Studioso delle antiche lingue europee e mesopotamiche, è stato autore di ampi dizionari etimologici di greco e latino. Propose una sua controversa teoria delle origini della cultura europea, in base alla quale le lingue europee risulterebbero essere di provenienza mediterranea e fondamentalmente semitica.

Biografia Frequentò a Ostuni le classi elementari e le scuole medie; a Bari, invece, frequentò gli studi liceali, guidati dal professore Angelico Tosti, e i primi studi universitari. Negli anni trenta, all'età di 25-26 anni, lasciò la famiglia e si trasferì a Firenze. Nel 1934 conseguì la laurea in lettere classiche a Firenze, dove tra i suoi insegnanti ebbe l'ellenista Ettore Bignone (del quale fu anche assistente), il filologo Giorgio Pasquali, il semitologo Giuseppe Furlani, Bruno Migliorini e Giacomo Devoto, del quale fu amico e frequentatore (come lo fu anche di Antonino Pagliaro, Aldo Neppi Modona, Ambros Josef Pfiffig); nei suoi studi incontrò anche Gaetano de Sanctis.

Insegnò al Liceo classico di Massa, ove fu professore di greco e latino e collega del poeta Mario Luzi. Il 1º luglio 1940 vinse il concorso per una posizione di bibliotecario aggiunto alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Dall'ottobre 1940 al gennaio 1942 e dal marzo 1943 fino all'8 settembre fu richiamato alle armi. Nel dopoguerra lavorò per un periodo alla Biblioteca Marucelliana di Firenze. Nel 1948 fu promosso bibliotecario di prima classe.

Nel 1950 subentrò al commissario Mario Corsini come direttore della Biblioteca governativa di Gorizia, e gli fu inoltre affidata la reggenza della soprintendenza bibliografica di Verona (e in seguito del Veneto occidentale). Nel maggio 1953 fu trasferito come direttore alla Biblioteca Riccardiana di Firenze; nel 1955 sostituì Alberto Giraldi alla soprintendenza per la Toscana.

Nel 1960 e nel 1965 fu promosso dapprima direttore di biblioteca di 3ª classe e poi direttore di 1ª classe. Dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, che colpì anche la Soprintendenza (allora collocata all'interno della Biblioteca nazionale), promosse il recupero del materiale alluvionato di varie biblioteche cittadine, tra le quali il Gabinetto Vieusseux. Nel 1967 fu insignito della medaglia d'oro per i benemeriti della cultura. Negli anni cinquanta e sessanta partecipò abitualmente ai congressi dell'Associazione italiana biblioteche, della quale era socio almeno dal 1951 e membro del Consiglio direttivo per il triennio 1957-1960.

Alla fine di settembre del 1972, col trasferimento delle soprintendenze statali alle Regioni a statuto ordinario, lasciò l'incarico e diresse la Biblioteca Medicea Laurenziana. Il 2 maggio 1973 fu collocato a riposo. Nel 1999 ricevette la targa d'oro da Ostuni, nel 2001 il presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini gli consegnò la targa d'argento del Consiglio e nel 2003 la Società di San Giovanni Battista gli assegnò il premio Bel San Giovanni “per l'apporto recato all'elevazione spirituale e materiale della comunità in cui opera”. Sempre lo stesso anno, il 25 novembre, ricevette il Fiorino d'Oro con la seguente motivazione:

Collaborò con Radio Vaticana trattando temi a carattere bibliografico. Fu anche presidente dell'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, membro dell'Oriental Institute di Chicago e membro onorario dell'Accademia Etrusca.

