Biografia I primi anni e la carriera ecclesiastica

Gebhard nacque nella fortezza di Fürstenburg presso Heiligenberg, figlio secondogenito di Guglielmo il giovane (6 marzo 1518–17 gennaio 1566), barone e siniscaldo di Waldburg nonché consigliere imperiale, e di sua moglie Johanna von Fürstenberg (1529–1589). La sua famiglia era un'antica prosapie della Svevia ed egli era nello specifico discendente dalla linea inaugurata da Jakob I Truchseß von Waldburg, conosciuto anche col soprannome di Cavaliere Dorato (per i suoi biondi capelli). Michaela Waldburg, Waldburg und Waldburger - Ein Geschlecht steigt auf in den Hochadel des Alten Reiches 2009, Accessed 15 October 2009. La famiglia vantava estese proprietà che circondavano l'abbazia di Kempten ed altri nell'attuale sud-ovest della Baviera; Casimir Bumiller, Adel im Wandel; 200 Jahre Mediatisierung in Oberschwaben, Ausstellungskatalog, Jan Thorbecke, Ostfildern, 2006, ISBN 978-3-7995-0216-0, Map, pp, 73-74.

Il nonno di Gebhard era stato comandante dell'esercito della Lega Sveva nel 1531; un cugino di suo nonno, Jörg Truchsess von Waldburg (conosciuto col soprannome di Bauernjörg) era stato comandante dell'esercito imperial durante la guerra dei contadini tedeschi (1525).Heinz Wember, Family Genealogy table Suo zio, Ottone (1514–73), era stato arcivescovo di Augusta e poi cardinale, ed aveva fondato l'Università di Dillingen.Goetz, pp. 439–441. Suo fratello minore, Karl (1548–1593), era stato destinato alla carriera militare; un altro fratello minore, Ferdinand, era morto durante l'assedio di 's-Hertogenbosch nel 1585.

In quanto figlio ultrogenito, Gebhard era stato preparato sin dall'inizio alla carriera ecclesiastica. Egli ricevette un'educazione prevalentemente umanistica studiando anche diverse lingue tra cui latino, italiano, francese e tedesco oltre ad approfondire gli studi storici e teologici.Ennen, pp. 6–8. Dopo aver compiuto i propri studi nelle università di Dillingen, Ingolstadt, Perugia, Lovanio e altrove, egli iniziò la sua carriera ecclesiastica nel 1560 ad Augusta, prestando servizio come prebendario nella chiesa cattedrale. La sua vita ad Augusta causò molti scandali alla corte episcopale; suo zio Ottone, l'arcivescovo, scrisse di suo pugno una petizione al duca di Baviera affinché scusasse la condotta del nipote il che lo mise al riparo da ulteriori malversazioni. "Gebhard Truchsess von Waldburg," articolo su Gebhard, Allgemeine deutsche Biographic Worterbuch (ADBW), Leipzig, 1878, volume viii. Nel 1561, egli divenne diacono della cattedrale di Colonia (1561–77), canonico nella chiesa di San Gedeone a Colonia (1562–67), canonico a Strasburgo (1567), ad Ellwangen (1567–83) ed a Würzburg (1569–70). Nel 1571 egli divenne diacono della cattedrale di Strasburgo, posizione che mantenne formalmente sino alla sua morte nel 1601. Nel 1576, per nomina papale, divenne prevosto della cattedrale di Augusta.Wember, Family Genealogy table

Nel dicembre del 1577, venne prescelto come arcivescovo e principe elettore di Colonia dopo una sfida con Ernesto di Baviera, il fratello minore del duca regnante. Egli vinse l'elezione per due voti soltanto.Ennen, p. 291. Alcune fonti dell'epoca vociferarono circa alcuni possibili brogli elettorali. Anche se non gli era richiesto obbligatoriamente, Gebhard accondiscese a procedere con la sua ordinazione sacerdotale, cosa che del resto il suo predecessore non aveva fatto.Goetz, p. 440.

Gli anni iniziali del suo governo furono scarsi di eventi rilevanti. Gebhard proseguì alcune opere già iniziate dai suoi predecessori, in particolare dedicandosi alla ricostruzione del castello di Arnsberg, in Vestfalia.Durante questo stesso periodo, Gebhard fu patrono dello scultore olandese Willem Daniel van Tetrode. Tedtrode morì nel 1580 mentre stava completando alcuni lavori al castello di Arnsberg. Si veda a tal proposito: Anna Jolly, "Netherlandish Scultpors in Sixteenth Century Northern Germany and their Patrons", Simiolus: Netherlands Quarterly for the History of Art. 27:3 (1999), pp. 119-143, p. 131 cited.

