La battaglia di Ulma, avvenuta nell’ottobre del 1805 nei pressi dell'omonima cittadina del Baden-Württemberg è una delle battaglie della terza coalizione antifrancese; venne inoltre rappresentata come una dei più rilevanti esempi delle capacità strategico-militari di Napoleone Bonaparte. La Grande Armée, in seguito ad una complessa manovra strategica messa in atto da Napoleone, ebbe la meglio sull’esercito austriaco.
Tra la fine di agosto e fine di settembre del 1805 l’esercito francese effettuò uno spostamento verso est per fronteggiare la minaccia dell’esercito austriaco; da Boulogne dove era radunato gran parte dell’esercito francese in attesa dell’invasione dell’Inghilterra, ad Ulma in Baviera dove era concentrato parte dell’esercito austriaco, guidato da Mack. Le truppe austriache avevano invaso la Baviera, dopo che questa si era schierata con la Francia; occupata la regione si erano attestati nei pressi di Ulma in attesa delle truppe russe in arrivo da Est. A causa di una differenza di 10 giorni tra il calendario in vigore in Russia e in Austria che ne determinò confusione e difficoltà di coordinamento, l’esercito di Mack si trovò isolato, nel tentativo vano di fronteggiare le armate francesi. Napoleone inflisse agli austriaci una dura sconfitta: l’intuizione dell’imperatore fu quella di dividere il proprio esercito in corpi d’armata così da accerchiare gli austriaci senza dare loro un punto di riferimento per la battaglia, costringendoli alla resa. La resa austriaca avvenne il 20 ottobre 1805, quando il generale Mack, presentandosi come “lo sfortunato generale Mack”, porse la spada a Bonaparte.
Le forze in campo
La Grande Armée Nel periodo tra il 1801 e il 1805 Napoleone riorganizzò le sue truppe e, nel 1805, l’esercito francese fu posto sotto un unico comando generale preso in carico dallo stesso Napoleone. Un'altra azione effettuata dall’imperatore francese fu l’estensione della coscrizione obbligatoria a tutti i paesi sotto il suo dominio in modo tale da aumentare il numero di soldati. Il servizio militare era obbligatorio per tutti i francesi dai 20 ai 25 anni con l’esenzione per quelli sposati, vedovi o divorziati padri di famiglia.
Le truppe francesi erano ora organizzate in un'unica forza: la Grande Armée. Essa era costituita da circa uomini (che nel 1805 arrivarono fino a circa ) ed era divisa in sette corpi d’armata. Ciascuno di essi era formato da 2 a 4 divisioni di fanteria, una brigata o una divisione di cavalleria leggera, da 36 a 40 cannoni, più i distaccamenti supplementari del Genio e i reparti d’intendenza. In aggiunta ai principali corpi d’armata, Napoleone formò una riserva di cavalleria consistente in due divisioni di corazzieri, quattro di dragoni a cavallo, una di dragoni appiedati, un'altra di cavalleria leggera con l’appoggio di 24 cannoni. Vi era anche una riserva di artiglieria, comprendente quasi un quarto dei cannoni dell’esercito. Infine, vi era la nuova Grande Réserve, che consisteva nella Guardia imperiale e in vari altri distaccamenti di granatieri scelti, presi dai reggimenti di linea.
I corpi d’armata erano quindi eserciti in miniatura con la capacità di agire autonomamente nello svolgimento di compiti diversificati (attacco, difesa, rinforzo). Inoltre la loro composizione poteva variare tenendo conto delle circostanze specifiche.
L’Armata austriaca Dopo il crollo del Sacro Romano Impero, l’imperatore Francesco I d’Austria intuì la necessità di riformare e modernizzare l’esercito. In quel periodo erano compresi nei domini degli Asburgo svariati territori, tra i quali Austria, Boemia, Moravia e Slesia. Il reclutamento delle truppe, oltre che dalle suddette regioni, avveniva anche in territori che non facevano parte direttamente dell’Impero, come la Polonia, l’Italia, l’Ungheria e altre regioni dell’est-Europa; esso era in parte volontario e in parte per coscrizione. Karl Mack von Leiberich fu nominato intendente generale dell’esercito: il suo compito era quello di preparare l’esercito alla guerra contro la Francia di Napoleone. Fu in questo periodo che venne riformata la fanteria: ogni reggimento venne strutturato in quattro battaglioni formati da quattro compagnie (a differenza dei precedenti che erano formati da sei compagnie). La cavalleria fu divisa in piccole unità assegnate ai vari reparti di fanteria, riducendone inevitabilmente l'efficacia di fronte alla controparte francese.
