Finanziaria di Investimento - Fininvest S.p.A. è la holding che detiene il reparto azionario della famiglia Berlusconi.

Fondata nel 1975 da Silvio Berlusconi, è considerata una delle più grandi capogruppo italiane ed europee con un patrimonio netto a bilancio di 4,69 miliardi di euro al 31 dicembre 2023.

Dal 2005, è presieduta da Marina Berlusconi, figlia del fondatore. L'amministratore delegato è Danilo Pellegrino.

È il maggiore azionista (con la maggioranza dei diritti di voto) di MFE - MediaforEurope (fino al 2021 Gruppo Mediaset). È il secondo azionista di Banca Mediolanum (dopo la famiglia Doris) e possiede la maggioranza di Arnoldo Mondadori Editore. È l'azionista unico di Teatro Manzoni (Milano). Fino al 2017 era parte del gruppo l'AC Milan e dal 2018 al 2025 l'AC Monza.

Al 31 dicembre 2023 il gruppo conta 17.223 dipendenti. Il fatturato consolidato è di 3,87 miliardi di euro, con un utile consolidato di 200,2 milioni. Alla stessa data, l'utile netto della holding è di 133,1 milioni di euro.

Storia Il 21 marzo 1975 Silvio Berlusconi – presidente delle società edilizie Edilnord s.a.s. (nata nel 1963) e Italcantieri s.r.l. (fondata nel 1973) – costituì a Roma una società a responsabilità limitata denominata "Fininvest". L'11 novembre dello stesso anno la Fininvest divenne una società per azioni e aprì una sede amministrativa a Milano, assumendo il controllo delle altre società di Berlusconi.

Nello stesso periodo Berlusconi effettuò le sue prime operazioni nel comparto mediatico: rilevò nel 1977 una quota della Società Europea di Edizioni, editrice del quotidiano milanese il Giornale, diventando nel giro di due anni l'azionista di maggioranza, ed acquisì l'emittente televisiva locale Telemilano nel 1978.

Espansione nel settore media Nel 1976 la Fininvest acquisisce Telemilano, una delle prime emittenti locali in Italia, entrata in crisi per il mancato pagamento dell'affitto dei locali in cui sorgeva, di proprietà della Edilnord di Silvio Berlusconi che l'acquisì per una cifra simbolica oltre al condono dei debitiIntervista a Giacomo Properzj, Il Fondatore di Telemilanocavo, a cura di R.E. La Voce di Milano. Telemilano era stata fondata nel 1974 come emittente a trasmissione via cavo, e venne ceduta alla Fininvest di Berlusconi da Giacomo Properzj ad un prezzo simbolico. Allora, era l'emittente locale esclusiva del nuovo centro residenziale di Milano 2, realizzato negli stessi anni dallo stesso Berlusconi e situato nel comune di Segrate, confinante con Milano.

Nel 1976, la Corte costituzionale decreta la libertà d'esercizio per le reti televisive locali private via eteresentenza n. 202 1976, favorendo lo sviluppo del modello televisivo commerciale. L'emittente, che intanto aveva appunto iniziato a trasmettere via etere a livello nazionale, nel 1980 assumerà il nome di Canale 5.

Nel 1982 Berlusconi fonda, insieme ad Ennio Doris, Programma Italia, una rete di agenti assicurativi.

Pochi anni dopo la Fininvest acquisisce altre due emittenti televisive nazionali nate in quel periodo: Italia 1 nel 1982 da Rusconi e Rete 4 nell'estate del 1984 dalla Mondadori. La costituzione e il mantenimento da parte dell'azienda di un tale assetto a tre reti, nonché la relativa diffusione analogica su scala nazionale e la quota di raccolta pubblicitaria detenuta danno luogo nel corso degli anni a una lunga serie di complesse vicende politico-giudiziarie.

Dopo aver dimostrato interesse per l'Inter, nel 1986 Fininvest compra l'AC Milan, di cui Silvio Berlusconi diventa presidente.

Nel 1987 favorisce la nascita del circuito Italia 7, creato per fare concorrenza alla rivale Odeon TV. Nel 1990 la legge Mammì porrà il limite di tre reti televisive per ogni proprietà; nel 1994 la Fininvest disinveste.

Inoltre, il gruppo acquistò per quasi 1.000 miliardi il 70% della Standa nell'aprile 1988 dal gruppo Montedison.

