Il Fiat C.R.42 Falco era un biplano di tipo sesquiplano, monoposto e monomotore da caccia. con carrello fisso e struttura metallica a rivestimento misto (parte in metallo e parte in tela), realizzato dalla casa torinese alla fine degli anni trenta. Venne utilizzato nella seconda guerra mondiale prevalentemente dalla Regia Aeronautica, ma fu acquistato anche da paesi come Belgio, Ungheria, Finlandia e Svezia.Ethell 1996, p. 62..
Il "Falco" fu l'ultimo caccia biplano della storia ad essere costruito in serie. Assieme al Gloster Gladiator britannico e al Polikarpov I-15 sovietico, fu anche l'ultimo caccia biplano a combattere nel secondo conflitto mondiale e l'ultimo biplano nella storia ad abbattere, nel 1945, un aereo nemico..
Il C.R.42 venne prodotto fino al 1944 e detiene tuttora il primato di essere l'aereo italiano costruito nel maggior numero di esemplari (circa .).
Storia del progetto Partendo dal grande successo del Fiat C.R.32 "Freccia", nel 1935-36 la divisione dell'ufficio tecnico della Fiat diretta dall'ingegnere Celestino Rosatelli iniziò a lavorare al suo successore, quello che sarebbe stato il Fiat C.R.42 "Falco". Il nuovo biplano era equipaggiato con un motore radiale Fiat A.74 RC.38 a 14 cilindri in doppia stella da 840 CV a m di quota. Progettato dagli ingegneri Tranquillo Zerbi e Antonio Fessia, il nuovo propulsore era uno sviluppo del Pratt & Whitney R-1830 SC-4 Twin Wasp.
Quella del biplano da caccia era ormai una formula superata e le caratteristiche di volo e di armamento del nuovo caccia erano nettamente inferiori a quelle degli aerei che il C.R.42 si sarebbe trovato di fronte nel corso della seconda guerra mondiale, ma i successi che il suo predecessore C.R.32 stava conseguendo nella guerra civile spagnola, anche contro le macchine ben più moderne messe in campo dall'Unione Sovietica,A fronte della perdita di 73 C.R.32, i piloti italiani confermarono l'abbattimento di 48 bombardieri Tupolev SB-2, di 242 Polikarpov I-16 e 240 I-15, oltre a un altro centinaio non confermati. . convinsero la Regia Aeronautica che la formula fosse ancora valida, non considerando che i risultati ottenuti dal C.R.32 erano dovuti, sì, alla bontà della macchina, ma anche e soprattutto alla minore esperienza degli aviatori nemici. Per giunta, il C.R.32 era stato progettato per tattiche di combattimento (il cosiddetto “combattimento manovrato” stile prima guerra mondiale) ormai inadatte e superate."Il grande, indiscusso ed insuperabile pregio del C.R.32 era la manovrabilità." .
Il ministero dell'Aeronautica ordinò il nuovo biplano il 10 febbraio 1938, emettendo una specifica per la fornitura di due prototipi intermedi C.R.40 e C.R.41. Il primo C.R.42 volò sull'aeroporto di Torino-Aeritalia il 23 maggio 1938 ai comandi del pilota collaudatore Valentino Cus...
Produzione Il "Falco" fu subito accolto favorevolmente dai piloti italiani... Se ne decise, pertanto, la produzione in grande serie, in parallelo con i nuovi caccia monoplani (Fiat G.50 e Macchi M.C.200, con cui condivideva il propulsore) per soddisfare le richieste della Regia Aeronautica, del Belgio, con 34 esemplari consegnati tra il dicembre 1939 e il giugno 1940, e della Svezia, con 72 velivoli consegnati tra il 1940 e il 1941.
La produzione continuò fino a tutto il 1944 sommando almeno 1.817-1.819 aeroplani prodotti, dei quali 63 (secondo altre fonti 51) costruiti sotto il controllo della Luftwaffe e 140 completati per l'esportazione. Questi numeri fanno del "Falco" l'aereo italiano costruito nel maggior numero di esemplari." Nella maggior parte delle versioni costruite non era previsto un apparecchio radio.
