagne sono coperte di foreste di abeti e latifoglie.
Le praterie delle valli nutrono branchi di mammut, ma anche di animali delle zone calde, come le antilopi. Durante il Paleolitico medio, dal al prima della nostra era, l'Era glaciale modifica i modi di vita. Gli uomini hanno sempre più bisogno di pelli animali e di ripari di legno. Gli utensili di pietra si perfezionano e si diversificano. Il fuoco è dominato; gli uomini si riparano nelle grotte, prendono gli animali in trappola e scavano fosse con dei pali appuntiti.
LHomo sapiens giunge in Asia centrale verso il a.C. I siti più importanti della Mongolia risalenti al Paleolitico superiore (da a - anni) si trovano nellaimag di Bulgan, in riva al fiume Kharaa e vicino a Ulan Bator, nei dintorni di Sar Khad. Gli scavi e gli oggetti preistorici sulle rive del Tuul Gol e del Selenga indicano che la regione è occupata da mammuth, da cervi preistorici con grandi palchi, da rinoceronti con pelliccia siberiana, da bisonti e da diversi tipi di antilopi. L'uso delle armi da getto si diffonde (giavellotto con punta d'osso sulla strada che collega Ulan Bator e Sùhbaatar). Gli uomini di questo periodo, grazie allo sviluppo delle tecniche di caccia (trappole, battute, armi da getto), come attesta il mobilio ritrovato, sono meno nomadi dei loro antenati.
Il riscaldamento climatico permette agli uomini di lasciare le grotte per stabilirsi nelle valli in riva ai fiumi (siti dei fiumi Aga, Orkhon e Selenga) in capanne a base rotonda o quadrata scavate nella terra, riempite al suolo da ossa di animali o di pietre, coperte al suolo di pelli d'animali e ai muri e ai tetti di ramaglie. Si suppone che le grandi famiglie si formarono durante questo periodo. Queste comunità fondate sulla discendenza comune eseguono i lavori necessari e e la caccia in comune. Le donne raccolgono i frutti e i grani, coltivano la terra in modo primitivo, custodiscono il focolare, preparano la pelle degli animali uccisi e confezionano i vestiti. Certi autori parlano di un sistema matriarcale alla fine del periodo, quando le grandi famiglie di cacciatori sono giunte a stabilirsi in modo pressoché stabile.
Il Neolitico comincia in Asia centrale nel VII o V millennio a.C. Gli scavi di A. P. Okladnikov intrapresi nel 1960 nell'aimag sud dell'altopiano del Gobi hanno restituito i resti di un laboratorio di taglio della pietra, un focolare in pietra, armi e utensili tagliati, ossa di animali (tra i quali pollame), resti di carbone e di cenere. Tra gli utensili di pietra, si rileva un gran numero di raschietti e di punte di frecce tagliate da entrambi i lati. L'uomo neolitico domina la foratura e la levigatura. Vicino al fiume Yœrœ sono stati scoperti mortai e frantoi attestanti la conoscenza della trasformazione del grano. Altrove sono stati trovati strumenti da pesca in pietra. Gli oggetti scoperti, tra i quali utensili fatti di nefrite dove essa non si trova, che portano a supporre che i rapporti tra le comunità umane superano le frontiere della Mongolia di oggi.
A partire dal V secolo a.C., l'estensione dell'allevamento disintegra progressivamente la grande famiglia a vantaggio della famiglia patriarcale. Le fonti archeologiche del V-III secolo prima dell'era cristiana indicano che l'allevamento allora è molto diffuso in Mongolia, nelle praterie delle valli dell'Orhon e dell'Hėrlėn (anelli per i musi e utensili di bronzo in rapporto all'allevamento, gioielli destinati a ornare le bestie, resti di ossa di cavallo, di bue, di montone e di capra). Le montagne abbondano di selvaggina. Un'agricoltura primitiva è attestata dai mortai e dai frantoi di bronzo. Disegni rupestri illustrano l'espansione dell'allevamento: cacciatori, pastori che conducono le loro truppe, carri stilizzati. I kurgan di Pazyryk nell'Altaj, datati al V secolo a.C., restituiscono carri a ruota, addobbi murali in feltro, morsi e briglie, panni da sella in seta ricamata, oggetti di legno scolpiti.
Il tumulo 2 contiene il cadavere di un capo coperto di tatuaggi, con specchi di bronzo, venuti dalla Cina. L'età del ferro comincia nel III secolo a.C. Gli oggetti di ferro trovati nelle tombe con lastre mostrano che l'espansione della lavorazione del ferro si è spinta progressivamente verso il sud del Lago Baikal. Emerge un'aristocrazia della steppa. Sussistono parallelamente certe forme di esercizio collettivo del potere, come l'assemblea dei capi del clan.
Le stele del cervo
Nelle pianure del nord della Mongolia, misteriose rappresentazioni di creature cornute a becco d'uccello sembrano arrampicarsi lungo i monoliti di granito chiamati stele del cervo. Queste stele, talune delle quali raggiungono 4,50 m di altezza, mostrano anche cinture dotate di frecce, asce e utensili dell'età del bronzo. Secondo gli specialisti che tentano di decifrare questi monumenti, essi sono stati eretti tra il 1100 e l'800 a.C., circa due millenni prima che i guerrieri di Gengis Khan dominassero queste steppe. Sono omaggi a dei capi o a dei guerrieri, forse tombe di battaglia. Queste creature metà cervo metà uccello dovevano probabilmente mostrare il cammino verso l'aldilà. Quale che sia il loro significato, era importante, perché, per ogni stele, sono stati sacrificati parecchi cavalli. Le loro teste sono state seppellite in cerchio intorno ai monoliti, il muso puntato verso il sol levante. Si sono già ritrovate quasi 600 stele in Mongolia, in Kazakistan ed in RussiaGaëlle Lacaze, Guide Olizane MONGOLIE, Ginevra, Éditions Olizane, 2009. ISBN 978-2-88086-371-5.