Opere Le origini della cultura europea Le origini della cultura europea è l'opera principale di Giovanni Semerano, pubblicata in quattro volumi autonomi tra il 1984 e il 1994. I primi due volumi sono entrambi sottotitolati: Rivelazioni della linguistica storica - in appendice Il messaggio etrusco e consistono nella disamina di circa 2.000 lemmi dell'etrusco, del basco e toponimi, idronimi, teonimi ed etnonimi europei e mediterranei, di cui l'autore presenta relazioni e corrispondenze con il sumero e con lingue semitiche come accadico, ebraico e arabo ed altre lingue semitiche. Significativa parte dell'opera è dedicata all'etruscoAlla lingua etrusca è dedicata inoltre la sua opera Il popolo che sconfisse la morte. Gli etruschi e la loro lingua, Bruno Mondadori editore, 2003 .. I secondi due volumi (Dizionario della lingua greca e Dizionario della lingua latina e delle voci moderne), con sottotitolo "Basi semitiche delle lingue europee", sono dizionari etimologici in cui il filologo esamina circa 8.000 termini del greco, del latino, del tedesco e dell'inglese rintracciandone la corrispondenza con il lessico delle antiche lingue semitiche Nel suo lavoro Semerano ha messo a confronto migliaia di termini del lessico delle antiche lingue europee, attestati nella letteratura e nelle iscrizioni, con quelli delle antiche lingue della Mesopotamia, di cui si ha abbondanza di testimonianze. Il lessico comparato è costituito da idronimi (nomi di fiumi), antroponimi (nomi di persone), teonimi (nomi di divinità), toponimi (nomi di luoghi), e ancora da nomi di oggetti d'uso comune e da verbi, propri delle attività manuali e del pensiero.

Da tale confronto secondo l'autore emergerebbe un'affinità semantica (di significato) e fonetica (di suono) tra i lessici delle lingue europee e di quelle mesopotamiche, in particolare con l'accadico, il linguaggio antico con un'ampia tradizione scritta, appartenente alla famiglia delle lingue semitiche e con tracce di sostrato sumericoPanoramica sull'etimologia dei nomi di divinità greche (; e resoconto su alcune altre etimologie ().

Dalle affinità semantiche lo studioso trae inoltre la tesi dell'esistenza di un'antica unità culturale protostorica dell'Europa e del Vicino Oriente, che si sarebbe articolata lungo la via continentale del Danubio e lungo le coste del Mar Mediterraneo, dall'Africa fino all'Irlanda, sulle vie del commercio dell'ambra, dello stagno e anche del ferro.

Esempi di comparazione lessicale

italiano Marco (nome proprio) latino Mārcus, -i (nome proprio) accadico mar'u (figlio, rampollo, diletto, discendente, ecc.) latino mās, măris (maschio) accadico māru, mer'u, mar'u (figlio: maschio o femmina, discendente, ecc.) sumero maš, ma-áš, poi ma-ar (figlio: maschio o femmina, rampollo) italiano grosso latino grossus, -a, -um (grosso, spesso) accadico guruššû, kurussû (chi ingrassa le bestie), kuruštû (pecora ingrassata), ecc. kurgan/kur-gan (i tumuli degli antichi popoli delle steppe) sumero kur (altura) e sumero ganun, accadico ganūnu (luogo di abitazione) italiano cavallo latino equus-caballus = attaccare al carro, mettere i finimenti accadico kabālu semitico occidentale kabl (corda) francese câble (cavo) latino equus (cavallo) accadico ekēwu (ekēmu = portare via) sumero agàr (campo) latino ager greco Aγρός accadico ugāru italiano etere greco αὶθήρ (aria per Empedocle e fuoco per Anassagora...) aramaico aṯrā ugaritico aṯr arabo aṯar accadico ašru (spazio, luogo sacro, sede della divinità), ricalco della base di accadico watar, stesso costrutto di watru (eccelso, eminente)...

La favola dell'indoeuropeo In questa breve opera l'autore sostiene, senza alcuna prova scientifica definitiva, che l'ipotesi dell'indoeuropeo non sarebbe plausibile e che tale lingua ipotetica sarebbe priva di testimonianze, sottolineando l'enorme quantità di vocaboli che, nelle lingue europee, risulterebbero ancora privi di una convincente etimologia. Alcune pagine sono dedicate a Filippo Sassetti, un mercante fiorentino del XVI secolo che si recò in India e notò le affinità tra il sanscrito e il latino, ed altre alle lingue degli Ittiti, Hurriti, Mitanni, Luvi, Celti-Galati, Germani, Etruschi e infine al lessico della numerazione, che secondo l'autore porterebbero molto lontano dall'ipotesi indoeuropea e direttamente nell'antica MesopotamiaAd esempio, Semerano sostiene l'affinità linguistica tra il sumero áš (uno) e il latino as, (asse, unità ponderale)..

