Anche Gui de Cavalhon in alcuni suoi componimenti si riferisce a un tale Bernardon, probabilmente suo giullare.

Il testo descrive il malcostume del tempo, in cui i signorotti locali depredavano i passanti, spesso mettendoli in prigione, a proprio arbitrio. Quindi, ciò che vanta il mezzo-principe, irriso da Gui, è fuori luogo, considerate le circostanze poco propizie per chiunque e, soprattutto, per chi come protezione millanta solo un titolo che non gli serve a evitare la galera.

L'invio è indirizzato alla regina Garsenda di Sabran (contessa di Provenza), il che confermerebbe l'epigramma che lo vuole suo amante.

Note

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