Le critiche alla Chiesa cattolica comprendono osservazioni e giudizi critici sul modus operandi della Chiesa cattolica nel corso dei secoli. Nel passato le critiche filosofiche e teologiche erano prevalenti (per una loro descrizione si vedano le descrizioni delle altre chiese cristiane). A partire dal XVIII secolo con l'avvento dell'Illuminismo, l'attenzione si spostò per lo più sul piano storico, politico, e culturale (oltre che filosofico)si veda, ad esempio, Storia criminale del cristianesimo.

A queste critiche risponde l'apologetica, ossia il pensiero di teologi e scrittori di varie epoche, che si propongono di difendere la dottrina e l'autorità della Chiesa cattolica.

Critiche storiche L'analisi della storia della Chiesa in Europa ha portato molti studiosi ad accusare la stessa Chiesa di quelli che sono adesso definiti come crimini contro l'umanità commessi nei secoli passati.

La Chiesa riconosce alcune di queste azioni e omissioni, tanto che nel 2000 papa Giovanni Paolo II ha pubblicamente domandato perdono "per i peccati dei cattolici attraverso i secoli". Tuttavia, con alcune eccezioni,P. Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, 2007. anche se non mancano critiche anche sulla cosiddetta Giornata del Perdono (la più ricorrente è che il papa ha chiesto perdono a Dio e non alle vittime e che, parlando degli errori della Chiesa cattolica, ha usato il termine "talora" in contrapposizione al "sempre" degli errori altrui), la Chiesa cattolica non fornisce solitamente "posizioni ufficiali" riguardo alle vicende storiche.

Simonia La simonia è definita "un'intenzione deliberata di acquistare o vendere a un prezzo temporale cose come quelle spirituali o annesse agli spirituali". Sebbene fosse un delitto contro il diritto canonico, la simonia si diffuse nella Chiesa cattolica nel IX e nel X secolo. Il nome simonia deriva da un episodio degli Atti degli Apostoli: Simone Mago provò a comprare da San Pietro il potere di infondere lo Spirito Santo.

Crociate

L'indizione di "guerre sante" da parte di Papi è stata oggetto di molte critiche, sia per quanto riguarda le crociate in Terra Santa, sia per quanto concerne la lotta ai movimenti eretici (come quello cataro).

Il cattolico Michael Coren nel libro: “Why Catholics Are Right” afferma che è vero che la Chiesa non ha agito sempre nella maniera più opportuna, ma fa anche delle precisazioni: la Terra santa era sempre stata cristiana, ma fu ad un certo punto (700 circa) invasa dai musulmani. Le Crociate non furono, secondo Coren, dunque una campagna militare di imperialismo o colonialismo; infatti molte famiglie nobili dell'epoca si ridussero sul lastrico pur di sostenere le spese militari dei loro cavalieri.

Indice dei libri proibiti

L'Indice dei libri proibiti (in latino Index Librorum Prohibitorum) era un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, istituito nel 1558 dall'Inquisizione (o Sant'Uffizio), sotto Papa Paolo IV. La Chiesa si era infatti attribuita il diritto di vigilare sulle letture dei fedeli in modo che questi non fossero influenzati da opere letterarie ritenute nocive per la fede e per la morale. Dopo l'invenzione della stampa e il pericolo della crescente diffusione delle idee della Riforma il problema divenne prioritario tanto che fino al Settecento la Chiesa cercò di ostacolare la diffusione di quelle idee che si scontravano con la dottrina della Chiesa cattolica in modo da poter prevenire una possibile contaminazione della fede e la presunta corruzione morale derivante dalla conoscenza di idee nuove: si cercava di proibire la pubblicazione, la diffusione e la lettura di opere a carattere letterario e scientifico giudicate contrarie alla dottrina.V. Frajese. Nascita dell'Indice, 2006.

