IlFino al 1918 circa, e tuttora in veneto, l'idronimo è femminile: la Piai, la Piave, ecc. Vedi Ulderico Bernardi, Cara Piave, Editrice Santi Quaranta, 2011 Piave è un fiume italiano, che nasce dalle Alpi Carniche (monte Peralba) in Friuli-Venezia Giulia, per poi attraversare il Veneto da nord a sud. In Italia, è conosciuto come fiume Sacro alla Patria in virtù del significato storico degli avvenimenti svoltisi lungo le sue sponde nel corso della prima guerra mondiale. Proprio in ragione della sua importanza storica, il suo nome è studiato dai linguisti come esempio di cambio di genere grammaticale per motivi storico-culturali.
Etimologia Il nome «Plavens» o «Plabem», apparso nell'antica letteratura storico-geografica alla fine del VI secolo fu, da allora, sempre di genere femminile. Dante Alighieri usa il femminile la Piava (Paradiso IX, 27).
In questo, il nome "Piave" si allinea ai tanti nomi di fiumi europei.
Difatti «Alla Piave» , e le Terminazioni e Sentenze dell'antico , mentre , come nell' dialetto della popolazione del Cadore, della Val Belluna, della Marca Trevigiana e di Venezia, sino a metà degli anni venti, ha pure risuonato «la Piave, alla Piave, della Piave».
ad assegnare al fiume nella sua «Ode al Cadore» il genere maschile, .
Il genere maschile riapparve nel 1918 da Gabriele D'Annunzio che scrisse "O Libertà, gli Italiani li danno oggi, il Piave flessibile per tua collana"Il Piave, l'eroe di D'Annunzio // Paolo Rumiz, la Repubblica, 21 agosto 2013s:it:Canti della guerra latina/All'America in armi: o Libertà, per tuo diadema il sasso scolpito del Grappa e ti danno il Piave flessibile per tua collana.
Nello stesso anno, venne composta la celebre La canzone del Piave in cui è nuovamente usato il genere maschile: "Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio / dei primi fanti il ventiquattro maggio".
. Numerosi furono gli interpellati: da Paolo Boselli a Francesco d'Ovidio, da Ferdinando Martini a Guido Mazzoni, da Francesco Torraca a Renato Fucini, appoggiarono il genere femminile. Ma la nobile fatica di coloro che volevano difendere più che altro la tradizione, fu tardiva perché, , abituando gli italiani a considerarlo tale.
Fu quindi durante la prima guerra mondiale che quella che era sempre stata la Piave venne e tale rimane ormai per l'Italia e per il mondo.
Oggigiorno la forma utilizzata anche colloquialmente è al maschileIl Piave, un’Arteria vitale del Veneto L'Epopea del Fiume dall’Età della pietra alla globalizzazione // venetoimage.com - Storia, Geografia, Economia del Veneto - History, Geography and Economy of the Veneto.
Si può riscontrare l'uso del genere femminile da parte degli anziani molto legati a questa terra e alle sue tradizioni, così come nella toponomastica dell'antico tratto terminale del fiume, ora corrispondente al corso del Sile in prossimità della sua foce, denominato appunto Piave Vecchia.
Una citazione attestata nel toponimo di Valdobbiadene, avvalora .
Geografia
È il quinto fiume italiano per lunghezza fra quelli direttamente sfocianti in mare. Il fiume lambisce Sappada e attraversa il Comelico, il Centro Cadore, la Valbelluna e la pianura veneta nelle province di Treviso e di Venezia.
Già pochi chilometri dopo la sorgente il Piave assume una notevole portata dovuta all'afflusso di numerosi torrenti. Dopo aver percorso i primi chilometri in direzione sud, all'altezza di Cima Sappada, il fiume piega a ovest, attraversando Sappada e successivamente ricevendo l'apporto di importanti torrenti come il Piave di Visdende, che scende lungo la Val Visdende. Passata Sappada si inoltra in una profonda forra (l'orrido di Acquatona) e continua la sua corsa passando per Presenaio e Campolongo, dove affluisce il torrente Frison. A valle di Santo Stefano di Cadore, si incontra col torrente Padola. Poco prima della località di Cima Gogna, dove riceve l'Ansiei, è bloccato dalla diga del Comelico, creando un serbatoio artificiale.
