La Royal Navy è la marina militare britannica, una delle componenti del Naval Service che comprende anche il corpo dei Royal Marines e il Royal Naval Reserve. Nell'uso comune, però, l'intero servizio viene definito come Royal Navytale pratica, anche se comunemente utilizzata ed accettata, è tecnicamente non corretta in quanto è sbagliato dire, ad esempio, che i Royal Marines fanno parte della Royal Navy. Alla data di aprile 2005 il Naval Service comprendeva 36.320 uomini.. Le sue origini, risalenti al XVI secolo, ne fanno la più antica delle tre branche delle forze britanniche, nota per questo anche come Senior Service (servizio maggiore). La Royal Navy contribuì in maniera decisiva alla potenza economica e militare britannica del XVIII e XIX secolo e fu essenziale per lo sviluppo e il mantenimento dell'Impero britannico, grazie alla capacità di controllo dei mari e delle rotte di commercio.
In seguito alla vittoria nella prima guerra mondiale la Royal Navy venne significativamente ridotta, rimanendo comunque la più grande marina militare del mondo fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, durante la quale la United States Navy crebbe fino a diventare la prima al mondo. Nel corso della guerra fredda la Royal Navy subì una profonda riorganizzazione, che ne fece una forza primariamente tesa alla caccia di sottomarini sovietici nell'Atlantico settentrionale. In seguito alla guerra delle Falkland e al collasso dell'Unione Sovietica, è tornata ad essere una forza navale con capacità di proiezione globale.
Nonostante oggi la Royal Navy abbia dimensioni molto più ridotte, essa è una delle principali marine militari al mondo in termini di tonnellaggio ed una delle più avanzate a livello tecnologico. Rappresenta la base di addestramento per molte altre marine militari e, con alcune eccezioni, il personale del Commonwealth e della NATO partecipa ai corsi che essa organizza in Gran Bretagna. La fine della guerra fredda ed il collasso dell'Unione Sovietica hanno accelerato la ristrutturazione della Royal Navy, trasformandola da una forza di deterrenza ad una marina in grado di supportare la politica britannica nel mondo.
Dal 10 giugno 2011 fino alla sua morte nel 2021, il Lord grand'ammiraglio della Royal Navy è stato principe Filippo, duca di Edimburgo, consorte della regina Elisabetta II del Regno Unito, precedente detentore di tale titolo.
Storia La Royal Navy ha storicamente assunto un rilievo centrale nella difesa e nelle guerre della Gran Bretagna a causa della posizione insulare del Paese che obbligò ogni nemico (almeno fino all'avvento dell'aviazione) ad attraversare lo stretto della Manica per portare un attacco. Ogni conseguimento di superiorità navale da parte di un paese ostile fu, nella storia inglese, un grave pericolo. Inoltre una forte potenza navale risultò sempre di vitale importanza al mantenimento delle rotte di rifornimento e comunicazione tra i distanti estremi dell'impero britannico.
Inghilterra - Flotta sassone (circa 800 - 1066) La prima marina fu quella inglese, costituita nel IX secolo dal sassone Alfredo il Grande ma, nonostante la grave sconfitta inflitta ai Vichinghi presso Stourmouth, nel Kent, essa venne presto posta in disarmo. Atelstano d'Inghilterra provvide a riarmarla e al tempo della sua vittoria nella battaglia di Brunanburh, nel 937, essa contava una forza approssimativa di 400 navi.
Inghilterra - Età normanna e medievale, fino al 1485 - I Cinque Ports Avendo le forze navali sassoni fallito nel loro obiettivo di impedire a Guglielmo I il Conquistatore di attraversare il canale della Manica e di vincere nella Battaglia di Hastings, i sovrani normanni cominciarono ad attrezzare una forza del tutto equivalente nel 1155, con navi dell'alleanza dei Cinque Ports, forse creata dai Normanni oppure già esistente e quindi da essi rafforzata per i loro scopi. I Normanni probabilmente crearono la figura del Lord Guardiano dei Cinque Ports.