Le tombe con lastra Le tombe con lastra si diffondono ad ovest del Lago Baikal (dall'VIII al III-II secolo a.C.), caratterizzate da lastre posate sulla cima e talvolta sui lati dei tumuli funerari. I morti sono sdraiati sulla schiena, la testa ad est, talvolta posati su una lastra, spesso accompagnati da oggetti preziosi: asce e spade di bronzo, porta-aghi di bronzo con aghi d'oro, specchi di bronzo con manico costituito da figure animali tipiche dell'arte scitica. I frammenti delle ceramiche che hanno restituito sono di due tipi: uno assomiglia alla ceramica di Ordos e delle regioni meridionali della Mongolia, l'altro è analogo a quello del territorio oltre il Baikal.
Gli Xiongnu
Gli Xiongnu entrano nella storia nel 245 a.C., in occasione di un affrontamento contro il regno cinese di Zhao. La confederazione nomade degli Xiongnu creata da Touman, certamente composta da popoli proto-turchi, trova il suo centro nella regione dell'Orkhon e del Selenga, nella Mongolia attuale. Il chan-yu che detiene il potere supremo risiede sul corso superiore dell'Orkhon. Nella gerarchia è seguito dai due toukis (capi saggi). Il «capo saggio di sinistra», erede del titolo di chan-yu, ha la sua sede ad est vicino al corso superiore dell'Hėrlėn. Il «capo saggio di destra» è installato nella montagna di Khangai, vicino a Uliastaj. Dei funzionari sono loro subordinati. L'impero è organizzato su una base militare con una severa disciplina. L'esercito, composto dall'insieme degli uomini, è diviso in dieci reggimenti, suddivisi en squadroni e in «decimi». La divisione decimale dell'esercito, come la tattica e la disciplina militare, sopravviveranno all'impero. La cavalleria, molto mobile, è l'arma principale. Gli Xiongnu impegnano raramente una battaglia schierata, preferendo tendere imboscate. Da fonte cinese, sono eccellenti arcieri.
Come attestano gli scavi di Noin-Ula, gli Xiongnu praticano l'artigianato: lavorazione del ferro (vasellame di fusione e campanelle), filatura e tessitura della lana, oreficeria. Sono certamente sciamanisti. Adorano il cielo (Tengrismo) e gli spiriti delle montagne e dei colli. Per portare il lutto, si feriscono il viso con un coltello perché il sangue si mescoli alle loro lacrime. Strangolano spesso le donne e i servitori dei nobili defunti per seppellirli insieme. Fabbricano una coppa dal cranio dei loro nemici, per decuplicare le loro forze bevendovi dentro. La festa principale ha luogo in autunno quando la popolazione e le truppe si riuniscono per un censimento su ordine del chan-yu.
Gli Xiongnu sono pastori semi-nomadi, allevatori di cavalli e di buoi. La quota di bestiame a persona è stimata in 300 capi per le tribù più ricche. Si stima che la Mongolia poteva nutrire da 4 a 12 milioni di cavalli. Le eccedenze dell'allevamento sono scambiati con i popoli vicini sedentari (Cina) contro beni necessari all'aristocrazia: ricchi vestiti, armi, vasellame, prodotti agricoli.
Gli imperi delle steppe
Verso il 150 gli Xianbei esercitano la loro egemonia sulla Mongolia orientale a detrimento degli Xiongnu settentrionali. Nel III secolo, gli Avari o Rouran formano una confederazione che si estende nel V secolo dalla Corea all'Irtyš. Il potente impero Göktürk di Bumin li sconfigge nel 552. La Mongolia è integrata nel primo poi nel secondo impero turco fino al 744. Gli Uiguri in seguito dominano la regione fino all'840 quando il loro impero cade sotto i colpi dei Chirgisi. Questi ultimi sono cacciati a loro volta dai Kitai nel 924. La Mongolia, svuotata dei suoi abitanti, sfugge ormai ai popoli turchi (gli Uiguri rifiutano la proposta dei Kitai di reintegrare la regione) a vantaggio dei proto-mongoli venuti principalmente dalla Manciuria (Tatari, Naiman, Kerait, Ongut).
Gli imperi delle steppe, secondo la formula di René Grousset, si sono costituiti a partire da un clan che, su iniziativa di un capo energico proclamato khaan (o grand khan o qagan), riunisce con la forza delle armi e delle alleanze matrimoniali una vasta confederazione di tribù. E dopo aver dilagato e sottomesso ricchi reami sedentari vicini, il più spesso il suo impero si smembra sotto i suoi successori altrettanto velocemente di come si è formato.
Si succedono così vari imperi:
III secolo a.C.-II secolo: Confederazione degli Xiongnu. II-III secolo: Confederazione degli Xianbei. V-VI secolo: Confederazione dei Rouran. 552 - 657: Primo impero dei Göktürk. 681 - 747: Secondo impero dei Göktürk. 744-840: Impero degli Uiguri. 840-927: Impero dei Chirghisi. 924-1125: Impero dei Kitai. Fondano la dinastia Liao nella Cina del nord nel 947. 1125-1206: Confederazione dei Mongoli, preambolo delle conquiste mongole. 1206: Impero mongolo di Gengis Khan.