Lucio Dalla e lo sport
Dalla era un appassionato di sport, di pallacanestro e calcio in particolare. In occasione della sua morte La Gazzetta dello Sport gli ha dedicato la prima pagina del 2 marzo 2012, riadattando i titoli di alcune delle sue canzoni alle notizie sportive del giorno. Il cantante era un grande tifoso del Bologna, presenziando spesso alle partite casalinghe della squadra, e della Virtus Bologna di basket. Per un periodo negli anni '60, è stato tifoso del , quando i rossoneri vinsero la Coppa dei Campioni: questa sua passione ha lasciato una traccia nella sua canzone Milano, nella frase «Milan e Benfica, Milano che fatica».
Nel 2008 aveva composto anche l'inno per la rappresentativa azzurra ai Giochi della XXIX Olimpiade scrivendo la canzone Un uomo solo può vincere il mondo. A proposito della sua passione per il basket sentenziava sempre: «Sono il più grande playmaker di sempre, ma mi frega l'altezza». E ancora: «Il basket, a differenza di altri sport, ogni venti secondi ti regala un'emozione». Inoltre costruiva con grande cura il calendario dei propri concerti per far coincidere ogni tappa con una gara fuori casa della Virtus Bologna. La sigla che per anni ha introdotto il collegamento in diretta dai campi della Rai dal titolo Bim Bum Basket era proprio di Lucio Dalla. Da ricordare, inoltre, che nell'album Luna Matana è presente una traccia, dal titolo Baggio Baggio, dedicata al campione vicentino che, tra l'altro, fu un giocatore del Bologna nella stagione 1997/98. L'artista felsineo ha inoltre scritto l'inno Le tue ali Bologna, insieme ai colleghi e concittadini Luca Carboni, Andrea Mingardi e Gianni Morandi.
Altra grande passione era quella per i motori, soprattutto delle auto sportive: possedeva infatti una Porsche 911 Carrera. Dalla gareggiò per tre volte alla Mille Miglia, storica competizione alla quale il cantautore dedicò una canzone dell'album Automobili; vi partecipò a bordo di una Porsche 356 Carrera, nel 1999 e 2000 con Alessandro Bergonzoni e nel 2003 assieme a Oliviero Toscani. Dalla ha inoltre dedicato alcuni dei suoi pezzi a grandi personalità del mondo automobilistico come Tazio Nuvolari o Ayrton Senna. Proprio il pezzo dedicato al pilota italiano, intitolato Nuvolari, è stato colonna sonora dello spot pubblicitario istituzionale della Alfa Romeo nel 2007-2009. Un'altra canzone di Dalla, Il motore del 2000, è stata colonna sonora dello spot pubblicitario della Fiat Uno Fire nel 1992.
Lucio Dalla e la politica
La dimensione politica non è stata estranea al mondo musicale di Dalla. Nel suo Canzoniere spesso si ritrovano composizioni che affrontano temi di natura sia politica che sociale. I brani, soprattutto quelli scritti con il poeta Roberto Roversi, ne sono stati un esempio significativo. Basti ricordare brani come Un'auto targata Torino (sul tema dell'immigrazione e la speculazione edilizia), L'operaio Gerolamo (sull'alienante condizione operaia), Le parole incrociate, (sugli eccidi di stato post-unitari) o Anidride solforosa (canzone ecologista contro le deturpazioni della società industriale). Il cantautore emiliano ha trattato tematiche socio - politiche non solo nel Periodo Roversi, ma anche in varie fasi della sua carriera. Solo per citarne alcune si ricordano: E non andar più via, la celebre Come è profondo il mare, Ciao a te, Se io fossi un angelo, Treno, Il duemila, un gatto e il re e Comunista (queste ultime di nuovo con Roversi). Si ricordano, ancora, Amen (contro l'alienazione del mezzo televisivo), Merdman (sulla vacuità dei talk-show), Ciao (sull'indifferenza sociale verso il dolore e le guerre) e i pamphlet anti-bellici Washington e Kamikaze.
