Le elezioni politiche in Italia del 2013 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012, quattro mesi prima della conclusione naturale della XVI legislatura. Le consultazioni elettorali furono regolamentate dalla legge Calderoli. Gli italiani aventi diritto di voto per la Camera dei Deputati erano ( donne e uomini). I contrassegni elettorali definitivamente ammessi alle elezioni furono 184. Contestualmente alle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, i cittadini di Lombardia, Lazio e Molise votarono anche nelle rispettive elezioni regionali.
Dai risultati elettorali emerse che nessuna delle coalizioni fu in grado di ottenere una vittoria netta, determinando un risultato senza precedenti nella storia delle elezioni politiche italiane, ampiamente commentato dalla stampa nazionale e internazionale.
Sistema di voto Le elezioni politiche del 2013 si tennero con il sistema introdotto dalla legge n. 270 del 21 dicembre 2005 (la cosiddetta "Legge Calderoli", definita anche Porcellum), che sostituì le precedenti leggi numeri 276 e 277 del 1993 (Mattarellum), introducendo un sistema radicalmente differente.
La legge prevede un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze. Sono previsti ambiti territoriali diversi per l'attribuzione del premio di maggioranza: l'intero territorio nazionale (esclusa la Valle d'Aosta) per la Camera dei deputati, la singola circoscrizione, coincidente con il territorio di una Regione, per il Senato della RepubblicaObbligo imposto dall'art. 57, comma 1 della Costituzione italiana. (escluse Valle d'Aosta, Molise e Trentino Alto-Adige).
Per la Camera dei deputati, la legge prevede che la lista o coalizione di liste che ottiene la maggioranza dei voti ma che non consegue i 340 seggi, sia assegnataria di una quota ulteriore di seggi oltre quelli già ottenuti, in modo da raggiungere tale numero. I 12 seggi assegnati dalla Circoscrizione Estero e il seggio assegnato dalla Valle d'Aosta sono attribuiti secondo regole diverse: i relativi voti non sono calcolati per la determinazione della lista o coalizione di liste di maggioranza relativa.
Per il Senato della Repubblica, la legge prevede che la lista o coalizione di liste che ottiene la maggioranza dei voti nella Regione ma che non consegue il 55% dei seggi da questa assegnati, sia assegnataria di una quota ulteriore di seggi, in modo da raggiungere tale numero. I 6 seggi assegnati dalla Circoscrizione Estero, il seggio assegnato dalla Valle d'Aosta, i 2 seggi assegnati dal Molise e i 7 seggi assegnati dal Trentino-Alto Adige sono attribuiti secondo regole diverse.
La legge prevede l'obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo. Prevede inoltre la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate così in coalizioni. Il programma e il capo della forza politica, in caso di coalizione, devono essere unici: in questo caso viene assunta la denominazione di Capo della coalizione. Egli tecnicamente non è candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri poiché la nomina a quell'incarico spetta al presidente della Repubblica.
Circoscrizioni Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 28 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 21 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.
Circoscrizioni della Camera dei deputati Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti: Piemonte 1 (Torino); Piemonte 2 (Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola); Lombardia 1 (Milano); Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco); Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova); Trentino-Alto Adige; Veneto 1 (Padova, Verona, Vicenza e Rovigo); Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno); Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio 1 (Roma); Lazio 2 (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti); Abruzzo; Molise; Campania 1 (Napoli); Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno); Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani); Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa); Sardegna; Valle d'Aosta; Estero (a sua volta suddivisa nelle ripartizioni: Europa; America meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania ed Antartide).
Circoscrizioni del Senato della Repubblica Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti: Piemonte; Valle d'Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzo; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna; Estero (a sua volta suddivisa nelle ripartizioni: Europa; America meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania ed Antartide).
Quadro politico
Nel novembre 2011, in seguito alla crisi del debito sovrano europeo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si dimise dal suo incarico e fu sostituito dall'economista Mario Monti, che diede vita a un governo tecnico. Tra il 17 e il 18 novembre il governo Monti ottenne una larghissima fiducia nei due rami del Parlamento e in seguito promosse una serie di provvedimenti, definiti politiche di austerità, atte a comprimere la spesa pubblica e accrescere le entrate fiscali e che si proponevano di migliorare la competitività dell'economia italiana. Tali riforme, accolte con molte polemiche nell'opinione pubblica italiana, furono percepite positivamente nell'Unione europea e sui mercati finanziari e accrebbero la fiducia internazionale nell'Italia.
Nel dicembre del 2012, il Popolo della Libertà ritirò l'appoggio al governo e determinò così le dimissioni del presidente del Consiglio Monti. Il 22 dicembre 2012 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sciolse le Camere con alcune settimane di anticipo rispetto alla fine naturale della XVI Legislatura.
Nonostante le sollecitazioni del Presidente della Repubblica, nel corso della legislatura il Parlamento non aveva modificato la legge Calderoli (il cosiddetto Porcellum), legge elettorale in vigore dal 31 dicembre 2005. Le uniche modifiche alla disciplina delle elezioni furono introdotte a dicembre e riguardarono la riduzione delle firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali e l'introduzione di criteri di incandidabilità per i condannati in via definitiva a oltre 2 o 4 anni per diverse categorie di delitti non colposi.
