Biografia Piero Guccione nasce il 5 maggio 1935 a Scicli, piccola città della fascia sud-orientale della Sicilia, in provincia di Ragusa. Terzogenito di una famiglia della piccola borghesia, il padre era un sarto, sua madre casalinga. Frequenta per un anno la Scuola d'arte di Comiso, quindi si trasferisce all'Istituto d'arte di Catania, dove si diploma nel 1954.

Nell'ottobre del 1954, a seguito della morte prematura del padre avvenuta durante l'estate, decide di trasferirsi a Roma dove s'iscrive all'Accademia di Belle Arti che frequenta solo per un mese. Vive in un pensionato a San Francesco a Ripa mantenendosi col sussidio di 500 Lire che riceve da una scuola parastatale di cartellonismo pubblicitario, destinato a chi proveniva da fuori città. Nei primi due anni romani non dipinge quasi mai. Lavora come grafico in uno studio romano, dove ha la possibilità di sperimentare nuove forme espressive quali manifesti pubblicitari, caricature per giornali, disegni di mobili.

Anni Sessanta - Settanta

Dal 1958 al 1969 partecipa alle missioni paleontologiche nel deserto del Sahara libico, con l'équipe del paletnologo Fabrizio Mori, per il rilevamento di pitture rupestri.

Il 23 aprile 1960 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Elmo di Roma, in via Margutta, presentata dal critico d'arte Duilio Morosini1960 Duilio Morosini, Piero Guccione, cat. della mostra, Galleria Elmo, Roma.

Nel 1961, su richiesta dell'American Federation of Art, organizza una mostra delle pitture rupestri del deserto libico alla Columbia University di New York, successivamente ospitata nelle altre maggiori università americane.

Nel 1962 compare, nel ruolo di sé stesso, nel film I giorni contati di Elio Petri.

Dal 1962 al 1964 ha fatto parte del gruppo Il pro e il contro, con i pittori Attardi, Calabria, Farulli, Guerreschi, Gianquinto e Vespignani e i critici d'arte Antonio Del Guercio, Dario Micacchi e Morosini. Nel novembre del 1962 espone la seconda personale alla Galleria La Nuova Pesa di Roma1962 Antonello Trombadori, Prefigurazione e memoria nel lirismo di Piero Guccione, in Piero Guccione, cat. della mostra, Galleria La Nuova Pesa, Roma.

Nel 1963 Illustra Il rosso e il nero di Stendhal per l'editore Parenti. Nello stesso anno una sua opera viene esposta alla mostra Contemporary Italian Paintings, allestita in alcune città australiane. Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d'aujourd'hui, organizzata in Medio Oriente e in Nordafrica.

Nell'aprile del 1965 tiene la sua terza personale, presentata da Dario Micacchi e Renato Guttuso, che lo definisce «il più pittore dopo Turcato (e dopo Mafai) che fosse comparso in Roma»Renato Guttuso, Piero Guccione, cat. della mostra, Galleria La Nuova Pesa, Roma, 1965. Il 1966 segna la sua prima partecipazione alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, dove sarà invitato altre cinque volte, nel 1972, 1978, 1982, 1988, e 2011. Nel 1966 diventa anche assistente di Renato Guttuso all’Accademia di Belle Arti di Roma e, in seguito, titolare di cattedra fino al 1969.

Nel 1968 espone per la prima volta alla Galleria il Gabbiano di Roma, dove presenta le opere del ciclo Città riflessa tra i quali i paesaggi riflessi sulla carrozzeria della sua Volkswagen. Tra il 1969 e 1970 dipinge la breve serie Attese di partire composta da nove tele numerate dal 1 al 9, esposte alla Galleria Forni di Bologna nell’aprile del 1970. Nel giugno del 1971, la città di Ferrara gli dedica la prima antologica a Palazzo dei Diamanti con l'esposizione di ottanta opere realizzate tra il 1962 e il 1970, presentata da Enzo Siciliano. Esce qualche mese dopo la prima monografia dedicata all'artista (Il Gabbiano Edizioni d'arte Roma) curata sempre Enzo Siciliano1971 Enzo Siciliano, Guccione (monografia), II Gabbiano Edizioni d’Arte, Roma. Partecipa alla X e alla XII edizione della Quadriennale di Roma (1972 e 1992).

