È considerata una delle più carismatiche e talentuose musiciste rock emerse negli anni novanta; nel corso della sua trentennale carriera ha mantenuto costantemente l’ammirazione della critica, pubblicando dischi sempre molto diversi l’uno dall’altro e allontanandosi progressivamente dal provocatorio punk blues degli esordi per stabilirsi su suoni e approcci più rock e folk.
Biografia Ha registrato dischi da solista sotto il nome di P.J. Harvey, ma ha cominciato la sua carriera come parte di un trio (con il batterista Rob Ellis e il bassista Steve Vaughan) anch'esso chiamato PJ Harvey.
Origini Figlia di Ray Harvey, artigiano delle pietre, e di Eva, scultrice, Harvey è cresciuta in una piccola fattoria nei pressi di Corscombe nel Dorset. In giovane età i genitori l'hanno introdotta al blues, jazz e all'art-rock music, che più tardi influenzeranno il suo stile musicale: «Sono cresciuta ascoltando John Lee Hooker, Howlin' Wolf, Robert Johnson, e molto di Jimi Hendrix e Captain Beefheart. Sono stata esposta a tutti questi musicisti molto compassionevoli in tenera età... e questo è sempre rimasto in me e sembra essere tornato in superficie a un'età molto più adulta. Penso che il nostro modo di essere da adulti sia il risultato di quello che abbiamo conosciuto da piccoli», ha dichiarato a Rolling Stone nel 1995. Ha passato anche una fase di ribellione durante l'adolescenza, in cui ha ascoltato artisti più pop come U2, The Police, Soft Cell, Duran Duran e Spandau Ballet, e più tardi nella sua adolescenza è diventata una grande fan delle band indie statunitensi Pixies, Television e Slint, ma non, come molti critici hanno sospettato, di Patti Smith (un frequente paragone che viene fatto e che la Harvey liquida come "giornalismo pigro") anche se ne ha sempre stimato l'energia e il magnetismo sul palco. Più recentemente la Harvey ha detto di essere stata ispirata da Bob Dylan, dalla musica folk russa, dal compositore italiano Ennio Morricone e da compositori classici come Arvo Pärt, Samuel Barber e Henryk Górecki, di essere una grande fan di Elvis Presley e di apprezzare molto Siouxsie Sioux per la sua presenza scenica. È anche un'appassionata ascoltatrice di colonne sonore e di musica strumentale per il cinema.
Harvey ha frequentato le scuole a Beaminster, dove, da adolescente, ha iniziato a prendere lezioni di chitarra dal chitarrista folk Steve Knightley e successivamente di sassofono. Come sassofonista, corista e chitarrista ha fatto parte di vari gruppi attivi nel Dorset, come Bologne, Polekats (un duo folk con cui eseguiva anche cover di Bob Dylan) e Stoned Weaklings. Ha cominciato a scrivere le sue prime canzoni all'età di 17 anni; nel 1988 si è unita alla band di Bristol Automatic Dlamini, in cui ha incontrato John Parish, inaugurando una collaborazione ed un'amicizia che dureranno negli anni; strinse amicizia anche con la ragazza di Parish, la fotografa Maria Mochnacz, che diventerà la sua fotografa principale (autrice di molte tra le più celebri copertine della cantante) nonché regista di quasi tutti i videoclip fino al 2008.
Anni novanta Nel gennaio 1991 PJ Harvey ha formato il trio originale chiamato PJ Harvey, noto anche come PJ Harvey Trio (lei stessa alla chitarra e voce, l'ex-Automatic Dlamini Rob Ellis alla batteria e Ian Olliver al basso, presto sostituito da Steve Vaughan). Il debutto, nella pista di skittle dello Sherborne's Antelope Hotel, fu così disastroso che il proprietario dovette pregare la band di smettere di suonare perché quasi tutti i clienti avevano lasciato il posto. A questo punto la Harvey aveva anche completato un corso di arte allo Yeovil Art College e si era trasferita a Londra per studiare scultura all'appena istituito Central Saint Martins College of Art & Design, ancora indecisa sulla sua futura carriera.
