Esponente del Partito Socialista Italiano, fu tra gli organizzatori del movimento operaio e socialista in Calabria, svolse attività sindacale anche in Emilia e fece parte della Direzione nazionale del partito; eletto sindaco di Crotone nel 1920, l'anno seguente entrò alla Camera dei deputati del Regno d'Italia nella XXVI legislatura.

Biografia Formazione e primi anni nel movimento socialista Nacque a Catanzaro il 30 novembre 1881 da Edoardo Mastracchi, avvocato erariale, ed Elisabetta Starace; trascorse parte della giovinezza a Napoli, dove frequentò gli studi liceali, e nel 1899, intorno ai diciotto anni, si iscrisse al PSI, entrando nell'ambiente socialista napoletano vicino a Luigi Alfani.

Nel 1903 fu attivo nel movimento giovanile socialista, animando l'associazione «Avanguardia socialista» e collaborando alla pubblicazione de «La Tribuna sociale»; rientrato a Catanzaro nel gennaio 1904, ricostituì la locale sezione socialista, promosse il primo congresso provinciale del partito e contribuì alla costituzione della federazione provinciale, mentre il 10 marzo dello stesso anno avviò la pubblicazione di «Calabria, Avanti!», divenuto organo della federazione socialista catanzarese e pubblicato, con diverse interruzioni, fino al 1925.

L'attività sindacale tra Calabria ed Emilia Parallelamente all'attività politica e giornalistica, Mastracchi promosse a Catanzaro una Borsa del lavoro, che raccolse numerose leghe cittadine e partecipò alle prime rivendicazioni salariali; nel 1907 la Borsa e la precedente organizzazione camerale confluirono in una Camera del lavoro unitaria, della quale divenne segretario, mentre nel febbraio 1908 si trasferì a Carpi, dove assunse la segreteria della nuova Camera del lavoro, promosse il primo congresso nazionale dei lavoratori del truciolo e fu inoltre eletto consigliere comunale socialista e nominato assessore.

L'esperienza emiliana coincise con una crescente partecipazione alla politica nazionale del PSI e della CGdL: al congresso socialista di Firenze del settembre 1908 aderì alla corrente intransigente, nel 1910 si collocò nell'area rivoluzionaria sostenendone tuttavia la permanenza nel partito e, al congresso confederale di Padova del 1911, intervenne contro l'indirizzo riformista della dirigenza; dopo il congresso socialista di Reggio Emilia del 1912 entrò nella Direzione nazionale del PSI, che elesse Costantino Lazzari segretario politico.

Nel 1913, dopo una prima candidatura alle elezioni politiche conclusasi senza l'elezione, tornò per breve tempo in Emilia e assunse l'incarico di segretario propagandista della Camera del lavoro provinciale di Modena, prima di rientrare definitivamente in Calabria.

Il ritorno in Calabria e le lotte agrarie Nel 1914 fu eletto consigliere provinciale per il mandamento di Crotone e divenne uno dei principali animatori del radicamento socialista nel territorio crotonese, contribuendo alla costituzione della locale Camera del lavoro e alla propaganda tra i lavoratori; nello stesso periodo partecipò alle mobilitazioni contadine per la revisione dei patti agrari e svolse attività di propaganda anche a Isola di Capo Rizzuto.

Allo scoppio della prima guerra mondiale sostenne inizialmente la neutralità italiana e, sulle pagine di «Calabria, Avanti!», contrastò la propaganda interventista, facendo inoltre approvare alla fine del 1914 un ordine del giorno contro la guerra; dopo l'entrata dell'Italia nel conflitto modificò tuttavia il proprio atteggiamento, dichiarando fedeltà alle decisioni governative e differenziandosi così dal neutralismo socialista più intransigente.

