Gli successe il fratello minore Ottone, anche se, a causa dei problemi mentali di quest'ultimo, il governo fu retto dallo zio Luitpold, che visse fino all'età di 91 anni, e aveva già governato in nome di Ludovico per tre giorni dopo la sua deposizione per supposta incapacità di intendere.

Altri suoi titoli erano Conte palatino del Reno, Duca di Baviera, di Franconia e di Svevia. È conosciuto anche come "Re delle fiabe" e "Re della Luna", legati rispettivamente ai suoi castelli visionari e al suo stile di vita sempre più notturno e isolato. Queste denominazioni riflettono la sua immagine di sovrano romantico e il progressivo distacco dalla vita politica e di corte. A volte è indicato anche come "Re pazzo", anche se l'esattezza di tale etichetta è stata contestata: fu arrestato per motivi di malattia mentale, senza visita medica, e confinato nel Palazzo di Berg.

Fu considerato un sovrano eccentrico la cui eredità si intreccia con la storia dell'arte e dell'architettura, noto per la costruzione di castelli fiabeschi come il Castello di Neuschwanstein e per il mecenatismo verso il compositore Richard Wagner. La sua figura è generalmente benvoluta e, ancora oggi, è venerata in Baviera, mentre i suoi castelli costituiscono una delle principali attrazioni turistiche della regione, visitata ogni anno da milioni di persone.

Biografia

Giovinezza Ludovico Wittelsbach nacque il 25 agosto 1845 nel Castello di Nymphenburg, presso Monaco di Baviera, primogenito del principe ereditario di Baviera Massimiliano, futuro re Massimiliano II, e della principessa Maria di Prussia. Apparteneva alla dinastia dei Wittelsbach, che governò la Baviera per oltre sette secoli, e discendeva da numerose case regnanti europee, tra cui gli Hohenzollern, i Sassonia-Hildburghausen, gli Assia-Darmstadt, i Meclemburgo-Strelitz e i Sassonia-Weimar.

Fu battezzato con i nomi di Otto Friedrich Wilhelm Ludwig (Ottone Federico Guglielmo Ludovico), ma venne comunemente chiamato Ludwig in onore e per desiderio del nonno paterno, il re Ludovico I di Baviera, nato anch'egli il 25 agosto, nel 1786. La sua nascita coincise inoltre con la festa di San Luigi IX, re di Francia e capostipite della Casa di Borbone. Un ulteriore legame simbolico con la monarchia francese derivava dal fatto che Ludovico I aveva avuto come padrino di battesimo il re Luigi XVI di Francia. Questa connessione con la tradizione dinastica borbonica rimase significativa per l'immagine che Ludovico ebbe di sé per tutta la vita.

Nel 1848 nacque il fratello minore Ottone. Nello stesso anno, in seguito all'abdicazione di Ludovico I durante i moti rivoluzionari, Massimiliano II salì al trono di Baviera e il giovane Ludovico assunse il titolo di principe ereditario.

Ludovico e il fratello Ottone trascorsero gran parte dell'infanzia e della giovinezza nel Castello di Hohenschwangau, dove furono educati da precettori scelti dalla famiglia reale. Ricevettero una formazione severa, improntata alla disciplina e al senso del dovere. I rapporti con i genitori furono tuttavia piuttosto distaccati. Maria di Prussia annotò: "A Ludwig piaceva travestirsi... si dilettava nella recitazione, amava la pittura e simili... e gli piaceva fare regali... di sua proprietà, denaro e oggetti personali agli altri". Fin dall'infanzia manifestò inoltre una vivace immaginazione, una marcata inclinazione alla solitudine e un forte senso della dignità regale, caratteristiche che avrebbero contraddistinto la sua personalità anche in età adulta.

