La storia della UEFA Champions League, ovvero la massima competizione internazionale per club d'Europa, è iniziata nel 1955, con l'istituzione della Coppa dei Campioni d'Europa. Il torneo cambiò denominazione nel 1992, venendo ribattezzato UEFA Champions League.
Storia Le origini della competizione L'idea di calcio internazionale è certamente legata agli incontri fra le squadre nazionali, essendo le società di club confinate nell'ambito interno a ciascun paese. Talune nazioni organizzano manifestazioni comuni quali la Coppa dell'Europa centrale (1927) la Coppa Latina (1949) e la Coppa Grasshoppers (1952), ma questi esperimenti si limitano sempre a un'area geografica di dimensioni contenute. Il concetto di competizione paneuropea per formazioni di club nasce nel 1954, quando sui giornali sportivi francesi, principalmente in risposta ad alcuni articoli del Daily Mail in cui si afferma la supremazia del a livello europeo, si apre un acceso dibattito su quale fosse la squadra più forte del continente tra gli spagnoli del , gli italiani del , gli ungheresi dell' e gli stessi inglesi del , formazioni all'epoca ai vertici dei rispettivi campionati nazionali. Così il quotidiano transalpino L'Équipe, diretto da Gabriel Hanot, propone alla FIFA e alla neonata UEFA l'idea di un campionato fra i maggiori club d'Europa. Il giornalista a tal proposito scrive:
Entrambe le associazioni non si mostrano entusiaste dell'idea (e in questo erano sostenute dalla federazione nazionale inglese) ma, una volta che L'Équipe si muove privatamente con i dirigenti di numerose società, organizzando una riunione di rappresentanti di svariati club europei nella primavera del 1955, la FIFA impone all'UEFA l'organizzazione del nuovo torneo. Il timore dell'UEFA è quello che un campionato europeo per club possa avere un successo tale da oscurare sia i campionati nazionali, sia il nascente Campionato europeo per nazioni. La confederazione continentale decide pertanto di limitare il progetto, strutturandolo sul meccanismo dell'eliminazione diretta e ammettendo una sola società, indicata dalle federazioni nazionali, per ciascun paese. Nasce così la Coppa dei Campioni d'Europa (in francese Coupe des clubs champions européens, in inglese European Cup), che si disputerà sotto l'egida dell'UEFA. Alla prima stagione del torneo prendono parte, su invito (come avviene per la Coppa delle Fiere), sedici formazioni provenienti dalle principali federazioni calcistiche del continente. Unica assenza di spicco è quella della Football Association inglese, che non ritiene il nuovo trofeo all'altezza del blasone dei fondatori del football.
La prima partita della competizione si gioca il 4 settembre 1955 a Lisbona tra lo e gli jugoslavi del . Nessuna di queste due squadre vanta in quel momento il titolo nazionale nel proprio paese. Ogni singola federazione è, infatti, libera di designare la propria rappresentante in piena indipendenza, con la vaga condizione che la società prescelta abbia vinto almeno una volta il campionato nazionale in passato. Nei fatti, solo sette delle partecipanti sono campioni in carica; ciò lascerà uno strascico linguistico negli anni successivi, dato che l'espressione Coppa dei Campioni d'Europa sarà tendenzialmente ridotta a Coppa dei Campioni nei paesi che subito hanno a rappresentarli la detentrice dello scudetto, e a Coppa d'Europa negli altri. La formula della competizione prevede la semplice eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, a parte la finale, da disputarsi a Parigi in campo neutro. I primi a laurearsi campioni d'Europa sono gli spagnoli del , che battono i francesi dello davanti a spettatori. Il successo di pubblico di questa prima stagione convince cinque nuove nazioni, tra cui l'Inghilterra, a entrare in gara. L'UEFA riesce a imporre che ciascuna federazione presenti il proprio campione in carica, con l'unica eccezione, fino al 1960, della possibile coincidenza nella quale la squadra già detentrice del titolo di campione d'Europa vinca il proprio campionato nazionale; in quel caso la seconda classificata in campionato sarà ugualmente ammessa alla competizione.
Il torneo conosce un rapido sviluppo. Nel volgere di pochi anni tutte le 32 federazioni europee decidono di iscrivere i propri campioni; l'ultima a farlo è quella dell'Unione Sovietica nel 1966. L'entusiasmo è tale che nel 1960 sarà creata una identica manifestazione per le vincitrici delle coppe nazionali, la Coppa delle Coppe, la cui prima vincitrice sarà la Fiorentina.
Il dominio del Real Madrid (1956-1960) La Coppa dei Campioni, nelle sue prime edizioni, è nettamente dominata dal Real Madrid. Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás, Raymond Kopa, José Santamaría e Miguel Muñoz furono tra gli artefici delle cinque vittorie consecutive in Coppa dei Campioni tra il 1955-1956 e il 1959-1960.