Durante gli anni di guerra proseguì inoltre la propaganda socialista nei centri della provincia: nel novembre 1915 il consiglio comunale socialista di Tiriolo gli conferì la cittadinanza onoraria, ma la deliberazione fu successivamente annullata dalla Prefettura di Catanzaro; nel 1918 promosse un convegno per la difesa della produzione agricola, che non ebbe luogo, e fu tra gli animatori del movimento cooperativo di classe aderente alla Lega nazionale delle cooperative.

Verso la fine del conflitto si impegnò anche per la ripresa di «Calabria, Avanti!», le cui pubblicazioni erano nuovamente sospese dal 24 novembre 1917; il 10 ottobre 1918, insieme a Vincenzo Caporale e Orazio Laino per il Comitato federale calabrese e a Giovanni Longo, Vitaliano Mancaruso e Beniamino Romano per la sezione socialista di Catanzaro, rivolse alle organizzazioni socialiste italiane un appello per raccogliere fondi destinati al periodico, mentre la lettera inviata alla sezione socialista di Rimini fu intercettata e sequestrata dalla censura; il giornale riprese infine le pubblicazioni il 28 dicembre dello stesso anno.

Nel primo dopoguerra assunse un ruolo di primo piano nelle organizzazioni socialiste e sindacali calabresi, sostenendo il movimento cooperativo e guidando mobilitazioni contadine legate all'occupazione delle terre e alla revisione dei patti agrari, particolarmente rilevanti nella provincia di Catanzaro e nel Crotonese; il 28 gennaio 1919 la Camera del lavoro di Crotone, animata da Mastracchi, avrebbe inoltre indetto un comizio in difesa dei posti di lavoro presso l'Ansaldo.

Sindaco di Crotone e deputato Alle elezioni politiche del 16 novembre 1919 si candidò nella circoscrizione di Catanzaro nella lista socialista ufficiale, che ottenne 7.799 voti; Mastracchi raccolse 4.069 preferenze e 549 voti aggiunti riportati in altre liste, raggiungendo una cifra individuale di 12.417 e risultando il candidato socialista più votato della lista senza tuttavia essere eletto; dopo la mancata elezione presentò ricorso alla Giunta delle elezioni della Camera, contestando all'ufficio elettorale il computo dei voti.

Nel 1920 attraversò inoltre una controversia interna al partito: la sezione socialista di Catanzaro lo espulse in seguito all'accusa di essersi appropriato di somme che alcune cooperative crotonesi gli avevano affidato per l'acquisto di generi e, nell'ottobre dello stesso anno, il congresso provinciale socialista, riunito a Crotone alla presenza di un rappresentante della direzione nazionale, ne propose la sospensione; fu successivamente riammesso nel PSI dopo il congresso di Livorno del gennaio 1921.

Nelle elezioni comunali di Crotone del 17 ottobre 1920 il PSI ottenne la maggioranza e Mastracchi fu eletto sindaco; dopo la sindacatura è attestato come prosindaco dell'amministrazione socialista cittadina, incarico tradizionalmente collocato nel periodo 1921-1922Gli estremi 1921-1922 del prosindacato sono riportati nelle ricostruzioni cronologiche disponibili, ma non è stato finora individuato un atto amministrativo nominativo che ne documenti con precisione l'inizio e la cessazione; resta invece documentata la qualifica di prosindaco..

Alle elezioni politiche del 15 maggio 1921, nuovamente nella circoscrizione di Catanzaro, la lista socialista ufficiale raggiunse 21.441 voti e Mastracchi ottenne 4.936 preferenze e 429 voti aggiunti, per una cifra individuale di 26.806, risultando eletto insieme a Pietro Mancini; il mandato nella Camera dei deputati ebbe inizio l'11 giugno 1921 e terminò il 25 gennaio 1924, mentre negli atti della Camera la sua professione fu indicata come organizzatore o sindacalista e pubblicista o giornalista.

