La sua avvenenza, che le valse fra i contemporanei l'appellativo di Giulia la Bella, aprì a lei e alla sua famiglia la via del potere e della ricchezza, dando inizio alle fortune di casa Farnese.

Biografia Infanzia Giulia nacque probabilmente a Canino, nella rocca situata nel centro storico, nell'attuale Piazza Mazzini, nel 1475, da Pier Luigi I Farnese, condottiero e signore di Montalto di Castro, e Giovanna "Giovannella" Caetani. Prima di lei, la coppia aveva già messo al mondo due maschi: Angelo e Alessandro; quest'ultimo ascese al soglio pontificio nel 1534 con il nome di papa Paolo III, e due figlie, Girolama e Beatrice. Non si sa nulla della sua educazione, che dovette essere molto modesta, come si usava allora per le donne nelle famiglie dei signorotti di campagna, come erano allora i Farnese. La grafia delle sue tre lettere autografe è quasi infantile.Regesto 2012, pp. 109-111, 115-116, 144.

Il 12 dicembre 1484, all'età di nove anni, Giulia restò orfana di padre. La madre Giovannella ritenne opportuno dar seguito all'accordo preso anni prima tra il cardinale Rodrigo Borgia e il marito Pier Luigi circa il fidanzamento dei figli. Giulia avrebbe sposato Orsino Orsini (1473-1500) nipote del cardinale, signore di Bassanello (oggi Vasanello).

Matrimonio Il contratto matrimoniale fu stipulato a Roma il 20-21 maggio 1489, nella dimora del potente cardinale spagnolo Rodrigo Borgia, che tre anni dopo sarà eletto papa con il nome di Alessandro VI. Giulia aveva 15 anni ed andava in sposa ad Orsino, diciassettenne figlio di Lodovico e di Adriana de Mila, cugina del cardinale Borgia.Regesto 2012, pp. 11-20. Lo sposo era orbo di un occhio (tant'è vero che era soprannominato monoculus Orsinus) e, benché appartenesse a una famiglia di gran nome, era un personaggio scialbo e insignificante.

Il matrimonio vero e proprio avvenne un anno dopo, il 9 maggio 1490 a Roma, e fu festeggiato con una grande cavalcata della nobiltà romana, come riferisce Giovanni Burcardo (Johannes Burckardt), cerimoniere papale, nel suo Liber notarum.Regesto 2012, pp. 21-22. Giulia seguì Orsino nel feudo di Bassanello.

Si discute se alla data delle nozze Giulia fosse già l'amante di Alessandro VI, che aveva già avuto quattro figli dalla sua amante Vannozza Cattanei, oltre, verosimilmente, ad altri avuti da donne rimaste sconosciute. Il matrimonio per alcuni sarebbe stato un comodo paravento per la relazione, frutto di un patto tra la suocera Adriana de Mila e il cugino cardinale, che avrebbe consentito un cospicuo avanzamento di Orsino.

Si discute anche se la figlia di Giulia, Laura Orsini, nata il 30 novembre 1492,Regesto 2012, p. 33. fosse di Orsino o di Rodrigo. È certo che i Farnese (e in particolare Alessandro, fratello di Giulia) cercarono di trovarle marito fin dalla più tenera infanzia, dichiarandola figlia del papa.Lo riferisce Lorenzo Pucci nella lettera già citata a Giannozzo Pucci, da Roma, -24 dicembre 1493, in Regesto 2012, pp. 83-87. Tuttavia è da notare che Alessandro VI, mentre fu sempre generosissimo con i suoi figli, fece ben poco per Laura.

Amante di Rodrigo Borgia

La relazione era certamente consolidata nel 1493, quando troviamo Giulia a Roma, lontana dal marito, insediata nel palazzo del cardinale Giovan Battista Zeno in Santa Maria in Portico (attiguo al Vaticano, dove si trova il colonnato del Bernini)Ubicazione precisata da G. Chastenet nel volume "Lucrezia Borgia". L'attuale chiesa di Santa Maria in Portico di piazza Campitelli prende invece il nome dall'antica chiesa di Santa Galla, abbattuta da tempo. insieme alla figlia del papa, Lucrezia Borgia, sotto la tutela della suocera Adriana de Mila. Vi riceve i postulanti che chiedono grazie dal papa; si prodiga in particolar modo per far ottenere un beneficio ecclesiastico a Lorenzo Pucci, cognato della sorella Girolama, che in seguito sarà cardinale e datario pontificio. Il 20 settembre 1493 Alessandro Farnese è fatto cardinale.Regesto 2012, p. 50. Gli sarà affibbiato il nomignolo di "cardinal fregnese", per irridere al modo con cui è pervenuto alla carica. Il 14 novembre 1494 sarà investito anche della legazione del Patrimonio di san Pietro, che gli rendeva 100 ducati al mese e che permetteva di governare il territorio nel quale i Farnese erano radicati. Da parte loro Adriana de Mila e Orsino Orsini ottengono i feudi di Carbognano e Julianello (oggi Vignanello).Regesto 2012, p. 90.