L'infinito: un equivoco millenario

L'opera fu pubblicata nel 2001 con il sottotitolo Le antiche civiltà del Vicino Oriente e le origini del pensiero greco. Attraverso una rassegna comparativa di numerose parole, il filologo espone il proprio pensiero sull'influenza profonda che le civiltà dell'antica Mesopotamia avrebbero avuto sulla cultura europea e del bacino del mediterraneo. Tra le molte voci trattate, viene analizzato il termine Ápeiron (ἂπειρον), parola centrale nella filosofia di Anassimandro. Il filosofo definisce infatti l'elemento da cui hanno origine tutte le cose, il loro principio (in greco antico arkhé) con il termine àpeiron, che abitualmente viene ritenuto costituito da a- privativo ("senza") e da péras ("determinazione", "termine") e tradotto pertanto come "indeterminato" o "infinito".

Secondo Semerano, tuttavia, poiché la parola péras ha una e breve, mentre àpeiron ha un dittongo ei che si legge come una "e" chiusa lunga, il dittongo non potrebbe essersi prodotto dalla e breve di pérasNel dialetto ionico parlato da Anassimandro, tuttavia, esistono anche altri casi di alternanza tra il dittongo "ei" e la "e breve", e il termine attico "péras" si scrive appunto "peiras".. Semerano riconduce invece il termine al semitico 'apar, corrispondente al biblico 'afar e all'accadico eperu, tutti vocaboli che significano "terra". Il noto frammento di Anassimandro, in cui si dice che tutte le cose provengono e ritornano allàpeiron, non si riferirebbe dunque ad una concezione filosofica dell'infinito, ma ad una concezione di "appartenenza alla terra", che si ritrova nel testo biblico: "polvere sei e polvere ritornerai".

Sulla base di questa interpretazione, Semerano rilegge dunque tutto lo sviluppo della filosofia precedente la sofistica in una chiave anti-idealista e anti-metafisica, riconducendo la filosofia presocratica essenzialmente ad una fisica corpuscolare, che accomunerebbe tra gli altri Anassimandro, Talete e Democrito. L'intera vicenda della nascita della filosofia greca non viene vista come una miracolosa isola di razionalità, ma come parte integrante di una più estesa e antica comunità umana che comprende anche la Mesopotamia, l'Anatolia e l'Egitto.

Lebenswerk In Italia Semerano rivalutò l'importanza dell'Oriente, ed in particolare dell'accadico, per gli studi di semitistica, che in precedenza si erano focalizzati sull'arabo e sull'ebraico. Nel volume Lebenswerk (Le origini della cultura europea, 1984) pubblicò 9.000 schede comparative che ponevano a confronto i significati di parole accadiche con altrettanti termini latini o greci, da lui pazientemente costruite.

Una precedente versione più estesa era già pronta sul finire degli anni '60 e ne sparirono le tracce durante l'Alluvione di Firenze. Nell'84, Semerano ricominciò da capo il proprio lavoro di ricerca, dando alle stampe il primo dei due volumi dell'opera. Citazione : Si rifletta sul fatto che anche Vittore Pisani (come Semerano) era un autodidatta, in sanscrito, in glottologia come in linguistica comparativa; con ben altri risultati e ben altro seguito.

Elenco

Prefazione in

Presentazione in

Nota introduttiva in

Teoria Nei suoi studi Semerano sostiene che esistano somiglianze e affinità tra i lessici delle lingue mesopotamiche, in particolare dell'accadico, con le antiche lingue d'Europa, supportate da numerose citazioni di testi antichi e moderni.

Secondo Semerano, a causa della continua evoluzione delle lingue umane, non sarebbe utile alla ricerca ipotizzare una "protolingua", che egli ritiene non veramente esistita e che non potrebbe comunque che rappresentare un singolo momento in quello che viene considerato un "continuum linguistico con variazioni": il concetto e l'astratto modello di "protolingua" dovrebbe essere piuttosto inteso come uno strumento d'indagine statistica applicato alla linguistica. Semerano ritiene inoltre necessario considerare e indagare le possibili connessioni e quindi l'affinità o la parentela, le ibridazioni, i prestiti, le reciproche influenze con tutte le altre lingue umane contigue, come le lingue afroasiatiche dell'Africa e quelle non indoeuropee dell'Asia, in una visione "filogeneticamente" aperta.