Attività parlamentare Durante la legislatura la sua attività parlamentare riguardò soprattutto le condizioni dei lavoratori, i servizi ferroviari, le amministrazioni locali e le infrastrutture calabresi: il 23 luglio 1921, insieme a Pietro Mancini e Sesto Bisogni, presentò interrogazioni sui servizi ferroviari in Calabria e sulle condizioni dei dormitori destinati al personale ferroviario nel compartimento di Reggio CalabriaAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata del 23 luglio 1921, p. 578, testo in PDF, mentre il 18 marzo 1922, con Mancini, intervenne sulle conseguenze della crisi della Banca Italiana di Sconto per comuni, cooperative, contadini, impiegati e piccoli proprietari calabresiAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata del 18 marzo 1922, p. 3243, testo in PDF.

Il 19 giugno 1922 affrontò inoltre la questione della seconda indennità di caroviveri per i dipendenti comunali e provinciali e delle difficoltà incontrate dai comuni, soprattutto meridionali, nell'accesso ai mutui della Cassa depositi e prestitiAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata del 19 giugno 1922, p. 6415, testo in PDF; l'11 giugno 1923 interrogò invece il governo sulla progettata costruzione del nuovo porto di CotroneAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata dell'11 giugno 1923, p. 10028, testo in PDF.

I fatti di Crotone e l'opposizione al fascismo Il consiglio comunale di Cotrone fu sciolto con regio decreto del 29 settembre 1922, durante il secondo governo Facta, su proposta del ministro dell'interno Paolino Taddei, e il provvedimento nominò Arturo Lentini «commissario straordinario per l'Amministrazione provvisoria» del comuneGazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 16, 20 gennaio 1923, pp. 384-385, testo in PDF.

Dopo gli scontri del 1º novembre 1922, ricordati come Fatti di Crotone, il Comitato Segreto d'Azione della sezione locale del Partito Nazionale Fascista diffuse il giorno successivo un manifesto diretto contro nove esponenti politici cittadini, fra i quali Mastracchi, intimando loro di lasciare Cotrone e il circondario entro le ore 12 del 3 novembrePartito Nazionale Fascista, Sezione di Cotrone, Comitato Segreto d'Azione, manifesto del 2 novembre 1922, riproduzione digitale; il 18 novembre Mastracchi e altri deputati presentarono quindi alla Camera un'interpellanza sulla condotta dei funzionari governativi in Calabria e sullo scioglimento del consiglio comunaleAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata del 18 novembre 1922, p. 8574, testo in PDF.

Il 1º giugno 1923, intervenendo alla Camera sull'aggressione subita da Mario Nicoletta e sulle vicende giudiziarie seguite agli scontri, Mastracchi riferì che erano stati liberati «ben dodici individui tra fascisti e comunisti di Cotrone» e richiamò una lettera minatoria firmata «i fascisti di Cotrone»; tali circostanze furono esposte nel corso di un vivace confronto con Giacomo Acerbo, che contestò alcuni elementi dell'intervento senza confermare esplicitamente il numero e la composizione politica indicati da MastracchiAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata del 1º giugno 1923, p. 9604, testo in PDF.

L'11 giugno tornò sulla situazione politica crotonese chiedendo al governo quali provvedimenti intendesse adottare di fronte agli impedimenti che denunciava alla vendita di giornali d'opposizione, fra i quali l'«Avanti!»Atti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata dell'11 giugno 1923, p. 10028, testo in PDF; il giorno successivo, insieme a Pietro Mancini, interrogò inoltre il governo sulle elezioni amministrative svoltesi a Cotrone il 27 maggio precedente, denunciando presunte intimidazioni esercitate sugli elettori e chiedendo se rientrasse fra le funzioni della Milizia nazionale quella di costringerli, mediante minacce e violenze, a recarsi alle urne e a votare una determinata listaAtti parlamentari, Camera dei deputati, XXVI legislatura, 1ª sessione, Discussioni, tornata del 12 giugno 1923, p. 10080.