La battaglia di Ford Donelson fu combattuta dall'11 al 16 febbraio del 1862 nell'ambito del Teatro Occidentale della guerra di secessione americana. La cattura da parte dell'Unione del confederato Fort Donelson - una fortezza posizionata nei pressi del confine tra Tennessee e Kentucky sulle sponde del fiume Cumberland - aprì alla penetrazione dello stesso corso d'acqua, un'importante via d'accesso per la programmata invasione del territorio Sudista.

Il successo consentirà anche al Brigadier generale Ulysses S. Grant, fino ad allora un oscuro ufficiale ed in gran parte comandante ancora non riconosciuto ufficialmente, di ottenere la promozione al grado di Maggior generale; lo scontro gli varrà inoltre anche l'appellativo di "Unconditional Surrender".

Grant mosse il proprio esercito lungo un percorso di 19 km via terra fino a giungere davanti al Forte tra il 12 e il 13 di febbraio, conducendo numerosi piccoli attacchi con lo scopo di sondare la situazione sul campo; anche se in quel momento il nome non era ancora in uso le truppe che servivano sotto Grant erano il nucleo della futura Armata del TennesseeWoodworth, p. 10..

Il 14 seguente cannoniere unioniste guidate dal "Flag officer" Andrew Hull Foote tentarono di aver ragione sul fortino con un bombardamento via fiume, ma furono costrette a ritirarsi dopo aver subito gravi danni dalle postazioni a pelo d'acqua delle batterie d'artiglieria avversarie.

Il giorno 15 il comandante nemico John Buchanan Floyd (ex ministro della presidenza di James Buchanan), vedutosi circondato e messo alle strette da tutte le parti, lanciò un'offensiva a sorpresa contro il fianco destro della fanteria Nordista nel tentativo di aprirsi un varco per una via di fuga fino a Nashville; ma Grant, che si trovava lontano dal campo di battaglia all'inizio dell'attacco, si diresse velocemente in prima linea per radunare i suoi uomini e contrattaccare.

Nonostante avesse ottenuto un parziale successo riuscendo ad aprirsi la strada per un ritiro, Floyd smarrì il controllo dei propri nervi e ordinò ai suoi uomini di tornare indietro. La mattina successiva egli, assieme al suo 2° Gideon Johnson Pillow, riuscirà a scappare con un piccolo distaccamento di truppe; il loro sostituto al comando, Simon Bolivar Buckner, più tardi entro quella stessa giornata accetterà i termini di resa incondizionata impostigli da Grant. Espugnato e reso inoffensivo Fort Donelson la strada per avanzare in direzione Sud era aperta.

Antefatti

Situazione militare

La battaglia di Fort Donelson, che avrà inizio il giorno 12, ebbe luogo poco dopo la resa del vicino Fort Henry avvenuta 6 giorni prima. Esso era stato una postazione chiave al centro della linea difensiva del Tennessee; la sua cattura a seguito della aveva aperto il fiume Tennessee alle formazioni unioniste e ai movimenti fluviali di rifornimentoCooling, pp. 12-13. Circa difensori confederati fuggirono prima della sua caduta marciando per 19 km in direzione Est per raggiungere Fort DonelsonCooling, Campaign for Fort Donelson, pp. 12–13; Esposito, text for map 26..

Nei giorni immediatamente seguenti alla resa di Fort Henry le truppe dell'Unione tagliarono le linee dei collegamenti ferroviari a Sud del Forte, limitando in tal maniera significativamente la mobilità laterale dei secessionisti con la conseguenza d'impedire il trasferimento di rinforzi nell'area atti a difendersi dalle soverchianti forze avversarieEsposito, map 25; Gott, pp. 65, 122; Nevin, p. 79.. Con la perdita di Fort Henry i Sudisti dovettero affrontare alcune difficili scelte.

L'esercito di Grant ora tagliava in due tronconi le forze principali della Confederazione nella regione, dirette da Albert Sidney Johnston; quelle di Pierre Gustave Toutant de Beauregard posizionate a Columbus con uomini e quelle di William Joseph Hardee con sede a Bowling Green ammontanti a uomini.