Dry (1992) In pochi mesi il trio iniziò a registrare del materiale sotto forma di demo per inviarlo a varie etichette; fu l'indipendente Too Pure che accettò di produrre un brano del gruppo e nell'ottobre del 1991 uscì il loro singolo di debutto Dress. Il disco fu votato come singolo della settimana su Melody Maker da John Peel, che ammirava «il modo in cui Polly Jean sembra investita dal peso delle sue stesse canzoni e arrangiamenti, come se l'aria fosse letteralmente risucchiata da questi... ammirevole, anche se non sempre piacevole». Nel febbraio successivo il trio ha pubblicato un altrettanto acclamato secondo singolo Sheela Na Gig, e il suo primo LP Dry, registrato all'Icehouse Studio di Yeovil, il 30 marzo 1992. Un'edizione limitata con un doppio LP contenente Dry e i demo per Dry, chiamato Dryer/Demonstration fu pubblicata nello stesso momento; per entrambi i singoli furono girati i rispettivi videoclip diretti da Maria Mochnaz, che firmò anche la copertina dell'album, un primissimo piano delle labbra di Harvey col rossetto sbavato. La musica del gruppo, grezza, hard rock con mischiati elementi di punk, blues e grunge, conquistò velocemente le riviste e un forte culto in entrambi i lati dell'Atlantico. L'album raggiunse l'undicesima posizione nelle classifiche britanniche e molte riviste (Select, Spin e Q) lo inclusero fra i migliori dischi del 1992; Rolling Stone nominò la ventiduenne PJ Harvey miglior autrice e miglior cantante donna di quell'anno.
Nell'aprile del 1992, a solo pochi mesi dall'uscita del singolo, Harvey apparve in topless sulla copertina del magazine britannico NME; prima di quel momento la Harvey era stata etichettata come certamente femminista, per via delle tematiche affrontate nelle canzoni dell'album. In proposito la Harvey dichiarò al magazine Vox che «Non mi definirei femminista perché non capisco il termine o il bagaglio che si porta dietro. Penso che dovrei tornare indietro e studiarne la storia per associarlo davvero a me, e non sento il bisogno di farlo. Preferisco decisamente andare avanti a fare le cose nel modo in cui le ho sempre fatte». Più recentemente ha dichiarato al magazine Bust: «Non penso mai al femminismo, voglio dire non mi sfiora mai la mente. Certamente non penso in termini di genere quando scrivo canzoni, e non ho mai avuto problemi che non potessi superare per il fatto di essere una donna. Forse non sono grata per le cose che sono avvenute prima di me. Ma non credo ci sia nessun bisogno di essere consapevoli di essere una donna in questo campo. Mi sembra solo una perdita di tempo. Non offro un supporto specifico alle donne. Offro supporto alle persone che scrivono musica, molte delle quali sono uomini».
Rid of Me (1993) Il successo dell'album fece cambiare i progetti alla Harvey, che rinunciò momentaneamente a seguire il corso di arte alla St Martins (decisione che poi si rivelerà definitiva). Pochi mesi dopo il trio firmò un contratto con la major Island Records; Harvey era una ammiratrice di gruppi come Pixies, Slint e Jesus Lizard, e scelse Steve Albini, che aveva lavorato con queste band, come produttore. Dopo un breve tour negli Stati Uniti in autunno, nel dicembre 1992 il gruppo si recò a Cannon Falls nel Minnesota, per registrare il loro secondo lavoro al Pachyderm Recording Studio (dove solo poche settimane più tardi i Nirvana registreranno In Utero, sempre con Albini). Vengono pubblicati due lavori in rapida successione: il rumoroso, intenso e fieramente senza compromessi secondo album Rid of Me, e il lavoro solista 4-Track Demos, che conteneva gli otto 4-track demo fatti in casa che sarebbero diventati Rid of Me, insieme a sei tracce inedite.
Dopo lo scioglimento della band nell'agosto del 1993 per divergenze creative fra i tre membri, l'anno seguente viene pubblicato il video album Reeling with PJ Harvey diretto da Maria Mochnacz, che contiene riprese di concerti tenuti al London Forum nel maggio 1993, backstage, video e interviste.
