Il Concerto per clarinetto e orchestra in La maggiore K 622 è l'ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart per strumento solista, scritta nel 1791 due mesi prima di morire. È l'unico concerto per clarinetto realizzato dal musicista.

Composizione fra le più importanti scritte da Mozart che è riuscito a ottenere da uno strumento non usuale delle sonorità di grande espressione, sfruttandone le notevoli capacità timbriche. Caratterizzata da un fascino crepuscolare e malinconico, l'opera è comunque una pagina vitale e dalla luminosa cantabilità. Il Concerto in La maggiore apre la strada a successive importanti opere come i Concerti per clarinetto di Carl Maria von Weber e a composizioni da camera di Mendelssohn e Brahms..

Storia L'ultimo anno della vita di Mozart fu un periodo di intensa attività compositiva.. Scrisse La clemenza di Tito e Il flauto magico, il mottetto Ave verum corpus, il Quintetto per archi K 614 e due cantate massoniche. Verso la metà di settembre, rientrato a Vienna da Praga, iniziò la composizione del Requiem, interrompendolo a tratti per scrivere le ultime parti de Il flauto magico; il lavoro che però lo impegnò di più in quei giorni fu la stesura del Concerto per clarinetto. che completò in poco tempo e dedicò all'amico Anton Stadler, noto clarinettista, che ne fu il primo interprete. Fu proprio Stadler, che si trovava a Praga per dei concerti, a informare l'amico del buon esito ottenuto dall'ultima replica della sua opera La clemenza di Tito..Stadler, amico e fratello in massoneria, era anche spesso compagno delle allegre serate che Emanuel Schikaneder organizzava per alleviare le fatiche compositive del musicista. Per lui Mozart aveva già composto diverse opere: il Quintetto in La maggiore, il Trio Kegelstatt, e due passaggi "obbligati", uno per clarinetto l'altro per corno di bassetto, nell'opera La clemenza di Tito. Cfr.

La data di composizione del Concerto non è certa, ma fu scritto quasi completamente nel mese di ottobre e registrato dal compositore nel suo personale catalogo come realizzato fra il 28 settembre e il 15 ottobre 1791;. Mozart utilizzò una parte già scritta in precedenza poiché le prime 199 battute sono praticamente simili a una breve sezione (Allegro) di un concerto per corno di bassetto, K 621b, composto quasi sicuramente uno o due anni prima; infatti un esame del tipo di filigrana della carta utilizzata lo collocano tra il 1786 e il 1787.. Il musicista fece pervenire a Stadler il manoscritto della partitura a metà ottobre e la prima esecuzione del Concerto avvenne molto probabilmente a Praga il 16 ottobreLa data è stata determinata solo dal fatto che Stadler in quel giorno si esibì in concerto a Praga al Teatro degli Stati, ma non è rimasto alcun programma della serata. Cfr. . al Teatro degli Stati, lo stesso teatro dove era stati rappresentati il Don Giovanni e La clemenza di Tito. Il compositore non ebbe però mai la possibilità di ascoltare dal vivo l'esecuzione della propria opera.

Le recensione furono generalmente positive e a Stadler furono riconosciute le grandi capacità di esecutore. Un articolo pubblicato nel mese di gennaio 1792, in relazione al concerto tenuto al Teatro degli Stati, sul Berlin Musikalisches Wochenblatt era annotato: «Herr Stadler, un clarinettista di Vienna. Un uomo di grande talento e riconosciuto come tale nella corte [...] Il suo modo di suonare è brillante e rappresenta una testimonianza della sua sicurezza».

Organico Solista: clarinetto in La. Orchestra composta da: due flauti, due fagotti, due corni, archi (violini primi e secondi; viole, violoncelli, contrabbassi)

Strumentazione

Il 20 febbraio 1788 il clarinettista Stadler introdusse nelle sue esecuzioni a Vienna un nuovo tipo di strumento, derivato dal corno di bassetto, ideato da Theodor Lotz; il nuovo tipo di clarinetto ne condivideva la stessa intonazione e configurazione. Lo strumento di Lotz venne inizialmente definito "clarinetto basso". Mozart scrisse il suo Concerto per una versione più tarda dello strumento.

Come nel Quintetto per clarinetto K 581 scritto due anni prima, Mozart scelse un clarinetto di bassetto in La come strumento solista per il nuovo concerto che scrisse su misura per le notevoli capacità interpretative di Stadler.. Questo strumento si differenzia dal normale clarinetto in La per l'estensione nel registro basso, che supera di una terza maggiore quella del clarinetto soprano, raggiungendo il do2 invece del mi2. Le note aggiuntive (Do-Do♯-Re-Mi♭) sono anche chiamate note di bassetto.