In Unione Sovietica Silvio Berlusconi stipulò un accordo per alcune trasmissioni per la televisione di stato, nonché per la pubblicità delle aziende europee in Russia; nel 1990 si stipulò un accordo simile con la televisione di stato cinese.

Nel 1989 nasce in Spagna Gestevisión Telecinco, S.A., una partnership guidata da Fininvest per il debutto delle reti televisive private.

L'ascesa economica della Fininvest è anche testimoniata dalla crescita del fatturato consolidato: 1985: 1.600 miliardi di lire, 1987: 2.600 miliardi, 1988: 6.000 miliardi, 1990: 7.500 miliardi, 1991: 10.000 miliardi. Nel 1988 la Fininvest era il terzo gruppo italiano, dopo la FIAT e la Montedison.

Nel 1991, a seguito di una battaglia legale (Lodo Mondadori), la Fininvest acquistò il 53% della Arnoldo Mondadori Editore.

Crisi finanziaria e quotazione delle controllate Nel 1992 controllava 168 società, di cui 44 all'estero e l'utile netto era di circa 21 miliardi con un indebitamento creditizio superiore a 3.400 miliardi, con debiti totali ammontanti a oltre 6.000 miliardi e il patrimonio netto a 1.200 miliardiPierre Di Toro, Fininvest-Mediaset.. Nel 1993 la Fininvest risultò essere la seconda impresa italiana per indebitamento: in base ai bilanci 1992, Mediobanca calcolò che Fininvest aveva debiti per 3,4 volte il capitale.

Per salvare la società Berlusconi rivoluzionò il gruppo chiamando nell'ottobre 1993 Franco Tatò a fare da amministratore delegato. Fu avviato un piano di ristrutturazione che portò anche alla quotazione in borsa delle società controllate, cosa che in effetti avrebbe dato dei buoni frutti già nel primo anno.

All'inizio del 1994, presa la decisione di entrare in politica (cosiddetta "discesa in campo"), Berlusconi lascia tutte le cariche sociali che ricopriva nelle sue imprese, rimanendo proprietario. La gestione è stata affidata a storici amici del Cavaliere, come Fedele Confalonieri o Adriano Galliani, e successivamente ai figli Marina e Pier Silvio. La presidenza di Fininvest viene affidata ad Aldo Bonomo.

Nel corso del 1994 Fininvest progressivamente conferisce ogni attività di produzione e commercializzazione dei programmi cinematografici e televisivi alla società Immobiliare Orione S.r.l. (che il 15 dicembre 1993 viene ridenominata Mediaset Italia Srl), interamente partecipata. Quest'ultima, lo stesso anno, si converte in società per azioni, con il nome Mediaset S.p.A.. La società viene inizialmente aperta a soci esterni (Al Waleed, Leo Kirch, Johann Rupert), e quindi collocata in borsa (aprile 1996). Fininvest rimane il socio di riferimento.

Nel 1995 Programma Italia e altre società partecipate da Fininvest ed Ennio Doris si fondono per formare Mediolanum S.p.A., gruppo attivo nel settore delle assicurazioni. La holding viene quotata alla Borsa di Milano. A seguito dell'IPO, Fininvest rimane secondo azionista (dietro Ennio Doris) con il 30% del capitale sociale e partecipa al patto di controllo. Nel 1997 il gruppo entrerà nel settore bancario, con il debutto di Banca Mediolanum.

Nel 1999 scorpora e vende il gruppo Standa; la parte "non alimentare" al gruppo Coin e la parte "alimentare" a Gianfelice Franchini, ex proprietario dei Supermercati Brianzoli. A tal proposito Berlusconi dichiarerà in seguito di esser stato costretto a vendere la Standa successivamente alla sua entrata in politica, affermando che in Comuni gestiti da giunte di centro-sinistra non gli concedevano le necessarie autorizzazioni per aprire nuovi punti vendita. Secondo i critici di Berlusconi l'acquisizione e la successiva vendita della Standa sarebbe stata determinata dalla volontà di creare una liquidità per il gruppo Fininvest.

Il 4 settembre 2005, a seguito della scomparsa di Aldo Bonomo, Marina Berlusconi, già vicepresidente, viene nominata presidente di Fininvest.