Il 6 gennaio 2013 entrò in vigore il regolamento della par condicio per le reti televisive.
Principali coalizioni e forze politiche Coalizione LeaderLa legge elettorale vigente (Legge Calderoli) richiede l'indicazione di un leader della forza politica che si presenta alle elezioni. Foto Italia. Bene ComuneCoalizione composta da: Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico,Il Megafono, Moderati, Partito Socialista Italiano, Südtiroler Volkspartei,Partito Autonomista Trentino Tirolese, Verdi del Sudtirolo e Autonomie Liberté Démocratie Pier Luigi Bersani Coalizione di centro-destraCoalizione composta da: Il Popolo della Libertà, Lega Nord-3L, Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, La Destra,Partito Pensionati, Grande Sud, Movimento per le Autonomie, Cantiere Popolare,Moderati in Rivoluzione, Intesa Popolare, Liberi per una Italia Equa e Basta Tasse Silvio Berlusconi Movimento 5 Stelle Beppe Grillo Con Monti per l'ItaliaCoalizione composta da: Scelta Civica, Unione di Centro, Futuro e Libertàe Movimento Associativo Italiani all'Estero Mario Monti Rivoluzione CivileLista elettorale composta da: Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani,Verdi, Azione Civile, La Rete 2018, Nuovo Partito D'Azione e Movimento Arancione Antonio Ingroia Fare per Fermare il Declino Oscar Giannino
Coalizioni e forze politiche
Italia. Bene Comune
La coalizione di centro-sinistra, detta Italia. Bene Comune, fu presentata il 13 ottobre 2012 con la firma di una carta d'intenti da parte del segretario del PD Pier Luigi Bersani, del presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola e dal segretario del Partito Socialista Italiano Riccardo Nencini.
Il "capo della coalizione"La legge Calderoli prevede l'indicazione del capo della coalizione, formalmente non coincidente con il candidato alla presidenza del Consiglio, poiché la scelta e la nomina spetta esclusivamente al Presidente della repubblica. fu designato mediante elezioni primarie a doppio turno, aperte ai cittadini italiani, anche non iscritti ai partiti che le indissero. I candidati Bersani, Vendola e inoltre Matteo Renzi e Laura Puppato, ambedue esponenti del PD, e Bruno Tabacci, in quel momento esponente di Alleanza per l'Italia, presero parte al primo turno, il 25 novembre. Il ballottaggio del 2 dicembre indicò come capo della coalizione Pier Luigi Bersani, che prevalso su Renzi con il 60,9% dei voti. Per sopperire alla mancanza del voto di preferenza nel sistema elettorale, il 29 e 30 dicembre i due maggiori partiti della coalizione, PD e SEL, svolsero ulteriori primarie per determinare la gran parte dei componenti delle liste elettorali. Alcuni candidati furono comunque decisi dalle segreterie dei due partiti.
La coalizione Italia. Bene Comune partecipava alle elezioni con le liste del Partito Democratico (comprendente alcuni candidati del Partito Socialista Italiano), di Sinistra Ecologia Libertà (che in Trentino-Alto Adige includeva i candidati dei Verdi sudtirolesi) e del Centro Democratico.La lista del Centro Democratico è assente alla Camera nella circoscrizione Trentino-Alto Adige e al Senato in Umbria
Facevano parte della coalizione anche altre liste, presentate solo in alcune circoscrizioni del Senato: il Partito Socialista Italiano, in Lazio, Campania e Calabria; Il Megafono - Lista Crocetta, legato al presidente della regione Rosario Crocetta, in Sicilia;, unita.it, 2 gennaio 2013, gds.it, 10 gennaio 2013 i Moderati, in Lombardia e Sicilia., agi.it, 9 gennaio 2013 In Trentino-Alto Adige il Südtiroler Volkspartei e il Partito Autonomista Trentino Tirolese si presentarono alla Camera con un'unica lista all'interno della coalizione di centro-sinistra, ansa.it, 11 gennaio 2013. In Valle d'Aosta, invece, la coalizione di centro-sinistra si presentò sia alla Camera sia al Senato con la sola lista Per la Valle d'Aosta - Autonomie Liberté Démocratie., ansa.it, 10 gennaio 2013, liberoquotidiano.it, 11 gennaio 2013, regione.vda.it, 11 gennaio 2013
Coalizione di centro-destra
Il 6 dicembre 2012, in concomitanza con l'uscita dalla maggioranza di governo del Popolo della Libertà, che avrebbe portato alle dimissioni del governo Monti, Silvio Berlusconi annunciò la sua "ridiscesa in campo", Corriere della Sera, 6 dicembre 2012. Il partito annullò così le primarie per la scelta del leader, indette il precedente 24 ottobre. Il 20 dicembre, i deputati del PdL Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto lasciarono il partito per fondare Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, dichiarando che la nuova formazione politica sarebbe stata comunque alleata del PdL alle imminenti elezioni.