L'arcivescovo in guerra

Gebhard è soprattutto però noto al grande pubblico per la sua conversione alle dottrine della riforma protestante e per il suo matrimonio con la bellissima Agnes von Mansfeld-Eisleben, canonichessa di Gerresheim.Schiller, Friedrich, ed. Morrison, Alexander James William, History of the Thirty Years' War (in The Works of Frederick Schiller) (Bonn, 1846). Dopo aver vissuto in concubinaggio con Agnese per due anni, egli decise, per persuasione dei suoi fratelli, di sposarla, senza però lasciare la sua carriera ecclesiastica né la sua sede episcopale.The Cologne Stift Feud, 1583 at zum.de, accessed 8 July 2009.

Incoraggiato dai protestanti tra cui spiccavano diversi canonici della cattedrale, egli dichiarò pubblicamente nel dicembre 1582 il nuovo status delle cose e formalmente annunciò la sua conversione alla fede riformata calvinista pur asserendo di voler rimanere in carica come arcivescovo e principe elettore di Colonia. Il matrimonio con Agnes venne celebrato il 4 febbraio 1583.

La clausola Reservatum ecclesiasticum nella Pace di Augusta venne interpretata in tal senso da molti dei sostenitori dell'arcivescovo protestante, mentre dai suoi oppositori era interpretata a vantaggio del cattolicesimo. I primi infatti asserivano che malgrado il cambio di fede, in base al principio del cuius regio, eius religio, il vescovo dovesse mantenere i propri incarichi, mentre i secondi ritenevano che la causa per la rimanenza in carica fosse l'adesione al cattolicesimo, indipendentemente dal principio prescritto. La conversione di un'intera sede episcopale ad nuovo status religioso era del resto una cosa non da poco, che venne attentamente vagliata anche ai fini del Sacro Romano Impero per l'elezione degli imperatori. Già Hermann von Wied, arcivescovo e principe elettore, si era convertito al protestantesimo, ma aveva rinunciato ai propri incarichi; il predecessore di Gebhard, Salentin von Isenburg-Grenzau, aveva dato le dimissioni dal suo incarico per via del suo matrimonio, necessario per salvare le sorti della sua casata. Ad ogni modo, a differenza dei suoi predecessori, Gebhard decise di proclamare la riforma come nuova religione ufficiale dal pulpito della cattedrale, allontanando dal capitolo della cattedrale tutti i canonici di fede cattolica. Malgrado le apparenze, il protestantesimo di von Waldburg era essenzialmente incentrato non tanto sulle dottrine radicali di Martin Lutero, bensì su quelle di Giovanni Calvino, una forma di osservanza religiosa non approvata (e quindi non soggetta) dalla convenzione di Augusta del 1555.Holborn, pp. 191–247; Wernham, pp. 338–345.

Anticipando gli eventi, Gebhard aveva raccolto alcune truppe ed aveva preso alcune misure per convertire i suoi sottoposti al protestantesimo. Nell'aprile del 1583 egli venne scomunicato da papa Gregorio XIII e sostituito dallo sfidante, che già aveva incontrato all'atto della sua elezione nel 1577, ovvero Ernesto di Baviera, che già era vescovo di Liegi, di Frisinga e di Hildesheim. Inizialmente Gabhard venne sostenuto da Adolf von Neuenar e dal suo stesso fratello Karl, che venne posto al comando di gran parte delle sue truppe.The Cologne Stift Feud, 1583 Pur ottenendo assistenza da alcuni principi luterani di Germania, in particolar modo da Augusto I di Sassonia, questi non erano particolarmente lieti di sostenere la causa di Gebhard, perché la sua associazione con il calvinismo non rientrava nei loro progetti. Enrico di Navarra, futuro Enrico IV di Francia, tentò di formare una coalizione per aiutare Gebhard, ma l'unica assistenza che gli riuscì di reperire fu quella di Giovanni Casimiro del Palatinato-Simmern, che ottenne il comando delle truppe di Gebhard nella primavera del 1583.Holborn, pp. 191–247. Nell'estate di quell'anno, dopo infruttuose marce delle truppe vescovili nella Renania con chiari intenti intimidatori, Gebhard decise di licenziare la propria armata.Ennen, pp. 7–9; Holborn, pp. 191–247.

