Telemontecarlo (abbreviato in TMC) è stata l'emittente televisiva di lingua italiana del Principato di Monaco, attiva dal 1974 al 2001.

La rete monegasca fu, negli anni settanta e nei primi anni ottanta, la principale alternativa ai canali televisivi della Rai, essendo una delle emittenti televisive internazionali in lingua italiana ricevibili nella penisola italiana.

A partire dalla metà degli ottanta, Telemontecarlo divenne sempre più un canale di nicchia, dopo l'ascesa dei canali Fininvest, in particolare di Canale 5. Nel 1990 ottenne dalla legge Mammì la concessione di trasmettere sull'intero territorio nazionale.

L'emittente era inoltre un membro dell'Unione europea di radiodiffusione.

A seguito dell'acquisizione avvenuta il 6 agosto 2000 da parte di Seat Pagine Gialle, società allora appartenente a Telecom Italia, cambiò nome in LA7 il 24 giugno 2001.

Storia La nascita e la gestione Télé Monte-Carlo (1974-1985) Creata ufficialmente per rispondere alle esigenze della numerosa comunità italiana insediata nel Principato di Monaco, la versione in lingua italiana di Télé Monte-Carlo venne trasmessa direttamente a colori a partire dal 1974. Tele Monte Carlo anticipò la Rai di quasi tre anni, in quanto la tv di stato italiana non iniziò le sue trasmissioni a colori prima del febbraio 1977. Le prove tecniche di Télé Monte-Carlo a colori (sistema SECAM) destinate all'Italia iniziarono nel giugno 1971 con l'installazione del canale 35 UHF. Dopo diverse prove, nel 1973 la TV del Principato di Monaco trasmise sperimentalmente alcuni programmi in italiano su questo canale, che l'anno dopo divenne Tele Monte-Carlo. Trasmettendo dall'impianto monegasco di Monte Agel, il segnale era visibile in Liguria e in parti del Piemonte e della Lombardia..

Le trasmissioni iniziarono ufficialmente il 5 agosto 1974, un mese dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 226 del 10 luglio 1974 che legittimava l'esistenza delle televisioni via cavo. La sentenza fu intesa da più parti come un'anticipazione di un successivo pronunciamento in favore dell'emittenza via etere. Alle 17:45 andò in onda Un peu d'amour, d'amitié et beaucoup de musique un programma musicale condotto da Jocelyn Hattab e da sua moglie Sophie. La proprietà dell'emittente monegasca era suddivisa tra più soggetti. I quattro investitori principali erano: la radio francese Europa 1 con il 27,5%; la nota agenzia di pubblicità Publicis con il 22%; il 18% apparteneva al Principato; un altro 18% al gruppo aeronautico francese Dassault. Il partner italiano era la Opus Proclama, del gruppo SPE.

Nel 1975 la legge n. 103 autorizzò l'impianto sul territorio italiano di ripetitori di emittenti straniere. Era il pronunciamento sulla tv via etere che si attendeva. Da quel momento Tele Monte-Carlo avviò l'espansione in Italia. Per comprare le frequenze tv e collocare i ripetitori sul suolo italiano fu creata una società ad hoc, la «Tv Internazionale». L'ingegnere Henri de France partecipò, dal 1976 al 1980, alla creazione e al funzionamento della rete di ripetitori di Tele Monte-Carlo in Italia. Fino ad allora solo la Rai aveva un rete che copriva tutto il territorio nazionale. Se si aggiunge che, come la Rai, anche Tele Monte-Carlo era un membro dell'Eurovisione si può concludere che Tele Monte-Carlo fu la prima emittente a sfidare il monopolio Rai. Le altre due reti estere ricevibili in Italia, la TV della Svizzera italiana e TV Koper-Capodistria, potevano essere ricevute solo in alcune regioni settentrionali.