Tecnica Aveva struttura interamente metallica, principalmente in alluminio per l'ala e in traliccio di tubi d'acciaio al cromo-molibdeno per la fusoliera. Il rivestimento era in lega leggera per la parte anteriore della fusoliera e in tela per le ali, la parte inferiore del tronco posteriore di fusoliera e le superfici di controllo. Le ali avevano una struttura su due longheroni, con bordo d'entrata in alluminio, erano coperte in tela verniciata ed erano collegate tra loro e alla fusoliera tramite controventatura a trave di "Warren" secondo uno schema tipico di molti biplani Fiat (la stessa degli Ansaldo S.V.A. della prima guerra mondiale). Gli alettoni erano presenti solo nell'ala superiore. Il timone e lo stabilizzatore avevano la stessa struttura delle ali.
La cappottatura del motore era di tipo NACA. Tra propulsore e abitacolo c'era il serbatoio principale del carburante da 350 litri, mentre quello di riserva da 110 litri era sotto il seggiolino del pilota. Il carrello era fisso con ruote carenate e sospensioni.. La cabina di pilotaggio era scoperta.
L'armamento consisteva di due mitragliatrici Breda-SAFAT da 12,7 mm montate nella parte superiore della fusoliera, subito dietro al motore, con fuoco sincronizzato attraverso il disco dell'elica; le scatole portamunizioni potevano contenere circa 400 colpi per arma.
Il motore FIAT A.74 RC.38 aveva una potenza massima di 840 CV a un regime di 2 400 giri e a 3 800 m di quota e di 740 CV al decollo. Aveva una doppia stella di sette cilindri ed era raffreddato ad aria. L'elica era una FIAT 3D,41-1 tripala metallica a velocità costante di 2,90 m di diametro, con la particolarità dell'asse spostato di mezzo grado a destra e di un grado e mezzo verso l'alto.
Impiego operativo Il "Falco" conobbe anche un discreto successo di esportazione, venendo acquistato dall'aviazione belga (che lo impiegò nel maggio 1940 contro la Luftwaffe), dalla Svezia e dall'Ungheria, con i cui colori operò sul fronte orientale. Alcuni C.R.42 "Egeo" operarono con i colori iracheni in Medio Oriente.
Regia Aeronautica Il C.R.42 entrò in servizio nella Regia Aeronautica nel maggio 1939, assegnato al 53º Stormo basato a Torino-Caselle. Allo scoppio della seconda guerra mondiale ne erano già stati consegnati circa trecento, che il 10 giugno 1940 costituivano il 40% dell'intera linea da caccia italiana. I C.R.42 operarono fino all'armistizio per la difesa nazionale come caccia diurni e notturni. In Africa settentrionale venne adoperato come assaltatore con due bombe (fino a 100 kg l'una) sotto le ali.
Alcuni esemplari sopravvissuti al conflitto vennero utilizzati nelle scuole di volo della neo-rifondata Aeronautica Militare, tra le quali i quattro gruppi del Comando Scuole di Volo basato presso l'aeroporto di Lecce-Galatina.
La campagna contro la Francia
I C.R.42 ebbero il battesimo del fuoco nella mattinata del 13 giugno 1940, quando ventitré aerei del 23º Gruppo del 3º Stormo scortarono dieci bombardieri Fiat B.R.20 sul porto francese di Tolone. Dodici caccia mitragliarono l'aeroporto di Fayence e l'Aeroporto di Tolone-Hyères, colpendo al suolo circa cinquanta aerei francesi distruggendone almeno venti.