In questo lungo tratto il fiume attraversa i territori dei comuni del Centro Cadore, Vigo, Lozzo, Domegge, Calalzo e Pieve di Cadore formando il grande lago omonimo creato dalla seconda diga in località Sottocastello. A valle della diga di Pieve, a Perarolo di Cadore, riceve le acque del Boite. Il fiume rimane in una valle stretta percorsa dalla ferrovia Padova-Calalzo e dalla strada statale di Alemagna. Riceve le acque del torrente Valmontina, e tocca gli abitati di Macchietto, Rucorvo, Rivalgo, Ospitale di Cadore, Davestra, Termine di Cadore.
All'altezza di Castellavazzo esce dalla stretta montana e subito dopo, a Longarone, riceve da sinistra il Vajont e da destra il Maè che scende dalla valle di Zoldo. All'altezza di Fortogna, riceve il torrente Desendan, mentre a Soverzene, dove si trova una delle centrali idroelettriche più importanti d'Europa, viene sbarrato dalla prima, per alimentare con parte della sua portata il lago di Santa Croce, e le centrali idroelettriche della Val Lapisina, così le acque vengono deviate nel bacino del Livenza.
Dopo circa 3 km, riceve il torrente Rai, emissario del lago di Santa Croce, e nei pressi di Cadola, e di Ponte nelle Alpi con dei meandri piega in direzione sud-ovest, immettendosi nella ampia Valbelluna. A Belluno riceve il torrente Ardo e attraversa la città a Borgo Piave. Tra Belluno e Bribano, numerosi gli affluenti torrentizi: il Cicogna, Refos, Limana, Tuora, Ardo, Gresàl. A nord di Mel riceve le copiose acque del Cordevole, proveniente dall'Agordino.
Ricevendo sempre numerosi affluenti, come il Vesès, Rimonta e Salmènega prosegue la sua corsa verso Busche dove viene sbarrato dalla seconda traversa fluviale nei pressi di Cesana, formando il lago omonimo e le sue acque vengono deviate alla centrale di Quero. Più a valle riceve le acque del Caorame. Qui esce dalla Valbelluna, piega a sud-est e si immette in una valle più stretta, lungo la quale riceve il torrente Sonna che attraversa Feltre.
Bagna i paesi di Marziai, Caorera, Sanzan, Carpen, Santa Maria, Quero e Vas, mentre scorre in nuova stretta scavata tra le prealpi Bellunesi (la cosiddetta "stretta di Quero") con alla destra, il massiccio del Grappa e, alla sinistra, il monte Cesen. A Segusino esce dalla stretta e, nei pressi di Fener, viene sbarrato dalla terza traversa, per scopi irrigui e alimentare il canale Brentella.
Tra Segusino e Pederobba esce dalla zona compresa tra le Alpi e le Prealpi, entrando nella zona del Quartier del Piave, costeggia il Montello, Vidor e a Falzè di Piave riceve l'ultimo emissario il fiume Soligo, proveniente dai laghi di Revine, e a Nervesa della Battaglia viene sbarrato per l'ultima traversa, per alimentare il Canale della Vittoria, e riceve le acque dello sbocco del canale Castelletto-Nervesa provenienti da Soverzene. Finalmente entra nella Pianura veneta. Nel tratto pianeggiante il Piave, avendo perso molta della sua acqua, a causa dei prelievi idrici che avvengono a monte, rimane spesso nei mesi estivi asciutto, o ridotto a una maglia di rigagnoli riprendendo un aspetto fluviale solo a sud di Maserada.
Superato Ponte della Priula, all'altezza di Lovadina, dove il suo letto raggiunge la massima larghezza (circa ), il Piave si dirama in due rami formando le Grave di Papadopoli. A nord di Ponte di Piave i due rami si congiungono, e subito dopo nei pressi di Salgareda, termina il suo alveo ghiaioso, per assumere una fisionomia con meandri. Da Zenson, confinato in alti argini artificiali, è considerato navigabile. Bagna i paesi di Noventa, Fossalta, la città di San Donà, e il paese di Musile, dove l'alveo meandriforme, si innesta nel taglio rettilineo, di circa fino a Eraclea, eseguito nel tardo Seicento allo scopo di contenere l'apporto di detriti in laguna e l'interramento della principale bocca di porto, spostando a est la foce.
Il vecchio letto detto di "Piave Vecchia" rimane attivo dalle "porte del taglio" a Musile, dove a Caposile, i veneziani deviarono il Sile nell'antico alveo del Piave portandolo a sfociare nell'Adriatico tra Jesolo e Cavallino. Da Eraclea scorre tra alti argini, per poi sfociare nel mare Adriatico a Cortellazzo.
