Il campo di sterminio di Bełżec o lager di Bełżec (pronuncia ) fu con Chełmno, Sobibór, Treblinka e Auschwitz-Birkenau uno dei principali campi di sterminio del regime nazista durante l'Olocausto.Secondo la nomenclatura adottata dallo storico Raul Hilberg, il termine "campo di sterminio" distingue quei centri creati specificamente dai nazisti per lo sterminio di massa degli ebrei e di altri gruppi da essi razzialmente o socialmente discriminati. Cf. Frediano Sessi, "Raul Hilberg e la distruzione degli ebrei d'Europa" (introduzione alla prima edizione italiana di Raul Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, Torino: Einaudi, 1995; "I campi di sterminio", Enciclopedia dell'Olocausto.
Situato nell'est della Polonia occupata, a circa due chilometri dalla stazione ferroviaria di Bełżec, un piccolo villaggio nel distretto di Tomaszów Lubelski, nel Governatorato Generale, fu realizzato in primo luogo per l'eliminazione degli ebrei che risiedevano nelle zone circostanti, in seguito ai programmi tedeschi di «arianizzazione» delle zone polacche conquistate dopo l'invasione tedesca.
Divenuto operativo dal 17 marzo 1942 fu (con Sobibór e Treblinka) uno dei tre campi di sterminio che, sul modello di quello di Chełmno, furono aperti nel 1942 nell'est della Polonia occupata, al fine di attuare l'Operazione Reinhard (in tedesco: Aktion Reinhardt) nome in codice dato dai nazisti al progetto di sterminio degli ebrei in Polonia.Arad, Yitzhak. Belzec, Sobibor, Treblinka: The Operation Reinhard Death Camps. Bloomington: Indiana University Press, 1987; The Operation Reinhard sites today, nel sito del Centro di documentazione ebraica contemporanea
A Bełżec furono sperimentate le prime camere a gas fisse con il monossido per lo sterminio ebraico su vasta scala. Chełmno non aveva camere a gas fisse ma mobili, 3 autobus con i tubi dello scarico del monossido di carbonio del motore convogliati all'interno sigillato. Bełżec, che funzionò fino alla fine di giugno 1943, fece da modello ai successivi campi di Sobibór e Treblinka. A Bełżec i corpi delle vittime furono inizialmente sepolti in sterminate fosse comuni e solo in un secondo momento furono riesumati e cremati.
Uno tra i campi più micidiali dell'intero universo concentrazionario nazista come numero di vittime,Bełżec & The Destruction of Galician Jewry - Michael Tregenza. Bełżec fu la tomba di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini provenienti in massima parte dallo svuotamento dei ghetti ebraici dell'est. Vi furono sterminati anche polacchi, militari sovietici e zingari.
Il campo è stato infine liberato dall'Armata Rossa nell'estate 1944.
Contesto storico
Bełżec fu appositamente eretto e ubicato geograficamente nell'Europa Orientale, nel quadro dell'eliminazione di tutta la presenza israelita nella Galizia e nelle aree adiacenti, al fine di "arianizzarle", renderle "Judenfrei", cioè ripulite dagli Ebrei e anche da altri "indesiderabili" come slavi e zingari, per rendere questi territori pronti per essere annessi alla Germania. Una pulizia etnica doverosa, secondo i canoni del Generalplan Ost (Piano Generale per l'Est, GPO). Oltre al totale genocidio ebraico, il Generalplan Ost prevedeva il genocidio, l'espulsione, la riduzione in schiavitù o la germanizzazione per la maggior parte dei polacchi, dei cechi, degli zingari e degli altri popoli slavi che ancora vivevano nei nuovi territori dell'est, caduti sotto l'occupazione tedesca, e che sarebbero stati colonizzati dal Terzo Reich a guerra vinta. Per quanto riguarda i polacchi, si prevedeva che nel 1952 sarebbero stati lasciati in vita solo 3-4 milioni di coloro che risiedevano nell'ex Polonia e il loro compito sarebbe essenzialmente