Alla prima edizione della Coppa dei Campioni, contraddistinta da un'alta media-gol, prendono parte 16 squadre: il campione di Spagna, lo Stade de Reims campione di Francia, il campione d'Italia, il Djurgården campione di Svezia, l'Aarhus campione di Danimarca, il Rot-Weiss Essen campione della Germania occidentale, l' campione del Belgio, lo campione del Portogallo, l'Hibernian (Scozia), il (Serbia), il Budapesti Vörös Lobogó (Ungheria), il Rapid Vienna (Austria), il Saarbrucken (Saarland), il Gwardia Varsavia (Polonia), il PSV Eindhoven (Paesi Bassi) e il Servette (Svizzera). Nella prima partita della competizione, João Baptista Martins segna il primo gol della Coppa dei Campioni, portando in vantaggio lo Sporting Lisbona: finirà 3-3, con due doppiette per Martins e Milutinović, attaccante del Partizan Belgrado. Il 21 settembre 1955 l'austriaco Alfred Körner segna 3 gol nella partita tra il suo Rapid Vienna e il PSV (6-1): è la prima tripletta nella storia della Coppa dei Campioni. Il 12 ottobre seguente lo jugoslavo Miloš Milutinović realizza quattro gol nella sfida di ritorno contro lo Sporting Lisbona (5-2), infrangendo il record precedente: è il primo poker di reti nella storia del torneo. Ai quarti di finale il Budapest di Nándor Hidegkuti è eliminato dal lo Stade de Reims (8-6) ed esce anche il Partizan Belgrado di Milutinović, al quale non basta la vittoria per 3-0 contro il Real Madrid, a causa della sconfitta per 4-0 rimediata all'andata a Madrid. L'attaccante jugoslavo, grazie a un'altra doppietta proprio contro il Real Madrid, raggiunge quota 8 reti e vince la classifica dei marcatori della Coppa Campioni. Alle semifinali arrivano Real Madrid, Stade de Reims, Milan e Hibernian: il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano e Francisco Gento affronta il Milan di Gunnar Nordahl, Nils Liedholm, Juan Alberto Schiaffino e Cesare Maldini, mentre nell'altra semifinale Raymond Kopa guida lo Stade de Reims contro l'Hibernian, arrivato tra le prime quattro d'Europa con le reti di Eddie Turnbull. Lo Stade de Reims regola facilmente gli scozzesi (3-0 complessivo), mentre il Real Madrid fatica a superare il Milan (4-2 all'andata, 2-1 per il club italiano al ritorno), raggiungendo la finale grazie al 5-4 complessivo. In finale, entrambe le squadre schierano il 3-2-5: a Parigi, i francesi dello Stade de Reims passano subito in vantaggio e al 10' sono già avanti per 0-2 con le reti di Michel Leblond e Jean Templin. Quattro minuti più tardi Di Stéfano realizza l'1-2 che accorcia le distanze e alla mezz'ora Héctor Rial rimette il punteggio in parità: si va all'intervallo sul 2-2. Michel Hidalgo realizza il 2-3 per i francesi al 62', ma Marquitos pareggia nuovamente dopo pochi minuti e a dieci dalla fine, poi Rial firma il 4-3 del definitivo successo per la squadra spagnola. Davanti a 40.000 spettatori, i primi campioni d'Europa furono, dunque, gli spagnoli del Real Madrid. Il 13 giugno 1956 Santiago Bernabéu fece inserire una nuova clausola nel regolamento della competizione: la squadra vincitrice del trofeo avrebbe potuto difendere il titolo nell'edizione successiva. Bernabéu così garantiva alla propria squadra, il , la partecipazione alla competizione pur non avendo la squadra vinto il campionato nazionale, come invece richiedeva il regolamento originario.
Nell'annata successiva cinque nuove federazioni decidono d'iscriversi alla competizione europea: oltre all'Inghilterra, anche Bulgaria, Cecoslovacchia, Lussemburgo, Romania e Turchia, mentre la Saarland è annessa alla Germania Ovest. Nel primo turno il travolge l'Anderlecht per 12-0, con 10 reti segnate solo nella gara di ritorno (4 da Dennis Viollet, 3 da Tommy Taylor). Spiccano inoltre le triplette di Marc Boreux per lo Spora Lussemburgo (nella sconfitta per 4-3 contro il ), quella di José Luis Artetxe (3-0 dell'Athletic Bilbao contro il ) e quella di Alfred Kelbassa, nello spareggio tra e Spora Lussemburgo conclusosi con il risultato di 7-0. Al primo turno i Busby Babes superano anche il Borussia Dortmund (3-2), mentre il Real Madrid si fa fermare dal Rapid Vienna: dopo il 4-2 ottenuto all'andata, gli spagnoli cadono per 3-1 a Vienna (tripletta di Ernst Happel), rischiando anche di uscire subito se non fosse per un gol di Di Stéfano nella ripresa; allo spareggio i Blancos regolano il Rapid Vienna per 2-0. Ai quarti di finale Matt Busby compie un'altra impresa: sotto di 3-0 contro l'Athletic Bilbao, i Red Devils cedono per 5-3; al ritorno, giocato a Manchester, lo United si impone per 3-0 - decisiva la rete di Johnny Berry all'85' - e passano alle semifinali, dove sono raggiunti dal Real Madrid, dalla e dalla del bomber Borivoje Kostić. Nelle semifinali, la Fiorentina affronta e batte la Stella Rossa (1-0, gol di Maurilio Prini), mentre il Real Madrid estromette il Manchester United (5-3), nelle cui file spicca anche un giovanissimo Bobby Charlton, già in gol alla sua prima stagione europea. In finale la Fiorentina resiste per 70' prima di cadere sotto i colpi delle Merengues, che hanno una potenza offensiva di primissimo ordine: da sinistra a destra del campo, Gento, Rial, Di Stéfano, Mateos e Kopa, appena arrivato dallo Stade de Reims. L'attaccante mancuniano Viollet è eletto a capocannoniere con 9 reti, davanti al compagno di squadra Taylor.