Il cartello Phoebus (in inglese Phoebus cartel «cartello Febo»)Dall'epiteto del dio greco Apollo, dio del Sole e della luce; φοιβος phoibos significa «splendente, luminoso, puro» fu un cartello di diverse società costituito nel 1924, sciolto nel 1939, per il controllo della produzione e della vendita di lampadine. Il nome deriva dalla società registrata a Ginevra nel 1916, la Phoebus S.A. Compagnie Industrielle pour le Développement de l'Éclairage.

La costituzione del cartello è considerata un passo importante nella moderna storia dell'economia e dell'obsolescenza pianificata, in quanto si è trattato del primo caso in cui un gruppo di aziende decise di accorciare deliberatamente la durata di vita di un prodotto, così da aumentare il numero di articoli venduti.

L'accordo I principali produttori europei e statunitensi di lampade ad incandescenza del tempo si riunirono a Ginevra, il 23 dicembre 1924 firmando il Cartello Phoebus con un termine ideale per il 1955, tuttavia la seconda guerra mondiale fece saltare l'accordo nel 1939.

All'epoca del cartello esistevano diversi tipi non standardizzati di lampadine, per forma, incastro, tensione, potenza e luminosità: i produttori del cartello si imposero uno standard tecnico, primo caso nella storia della tecnologia, per omologare la produzione e i mercati europei e statunitensi. Nella standardizzazione, fra le altre cose, fu imposto un limite di ~1000 h per la durata di ogni lampadina, che fu definito come una «ragionevole aspettativa di vita, ottimale per la maggior parte delle lampadine»Intervista al ricercatore Eino Tetri, leader del Light Sources and Energy Group alla Università Aalto.; tale scelta a priori, obbligatoria per tutti gli aderenti al cartello e quindi in grado di condizionare il mercato impedendo scelte diverse da parte degli acquirenti, è considerata una sorta di primo tentativo di obsolescenza programmata.

Membri del cartello General Electric Company Tungsram Compagnie des Lampes OSRAM Philips

Gli effetti

I produttori di lampadine si adeguarono al cartello: su molte confezioni di lampadine è ancora dichiarata una durata di 1000 h.

Per dimostrare che negli Stati Uniti le lampadine prima dell'accordo potessero durare molto, viene spesso presentato il caso di una lampadina collocata nella caserma dei pompieri di Livermore, chiamata la Centennial Light, che è accesa da anni, pur avendo nel tempo perso una parte significativa della propria efficienza energetica.

Va infatti segnalato che le lampadine a incandescenza tendevano naturalmente a perdere efficienza col tempo (in particolare quelle di inizio '900 con filamento in carbonio come quella citata) e una lampadina di durata molto maggiore − a parità di tecnologia − avrebbe verosimilmente presentato un rendimento decrescente che, a un certo punto, ne avrebbe comunque resa opportuna la sostituzione. Ciò non toglie che l'accordo prevedesse un limite definito a priori e indipendente dalla tecnologia applicata.

Durata di una lampadina Data V come tensione nominale di funzionamento della lampadina:Donald G. Fink and H. Wayne Beaty, Standard Handbook for Electrical Engineers, Eleventh Edition, McGraw-Hill, New York, 1978, ISBN 0-07-020974-X, pg 22–8

L'emissione luminosa corrisponde a V 3.4 La potenza consumata è circa V 1.6 La durata è proporzionale a V −16 La temperatura di colore è proporzionale a V 0.4 Queste relazioni mostrano come in realtà la scelta di fissare la durata delle lampadine a incandescenza a 1000 ore derivò da una corretta analisi tecnica. Possiamo rendercene conto con questo semplice esempio: si consideri una lampadina a incandescenza della potenza di 100 W alimentata a 230 V che ha una vita attesa di 1000 ore. Volendo produrre la stessa lampadina che emetta la stessa quantità di luce ma con una vita attesa doppia (2000 ore), essa consumerà il 7.5% in più (107.5 W). Se si considera un prezzo attuale della energia elettrica di 0.3 €/kWh e il prezzo di una lampadina pari a 2 €, si ha che utilizzando la lampadina con durata 1000 ore il costo totale per l'utente in 2000 ore sarà di 64 €, mentre utilizzando la lampadina progettata per durare 2000 ore il costo totale sarà di 66.5 € . Oltre al maggiore costo la lampadina progettata per durare 2000 ore presenterà una luce con colore più rossastro dal momento che la temperatura di colore, che in una normale lampadina è 2700 K, si ridurrebbe a 2650 K. Per aumentare la temperatura di colore e ridurre il consumo pur mantenendo una durata accettabile furono introdotte le lampadine alogene (più costose ma in uso da decenni in campo automobilistico) nelle quali il particolare gas che circonda il filamento ne riduce la velocità di sublimazione aumentando di molto la vita a parità di temperatura.

Situazione giuridica La riduzione della durata delle lampadine fu una delle decisioni strategiche adottate dal cartello Phoebus per mantenere una posizione di assoluto predominio nel mercato internazionale. Le pratiche messe in atto dal cartello furono al centro di un processo civile, iniziato negli Stati Uniti nel 1942 e concluso nel 1953 (caso Stati Uniti contro General Electric ed altri, azione civile n. 1364).Serge Latouche, Usa e getta – Le follie dell'obsolescenza programmata, Bollati Boringhieri 2013, capitolo 1; Giles Slade, Made to break - Technology and obsolescence in America, Harvard University press 2006, capitolo 3 Hard times e nota 51; Vance Packard, The Waste Makers, New York 1960, pag. 59. Nel 1949, la Corte Distrettuale del New Jersey ritenne General Electric responsabile di violazione della normativa antitrust USA (Sherman Act) congiuntamente ad altre aziende del cartello.82 F.Supp. 753 (1949) Una successiva decisione del 2 ottobre 1953, integrando la precedente nell'ambito dello stesso processo, impose specifiche prescrizioni al riguardo a carico di General Electric.115 F.Supp. 835 (1953)

Note

Voci correlate Obsolescenza pianificata Teoria del complotto Lampadina

Collegamenti esterni Obsolescenza programmata , La storia siamo noi, Rai, 18 luglio 2012

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