Di tale politica furono vittime le opere di eminenti scienziati come Galileo Galilei.Gli atti del suo processo sono disponibili nel sito dell'archivio segreto vaticano.. La Chiesa in Papa Giovanni Paolo II ha riconosciuto l'errore commesso nel processo a Galilei e lo ha ufficialmente riabilitato nel 1992. Cfr

All'Indice vennero messe anche le opere di filosofi e religiosi come Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Erasmo da Rotterdam. Nell'Indice finirono anche poeti e letterati come Giacomo Leopardi e Ludovico Ariosto, e studiosi di diritto come Cesare Beccaria, che vennero così ostacolati e censurati.

All'Indice non finirono invece i testi base della propaganda nazista, all'indomani dell'ascesa al potere di Adolf Hitler nel 1934, ad eccezione de Il mito del XX secolo, dell'ideologo nazista Alfred Rosenberg, inserito nel 1934 nell'Indice dei Libri Proibiti.

L'indice durante quattro secoli di attività venne aggiornato almeno venti volte (l'ultima nel 1948) e fu abolito solamente dopo il Concilio Vaticano II, nel 1966, da papa Paolo VI. L'Indice dei libri proibiti si può trovare ora sotto forma di guida bibliografica presso l'Opus Dei.

Inquisizione

Nel Medioevo la Chiesa istituì tribunali ecclesiastici per la persecuzione degli eretici, facendo uso di strumenti di tortura e sanzionando pene carcerarie e condanne a morte a persone accusate di apostasia o di stregoneria.F. Cardini, M. Montesano. La lunga storia dell'inquisizione, 2005.

La Chiesa cattolica è stata accusata di aver creato il sentimento antisemita dipingendo attraverso i secoli gli ebrei come «gli assassini di Cristo» e «deicidi»; la bolla Cum nimis absurdum di Paolo IV (1555), istituì i ghetti all'interno delle città per isolare la popolazione di origine ebraica dai restanti cittadini e per spingerli alla conversione.

Abolito temporaneamente, durante la Prima (1798) e la Seconda Repubblica Romana (1849), nei periodi in cui il papa non poté esercitare il potere temporale su Roma, fu soltanto dopo il 20 settembre 1870, con il ritorno di Roma all'Italia, che fu definitivamente chiuso il ghetto, l'ultimo rimasto in Europa Occidentale.

Tuttavia, a dispetto dell'emancipazione concessa loro dallo Stato Italiano, e della loro successiva integrazione (vi furono ebrei di spicco non solo nell'arte o nelle scienze, ma anche in politica, dal ministro delle finanze Sidney Sonnino al sindaco di Roma Ernesto Nathan), la promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938 andò contro tutto il lungo processo iniziato fin dall'Unità d'Italia. Nell'occasione, comunque, diversi esponenti di spicco della Chiesa italiana si schierarono a favore della promulgazione delle leggi razziali. Va anche notato tuttavia che la matrice antisemita di Gemelli era strettamente religiosa.M. Bocci. Agostino Gemelli Rettore francescano. 2003. Non risulta, infatti, alcuna manifestazione di antisemitismo da parte di Gemelli nel corso della sua attività professionale o in seno all'Università Cattolica, nella quale non si riscontrarono episodi di razzismo o di avversione nei confronti di ebrei. Anche la Civiltà Cattolica si espresse a favore della promulgazione delle leggi («Un colpo non meno vigoroso è stato inflitto agli ebrei dal Consiglio dei ministri nella tornata del 2 settembre»).

Nonostante l'antisemitismo promosso dal regime fascista si fosse diffuso a tutti i livelli della società italiana anche nel mondo cattolico, il Vaticano cercò di ripudiare con forza questi atteggiamenti nei confronti del popolo ebraico. Gudrun Sailer, giornalista tedesca di Radio Vaticana, in un documentario del National Geographic Channel, Vaticano Segreto ha raccontato la storia della prima donna assunta dal Vaticano, Hermine Speier, un'ebrea laica entrata nell'organico del Vaticano nel 1934.