Le origini
Il Piave trova origine da un ruscello che nasce dalle falde meridionali del monte Peralba che eleva la sua vetta a quota m sul livello del mare, da altri si vuole che l'asta iniziale del fiume sia costituita dal rivo formato dall'unione di due corsi d'acqua scendenti dal tratto della catena principale delle Alpi Carniche compreso fra il Passo Palombino e il Passo dell'Oregone. Tale corso d'acqua si forma nella Val Visdende da dove esce attraverso la forra del «Cianà» o di Cima Canale. Il suo antico nome è quello di Silvella (dal dialetto La Salvela) ma è più comunemente denominato Cordevole di Visdende per distinguerlo dal Cordevole di Agordo, che è il maggiore affluente del Piave.
Il ramo scendente dal monte Peralba e il Silvella si uniscono presso la località Argentiera e costituiscono il fiume che è il Piave. Il geografo Giovanni Marinelli, in merito alla disputa tra le popolazioni di Sappada e del Comelico, che si contendono l’origine del fiume, ha risolto la questione con un giudizio che si potrebbe dire salomonico, chiamando Piave di Sesis o Piave proprio il ramo che scende dal monte Peralba, e Piave di Visdende quello che scende dalla valle omonima, ma il giudizio non accontentò nessuno dei due comuni contendenti. I bacini tributari del Piave di Sesis e del Cordevole di Val Visdende, chiusi alla confluenza di quest'ultimo, hanno le rispettive superfici di 63 e . Le lunghezze reali delle aste dei due corsi, dalle sorgenti alla confluenza, sono rispettivamente di 15 e . I due corsi hanno un regime fortemente torrentizio con piene rapide e impetuose e apporti idrici uguali.
Confrontando le valli incise dai due torrenti, appare con evidenza che quella di Sappada è più antica della Val Visdende e costituisce la continuità dell'alta valle del Piave la quale è longitudinale da Sappada in giù. Tenuto presente questo importante fattore, e considerato che le documentazioni storiche e cartografiche dimostrano che il ramo scendente dalla Val Visdende non ebbe mai il nome di Piave, mentre lo conservò per secoli il corso di Sappada, la denominazione di fiume principale o asta dorsale, spetta al ramo iniziale che nasce dalle falde meridionali del monte Peralba. La sorgente visibile al rifugio Sorgenti del Piave, in Val Sesis, è una sistemazione dei primi anni sessanta. I prati attorno al rifugio sono ricchi di polle sorgive. Alcune di esse sono state incanalate, fino a formare la pozza, sotto al cippo in pietra recante la scritta QUI NASCE IL PIAVE.
Principali affluenti
Nella tabella seguente vengono indicati i principali affluenti del Piave, nell'ordine in cui confluiscono nel fiume. Affluente Destra/Sinistra Lunghezza (km)Piano straordinario triennale interventi di difesa idrogeologica - Elenco corsi d'acqua della rete idrografica regionale a cura della Regione Veneto. Bacino (km2)Relazione Risorse idriche a cura dell'ADBVE. Portata (m3/s) Località confluenzaPadola D 18,84 in Veneto 133,6 3,71Santo Stefano di CadoreAnsiei D 37,36 240,7 8,25Cima GognaBoite D 45,07 395,9 12,71Perarolo di CadoreVajont S 34,60 63,70 2,30LongaroneMaè D 33,39 232,0 8,00LongaroneRai S 6,36 179,7 6,22 Cadola (Ponte nelle Alpi)Cordevole D 78,92 866,8 31,99Bribano (Sedico)Caorame D 20,80 97,1 4,31 Nemeggio (Feltre)Sonna D 7,56 136,9 4,91Caorera (Setteville)Soligo S 24,01 125,7 4,08Falzè di Piave
Una lista più completa che include anche alcuni degli affluenti minori viene riportata di seguito.
da sinistra:
il Rio di Ecche il Rio Lech il Rio Siera di Sappada il Rio Storto il Rio di Terza il Rio Rindenè il Frison il Rio Navare il Rio Salon il Rio Grande il Giao de Ciariè il Piova il Cridola il Rio del Peron il Talagona il Rio Prigioniera il Rio Pianes il Valmontina il Rio Gà di Razzo il Lutrigon il Vajont il Rui di Faore il Rui l'Arès il Rui Fàsine il Gallina il Rai il Meassa il Cicogna il Refòs