Nel gennaio 2008 ha concesso un'intervista al quotidiano cattolico online Petrus dedicato al pontificato di Papa Benedetto XVI nella quale afferma di non essere mai stato né marxista né comunista, ma di ispirarsi a Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell 'Opus Dei. Tuttavia, in una successiva apparizione televisivaNiente di personale, LA7, 28 gennaio 2008, ha dichiarato di essere stato male interpretato: nell'intervista ha semplicemente asserito di essere concorde con le affermazioni riguardanti il lavoro fatto dal fondatore dell'Opus Dei, il cui nome ed il relativo pensiero aveva sentito per la prima volta in quell'occasione. Le relative dichiarazioni, anche se poi corrette, fecero molto scalpore, essendo da sempre rinomata la vicinanza del cantautore, fin dagli anni settanta, all'area culturale della sinistra: «Votavo comunista e avevo fiducia in Enrico Berlinguer. Non sto dicendo che fosse perfetto, sto dicendo che mi fidavo». Così Lucio Dalla parlava del suo passato in un'intervista del 1997 al giornalista Mario De Santis, all'epoca sostenitore del centro-sinistra e de L'Ulivo di Romano Prodi.
Una vicinanza alla sinistra italiana, dunque, sempre sostenuta e ribadita, sorretta, però, da posizioni mai dogmatiche e sempre all'insegna della libertà di pensiero, come dimostra un'altra intervista del 2008: «Sono di sinistra, ma non mi è mai piaciuta la mentalità che delega il cambiamento al lato collettivo della politica. Le cose non si cambiano solo con le piazze, si inizia anche dagli individui, ad esempio leggendo libri. Però si deve essere liberi intellettualmente. Invece ancora oggi, quando ho detto che Julius Evola è un artista degno di interesse, ho suscitato scandalo in una certa stampa di sinistra, in modo prevenuto e superficiale. Ecco alla nostra sinistra è mancata la capacità di gestire e capire le inquietudini». Nel 2009, in un'intervista agli studi di LeiTV alla domanda su che cosa ne pensa dei politici che partecipano ai funerali di Stato rispose: «Esibiscono tanta di quella noia. Potrebbero evitare». La giornalista in studio continuò dicendo: «Lo sa che al suo funerale ci saranno e diranno: è stata la colonna sonora della nostra vita»? Dalla rise e rispose: «una buona ragione per non morire».
Stravaganze, aneddoti e curiosità
Con il bizzarro pseudonimo di Domenico Sputo, Dalla ha partecipato in vesti di corista, tastierista e sassofonista a diversi album degli Stadio, Ron, Luca Carboni fino ad autocitarsi nel brano Domenico Sputo presente nell'album Luna Matana. Sul campanello della sua casa, in via D'Azeglio a Bologna, si legge scritto, infatti, proprio il suo buffo pseudonimo. La barca di Lucio Dalla portava l'altrettanto bizzarro e curioso nome di Catarro. Per i bolognesi e per tutti i suoi amici era conosciuto con il soprannome di Ragno. Pupi Avati, in varie interviste ha anche dichiarato, con il sorriso, che la sua gelosia nei confronti di Dalla, dovuta al fatto che era un clarinettista molto migliore di lui, era arrivata a tal punto che un giorno, a Barcellona, sulla Sagrada Família, aveva persino meditato di ucciderlo. Nel 1968 fece da apripista al concerto di Jimi Hendrix, tenuto al Piper di Milano. L'edizione del Festival di Sanremo del 1972 fu caratterizzata dal tentato sciopero di molti artisti in gara, tra i quali Claudio Villa, Domenico Modugno e lo stesso Dalla, che diedero vita a numerose proteste e contestazioni, a seguito di presunte irregolarità nella selezione dei cantanti in garaL'Enciclopedia di Sanremo, a cura di Marcello Giannotti, Gremese Editore, 2005, pag 66 Nel 1976, cercò di mettere in piedi, assieme a Francesco Guccini, Bonvi e un giovane Red Ronnie, una radio libera, sull'onda del boom delle nascenti emittenti private come le celebri Radio Alice, Radio Babboleo, Controradio e tante altre. Molti sono stati gli artisti scoperti e lanciati da Dalla, a cominciare dallo stesso Ron e Luca Carboni. Se, a titolo d'esempio, Antonello Venditti fu il primo produttore