Re Giovanni I Senza Terra ebbe una flotta di 500 imbarcazioni. A metà del XIV secolo le navi di Edoardo III raggiungevano la cifra di 700. Seguì poi un periodo di declino.
Inghilterra - I Tudor e la Royal Navy
La prima riforma e la maggior espansione della Navy Royal, come era a quel tempo chiamata, si ebbe nel XVI secolo nel corso del regno di Enrico VIII. In questo periodo vennero creati un segretariato alla marina, appositi cantieri navali e un piccolo numero di navi specificamente da guerra. Le unità più famose di questo periodo furono la Henri Grâce à Dieu e Mary Rose, che impegnarono la marina francese nella battaglia del Solent nel 1545. Al momento della morte di Enrico avvenuta nel 1547, la sua flotta s'era accresciuta fino a 58 vascelli.
Durante il regno di Elisabetta I, la Navy Royal, affiancata da navi di proprietà privata, razziava abitualmente le rotte commerciali e le colonie spagnole e i galeoni (v. Sea Dogs). Nel 1588 l'Impero spagnolo, a quel tempo la più grande potenza d'Europa, minacciò di invadere l'Inghilterra e lInvencible Armada spagnola fece vela per rafforzare il dominio della Spagna sul canale della Manica e trasportare truppe dai Paesi Bassi spagnoli in Inghilterra, con lo scopo finale di deporre Elisabetta I e di riportare il Cattolicesimo in Inghilterra. Tuttavia lArmada fallì, per una combinazione di vittoriosi ripetuti attacchi condotti dalla Royal Navy inglese, tempo pessimo e una rivolta dei territori olandesi di fronte alla Manica, sudditi dell'Impero spagnolo.
La disfatta dellArmada costituisce la prima grande vittoria inglese sul mare. Nonostante la spedizione al comando di Francis Drake e John Norreys del 1589 avesse visto mutare l'andamento della guerra a sfavore della Royal Navy, l'Inghilterra continuò ad effettuare incursioni contro i porti e il naviglio spagnolo che attraversava l'Oceano Atlantico durante il regno di Elisabetta I, pur soffrendo una serie di rovesci nel confronto con una marina spagnola ampiamente riformata.
1692-1815 Una forza navale permanente non nacque fino alla metà del XVII secolo quando la flotta reale venne posta sotto il controllo del Parlamento inglese in seguito della sconfitta di Carlo I durante la guerra civile inglese. Questa seconda riforma della marina venne portata a termine dal General-at-Sea (equivalente al grado di ammiraglio) Robert Blake durante il periodo repubblicano di Oliver Cromwell. La costituzione della Royal Navy creò una situazione di contrasto con le forze militari di terra che erano state create attraverso molteplici discussioni che vedevano contrapposte le forze parlamentari aderenti alla causa realista e a quella anti-realista.
Nonostante le sconfitte subite durante la seconda e la terza guerra anglo-olandese (1665-1667 e 1672-1674), la Royal Navy si apprestò a divenire, tra il 1692 e il 1943, la più potente marina militare al mondo (la marina olandese venne posta sotto il comando della Royal Navy per ordine di Guglielmo III in seguito alla deposizione del re Giacomo II durante la Gloriosa rivoluzione), con un riconosciuto dominio incontrastato degli oceani tra il 1805 e il 1914 che portò a dire: "L'Inghilterra domina le onde".
Il suo apporto fu fondamentale per le vittorie coloniali durante la guerra dei sette anni, nella quale batté in diverse occasioni la flotta francese prima e quella spagnola poi. Fu invece in difficoltà durante la guerra d'America e subì alcune sconfitte contro le squadre navali francesi che parvero mettere in pericolo il suo predomino; grave fu in particolare la sconfitta nella battaglia di Chesapeake nel 1781. Al termine della guerra tuttavia l'ammiraglio George Brydges Rodney vinse la battaglia delle Saintes (12 aprile 1782), infliggendo gravi perdite alla flotta francese e ristabilendo il predominio britannicoI.Montanelli-M.Cervi, Due secoli di guerre, vol. I, pp. 104-113, 125-132 e 141-147..
Durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche la Royal Navy fu in grado di prevalere su tutte le potenze ostili, come durante la battaglia di Trafalgar, nel 1805, quando una flotta combinata francese e spagnola venne decisamente battuta dalla più esperta flotta britannica al comando dell'ammiraglio Horatio Nelson.
La battaglia di Trafalgar consolidò ulteriormente il vantaggio britannico nei confronti delle altre potenze marittime europee. Concentrando proprie risorse militari nella marina, la Gran Bretagna aveva la possibilità di difendersi, di proiettare la propria influenza attraverso gli oceani ed, inoltre, di bloccare le rotte di traffico marittime di eventuali rivali. Per questo la Gran Bretagna ebbe la possibilità di mantenere un esercito professionale relativamente piccolo e molto mobile che poteva essere trasportato dove necessario attraverso i mari e poteva essere supportato dalla marina per le operazioni di bombardamento, movimento, rifornimento e rafforzamento. Nel contempo i nemici rischiavano di trovare le loro linee di rifornimento marittime bloccate, come successe all'armata napoleonica in Egitto. Le altre potenze europee si videro costrette a suddividere le proprie risorse tra il mantenimento di grandi forze navali e notevoli forze terrestri e fortificazioni intese a difendere le proprie frontiere. In ultimo il dominio dei mari permise alla Gran Bretagna di costruire rapidamente il proprio impero, specialmente nel periodo compreso tra la Guerra dei sette anni (1756-1763) e tutto il XIX secolo, permettendo enormi vantaggi militari, politici e commerciali alla nazione inglese.
È interessante notare che diversamente dalla marina francese pre-rivoluzionaria i posti di comando più importanti della Royal Navy furono aperti a tutti coloro che avessero mostrato sufficiente talento e determinazione. Questo aumentò grandemente il numero di persone di capacità disponibili per questi ruoli, pur con un pregiudizio per le classi superiori. Inoltre la destituzione degli ufficiali aristocratici dalla marina francese durante la Rivoluzione causarono la perdita della maggior parte dei più capaci comandanti, aumentando ulteriormente il vantaggio della Royal Navy.
A dispetto dei successi militari della Royal Navy in questo periodo le condizioni di servizio per i marinai comuni, incluso il fatto che gli stipendi non avevano conosciuto aumenti in un secolo e venivano saldati in ritardo, il mantenimento in servizio per anni di un gran numero di navi che talvolta non prendevano neppure il mare sullo sfondo di un servizio dalla disciplina ferrea sfociarono negli ammutinamenti di Spithead e Nore del 1797 quando gli equipaggi delle flottiglie di stanza a Spithead e Nore rifiutarono di obbedire agli ordini dei propri ufficiali e alcuni comandanti furono lasciati a terra. Le conseguenze di questa breve "Repubblica galleggiante" fu a Spithead la promessa di un miglioramento delle condizioni mentre a Nore si risolse con l'impiccagione di 29 ammutinati.
Napoleone agì per contrastare la supremazia marittima e la potenza economica britannica più direttamente chiudendo i porti europei al commercio inglese. Inoltre organizzò numerosi corsari che operavano dai territori francesi delle Indie Orientali mettendo sotto pressione il naviglio mercantile britannico nell'emisfero occidentale. La Royal Navy venne anche impegnata duramente nelle acque europee in modo da impedirle di impegnare forze contro i corsari. I suoi grandi vascelli non erano in ogni caso adatte allo scopo di cacciare le agili navi dei corsari, che operavano individualmente o in piccole flotte disperse. La Royal Navy reagì commissionando piccole navi da guerra tipo bermuda. Le prime tre ordinate dai costruttori, la Dasher, Driver e Hunter erano ognuna corvette da 200 t armate con dodici carronate da 24 libbre. Molte navi di questo tipo vennero ordinate o recuperate dal commercio, utilizzandole principalmente come anti-vedetta. La più famosa fu la Pickle, un ex mercantile delle Bermude che portò la notizia della vittoria di Trafalgar.