Tele Monte-Carlo ebbe tra i suoi primi collaboratori il giornalista sportivo Gianni Brera, che fu curatore del primo programma sportivo della rete, Puntosport, e anche Mike Bongiorno, seppur in maniera non del tutto ufficiale. Alla rete lavorò anche Indro Montanelli, che fondò nel 1976 il telegiornale della rete chiamato Le notizie del "Giornale nuovo", gestito dal quotidiano omonimo milanese, da lui stesso fondato. Il notiziario era condensato in dieci minuti, diviso in due parti: nella prima, Notiziario, un annunciatore, Antonio Devia, leggeva le notizie più importanti della giornata (i testi erano scritti dalla redazione del Giornale); nella seconda, Editoriale, appariva in video Indro Montanelli (o uno dei principali editorialisti del quotidiano: Enzo Bettiza, Mario Cervi, Cesare Zappulli), che esprimeva l'opinione sul fatto del giorno. Il commento era registrato in tarda mattinata a Milano e poi trasportato a Monaco in automobileMario Cervi, Gli anni del piombo, Mursia, 2009, pag. 139.. Dal 29 agosto 1977 il telegiornale si sdoppiò in due edizioni serali. Dal 17 gennaio al 28 agosto 1977 questo notiziario veniva preceduto dal programma serale di approfondimento giornalistico curato da Luisella Berrino intitolato Montecarlo sera, che poi avrebbe preceduto l’edizione notturna. Inoltre dal 1980 al 1982 veniva trasmesso un breve TG pomeridiano dalla durata di un quarto d'ora circa, il Monte-Carlo news. Nel 1979 avvenne il passaggio dal sistema SECAM al PAL, quello scelto per la televisione a colori italiana.

Dal 1978 al 1980 Tele Monte-Carlo ebbe come direttore dei programmi Paolo Limiti, che qui ideò varie trasmissioni, tra cui la rubrica di cucina Telemenù condotta da Wilma De Angelis in seguito ribattezzata Sale, pepe e... fantasia, in onda con successo per tutti gli anni ottanta. Nel 1979 approdò sul canale monegasco anche Sandra Mondaini con il varietà di prima serata Stasera mi sento milionaria. Nel 1980 il conduttore televisivo Ettore Andenna fu per un anno direttore dei programmi. In quell'anno andarono in onda sull'emittente monegasca alcuni suoi programmi (realizzati negli studi milanesi di Antenna 3 Lombardia), quali il mattutino Telemattina e il quiz preserale Scusi, le faccio un assegno?. Sempre nel 1980 Gianfranco Funari debuttò con un programma tutto suo, il talk-show di seconda serata Torti in faccia, registrato nella sede milanese dell'emittente. Tra le trasmissioni agli inizi degli anni ottanta, sono da ricordare i due quiz preserali Il buggzzum e Gli affari sono affari, entrambi condotti da Roberto Arnaldi (Robertino di Radio Monte Carlo). Nel 1981 l'emittente propose per la prima volta le gare della Formula 1 (fino ad allora aveva trasmesso solo il GP di casa). L'esordio avvenne con il Gran Premio di Las Vegas il 17 ottobre 1981, ultima e decisiva gara del campionato.

Sempre nel 1981, in settembre, iniziarono a circolare indiscrezioni sull'intenzione di Matra, l'azionista di maggioranza, di mettere in vendita l'emittente. Si fece avanti subito la Rai, per evitare che Canale 5 si impossessasse del satellite a disposizione di Tele Monte-Carlo. L'accordo venne concluso il 18 marzo 1982. Aveva la durata di sei anni (1982-1988) e prevedeva il passaggio di proprietà di «TV Internazionale» al prezzo di 5 miliardi di lire e la co-gestione del palinsesto. Passò alla Rai anche la gestione della raccolta pubblicitaria.. Uno dei punti dell'accordo prevedeva che i programmi giornalistici sarebbero stati supervisionati da Viale Mazzini. La redazione del Giornale decise di interrompere la collaborazione con l'emittente, determinando la chiusura di Monte-Carlo news. Rimasero quindi solo due brevi telegiornali (Notizie Flash), ridotti a uno solo nel 1985. In quel periodo, inoltre, la rete replicò alcune vecchie trasmissioni della Rai, come ad esempio Lascia o raddoppia?, Studio Uno e Discoring.

Nel 1983 Tele Monte-Carlo adottò un nuovo formato del marchio, per distinguerla dalla sorella di lingua francese, che cambiò a sua volta marchio, dopo averne utilizzato per anni un unico per entrambe. Nel logo dell'emittente la grafia era quella francese, perciò il sostantivo Tele era scritto Télé; grafia che però non è mai stata utilizzata dalla stampa italianaSempre nei primi anni, nella sigla dell'Eurovisione il nome che compariva era quello di Radio Télé Monte Carlo ovvero Radio Télévision de Monte Carlo..