Quando nel 1943 il Governo Badoglio I le abrogò, padre Pietro Tacchi Venturi scrisse in una lettera al segretario di Stato Luigi Maglione che «la legge, secondo i principî e le tradizioni della Chiesa cattolica, ha bensì disposizioni che vanno abrogate [quelle sui convertiti e sui matrimoni misti] ma ne contiene pure altre meritevoli di conferma».Daniel Jonah Goldhagen, A Moral Reckoning, Alfred A. Knopf, 2002 , p. 150 (trad. it. Una questione morale, Mondadori, 2003)

Anche da tali posizioni discende l'accusa, mossa alla Chiesa cattolica e in particolare a Pio XII, di aver tenuto una condotta morbida e indulgente, o anche permissiva, mentre si consumava la tragedia dell'Olocausto, non avendo il pontefice mai biasimato espressamente la condotta della Germania nazista ideatrice e pianificatrice della nota Soluzione finale della questione ebraica.D. J. Goldhagen. Una questione morale, 2003; S. Zuccotti. Proprio sotto le sue finestre, 2002. Accuse più pesanti affermano che le gerarchie cattoliche (forti di una lunga tradizione antiebraica) cercarono di evitare lo scontro con il Reich: in particolare l'episcopato tedesco e la Santa Sede (pur di difendere "l'Europa cristiana" dal pericolo comunista contribuirono a fomentare il clima di razzismo antisemita che rese possibile la Shoah).

Tuttavia la Chiesa cattolica emise encicliche di condanna contro entrambe le maggiori ideologie totalitarie del XX secolo, il nazismo di Hitler e il comunismo di Lenin e Stalin. Al riguardo, Philippe Chenaux ha pubblicato un libro intitolato “L'ultima eresia. La Chiesa cattolica e il comunismo in Europa da Lenin a Giovanni Paolo II", recensito dall'ex direttore ed attuale editorialista del Corriere della Sera, Paolo Mieli (di religione ebraica); Chenaux è un docente ed esperto di storia contemporanea, specializzato nello studio dei rapporti tra comunismo e cattolicesimo.

Lo studioso riporta come papa Benedetto XV e papa Pio XI (e gran parte della Chiesa cattolica) si mossero per difendere Cristiani ed Ebrei dalle violenze dei regimi totalitari. Benedetto XV si adoperò presso Lenin, per via della spietata ferocia sovietica contro i cristiani e i sacerdoti, in modo da farle cessare, cercando di creare un accordo tra la Santa Sede e l'Unione Sovietica: l'obiettivo era quello di aprire i confini russi, inoltre l'accordo prevedeva un intervento umanitario proveniente dalla Santa Sede stessa. Il dialogo fallì. Nel 1926 papa Pio XI ordinò di procedere alla riorganizzazione religiosa in Russia procedendo stavolta nella massima segretezza. Ciò avvenne, anche se con numerosissime perdite. Il comunismo cercò quindi di penetrare nel cattolicesimo, soprattutto in Francia, per tentare uno sforzo di conciliazione, ma il Consiglio di vigilanza dell'arcidiocesi di Parigi pubblicò un comunicato nel quale si diceva che queste posizioni non potevano in alcun modo essere considerate «cattoliche». Anche papa Pio XI mostrò forte preoccupazione per questa apertura verso il comunismo (considerato da lui «il male, il regno di Satana»).

Chenaux ricorda anche come la sollevazione militare spagnola dei franchisti del luglio 1936, venne giudicata dal mondo cattolico come una legittima rivolta contro la Spagna empia e rivoluzionaria dei comunisti e degli anarchici. Tuttavia importanti esponenti cattolici come Jacques Maritain, François Mauriac e Luigi Sturzo si opposero a tale posizione. Nel maggio del 1938 il Vaticano riconobbe ufficialmente il governo del dittatore Francisco Franco, nominando un nunzio apostolico a Madrid nella persona di monsignor Gaetano Cicognani. Ma subito dopo il bombardamento di Durango e Guernica, la Santa Sede fece pervenire allo stesso Francisco Franco le proprie rimostranze per le sofferenze inflitte alla popolazione basca. Il Vaticano, nonostante le sollecitazioni di una parte del mondo cattolico, non benedisse mai la rivolta franchista come una giusta Crociata contro il comunismo.