Alla fine degli anni Sessanta costruisce una casa estiva in un lembo estremo della Sicilia Orientale, dove i suoi soggiorni si fanno sempre più frequenti e prolungati. Nel 1973 Leonardo Sciascia, presentando una sua mostra a Palermo, conia il termine platitude per definire la sua cifra stilistica come una fuga dalle sensazioni per andare e restare oltre il tempoLeonardo Sciascia, Piero Guccione, cat. della mostra, Galleria Centro d’Arte 74, Palermo,1973. Nel 1976 espone per la prima volta a Parigi, con una personale alla Galerie Claude Bernard1976 Dominique Fernandez, Piero Guccione, cat. della mostra, Galerie Claude Bernard, Parigi dove sarà invitato nuovamente nel 1983, 1988 e 1998. Nel 1979 anno tiene la cattedra di pittura all'Accademia di belle arti di Catania e, nello stesso anno, torna a vivere in Sicilia, in una campagna (Contrada Quartarella), tra Scicli e Modica dove trascorrerà tutto il resto della sua vita. Assieme al pittore e amico fraterno, Franco Sarnari, diventa in Sicilia punto di riferimento di un gruppo di artisti il Gruppo di Scicli che comincia a frequentarsi con assiduità per comuni interessi per la pittura e la scultura.

Anni Ottanta-Novanta

Nel periodo 1981-1985 Guccione inizia una nuova fase artistica, abbandonando in gran parte la pittura a olio, che riprenderà anni dopo, per dedicarsi prevalentemente ai disegni e ai pastelli. Nel 1981, alla Galleria Il Gabbiano di Roma espone ventuno pastelli dedicati al Carrubo: immagini e riflessioni intorno ad un albero che muore. Nello stesso anno illustra Elogio dell'ombra di Roberto Tassi1981 Roberto Tassi, Elogio dell’ombra, Edizione Bambaia, Busto Arsizio, con una serie di pastelli sul tema del cielo e dei tramonti. A seguire, nel 1984, sempre alla Galleria Il Gabbiano, presenta il ciclo di pastelli Viaggio attorno a Caspar David Friedrich, firmato da trentatré tavole, omaggio all'artista tedesco ammirato nel 1977 a Parigi alla mostra sulla pittura del Romanticismo1984 Giovanni Carandente, Guccione: viaggio intorno a Caspar David Friedrich, cat. della mostra, Galleria Il Gabbiano, Roma; Galleria Bergamini, Milano; Galleria I Forni, Bologna. Nel 1983 Enrico Crispolti presenta la prima antologica sulla grafica dal 1961 al 1983 alla Galleria Giulia di Roma1983 Enrico Crispolti, L’opera grafica dal 1961 al 1983, cat. della mostra, Galleria Giulia, Roma, in contemporanea ma indipendente, da un'analoga esposizione alla Galleria d'Arte Moderna del Comune di Paternò (Ct).

Nel 1984, dieci anni dopo il primo incontro palermitano, Leonardo Sciascia presenta due mostre di Guccione: i disegni di Diario Parigino alla Galleria Bambaia (Busto Arsizio, Milano)1984 Leonardo Sciascia, Guccione. Diario parigino, Edizioni Bambaia, Busto Arsizio e una serie di pastelli raffiguranti il paesaggio Ibleo alla Galleria La Tavolozza di Palermo, dove le opere di Guccione vengono esposte assieme alle fotografie di Giuseppe Leone. A Palazzo Dugnani, con il patrocinio del Comune di Milano, ha luogo nel 1986 la mostra personale Dopo il vento d'occidente1986 Susan Sontag, Piero Guccione. Dopo il vento d’occidente, cat. della mostra, Palazzo Dugnani, Milano. Nel 1987 illustra l'edizione un’edizione americana del Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, presentata dallo scrittore Leonardo SciasciaThe Leopard, Limited Editions Club, New York, 1988. La Biennale di Venezia del 1988, nel Padiglione italiano, gli rende omaggio con una sala personale, dove viene esposto il grande quadro L'ultimo mare. Nello stesso anno è finalista con Burri, Schifano e Perez al premio Artista dell’anno a Napoli, promosso da 120 critici italiani. Nel 1989 si svolge la seconda antologica alla Galleria d'Arte Moderna del Comune di Conegliano (Treviso) curata da Marco Goldin.