di Rino Gaetano, a scoprire il suo talento e a portarlo al Folkstudio a Roma fu proprio Dalla, che commentò così l'incontro: «Faceva l'autostop con la chitarra a tracolla e gli diedi un passaggio per Roma dove andava alla ricerca di un contratto. Mi fece sentire le sue canzoni in anteprima e lo portai da Vincenzo Micocci che poi lo lanciò». Nel 1984 propose un tour congiunto a Lucio Battisti, sfidando la rinomata ritrosia del collega, che da molti anni si era ritirato dalla scena pubblica. L'artista bolognese ha così ricordato l'incontro: «Mi stette a sentire tutta la sera, poi sorrise e disse: non si può fare». Nell'aprile del 1986 partecipa al programma televisivo Serata d'onore in onda su Rai 1, nell'occasione si presenta vestito da clown, cantando alcune canzoni del suo album Bugie. Peppino di Capri in un'intervista al Sole 24 ore ha ricordato: "Una sera lo portai a cena in un ristorante napoletano. Entrai prima io nel ristorante e il cameriere vide Dalla conciato in quel modo e disse lasciate il maestro in pace e lo fermò sulla porta. Poi quando capirono che era Dalla il proprietario voleva licenziare il cameriere". Per oltre un decennio, abitando anche a Milo (CT), sulle pendici dell'Etna, ha avuto come vicino di casa Franco Battiato. Le tournée legate alla promozione dei due album Lucio Dalla e Dalla riscossero grande successo ovunque: a Torino, ad esempio, la sera del 4 aprile 1979 si presentarono ben persone per ascoltare il suo concerto, e poiché il Palasport aveva una capienza, all'epoca, di spettatori, restano fuori dai cancelli personeArticolo Ventimila fuori e dentro per ascoltare Lucio Dalla: il piccolo grande cantautore ieri sera a Torino, di Ivano Barbiero, da Stampa Sera del 5 aprile 1979. Da non dimenticare inoltre un tris di concerti tenuti a Castel Sant'Angelo (Roma), nell'estate del 1981, alla presenza di centomila spettatori. Nelle campagne etnee ha prodotto un vino conosciuto come Stronzetto dell'Etna, nome che fu ideato da Carmelo Bene. A raccontarlo è stato lo stesso Dalla: «Carmelo Bene s'era preso una ciucca terribile bevendolo, da non stare più in piedi. E la sera dopo consegnandomi un premio aveva detto "Ecco quello stronzetto di Lucio Dalla". Lo chiamai così per questo, il mio vino» Con la canzone Ballando ballando, nell'estate del 1997 si esibì al Festivalbar, indossando ironicamente un vistoso parruccone anni settanta. La canzone Ulisse coperto di sale, contenuta nell'album Anidride solforosa è stata campionata dal rapper Timbaland, nel pezzo Indian Carpet dell'album Indecent proposal, del 2001. Era un appassionato di Napoli e dell'idioma napoletano. In un'intervista dichiarò: «La bellezza di Totò è la bellezza di Napoli. Napoli sembra una città, ma è una nazione [...] Io non posso fare a meno, almeno due o tre volte al giorno di sognare di essere a Napoli. Sono dodici anni che studio tre ore alla settimana il napoletano, perché se ci fosse una puntura da fare intramuscolo, con dentro il napoletano, tutto il napoletano, che costasse euro io me la farei, per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni».. Infatti, spesso, ha cantato varie interpretazioni dei grandi classici della musica napoletana, incidendo anche una personale rivisitazione del celebre brano Malafemmina di Totò, nell'album Cinema italiano, dove compaiono altri artisti come Sting, il flautista Andrea Griminelli e Luis Bacalov. Tra gli altri brani napoletani interpretati da Dalla si ricordano Anema e core, Addio a Napoli, Nun parlà (nell'album Canzoni) e Era de maggio, di Salvatore Di Giacomo, che lui stesso considerava al pari di un'opera lirica, tanto da convincere l'amico Franco Battiato ad inciderla nel suo Fleurs. Ha inoltre duettato con artisti napoletani di fama come Roberto Murolo, Pino Daniele e Nino D'Angelo, fino alle collaborazioni con Gigi D'Alessio. In un incontro con lo scrittore e giornalista Roberto Saviano dichiarò: «Quando mi parlano di bellezza mi viene in mente, come prima immagine, Napoli».