L'impresario teatrale (Der Schauspieldirektor), K 486, è un Singspiel di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Johann Gottlieb Stephanie.
Storia L'opera, composta in sole due settimane, venne commissionata a Mozart dalla corte imperiale per essere rappresentata al Castello di Schönbrunn (residenza estiva dell'imperatore) in occasione della visita del Governatore dei Paesi Bassi, il duca Alberto di Sassonia-Teschen, di sua moglie Maria Cristina d'Asburgo-Lorena (1742-1798) (sorella dell'imperatore Giuseppe II) e di Stanislas Poniatowsky, nipote del re di Polonia.
La prima assoluta privata avvenne a Schönbrunn (Vienna) il 7 febbraio 1786 con Johann Gottlieb Stephanie, Valentin Adamberger, Aloysia Weber e Caterina Cavalieri e quella pubblica al Kärntnertortheater di Vienna l'11 febbraio successivo.
Cast della prima assoluta PersonaggioTipologia vocaleInterpreti della prima7 febbraio 1786BuffbassoJoseph WeidmannSignor VogelsangtenoreValentin AdambergerMadame Herz sopranoAloysia WeberMadame SilberklangsopranoCaterina Cavalieri
Struttura L'opera (la cui trama innocente pare suggerita dall'Imperatore stesso per evitare ogni possibile rischio di incidenti diplomatici) è composta da una ouverture, un'aria e un rondò per soprano, un terzetto e un vaudeville finale.
È una commedia in musica, con la contemporanea presenza di attori e cantanti.
Il carattere e la scala dell'ouverture di questo singspiel è affine a quello dell'ouverture de Le nozze di Figaro dello stesso compositore, opera che fu scritta e rappresentata nello stesso anno.
Si contano solamente quattro brani vocali nella partitura. Il contenuto musicale (circa 30 minuti, compresa l'ouverture) è quindi circondato da dialoghi d'attualità dell'epoca. In tempi moderni il testo è usualmente completamente riscritto.
Trama Un impresario teatrale deve formare una compagnia per uno spettacolo a Salisburgo, ma la scelta di attori e cantanti si rivela più difficile del previsto. In particolare sorge una accesa rivalità tra i due soprani Frau Herz e Fräulein Silberklang, che pretendono entrambe il ruolo di primadonna, mentre il tenore Vogelsang tenta invano di conciliarle. Infine l'impresario Frank riporta l'armonia sul palcoscenico e viene suggerita la morale della vicenda: i cantanti hanno come fine l'eccellenza nella loro arte e non devono cadere in basso seguendo le proprie inutili ambizioni.
Organico orchestrale Due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, timpani, archi
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