Giulia era ormai a tutti gli effetti l'amante riconosciuta del papa, tanto che i contemporanei presero ad appellarla concubina papae o, ironicamente, Sposa di Cristo. Papa Alessandro arrivò al punto di minacciare Giulia di scomunica se si fosse allontanata da lui.Nella famosa lettera del 22 ottobre 1494, nella quale il papa chiama Giulia ingrata et perfida (Regesto 2012, pp. 170-171).

Fine del concubinato Il 12 giugno del 1493 si svolge la cerimonia nuziale fra la tredicenne Lucrezia, figlia del Papa, e Giovanni Sforza, signore di Pesaro. Il matrimonio vero e proprio avrà luogo soltanto un anno dopo, a causa di vari impedimenti. Pochi giorni dopo la consumazione del matrimonio i due sposi partono per Pesaro; Giulia e Adriana de Mila li accompagnano e si trattengono nelle Marche per alcune settimane, anche se il papa è impaziente di riavere indietro Giulia e ne sollecita il ritorno.

Nel frattempo le truppe del re di Francia Carlo VIII, che a primavera ha invaso l'Italia, reclamando la corona del regno di Napoli, stanno dilagando verso sud senza incontrare una seria resistenza. Preoccupato per l'incolumità di Giulia, il papa le ordina di rientrare. Giunge, però, la notizia che Angelo Farnese, fratello di Giulia, versa in gravi condizioni nella rocca di Capodimonte. Giulia parte immediatamente per recarsi al capezzale di Angelo, che troverà già morto (12 luglio).Regesto 2012, p. 135. Giulia stessa e il fratello Alessandro si ammalano; il papa manda i suoi medici per curarli.Regesto 2012, pp. 136-137.

Sul far dell'autunno la situazione sembrò precipitare: alle insistenze minacciose del papa che pretendeva il ritorno di Giulia a Roma si aggiunsero le recriminazioni e le minacce di Orsino che esigeva a gran voce il rientro della moglie a Bassanello. Borgia scrisse contro di lei e contro la stessa Adriana, minacciando entrambe di scomunica; nonché contro tutti i suoi interlocutori, tra cui il cardinale Alessandro Farnese e lo stesso Orsino, rinfacciando loro i grandi benefici concessi ed arrivando a minacciarli di scomunica e confisca dei beni, qualora si fossero opposti al suo volere.Regesto 2012, pp. 166-173.

Giulia, la suocera e la sorella Gerolama si rimisero in viaggio verso Roma, ma all'altezza di Viterbo il corteo delle dame, scortato da trenta cavalieri che il Papa aveva appositamente inviato da Roma, fu intercettato da un'avanguardia dell'esercito francese. I trenta cavalieri "da parata", più che da combattimento, non tentarono alcuna resistenza. I francesi, saputo con chi avevano a che fare, pensarono di trarne il massimo profitto: sequestrarono le tre dame chiedendo un riscatto fissato in tremila ducati. Il papa mosse tutte le pedine diplomatiche possibili e dopo qualche giorno, grazie all'interessamento personale di Carlo VIII, le tre dame ripresero il viaggio verso Roma scortate da un vero e proprio esercito.Regesto 2012, pp. 183-192. Entrarono a Roma il primo dicembre e, a quanto si racconta, Giulia trascorse la notte in Vaticano.Regesto 2012, p. 190: lettera di Pandolfo Collenuccio al duca Ercole I d’Este: «dicesi che domenica de nocte [madama Iulia] allogiò in palazzo».

