Professionista dal 1959 al 1970, al Tour de France vinse una tappa, aggiudicandosi per due volte anche la classifica scalatori.
Il fratello minore, Enrico, fu anch'egli ciclista professionista.
Biografia Scalatore puro, soprannominato "gamba secca" per la sua caratteristica pedalata dovuta ad una gamba più corta dell'altra, esordì fra i professionisti al Giro d'Italia 1959. Sostenuto dall'imprenditore vicentino Tullio Campagnolo, fondatore dell'omonima ditta di componenti per bicicletta e inventore del cambio a deragliatore, si dimostrò subito un ottimo scalatore concludendo la manifestazione rosa al quinto posto, dietro a Charly Gaul, Jacques Anquetil, Diego Ronchini e Rik Van Looy. Al Giro di quell'anno si rese protagonista di un'azione sul Piccolo San Bernardo, dove riuscì a staccare tutti cedendo solo a Gaul.
Nel 1960 fu quarto al Giro d'Italia, dietro ad Anquetil, Gastone Nencini e Gaul. In quel Giro fu protagonista della prima ascesa del passo Gavia, che valicò per primo; fermato poi da ben quattro forature, non poté vincere la tappa e perse pure il podio (per tale prestazione e per la sfortuna che lo perseguì fu in seguito appellato "L'Angelo del Gavia". Gaul, invece, arrivò primo alla tappa, avendo forato solo due volte). Dopo il quarto posto al Giro d'Italia e un terzo posto al Tour de Romandie, esordì al Tour de France, corsa in cui chiuse decimo vincendo la classifica scalatori. Un altro piazzamento di rilievo giunse poi in agosto ai mondiali 1960 di Hohenstein, in Germania Orientale: qui concluse quarto in volata (primo degli italiani) dietro a Van Looy, André Darrigade e Pino Cerami.
Nel 1961 fu undicesimo al Giro d'Italia, mentre al Tour de France bissò la vittoria nella classifica scalatori, concludendo al quarto posto nella graduatoria generale. In quell'edizione della Grande Boucle conquistò anche la più prestigiosa delle sue vittorie in carriera, aggiudicandosi la tappa di Superbagnères, con arrivo in salita durante una bufera di neve. Nello stesso anno ottenne anche un secondo posto al Giro di Lombardia, battuto da Vito Taccone: nell'occasione fu uno dei pochi a non mettere piede a terra sul Muro di Sormano.
Fu poi secondo al Giro d'Italia 1962, a poco meno di 4 minuti dal vincitore Franco Balmamion, e poi settimo al Giro d'Italia 1963. Proprio nel 1963 fu colto da pesanti sintomi di nefrite, che lo costrinsero a terminare in anticipo la stagione e a saltare tutto il 1964. Nel 1965, tornato alle competizioni ma non ai livelli degli anni precedenti, rimase comunque uno dei migliori scalatori, capace di essere competitivo soprattutto nelle brevi gare a tappe. Riuscì a vincere una tappa alla Volta Ciclista a Catalunya e fu nono al Giro d'Italia.
Palmarès 1959 (Legnano, una vittoria) Bologna-Raticosa
1961 (Legnano, una vittoria) 16ª tappa Tour de France (Tolosa > Luchon/Superbagnères)
1965 (Ignis, una vittoria) 3ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Tarragona > Lleida)
Altri successi 1960 (Legnano) Classifica scalatori Tour de France
1961 (Legnano) Classifica scalatori Tour de France
1962 (Legnano) Criterium Lavis
1965 (Ignis) Classifica a punti Volta Ciclista a Catalunya
Piazzamenti Grandi Giri
Giro d'Italia 1959: 5º 1960: 4º 1961: 11º 1962: 2º 1963: 7º 1965: 9º 1966: 19º 1967: 24º 1968: 29º 1969: 34º
Tour de France 1960: 10º 1961: 4º 1962: 7º
Classiche monumento
Milano-Sanremo 1960: 34º 1961: 64º 1962: 75º 1963: 54º 1966: 62º 1968: 84º 1970: 145º
Giro di Lombardia 1959: 21º 1960: 8º 1961: 2º 1962: 18º 1963: 18º 1965: 20º 1966: 13º 1967: 11º
Competizioni mondiali Campionati del mondo Karl-Marx-Stadt 1960 - In linea: 4º Berna 1961 - In linea: 14º
Riconoscimenti Premio Grandi Ex dell'Associazione Nazionale Ex Corridori Ciclisti nel 2007
Note
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