Tra il 1853 e il 1863 la famiglia reale trascorse regolarmente le vacanze estive nella Villa Reale di Berchtesgaden, costruita per volere di Massimiliano II. Secondo una tradizione diffusa dalla fine del XIX secolo, un episodio avvenuto nel parco della residenza avrebbe suscitato nel giovane Ludovico una forte avversione per il luogo già a partire dal 1857. Dopo la morte del padre nel 1864, tale sentimento lo avrebbe indotto a evitare la villa per molti anni.

Re di Baviera

Ascesa al trono

Il 10 marzo 1864 Massimiliano II morì e di conseguenza il figlio Ludovico gli successe al trono. All'età di 18 anni, Ludwig fu proclamato Re di Baviera come Ludovico II ("Ludwig, per grazia di Dio Re di Baviera, Conte Palatino del Reno, Duca di Baviera, Franconia e Svevia"). L'11 marzo alle 10:00, prestò giuramento alla Costituzione bavarese nella Sala del Consiglio di Stato. Il nuovo re apparse per la prima volta in pubblico il 14 marzo in occasione delle esequie del padre defunto. Con i suoi 1,93 metri, re Ludwig era eccezionalmente alto, soprattutto per l'epoca. Al tempo della sua ascesa al trono, Ludovico II aveva appena iniziato i suoi studi universitari. Nel 1873 commentò: "Sono diventato re troppo presto. Non ho imparato abbastanza. Avevo iniziato così bene... studiando diritto costituzionale. Improvvisamente sono stato strappato via e messo sul trono. Beh, sto ancora cercando di imparare..."

Fin dall'inizio, Ludovico II si impegnò a promuovere la cultura: uno dei suoi primi atti come sovrano fu quello di invitare Richard Wagner a Monaco, offrendo così al compositore, gravato da debiti, l'opportunità di continuare la sua attività artistica. Nel 1861 Ludovico, allora ancora erede al trono, assistette per la prima volta alle opere di Richard Wagner, "Tannhäuser" e "Lohengrin". Questo evento probabilmente diede inizio alla sua particolare passione per le opere di Wagner e per il mondo di leggende e fiabe che esse racchiudevano. Le due personalità si incontrarono di persona per la prima volta il 4 maggio 1864. Per tutta la vita, il re rimase legato al compositore, anche quando, per ragioni di Stato, il loro stretto rapporto dovette allentarsi.

Tra il 1864 e il 1865, il sovrano fornì a Wagner, che era indebitato, fiorini, inoltre finanziò, tra le altre cose, il dramma musicale di Wagner "L'anello del Nibelungo". Tuttavia, nel dicembre del 1865, Ludwig II fu costretto a cedere alla resistenza del governo statale, dei cittadini di Monaco e della sua stessa famiglia, e a chiedere che l'impopolare Wagner lasciasse la Baviera. Alcune opere di Wagner esordirono al Teatro Nazionale, tra cui "Tristano e Isotta" (10 giugno 1865), "I maestri cantori di Norimberga" (giugno 1865) "L'oro del Reno" (21 settembre 1868 e il 22 settembre 1869) e "La Valchiria" (26 giugno 1870). Dal 1872 in poi, Ludovico fece rappresentare per lui opere complete di Wagner senza pubblico. Finanziò anche il Richard Wagner Festival Theatre e sostenne la Società di Mecenatismo di Bayreuth, fondata da Marie von Schleinitz. Nel 1868 fondò il "Politecnico di Monaco", istituto universitario precursore dell'attuale Università tecnica di Monaco.

Fidanzamento

Ludovico II di Baviera non si sposò mai. Il 22 gennaio 1867 annunciò il fidanzamento con la principessa Sofia Carlotta di Baviera, di un anno più giovane di lui e sua cugina di primo grado. Sofia era figlia del duca Massimiliano Giuseppe in Baviera e della principessa Ludovica di Baviera, sorella del re Ludovico I. Sofia Carlotta era la sorella minore dell'imperatrice Elisabetta d'Austria. I due si conoscevano fin dall'infanzia e riallacciarono i rapporti durante gli anni del regno di Ludovico. Nel corso del fidanzamento, il sovrano si rivolgeva spesso a Sofia utilizzando il nome «Elsa», in riferimento al personaggio dell'opera Lohengrin di Richard Wagner, mentre egli stesso firmava talvolta le proprie lettere con il nome «Heinrich», richiamando il protagonista dell'opera. Tale scelta rifletteva il forte interesse di Ludovico per il mondo artistico e simbolico wagneriano.