Fort Donelson poteva contare su non più di effettivi. L'Unione avrebbe avuto la possibilità di attaccare Columbus, Donelson e quindi minacciare direttamente Nashville con buone speranze di riuscita; Grant, assieme a Don Carlos Buell, poteva contare su 45-000 uomini fermi temporaneamente a Louisville.

Il Comandante Sudista si rivelerà quantomai preoccupato per la facilità con cui le cannoniere avversarie avevano abbattuto Fort Henry, non capendo che l'alta marea del Tennessee aveva giocato un ruolo cruciale inondandolo: sarà maggiormente timoroso per la minaccia costituita a Buell che non per Grant e sospetterà che le operazioni fluviali intraprese potevano in realtà rappresentare un semplice diversivo.

Johnston decise una tattica d'azione la quale farà perdere del tutto l'iniziativa su una buona parte della propria linea difensiva, ammettendo tacitamente che la strategia difensiva confederata per mantenere il controllo del Tennessee era solamente una finzioneGott, p. 121..

Il 7 di febbraio, in un consiglio di guerra tenutosi al "Covington Hotel" di Bowling Green, scelse di abbandonare il Kentucky occidentale ritirando Beauregard da Columbus, evacuando la stessa Bowling Green ed infine spostando le forze lì dislocate a Sud del fiume Cumberland poco davanti a NashvilleGott, p. 122..

Nonostante i dubbi espressi sulla sua difendibilità, accetterà il consiglio espressogli da Beauregard di rinforzare Fort Donelson con altri uomini, ben sapendo che un'eventuale sconfitta avrebbe significato l'inevitabile perdita delle posizioni acquisite nell'intero medio Tennessee, oltre che della vitale città manifatturiera e arsenale di NashvilleNevin, p. 81; Cooling, Campaign for Fort Donelson, p. 18; Gott, p. 123..

Johnston voleva dare il comando del fortino a Beauregard, che aveva saputo dimostrarsi assai abile nel corso della prima battaglia di Bull Run, ma quest'ultimo declinerà l'invito a causa di una faringite; la responsabilità passò quindi a John Buchanan Floyd, che era appena arrivato dopo un incarico fallito sotto Robert Edward Lee nella Virginia OccidentaleGott, p. 67; Campaign for Fort Donelson, p. 18.

Floyd era ricercato nel Nord per presunte attività cospirative a favore della secessione quando era Segretario alla Guerra nel corso della presidenza di James Buchanan; il suo retaggio era eminentemente politico e non militare, pur trovandosi a coprire il ruolo di brigadiere generale senior sul fronte del CumberlandCooling, Campaign for Fort Donelson, p. 23..

Per quanto riguardava l'Unione anche il Maggior generale Henry Halleck, diretto superiore di Grant come comandante del "Dipartimento del Missouri", si trovava in apprensione; egli aveva autorizzato il proprio sottoposto a sferrare l'attacco contro Fort Henry, ma ora sentiva che continuare anche a Fort Donelson poteva essere assai rischioso. Nonostante il successo ottenuto aveva poca fiducia in lui, considerando che Grant era imprudente; Halleck tenterà di convincere il rivale Buell ad assumere il comando della campagna per coinvolgere le sue forze aggiuntiveWoodworth, p. 84.

Nonostante l'alta considerazione dimostrata da Johnston nei riguardi di Buell, questi manteneva un atteggiamento decisamente passivo se confrontato all'intraprendenza e all'aggressività di Grant; egli non sospetterà mai che si stesse considerando l'ipotesi di sollevarlo dall'incarico, ma era altresì ben consapevole che un qualsiasi ritardo o inversione dei piani prestabiliti potesse diventare un'occasione per Halleck di perdere la calma e quindi anche di far annullare l'operazioneGott, pp. 118–19.. Il 6 di febbraio Grant aveva fatto sapere al comandante: "Fort Henry è nostro... Ora prenderò e distruggerò Fort Donelson entro l'8 per poi tornare indietro"McPherson, p. 397..