Il 10 ottobre 2014 la Banca d'Italia, in seguito alla condanna penale di Silvio Berlusconi (socio controllante di Fininvest) per evasione fiscale, dispone l'obbligo per Fininvest di cedere la sua quota eccedente il 9,9% di Mediolanum entro 30 mesi, sospendendo immediatamente i diritti di voto sulla stessa. Il 3 marzo 2016, il Consiglio di Stato annulla il provvedimento di Bankitalia, conseguentemente Fininvest rientra in possesso del 30% di Banca Mediolanum (nuova denominazione di Mediolanum). Il 26 ottobre 2016, la Banca Centrale Europea annuncia un ricorso al provvedimento del Consiglio di Stato. Fininvest, dal canto suo, presenta un'istanza presso la Corte di Giustizia Europea. Il 12 aprile 2017 Bankitalia ordina nuovamente a Fininvest di ridurre la sua partecipazione, sospendendo i diritti di voto delle azioni eccedenti.

Dal 27 giugno 2016, Danilo Pellegrino assume la carica di amministratore delegato.

A dicembre del 2016, a seguito di mosse ostili da parte di Vivendi, Fininvest (precedentemente scesa fino al 34,5%) acquista nuove azioni Mediaset sul mercato, salendo al 38,3%. A seguito di ulteriori acquisti nel 2017 e il riacquisto di azioni da parte della società, a giugno 2021 Fininvest raggiunge il 44,2% di Mediaset.

Il 13 aprile 2017 cede l'AC Milan ad una cordata di investitori cinesi, per circa 600 milioni di euro.

Il 28 settembre 2018 Fininvest compra l'AC Monza, nominando Adriano Galliani amministratore delegato.

Settori di interesse

Televisioni

Dopo aver acquisito Telemilanocavo e averla trasformata in Telemilano 58, questa, l'11 novembre 1980, diventò emittente capofila del network nazionale privato Canale 5Il marchio era stato registrato il 23 febbraio 1979.. Alla fine del 1981 il gruppo aveva una decina di emittenti e altrettante affiliate. Nel 1982 la Fininvest controllava almeno una trentina di emittenti su tutto il territorio nazionale e alla fine dello stesso anno rilevò Italia 1 da Edilio Rusconi. Nell'estate del 1984 la Fininvest acquisì il 50% degli impianti di Rete 4 (all'epoca valutati 30 miliardi di lire) e il magazzino programmi (per 105 miliardi di lire in quattro anni senza interessi). Con le sue tre reti nazionali la Fininvest cominciò a competere alla pari con la Rai nel mercato pubblicitario: già nel 1983 le entrate pubblicitarie del gruppo (1.500 miliardi) superarono quelle della Rai (1.365). Sempre nel 1983 la Fininvest acquisì il settimanale TV Sorrisi e Canzoni, uno dei maggiori periodici italiani di spettacolo e televisione dell'epoca con una tiratura, spinta dalla televisione, che passò da 640.000 a 2.200.000 copie.

Nel 1985 la Fininvest ottenne dal governo francese l'autorizzazione a trasmettere via etere e nacque la società «France Cinq» (40% Fininvest, 60% a una cordata di media francesi); l'anno seguente cominciò a trasmettere La Cinq, prima emittente televisiva privata gratuita in Francia. Ma il nuovo governo di centrodestra presieduto da Jacques Chirac, di orientamento neogollista e liberale, limitò gli spazi di libertà nella programmazione del palinsesto, mettendo subito in difficoltà la rete: la Fininvest scese al 25% della società; La Cinq chiuse nel 1992 in modo controverso. Nel 1988 nacque Tele 5 in Germania, chiusa anch'essa nel 1992, e nel 1990 Telecinco in Spagna, ancora attiva e tra le maggiori reti televisive del Paese.

In Italia, nel 1987, anno in cui cominciarono le rilevazioni dell'Auditel, Publitalia '80 controllava il 62% della pubblicità televisiva nazionale e gestiva anche la raccolta di un'emittente straniera, TV Koper-Capodistria, che trasmette dal territorio sloveno. Entro la fine dello stesso anno la Fininvest stipulò degli accordi con l'emittente per poter trasmettere gli eventi sportivi in diretta sul territorio italiano. Nel corso degli anni ottanta raggiunse una posizione di assoluta preminenza nel settore dell'emittenza privata, controllando non solo i tre maggiori network, ma anche Italia 7 e TV Koper-Capodistria, alle quali forniva programmi e pubblicità, e Junior TV, Rete A e Tivuitalia solo per la distribuzione pubblicitaria, per un totale dell'80% dell'ascolto televisivo nel settore.