Biografia Era il figlio di Henry Stanhope, lord Stanhope e di sua moglie, Katherine Wotton. Ereditò il titolo di conte di Chesterfield alla morte di suo nonno nel 1656. Era stato educato da Poliander, professore di teologia a Leida (1640) e al Collegio del Principe di Orange a Breda. Ha ricevuto un DCL nel 1669 dall' Oxford University.

Carriera Fu lord ciambellano di Caterina di Braganza (1662-1665) e membro del suo consiglio (1670). Fu colonnello di un reggimento di fanteria (1667, 1682), consigliere del Privy (1681) e direttore delle foreste reali a sud di Trent (1679). Venne eletto nella Royal Society nel mese di novembre 1708.

Matrimonio Sposò, il 21 giugno 1652, lady Anne Percy, figlia di Algernon Percy, X conte di Northumberland. Anne morì nel 1654.

Dopo la sua morte, venne organizzato un matrimonio tra lui e Maria, figlia del III lord Fairfax. Nonostante il fatto che le pubblicazioni fossero state lette due volte, tuttavia, Maria lo lasciò per il II duca di Buckingham, di cui si era innamorata.

Sposò, il 25 settembre 1660, lady Elizabeth Butler, figlia di James Butler, I duca di Ormonde e di sua moglie, Elizabeth Preston. Ebbero una figlia:

Lady Elizabeth (1663-1723), sposò, il 21 settembre 1691, John Lyon, IV conte di Strathmore e Kinghorne, ebbero dieci figli. È un'antenata della regina madre Elizabeth.

Elizabeth morì nel 1665.

Sposò, nel 1665, lady Elizabeth Dormer, figlia di Charles Dormer, II conte di Carnarvon e di sua moglie Elizabeth Capell. Ebbero due figli:

Charles Stanhope (?-6 febbraio 1703) Philip Stanhope, III conte di Chesterfield (3 febbraio 1672-27 gennaio 1726)

Secondo Samuel Pepys, fu un donnaiolo, ed era stato uno dei molti amanti di Barbara Villiers, l'amante più famosa del re Carlo II. La sua seconda moglie, stanca della sua negligenza, iniziò a flirtare con il fratello del re, il duca di York, e anche con James Hamilton.

Fu imprigionato nella Torre di Londra per aver ferito il capitano John Whalley in un duello (1658). Uccise anche un altro uomo in duello e fuggì in Francia, ritornando in Inghilterra solo dopo aver ottenuto il perdono da Carlo II (1660).

Morte Morì nella sua casa nel Middlesex, e fu sepolto a Shelford, Nottinghamshire.

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