To Bring You My Love (1995) PJ Harvey ha inaugurato nel 1995 la sua carriera solista con l'album To Bring You My Love. Prodotto da Mark Ellis (anche conosciuto come Flood), l'album fu un grande successo mondiale con oltre un milione di copie vendute e divenne subito una pietra miliare del rock alternativo. Caratterizzato da una registrazione più blues della precedente, vide PJ Harvey ampliare la sua tavolozza musicale, includendo archi, organi e effetti sonori elettronici, generando inoltre una hit a sorpresa con il singolo Down by the Water. Il giudizio della critica fu più che favorevole e finì per essere eletto album dell'anno da The Village Voice, Rolling Stone, USA Today, People, New York Times e Los Angeles Times; per questo lavoro, Harvey venne anche votata come artista dell'anno da Rolling Stone e SPIN. Durante questo periodo cominciò anche a sperimentare con la sua immagine adottando uno stile elaborato, teatrale nei suoi show: mentre prima usava apparire nei concerti con semplici magliette nere, pantaloni mimetici e Doc Martens, struccata e coi capelli spettinati, adesso appariva con gonne a pallone, parrucche e appariscente make-up da vamp (compreso ciglia e unghie finte), usando i sostegni di scena come scope e un microfono illuminato in stile Ziggy Stardust. Negò ogni citazione alle drag queens nella sua immagine, che definì alla “Joan Crawford in acido”, ma ammise al magazine SPIN, «è questa combinazione di essere elegante e divertente e rivoltante tutto allo stesso tempo che mi affascina. Veramente trovo che questo modo di portare il make-up, tutto sbavato, sia estremamente bello. Forse ho solo un senso della bellezza un po' distorto». Tuttavia più tardi dichiarò a Dazed & Confused che «era una sorta di maschera. Ero persa come persona a quel punto. Non mi era rimasto più senso di me stessa» e non ha più ripetuto lo stile teatrale del To Bring You My Love tour.
Nel 1996 viene invitata dal musicista Nick Cave a duettare con lui nel brano Henry Lee, contenuto nell'album Murder Ballads; fra i due nacque una relazione durata qualche mese, molto seguita dalla stampa nonostante la riservatezza della cantante.
Is This Desire (1998) Nel 1998 Havey ha pubblicato Is This Desire, un ambizioso e sperimentale album che incontrò pareri discordanti nella critica, ma che l'artista cita come suo preferito. In questo album la chitarra è lasciata in disparte per lasciare spazio alla costruzione dei pezzi intorno all'elettronica, le tastiere, il piano e il basso.
Anni duemila
Stories from the City, Stories from the Sea (2000) Il nuovo millennio vide PJ Harvey riunire intorno a sé l'ex componente del gruppo Rob Ellis e il musicista Mick Harvey per l'album Stories from the City, Stories from the Sea (2000); scritto fra il Dorset, Parigi e New York, il nuovo lavoro ebbe un enorme successo di critica e di vendite, con più di un milione di copie vendute in tutto il mondo e vinse il prestigioso Mercury Music Prize l'anno successivo. L'album mischia suoni lussureggianti, melodici, pop-rock con la grossolana, frustante energia punk delle prime registrazioni, e sembrò significare per l'artista un cambio di umore, come se avesse ritrovato felicità nella vita. Nel 2001 venne classificata al primo posto nella classifica delle 100 più grandi donne della musica rock stilata dei lettori del magazine Q.
Uh Huh Her (2004) Il 31 maggio del 2004 Harvey ha pubblicato il suo sesto album, intitolato Uh Huh Her. Per la prima volta dopo 4-Track Demos, l'artista ha prodotto tutto il lavoro da sola e ne ha suonato tutti gli strumenti, eccetto la batteria; l'album ha ottenuto un generale positivo riscontro da critica e fans.
Nel 2006 Harvey si è unita alla band di Moris Tepper, storico chitarrista della Magic Band di Captain Beefheart, suonando il basso nel corso della sua tournée. Nello stesso anno è uscito su DVD On Tour: Please Leave Quietly, un video album diretto da Maria Mochnaz che testimonia il tour di Uh Huh Her, con riprese di concerti, momenti di backstage, due brani inediti ed una video-intervista.