Uno dei difetti principali dell’Armata austriaca era la scarsa organizzazione, causata da un’inadeguata formazione degli ufficiali e da una farraginosa e lenta struttura di comando.
Preparazione alla battaglia
Piani di campagna In previsione dell'invasione dell'Inghilterra, Napoleone armò circa uomini a Boulogne e due flotte, una delle quali affidata a da Villeneuve, che avrebbe dovuto raggiungerne una seconda presso il porto di Brest; da lì le due flotte avrebbero dovuto raggiungere la Manica. Il fallimento della manovra indusse Napoleone a cambiare i piani di campagna. La Grande Armée partì il 27 agosto ed il 24 settembre si trovava in posizione davanti all'armata di Mack, ad Ulma, dove il fronte la tagliava da entrambi i lati. La strategia di Napoleone prevedeva di sconfiggere gli austriaci prima dell'arrivo dei russi; i primi, capito l'obiettivo francese, cambiarono fronte, ma furono ugualmente isolati dai contatti alleati. Il 9 ottobre il generale austriaco Konstantin d'Aspre venne travolto da un corpo d'armata francese e fu imprigionato con suoi uomini. Ciò costrinse Mack a ritirarsi con il suo esercito sotto le mura di Ulma.
Piano e schieramento alleato (Austria) La cavalleria austriaca era considerata la migliore d'Europa, ma alcune unità vennero assegnate alla fanteria e questo la rese più debole. L'Austria, nel 1805, si era coalizzata con Russia, Inghilterra e Svezia in un'unione antifrancese. A capo dell'esercito austriaco nel centro Europa c'era il generale Karl Mack von Leiberich, al comando di uomini. Gli austriaci, prima di poter ricevere sostegno dagli alleati russi (che stavano ancora attraversando la Polonia), si trovarono faccia a faccia con l'esercito francese. I reparti di Mack, sperando nell'arrivo degli alleati, si erano schierati in modo da essere il più possibile vicino a Vienna, ma i francesi li precedettero e li bloccarono; nonostante vari tentativi austriaci di attraversare il Danubio a Neuburg e cambiare fronti.
Le manovre militari dell'esercito Il giorno prima, le avanguardie avevano attraversato il Reno, mettendo in atto il piano diversivo. La divisione di dragoni di Louis Baraguey d'Hilliers entrò nelle gole della Foresta Nera; seguita da uomini (una parte della riserva di cavalleria di Gioacchino Murat aggiunta al quinto corpo di Lannes) provenienti da Strasburgo, e proseguirono verso Freudenstadt. Queste azioni fecero sì che le truppe austriache si spostassero ancor più a ovest, e il grosso dell’esercito francese si scagliò sulla loro retroguardia. L’armata francese inoltre veniva nascosta dalle colline boscose della Foresta Nera e dalle montagne del Giura, mentre la cavalleria divideva i due eserciti. Il primo ottobre Napoleone incontrò il duca di Baden, ad Ettingen. Il giorno seguente ottenne una promessa d’aiuto dal suo alleato l’Elettore di Württemberg a Ludwigsburg. Nello stesso momento i cui l’avanguardia dell’esercito raggiunse la linea tra Stoccarda e Ansbach, Lannes e Louis Baraguey d'Hilliers si aggregarono al sesto corpo d’armata di Ney a Stoccarda, attraversando Pforzheim, permettendo poi di avanzare verso il Danubio. Da Stoccarda e Spira si formò una linea di comunicazione sicura verso Durlach e Strasburgo. Allo scopo di assicurare una equa distribuzione delle risorse locali, ad ogni divisione fu assegnata un’area di 20 chilometri quadrati. Durante la marcia, fanteria e cavalleria avanzavano in due file lungo i lati della strada, mentre al centro si muoveva l’equipaggiamento più pesante.