Fuga da Roma Le notizie sull'avanzata di Carlo VIII erano sempre più preoccupanti e a Roma si diffondeva una paura crescente. Il Papa non aveva alcuna intenzione di lasciare la Santa Sede, nonostante molti glielo suggerissero caldamente. Giulia, tornata da pochi giorni, temeva per sé stessa e per la figlia e non desiderava altro che abbandonare Roma il più in fretta possibile. Per questo motivo si rivolse al fratello Alessandro chiedendogli di aiutarla ad organizzare una rapida partenza dalla città. Due settimane prima dell'arrivo di Carlo VIII e dei suoi soldati, Giulia lasciava Roma all'insaputa del papa. Da quel momento, Alessandro VI non l'avrebbe mai più rivista.

Dove si sia recata Giulia dopo quella fuga non è certo. È possibile che abbia raggiunto il marito a Bassanello, o che si sia rifugiata direttamente nel castello di Carbognano, dove soggiornò certamente qualche anno dopo. Di sicuro si sa che nell'anno 1500, proprio a Bassanello, morì Orsino. I suoi possedimenti furono ereditati dalla figlia, almeno legale, Laura.

A Carbognano Di Giulia si ritrovano le tracce verso la fine del 1503. Il 18 agosto di quell'anno Papa Alessandro era morto e la rovina cominciava ad abbattersi su casa Borgia. Dopo il breve pontificato di Pio III, che morì ad un mese dall'elezione, il conclave elesse papa Giuliano della Rovere che assunse il nome di Giulio II. Giulia tornò a Roma per combinare le nozze per la sua unica figlia. Le trattative andarono a buon fine, e il 15 novembre 1505 la tredicenne Laura Orsini sposò Niccolò della Rovere, figlio di una sorella del Pontefice.

Il 1506 è l'anno nel quale Giulia assunse il governo di Carbognano, il feudo che Alessandro VI aveva donato ad Orsino. Giulia prese dimora nel castello della cittadina, sul portale del quale, anni dopo, fu inciso il suo nome. Le cronache del castello raccontano che Giulia fu un'abile amministratrice e seppe tenere il governo delle sue terre con mano ferma ed energica, mentre a Roma suo fratello proseguiva nella sua brillante carriera ecclesiastica. Nel 1509 sposò Giovanni Capece Bozzuto, figlio di Cesare Maria, signore di Afragola, ed esponente della piccola nobiltà napoletana.. Nell'ottobre 1517 Giulia, a 43 anni, restò vedova per la seconda volta.

Morte Giulia rimase a Carbognano fino al 1522. Lasciato il castello, fece ritorno a Roma, dove trascorse gli ultimi due anni della sua esistenza. Il 23 marzo 1524, nel grande palazzo del cardinale Alessandro, Giulia Farnese morì per cause sconosciute all'età di 48-49 anni. Dieci anni dopo, suo fratello ascese al trono di san Pietro con il nome di Paolo III.

Quanto alla figlia Laura, dal matrimonio con Niccolò della Rovere ebbe tre figli, che ereditarono i possedimenti derivati loro da Orsino. Una di questi, Elena, andò in sposa a Stefano Colonna, dei principi di Palestrina, che acquisirono la proprietà nel 1577.

La bellezza di Giulia Farnese

Vincenzo Calmeta, che ne traccia una breve biografia, dice che Giulia era "di tanta suprema bellezza che ogni un [ognuno] che la vedeva stimava in lei essere qualche parte di divinità".Vincenzo Calmeta, Prose e lettere edite e inedite (con due appendici di altri inediti), in Cecil Grayson (a cura di), Collezione di opere inedite o rare, Bologna, Commissione per i testi di lingua, 1959, pp. 26-31.

I pochi elementi che ci sono giunti relativi alla sua descrizione fisica si trovano in due lettere scritte al tempo del suo massimo fulgore. La prima fu scritta da Lorenzo Pucci, cognato della sorella Girolama, al fratello Giannozzo Pucci, da Roma, il 24 dicembre 1493. Era stato a trovarla nel palazzo romano dove viveva insieme a Lucrezia Borgia e fra l'altro diceva:

La seconda fu scritta da Giacomo Dragoni al cardinale Cesare Borgia, da San Lorenzo l'11 luglio 1494. Lo scrivente riferiva una specie di gara di bellezza che si era tenuta a Pesaro fra Giulia e la nobildonna Caterina Gonzaga: la prima una bruna bellezza mediterranea, la seconda una bellezza padana dai capelli biondi, gli occhi azzurri, la pelle candida. In quella circostanza vinse la Gonzaga:

È stato ipotizzato che uno dei personaggi che compaiono ne La trasfigurazione di Raffaello sia un ritratto di Giulia Farnese.