Questa scadenza autoimposta fu eccessivamente ottimistica prevalentemente a causa di 3 fattori: pessime condizioni della strada che conduceva al Forte; la necessità di truppe per trasportare i rifornimenti lontano dalle acque del fiume Tennessee che avevano inondato la zona (l'8 di febbraio Fort Henry risulterà completamente sommersoGott, p. 105.) ed infine i danni che aveva subito il "Mississippi River Squadron" (Western Gunboat Flotilla) guidato da Andrew Hull Foote nel duello di artiglieria scambiato con gli occupanti di Fort HenryCooling, Campaign for Fort Donelson, p. 20.

Se solo Grant fosse stato in grado di muoversi con estrema rapidità avrebbe anche potuto prendere Fort Donelson già il giorno 8; all'alba dell'11 tenne un consiglio di guerra in cui tutti i generali presenti approvarono i suoi piani d'attacco, con l'eccezione di John Alexander McClernand il quale mantenne qualche riserva. Questo sarà l'ultimo consiglio preliminare che Grant terrà per tutto il resto della durata della guerraGott, p. 136..

Forze in campo

Ordine di battaglia unionista Comando unionista L'Armata di Grant del Distretto del Cairo (Illinois) era composto da 3 divisioni, comandate rispettivamente da McClernand, C.F. Smith e Lew Wallace; all'inizio Wallace era un comandante di brigata di riserva a Fort Henry, ma fu convocato il 14 di febbraio e incaricato di riunire una nuova divisione che includeva rinforzi in arrivo a bordo di una nave a vapore, compresa la brigata di Charles Cruft presa in prestito da BuellEsposito, map 26; Gott, p. 138.

I 2 reggimenti di cavalleria e le 8 batterie di artiglieria sostenevano la fanteria. Complessivamente le forze dell'Unione contavano in circa uomini, anche se all'inizio della battaglia ne erano disponibili solo Gott, pp. 282–85; Nevin, p. 81; Cooling, Campaign for Fort Donelson, p. 21.. Armata del Tennessee: Distretto del Cairo Brigadier generale Ulysses S. Grant, al comando. Capo di stato maggiore: Colonnello Joseph Dana Webster. Capo del Genio militare: Colonnello James B. McPherson. Assistente Aiutante Generale: Capitano John Aaron Rawlins.

Fonti:Official Records, Series I, Volume VII, page 167Official Records, Series I, Volume VII, page 157. Divisioni Brigate Reggimenti e Altri1ª Divisione

Brigadier generale John A. McClernand 1ª BrigataMorto in combattimento-184, Wounded in action-603, Missing in action-66 = 853

Colonnello Richard James Oglesby 8th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Frank L. Rhoads 18th Illinois Volunteer Infantry Regiment:Colonnello Michael Kelly Lawler (ferito), Capitano Daniel H. Brush (ferito), Capitano Samuel B. Marks 29th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello James S. Reardon 30th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Elias Smith Dennis 31st Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello John A. Logan (ferito), Capitano Jasper M. Dresser "Battery "D", 2nd Regiment Illinois Volunteer Light Artillery: Capitano Thomas Larrison 2nd Regiment Illinois Volunteer Cavalry, Compagnia A e B: Maggiore John J. Mudd (ferito), Capitano John Hotaling 2nd Cavalry Regiment, Compagnia C; 4th Cavalry Regimen, Compagnia I: Luogotenente James Powell Independent Illinois Volunteer Cavalry Companies Carmichael: Capitano Eagleton Carmichael Independent Illinois Volunteer Cavalry Companies Dollins: Capitano James Dollins Independent Illinois Volunteer Cavalry Companies O'Hartnett: Capitano M. J. O'Harnett Independent Illinois Volunteer Cavalry Companies Stewart: Luogotenente Ezra King 2ª BrigataMorti in combattimento-99, Wounded in action-350, Missing in action-98 = 547

Colonnello W.H.L. Wallace 11th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Luogotenente colonnello Thomas Edwin Greenfield Ransom (ferito), Maggiore Garnett Nevin 20th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Charles Carroll Marsh 45th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello John Eugene Smith 48th Illinois Volunteer Infantry Regiment: Colonnello Isham Nicholas Haynie, Luogotenente colonnello Thomas H. Smith (ucciso) Battery "B", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery: Capitano Ezra Taylor Battery "D", 1st Regiment Illinois Volunteer Light Artillery: Capitano Edward McAllister