Ernesto di Baviera aveva il sostegno del precedente elettore Salentin von Isenburg-Grenzau, del duca Federico di Sassonia-Lauenburg e delle truppe spagnole appoggiate da quelle pontificie. Mentre i rappresentanti del capitolo della cattedrale, dei sette principi elettori, dell'imperatore e del papa tentavano di risolvere le divergenze sul tavolo dei negoziati, dapprima a Francoforte sul Meno e poi a Muhlhausen in Vestfalia, gli eserciti di entrambe le parti razziarono la porzione meridionale dell'elettorato di Colonia, detto Oberstift, saccheggiando abbazie e conventi, mettendo a ferro e fuoco villaggi e piccole città, distruggendo ponti, strade e vie di comunicazione.Hennes, pp. 4–25. Nessuno dei comandanti che guidava le truppe era preparato a schierarsi in campo aperto, ma l'unico scopo era quello di mostrare la propria forza cercando d'intimidire l'avversario, limitandogli i commerci e la vendita di alimenti nei mercati.Ennen, pp. 7–9.

Dalla fine di marzo, Salentin, Federico e le truppe spagnole seguirono Gebhard a Bonn, poi a Bad Godesberg; l'arcivescovo, con sua moglie, dovette rifugiarsi a Vest Recklinghausen, feudo dell'elettorato. Qui, con l'aiuto di Agnes, l'arcivescovo tentò d'incoraggiare la ripresa dell'iconoclastia facendo distruggere molte opere d'arte negli edifici religiosi con l'aiuto di Hermann von Hatzfeld, siniscalco di Balve. Hennes, p. 69. Ferdinando di Baviera, fratello del rivale dell'arcivescovo, seguì Gebhard ed Agnes nei Paesi Bassi; la coppia riuscì a fuggire con 1000 cavalieri e fanti al loro seguito.Benians, p. 708. Costretta a fuggire nuovamente, la coppia trovò salvezza a Delft, sotto la protezione di Guglielmo I d'Orange. Vivendo nei Paesi Bassi, i due entrarono in contatto con l'inviato di Elisabetta I d'Inghilterra, Robert Dudley, I conte di Leicester, che iniziò negoziati per far sì che i due venissero ospitati presso la corte inglese ed ottenessero sostegno alla loro causa; questi sforzi ad ogni modo fallirono.Tenison, p. 178.

Dall'estate del 1588, Gebhard prese residenza a Strasburgo, dove continuò a mantenere il proprio incarico di decano della cattedrale che aveva ottenuto nel 1574 ed aveva mantenuto malgrado le sue posizioni a Colonia. Aloys Meister, Der strassburger Kapitelstreit, 1583–1592, Strassbourg, Heitz, 1899, pp. 325–358.

Conseguenze della conversione e del matrimonio di Gebhard

La conversione e il matrimonio di Gebhard ebbero un costo altissimo, sia in termini di vite umane sia in termini di proprietà. Ad ogni modo, l'impatto che queste azioni ebbero sul protestantesimo e sul cattolicesimo dei territori settentrionali degli stati di Germania fu altissimo. Anche se gli scontri continuarono sino al 1589, dall'inizio del 1588, Ernesto di Baviera ebbe il controllo di gran parte dell'elettorato. La sconfitta di Gebhard fu un duro colpo per il protestantesimo in Germania e segnò l'inesorabile declino dell'iniziale impeto protestante della riforma luterana.Brodek, pp. 400–401; Holborn, pp. 191–247. Gruppi di gesuiti bavaresi giunsero nei territori dell'elettorato per riportare la popolazione al cattolicesimo, spesso avvalendosi di violenze e coercizioni.Scribner, pp. 217–241; Sutherland, pp. 587–625 Gebhard inoltre aprì le porte alle incursioni spagnole nella Renania: bloccati gli accessi via acqua dai ribelli olandesi, i militari spagnoli e i loro comandanti capirono che il modo migliore per fornire truppe a Ernesto di Baviera fosse proprio quello di passare dai territori olandesi, aprendosi teste di ponte nella valle del Reno. La Guerra di Colonia apertasi con la vicenda personale di Gebhard, siglò l'inizio dell'"internazionalizzazione" della questione religiosa in Germania, che non venne risolta poi sino al 1650, dopo la disastrosa Guerra dei Trent'anni.Holborn, pp. 191–247;

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