Il 15 giugno, 67 C.R.42 attaccarono gli aeroporti della Francia meridionale. Ventisette biplani del 150º Gruppo, 53º Stormo, mitragliarono l'Aerodromo di Cuers-Pierrefeu, tra i comuni di Cuers e Pierrefeu-du-Var, incendiando una quindicina di Vought V-156F. Sette dei caccia che effettuavano la copertura a 500 m di quota furono intercettati dai Bloch MB 151 della squadriglia AC-3 che abbatterono un C.R.42 e ne costrinsero un altro all'atterraggio. I piloti italiani si attribuirono l'abbattimento di quattro caccia francesi. Altri 25 C.R.42 si diressero contro l'Aeroporto di Le Luc – Le Cannet, colpendo al suolo circa venti aerei francesi, alcuni dei quali risultarono distrutti. Dei caccia transalpini, però, erano riusciti a decollare e nello scontro con gli italiani risultarono abbattuti un "Falco" e due velivoli francesi, mentre un secondo Fiat riuscì a rientrare all'aeroporto benché gravemente danneggiato. Nel frattempo, altri caccia transalpini avevano intercettato i 25 biplani del 18º Gruppo caccia in missione di copertura sopra Beuchamp. Nel combattimento che ne seguì, i cacciatori francesi fecero precipitare due C.R.42. Il 18º Gruppo, da parte sua, dichiarò l'abbattimento di tre aerei nemici, ma l'Armée de l'air (l'aeronautica militare francese) ammise per quella giornata solo due perdite. LAdjutant Pierre Le Gloan del GC.III/6 (abbreviazione del Groupe de chasse III/6 – "gruppo di caccia III/6") sul suo Dewoitine D.520 riuscì nella stessa giornata ad abbattere quattro C.R.42 ed un B.R.20, ottenendo in un sol giorno la qualifica di asso....
Voli su Malta I C.R.42 operarono anche su Malta, dove si scontrarono con i Gloster Gladiator e, successivamente, con gli Hawker Hurricane, superati in maneggevolezza dal biplano italiano. Il Fiat aveva prestazioni superiori al biplano inglese. Era molto più veloce a quote superiori i 3 000 m, grazie alla sua ridotta superficie alare, all'elica a velocità costante e alla superiore potenza del suo motore. Il Gladiator era più maneggevole del Fiat a quote inferiori ai 3 000 m e inoltre disponeva della radio TR 9 AM, mentre il "Falco" era sprovvisto di qualsiasi apparato radio. Inoltre le sue quattro mitragliatrici Brownings sparavano - ogni secondo - una quantità di proiettili di 2,5 volte maggiore rispetto a quella delle Breda-SAFAT del C.R.42.Håkan & Slongo 2012. Il volume di fuoco del biplano inglese era superiore ma il Falco, in virtù delle sue armi di calibro quasi doppio (12,7mm contro 7,7 dell britannico) . Le Breda-SAFAT erano però armi molto pesanti (29 chilogrammi, la Ho-103 type 1 giapponese, derivata dalla SAFAT e con lo stesso calibro, pesava 22 kg) e avevano un rateo di fuoco basso (700 colpi al minuto, che scendevano a circa 500/570 quando sincronizzata con un'elica tripala, a titolo di paragone la Ho-103 aveva 900 colpi al minuto, 810 quando sincronizzata) e proiettili deboli (12,7x81mm contro il 12,7X99 Browning usato da americani e, dopo il 1941, britannici), sia pure potenziati con proiettili esplosivi (anche se con solo 9 grammi di petrite); le mitragliatrici britanniche erano di calibro inferiore (ma per 10 kg di peso garantivano 1200 colpi al minuto, circa 1000 quando erano sincronizzate, anche se in genere erano in installazioni alari a tiro libero), ma di ottima qualità, inoltre i proiettili incendiari britannici erano particolarmente performanti e di ottimo rendimento contro macchine non completamente metalliche come il C.R.42. In verità altre aeronautiche (ad esempio la V-VS e l'USN) erano giunte alla conclusione che, se non si poteva installare un cannone, poche mitragliatrici pesanti erano meglio di molte mitragliatrici leggere, ma le mitragliatrici pesanti in questione erano più moderne ed efficaci della Breda-SAFAT, perché in un combattimento ad alta velocità volumi di fuoco complessivi di almeno 2000 colpi al minuto erano indispensabili.
Il 16 luglio, i Flight Lieutenant Peter Keeble e George Burges, decollarono per intercettare una dozzina di C.R.42 del 23º Gruppo in ricognizione su Malta. Keeble mitragliò un Fiat (probabilmente quello del sottotenente Mario Benedetti della 74ª Squadriglia) ma fu a sua volta attaccato dai tenenti Mario Pinna e Oscar Abello. Keeble ingaggiò un duello aereo con i due piloti italiani, ma il suo Hurricane fu colpito al motore e cadde in picchiata, senza controllo, esplodendo al suolo presso Fort Rinella, seguito, ad un centinaio di metri, da quello di Benedetti. Keeble fu il primo pilota della RAF ad essere ucciso in azione su Malta..