stato quello di servire da manodopera schiava per i colonizzatori tedeschi.Bruno Wasser, L'esperimento di Zamosc, in: Siegfried J. Pucher Il nazista di Trieste - Vita e crimini di Odilo Globočnik, l'uomo che inventò Treblinka, Trieste 2011, p. 183 ss. La follia nazista del Generalplan Ost prevedeva che 50 anni dopo la guerra, ci sarebbe stato lo sterminio e/o l'espulsione di più di 50 milioni di slavi oltre gli Urali, la catena montuosa probabilmente prevista come il successivo confine tedesco. Questo piano faceva parte del famoso progetto Lebensraum, lo spazio vitale nazista, per rendere possibile l'insediamento tedesco in questi territori dell'est che i nazisti consideravano già parte integrante della futura grande Germania.Eichholtz, Dietrich Der "Generalplan Ost" Über eine Ausgeburt imperialistischer Denkart und Politik, da Jahrbuch für Geschichte, Volume 26, 1982
Storia del campo Prima di Bełżec, all'inizio del 1940, era già stato in funzione nella stessa zona, un campo di lavoro coatto per gli ebrei di Lublino, impegnati nello scavo di un grande fossato anticarro di protezione al confine con l'Unione Sovietica. Terminato il lavoro il campo fu smantellato.
La costruzione
Il 13 ottobre 1941, Heinrich Himmler diede al comandante delle SS e della polizia del distretto di Lublino, Brigadeführer Odilo Globočnik, nel corso di una conferenza, due ordini strettamente correlati: iniziare il processo di "arianizzazione" dell'area di Zamość, nel voivodato di Lublino, ed iniziare la costruzione del primo campo di sterminio del Governatorato Generale a Bełżec.
Il sito di Bełżec venne scelto per tre motivi principali: era situato in una zona isolata, circondata da grandi boschi di conifere ai confini tra i distretti (voivodati) di Lublino e Rawa Ruska nella Galizia orientale e quindi indicato allo scopo dello sterminio dei numerosi ebrei presenti di quella zona; era situato vicino alla stazione ferroviaria di Bełżec collegata a sua volta alla grande linea principale che congiungeva Varsavia, Lublino, Rawa Ruska e Leopoli, semplificando così i problemi di trasporto dei deportati verso il campo; sul confine nord del progettato campo era presente un fossato anticarro scavato precedentemente per ragioni militari e che avrebbe potuto servire come prima fossa comune per i corpi dei deportati uccisi.
L'esperto in costruzioni SS-Obersturmführer Richard Thomalla incaricato da Globocnik, iniziò i lavori di costruzione il 1º novembre 1941 con l'aiuto di manodopera polacca locale e, in seguito, di collaborazionisti ucraini provenienti da Trawniki, un campo dove venivano addestrati, nel contesto dell'Operazione Reinhard, ex-prigionieri di guerra che avevano deciso di collaborare con i tedeschi. Più tardi vennero impiegati per la costruzione anche deportati ebrei. L'installazione venne completata negli ultimi giorni di febbraio del 1942.
Lo sterminio nel campo Le tre camere a gas di Bełżec iniziarono ad operare ufficialmente il 17 marzo 1942, la data fissata per l'inizio dell'Aktion Reinhard. Le prime vittime furono gli ebrei deportati dai ghetti di Lublino e Leopoli.
In queste prime operazioni di sterminio si verificarono numerosi inconvenienti tecnici: il meccanismo delle camere era ancora problematico e normalmente solo una o due erano operative contemporaneamente causando così ritardi. Inoltre i corpi, sepolti in fosse e ricoperti solo di un sottile strato di terra, si gonfiavano a seguito del processo di putrefazione e, come risultato delle fughe di gas corporei prodotti, la copertura delle fosse si fendeva, obbligando ad un nuovo lavoro di copertura. Questo inconveniente venne corretto nei campi di sterminio successivi con l'introduzione dei forni crematori.