Nel 1980, espone alla Odyssia Gallery di New York, presentato in catalogo dallo scrittore Alberto Moravia. Nel 1984 l'Hirshhorn Museum di Washington lo invita alla mostra internazionale Drawings 1974-84. Nel 1985 è invitato dal Metropolitan Museum of Art di New York / The Mezzanine Gallery, per un'antologica di grafica. Presenta le sue opere nelle principali Fiere d'Arte Internazionali: alla Kunstmesse di Basilea nel 1984, alla Foire internationale d'art contemporain (FIAC) di Parigi nel 1979 e nel 1990, alla C.LA.E. di Chicago e a The Armory Show di New York nel 1988. Nel 1985 illustra l'Agenda Olivetti Edizione 1985 . Nel 1986 lavora a quindici pastelli, romantici ed espressionisti insieme, per il racconto Senso di Camillo Boito, che uscirà nel 1986 per le Edizioni Franca May, con un'introduzione di Alberto Moravia1986 Alberto Moravia, Introduzione per l’illustrazione di “Senso” di Camillo Boito, Franca May Edizioni, Roma. Contemporaneamente all'illustrazione di Senso, realizza diciassette pastelli, di cui dieci pubblicati nel volume di poesie di Giorgio Soavi, stampato dalla Grafica dei Greci nel 1987. Nel 1989, Michael_Peppiatt presenta una personale di Guccione alla James Goodman Gallery di New York, mentre nello stesso anno viene pubblicata un’importante monografia sull’artista curata da Enzo Siciliano e Susan Sontag per la collana "Grandi Monografie d'arte" della Fabbri editori1989 Enzo Siciliano e Susan Sontag, Guccione: la pittura della vita in Guccione (monografia), Fabbri Editori, Milano. Nel 1991 espone alla Galleria il Gabbiano i bozzetti per le scenografie di Norma, di Vincenzo Bellini, andata in scena nel Maggio 1990 al Teatro Massimo di Catania con la regia di Mauro Bolognini1991 Enzo Siciliano, Un’elegia della luce in Piero Guccione, bozzetti e scene per la Norma del centenario, Fabbri Editori, Milano..

Nel 1992 una retrospettiva con il titolo Variazioni è patrocinata dalla Provincia Regionale al Palazzo dei Leoni di Messina. Nel 1993 partecipa alla mostra Tutte le strade portano a Roma? a cura di Achille Bonito Oliva, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1993 il Comune di Viareggio presenta a Palazzo Paolina Omaggio al Maestro, un'antologica sul tema Il mare, in seno alle manifestazioni per il 64º Premio Letterario. Nel 1995 l'Assessorato alla Cultura del Comune di Conegliano (Treviso) propone per la seconda volta una sua retrospettiva (curata da Marco Goldin) I colori del mare 1967/95. L'anno successivo viene presentata una retrospettiva di pastelli a Villa Foscarini Rossi, Stra (Treviso) Pastelli 1974-1996 a cura di Marco Goldin. Nel 1998 un'antologica viene presentata a Palazzo Reale di Milano. Nel 1995 è nominato Accademico di San Luca. Nel 1999 riceve dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il Premio Speciale per la Cultura con Riccardo Muti e Rita Levi Montalcini. Nello stesso anno riceve il Premio Carlo Levi presso Aliano (Matera).

Anni Duemila