Il 2 ottobre l’armata cominciò a ruotare verso sud, di conseguenza il fronte si spostò dalla linea Ansbach-Stoccarda alla linea Ingolstadt-Donauwördt, dimezzandosi in larghezza. I corpi d’armata dei marescialli Auguste Marmont e Bernadotte si muovevano sul lato esterno, rafforzati dal distaccamento bavarese, tuttavia in questo modo violarono il territorio neutrale della Prussia per guadagnare tempo (attraversando Ansbach). Le due formazioni più grandi, Soult e Louis Nicolas Davout avanzavano al centro. Ney, Lannes, la Guardia imperiale e la cavalleria di riserva di Murat formavano il perno a destra. L’esercito raggiunse la pianura di Nördlingen il 6. I distaccamenti esterni austriaci si concentrarono nelle vicinanze di Günzburg ad est di Ulma. Metà delle truppe francesi tagliarono le vie di comunicazione di Mack per poi aggirare il suo fianco a nord, attraversando il Danubio ad est del punto in cui affluiva il Lech. Il resto dell’esercito attraversò il fiume ad ovest del medesimo punto, in modo da impedire l’utilizzo dei ponti da parte degli austriaci. I ponti presso Danubio passarono sotto il controllo del generale Dominique-Joseph René Vandamme la notte del 6-7 ottobre, nello stesso momento Murat si impadroniva di Münster. Durante il giorno seguente una divisione fu inviata da Murat allo scopo di catturare il ponte sul Lech presso Rain, e il corpo d’armata di Soult attraversò Donauwörth. Louis Nicolas Davout raggiunse Neuburg il medesimo giorno.
Napoleone pensava che il generale austriaco si sarebbe diretto verso l’oriente, e di conseguenza si preparò a chiudergli le diverse via di fuga. Visto che l’imperatore francese si trovava sul Danubio con le proprie truppe, Mack avrebbe potuto agire solo in tre modi: il primo metodo prevedeva la ritirata verso il Tirolo ma così facendo gli alleati russi sarebbero stati lasciati soli; la seconda alternativa era quella di effettuare un attacco alle forze francesi che si trovavano sul Danubio per annientarle mentre erano separati, o almeno per aprirsi una via di fuga per Vienna. L’ultima opportunità era quella di fare piccoli attacchi ai francesi tenendoli impegnati per un po’ di tempo permettendo così alle forze russe di arrivare. Napoleone non provava nessuna preoccupazione per la sicurezza della propria linea di comunicazione ma per precauzione la fece spostare a Spira-Nördlingen e la fece proteggere dalle forze del generale Gazan. Questa sicurezza partiva dal fatto che un possibile attacco di Mack sarebbe stata una mossa azzardata, poiché avrebbe lasciato la via per Vienna incustodita. Il IV Corpo di Soult fu indirizzato verso Memmingen per catturare i depositi austriaci e possibilmente anche per chiudere la strada per il Tirolo agli austriaci. Mentre nella sponda a nord del Danubio si trovava Ney con le sue truppe, Bonaparte inviò Murat e Lannes a difendere il lato sud. Per evitare di essere colti impreparati dalle forze russe, Napoleone ordinò a Bernadotte e Louis Nicolas Davout di recarsi nei pressi di Monaco per creare una zona di sicurezza. Così facendo i corpi di armata di Napoleone erano divisi ma non molto lontani fra di loro, permettendo successivamente di accerchiare Mack se per caso fosse entrato nelle zone circondate dai francesi. In aiuto all’imperatore arrivò una falsa notizia a Mack, ovvero che le truppe britanniche stessero sbarcando a Boulogne. A causa di questa il generale austriaco pensò che i francesi fossero in ritirata per il presunto attacco inglese, e così diede l’ordine ai suoi uomini di attaccare il nemico che (secondo Mack) stava retrocedendo.