Presto ci si rese conto che le tre camere a gas originali erano insufficienti per completare il "lavoro" pianificato, in particolar modo con il numero crescente di convogli provenienti da Cracovia e Leopoli. Venne così costruito un nuovo complesso di sei camere a gas in cemento, ognuna di 4 × 8 metri (alcune fonti citano 4 × 5 metri), demolendo contemporaneamente le camere a gas in legno. Il nuovo complesso, in grado di servire 1.000 vittime per volta, venne imitato per gli altri due campi di sterminio dellAktion Reinhard: Sobibór e Treblinka.
L'occultamento del massacro
L'11 dicembre 1942, l'ultimo trasporto di ebrei arrivò a Bełżec. Per questa data la maggior parte degli ebrei dell'area servita da Bełżec erano stati quasi completamente sterminati. Per i pochi rimasti si reputò che il nuovo grande complesso in costruzione ad Auschwitz potesse essere utilizzato in maniera più economica.
Per ordine di Himmler, per nascondere le prove del massacro avvenuto, a partire dal novembre 1942 e fino al marzo 1943 tutti i corpi delle vittime vennero riesumati e cremati su grandi pire di legna alternate con binariBełżec Death Camp - Rudolf Reder. da uno speciale Sonderkommando 1005 composto da ebrei. Le ossa rimaste dopo il processo di cremazione vennero triturate da una speciale macchina e disperse nell'area del campo. Terminate le cremazioni, nella primavera del 1943, il campo di Bełżec venne completamente distrutto: le baracche e le camere a gas vennero smantellate e gli elementi recuperati inviati a Majdanek dove servirono alla costruzione del campo. L'intera area venne camuffata piantando abeti e lupini selvatici. Le villette esterne al campo, proprietà delle ferrovie polacche prima della guerra, vennero lasciate intatte. Gli uomini del Sonderkommando 1005, una volta terminato il compito, vennero inviati a Sobibor, dove vennero sterminati a loro volta.
La direzione del campo
Il campo ebbe due comandanti: SS-Sturmbannführer Christian Wirth, dicembre 1941 - agosto 1942 SS-Hauptscharführer Gottlieb Hering, agosto 1942 - dicembre 1942
Entrambi - come la maggior parte dei loro collaboratori - fin dal 1940 erano stati coinvolti nel programma di "eutanasia" T4, volto all'eliminazione di coloro che soffrivano di disturbi psichici ed handicap fisici. Wirth era stato supervisore dei sei istituti di eutanasia presenti nel Reich, Hering in qualità di comandante dei servizi non medici a Sonnenstein e Hadamar. In qualità di partecipante ai primi "esperimenti" di uccisione mediante gas di persone disabili in Brandeburgo, Wirth divenne subito un "esperto" in uccisioni di massa e per questo venne scelto come primo comandante del primo campo di sterminio del Governatorato Generale.
Il processo di sterminio era diretto da Lorenz Hackenholt, dalle guardie ucraine del campo e da un assistente ebreo. Un piccolo gruppo di ebrei era a disposizione del campo, organizzato in un Sonderkommando, per eseguire tutti i lavori manuali richiesti dallo sterminio: rimuovere i corpi dalle camere a gas, bruciarli, raccogliere e smistare l'abbigliamento delle vittime, ecc. Il Sonderkommando veniva periodicamente sterminato a sua volta e rimpiazzato con nuovi deportati per evitare l'organizzazione di rivolte all'interno del campo da parte di coloro che conoscevano il triste destino che li aspettava.
Il primo comandante del campo Christian Wirth venne ucciso dai partigiani alla fine di maggio 1944 in Italia, nei pressi di Trieste. Il suo successore Gottlieb Hering servì per breve tempo dopo la guerra come comandante della polizia criminale di Heilbronn e morì nell'autunno 1945 in ospedale. Lorenz Hackenholt sopravvisse alla guerra, ma fece perdere le sue tracce e non venne mai ritrovato. Sette appartenenti all'''SS-Sonderkommando Belzec (il reparto responsabili delle operazioni di sterminio a Bełżec) vennero incriminati a Monaco, in Germania, dopo la guerra. Solo uno, Josef Oberhauser, venne processato nel 1965 e condannato a quattro anni e mezzo di prigione.
I metodi di sterminio