Mozart intendeva originariamente scrivere il concerto in Sol maggiore e per un corno di bassetto accordato in Sol. In un autografo pervenuto, le prime 199 battute si trovano infatti scritte in Sol maggiore, esattamente come lAllegro del K 621b. In seguito si decise invece per il La maggiore, influenzato probabilmente dall'amico clarinettista Anton Stadler che non possedeva un corno di bassetto, ma un clarinetto di bassetto che chiamava Inventions-Klarinette (clarinetto delle invenzioni).

Data la rarità, anche all'epoca, dei clarinetti di bassetto, la parte dello strumento principale fu presto trascritta per il comune clarinetto in La. La partitura originale per clarinetto di bassetto è andata perduta. Solo verso la metà del XX secolo alcuni strumentisti tentarono di ripristinare la versione originale della parte di clarinetto con una serie di passaggi nel basso. Contemporaneamente alcuni costruttori intrapresero la fabbricazione di moderni clarinetti di bassetto..

Entrambe le versioni trovano esecuzione in concerto. Sempre più solisti di fama internazionale usano il clarinetto di bassetto, sia esso uno strumento moderno o la riproduzione di uno strumento storico. La maggior estensione del registro grave consente agli esecutori di ottenere suoni profondi e morbidi proprio come Mozart aveva ideato. Tra gli esecutori che hanno compiuto questa scelta si ricordano Sabine Meyer, Alessandro Carbonare, Sharon Kam. Alcuni solisti hanno anche registrato il concerto con un clarinetto di bassetto tra cui Sabine Mayer, Michael Collins, Ernst Ottensamer; va ricordata soprattutto una delle migliori esecuzioni, quella sia al corno di bassetto che al clarinetto analogo, del francese Michel Arrignon.

Mozart ha utilizzato il clarinetto in altre due precedenti composizioni strumentali: Trio Kegelstatt in Mi bemolle K 498 (1786) e Quintetto per clarinetto K 581 (1789), anche se quest'ultima composizione è stata scritta per clarinetto di bassetto, adattata solo in seguito per clarinetto in La. Per diversa tipologia di strumenti a fiato il musicista ha lasciato altri sette concerti: uno per fagotto K 191, due per flauto in Sol maggiore K 313 e in Re maggiore K 314 e ben quattro per corno.

Struttura e analisi Il concerto è costituito da tre movimenti: Allegro (La maggiore) Adagio (Re maggiore) Rondò. Allegro (La maggiore)

L'orchestra è di impostazione cameristica e non presenta sonorità vive e brillanti non avendo nel suo organico oboi, clarinetti e trombe. Il clarinetto, strumento dal suono suadente, si esprime con melodie ora soavi, ora dagli accenti drammatici, ma il tono è sempre pacato. La composizione ha tutte le caratteristiche di musica da camera per il tono familiare e riposto, privo di qualsiasi tipologia di esibizione o sfoggio virtuosistico.. Nel Concerto non è presente nemmeno l'usuale cadenza del solista.. Proprio per il suo carattere nostalgico e di sentito lirismo il Concerto è stato definito "autunnale" e anche "di commiato", a indicare la composizione come una delle ultime lasciate dal musicista.

Il Concerto, perfettamente equilibrato tra l'ideazione musicale e le particolari risorse timbriche del clarinetto, si può perfettamente avvicinare alle fulgide creazioni del contemporaneo Flauto magico ed è rivelatore di quali grandi e innovative realizzazioni il musicista, alla fine dei suoi giorni, avrebbe potuto ancora portare a compimento..

Allegro Il primo movimento è un Allegro e ha un carattere al tempo stesso elegante e gioioso e virtuosistico. Si apre con una breve introduzione strumentale del tema ripreso dal clarinetto con passaggi che mettono in risalto le doti tecniche dello strumento; il notevole lavoro contrappuntistico elabora il tema sottolineandone i passaggi dalle note più gravi a quelle acute. Anche gli altri due temi esposti dal solista giocano su questi passaggi, mettendo in evidenza le particolarità timbriche e sinuose del clarinetto.

Adagio

LAdagio è il secondo movimento, ha un andamento calmo e rilassante, commovente, tanto da evocare la voce umana. Si conclude con una nota lunga di speranza e musicalità. Dei tre movimenti che compongono il concerto, lAdagio è quello in cui la melodia tocca le vette più alte, raggiungendo momenti di carattere intimo e di struggente malinconia, quasi un voler raggiungere la luce di un universo sereno, lontano da ogni turbamento del vivere.

Rondò. Allegro Il Rondò. Allegro è il terzo e ultimo movimento, è molto spiritoso e vitale. Scritto in 6/8 si presenta nella forma di Rondò dalla grande vivacità ritmica. In più di un passaggio si ritrovano echi del contemporaneo Flauto magico. Il movimento con la sua gioiosità conclude il concerto con un finale movimentato ed allegro.

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

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Collegamenti esterni Base orchestrale del Concerto KV 622 di Mozart su Iltamnsy

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