I preparativi per il matrimonio tra Ludovico II e la principessa Sofia Carlotta di Baviera procedettero rapidamente. A causa del loro grado di parentela, fu necessaria una dispensa pontificia, che venne concessa da papa Pio IX. I progetti per le nozze furono presentati al sovrano nel marzo 1867 e la cerimonia venne inizialmente fissata per il 25 agosto dello stesso anno. Tuttavia, Ludovico rinviò ripetutamente la data delle nozze, prima al 12 ottobre e successivamente al 12 novembre 1867. Con il passare dei mesi il suo atteggiamento divenne sempre più esitante e distante, nonostante i preparativi fossero ormai in fase avanzata. Il 7 ottobre 1867 il re decise infine di rompere il fidanzamento, suscitando grande sorpresa e delusione negli ambienti di corte e nelle famiglie coinvolte.

La decisione provocò particolare amarezza nell'imperatrice Elisabetta d'Austria, sorella di Sofia, che in una lettera privata espresse un giudizio molto severo sul comportamento del sovrano. Nonostante la fine del fidanzamento, Sofia Carlotta mantenne rapporti cordiali con la famiglia reale bavarese e nel 1868 sposò il principe Ferdinando d'Orléans, duca d'Alençon. Le ragioni che portarono Ludovico II a rinunciare al matrimonio sono state oggetto di numerose interpretazioni da parte degli storici. Alcuni studiosi hanno evidenziato il suo scarso interesse per la vita coniugale e le difficoltà che mostrava nei rapporti affettivi, mentre altri hanno sottolineato il peso esercitato dalla sua concezione idealizzata e romantica dell'amore.

Nel corso del XX secolo, la pubblicazione di documenti privati, tra cui parti dei suoi diari e della corrispondenza personale, ha alimentato il dibattito sul suo orientamento sessuale. Una parte significativa della storiografia contemporanea ritiene probabile che Ludovico fosse omosessuale, pur sottolineando come le testimonianze disponibili non consentano di ricostruire con certezza tutti gli aspetti della sua vita privata. Le interpretazioni degli studiosi su questo tema restano pertanto oggetto di discussione. Tra le figure maschili con cui il re avrebbe potuto avere rapporti particolarmente stretti sono talvolta citati il suo capo stalliere Richard Hornig e l'attore teatrale austriaco Josef Kainz.

Guerra contro la Prussia Ludovico II salì al potere in un periodo in cui la Germania, al tempo ancora una confederazione di Stati, si stava riorganizzando. L'11 maggio 1866, re Ludwig firmò l'ordine di mobilitazione, portando così la Baviera in una guerra tra Austria e Prussia a fianco della Confederazione germanica e quindi dell'Impero austriaco. Il sovrano bavarese, che aveva mostrato scarsa inclinazione militare fin dall'infanzia, lasciò la politica bellica ai suoi ministri e si recò in Svizzera per incontrare Richard Wagner. Nel trattato di pace successivo alla sconfitta, la Baviera si impegnò a pagare alla Prussia un'indennità di guerra di 30 milioni di fiorini e cedere anche il distretto di Gersfeld e il circondario di Orb. Inoltre, in virtù di un'alleanza difensiva e offensiva stipulata dopo il conflitto, l'esercito bavarese venne posto sotto il comando prussiano in caso di guerra. Tra novembre e dicembre 1866 Ludovico II compì un viaggio ufficiale in Franconia, l'unico effettuato durante il suo regno. Negli anni successivi si dedicò sempre più ai propri interessi artistici e culturali, trascorrendo lunghi periodi nelle residenze reali e affidando gran parte degli affari di governo ai ministri e ai collaboratori di corte.