A partire dalla metà degli anni ottanta la Tele Monte-Carlo italiana (che fino ad allora aveva avuto un discreto seguito in Italia) iniziò a perdere spettatori, a causa dall'avvento dei grandi network privati nazionali, soprattutto del gruppo Fininvest, finendo con ricoprire un ruolo marginale nel panorama televisivo italiano.

L'arrivo di Rede Globo (1985-1990) Il 4 agosto 1985 Tele Monte-Carlo fu acquistata al 90% dai proprietari di Rede Globo, che le diedero come logo quello del potente network brasiliano, il quarto network mondiale dopo ABC, CBS e NBC; il restante 10% rimase di proprietà della Rai. L'uomo chiave dell'operazione fu Dionisio Poli, bolognese con una lunga esperienza professionale in Brasile. È l'unico italiano nella catena di comando, con la carica di vicepresidente. I nuovi proprietari nominano ai posti di comando i connazionali: Ricardo Pereira, giornalista, come direttore dei programmi; Herbert Fiuza a capo dell'area tecnica (dalla diffusione del segnale alla messa in onda); Clovis Prates è il responsabile del palinsesto (coadiuvato dall'italiano Giulio Mandelli, che aveva organizzato fino ad allora la programmazione della rete); la comunicazione viene affidata a Marco Antonio de Rezende; il direttore amministrativo è William Barsanti. Completa il gruppo di comando Paola Massiah, responsabile dei programmi..

I brasiliani potenziarono gli impianti della rete. Con l'arrivo di Rede Globo vi fu l'apertura del nuovo centro di produzione TV a Roma, in Piazza della Balduina 48-49. Inaugurato nel 1986, divenne lo stabilimento principale di Telemontecarlo (mentre le sedi di Monte-Carlo e Milano da allora rivestirono un ruolo sempre più marginale) e rimase in attività fino al 1998. In conseguenza di ciò, diversi programmi brasiliani furono trasmessi in versione italiana, tra cui le telenovelas (che in parte erano state precedentemente trasmesse su altri canali nazionali) Gabriela, Dancin' Days, Agua Viva, Vite rubate, Mamma Vittoria, Happy End, Giungla di cemento, Il cammino della libertà, Doppio imbroglio, Adamo contro Eva, Terre sconfinate, Potere. Oltre alle telenovelas, l'emittente diffuse miniserie e telefilm di produzione brasiliana, fra i quali Tris di cuori, Scacco alla mafia, Lampião e Maria Bonita, Roxana Banana, Anarchici grazie a Dio, Società a irresponsabilità illimitata. In quel periodo comparivano in palinsesto anche alcuni telefilm statunitensi per ragazzi fra i quali Get Smart, Batman, I misteri di Nancy Drew e Segreti e misteri. Per i più piccoli in palinsesto c'era il contenitore pomeridiano L'albero della cuccagna con gag in studio, giochi e cartoni animati giapponesi. Furono poche le autoproduzioni: il talk show Specchio della vita, il contenitore TV Donna condotto da Carla Urban (dal lunedì al venerdì pomeriggio), oltre al consolidato programma di argomento gastronomico Sale, pepe e... fantasia.

In questo periodo fu molto curato anche il telegiornale della rete, diretto da Ricardo Pereira, affiancato da Roberto Quintini, che assunse il nome di TMC News. La data di lancio fu il 23 febbraio 1986.. Fu il primo telegiornale in Italia a doppia conduzione (alternata fra un giornalista uomo e una giornalista donna) e con riprese (in studio) dinamiche.

Oltre a questi programmi venivano seguiti i festeggiamenti e le manifestazioni legate al carnevale di Rio de Janeiro mentre sul fronte sportivo furono trasmesse le partite di calcio del campionato brasiliano e della Nazionale brasiliana. Anche la parte grafica della rete aveva risentito dell'arrivo di Rede Globo, adottando alcune sigle originali del canale brasiliano e i "bumper" (molti riadattati a Roma da grafici come Fiammetta Grasselli, mentre la maggior parte delle musiche furono composte o riarrangiate da Silvio Amato), e perfino alcuni giornalisti brasiliani lavorarono per la rete, ad esempio José Altafini. Dal 7 dicembre 1986 l'Auditel inizia ufficialmente la pubblicazione dei dati di ascolto tv. Rai e Fininvest (oggi Mediaset) tengono fuori volutamente Tele Monte-Carlo dal novero delle emittenti che partecipano alle rilevazioni.