Fra le regioni di formazione stellare dell'Auriga sono comprese numerose nubi molecolari ed estese regioni H II, visibili in direzione della costellazione dell'Auriga, situate a diverse distanze e visibili in questa direzione una dietro l'altra, vicine fra loro soltanto per un effetto prospettico.

Questi oggetti giacciono tutti entro una longitudine galattica compresa fra 167° e 180°, ossia in direzione opposta al Centro della Via Lattea, se visti dal Sistema Solare. Fra questi dominano i complessi nebulosi situati sul Braccio di Perseo, il quale presenta in questa direzione un notevole addensamento ricco di giovani stelle calde e massicce riunite in alcune associazioni OB, mentre scarseggiano gli oggetti posti sul Braccio di Orione. Il Braccio del Cigno, ossia il più esterno, in direzione dell'Auriga è piuttosto diradato e discontinuo, ma stando agli studi più recenti è possibile distinguere in esso un importante addensamento, formato da una brillante associazione OB legata al grande complesso nebuloso di IC 410.

Lo studio del piano della Via Lattea in direzione dell'Auriga, seppur difficoltoso, è risultato utile per conoscere e comprendere diverse caratteristiche morfologiche dei bracci di spirale esterni in direzione opposta al centro galattico, come la distribuzione fortemente irregolare degli addensamenti nebulosi e stellari.

Osservazione

Le regioni di formazione stellare dell'Auriga si trovano in direzione opposta al centro della Via Lattea, in un suo tratto in parte fortemente oscurato e in parte, al contrario, molto ricco di campi stellari; tuttavia, nonostante la grande estensione di cielo interessata, ad occhio nudo o con l'ausilio di piccoli strumenti è visibile ben poco oltre ai suddetti campi stellari e a qualche ammasso aperto, fra i quali spiccano i tre maggiori oggetti dell'Auriga, catalogati da Charles Messier: M36, M37 e M38. Oltre a questi è possibile notare, con strumenti di grande diametro, numerosi altri ammassi stellari; in fotografia sono invece molto ben evidenti grandi sistemi nebulosi. La parte settentrionale dell'Auriga, al contrario, si presenta piuttosto povera di oggetti e la Via Lattea appare sottile e molto oscurata.

Trovandosi a una declinazione settentrionale, compresa fra i 50°N e i 25°N, la costellazione dell'Auriga (e con essa le sue regioni nebulose) domina buona parte delle notti boreali e si mostra circumpolare dalle regioni situate più a nord; l'Auriga è una delle figure più classiche delle sere autunnali e invernali boreali, quando si presenta allo zenit da gran parte del Nordamerica e dall'Europa, rendendosi ben visibile anche fino a primavera inoltrata. Dall'emisfero australe, invece, la visione è penalizzata e per gran parte delle sue regioni resta sempre piuttosto bassa sopra l'orizzonte settentrionale.Come si evince da: Una declinazione di 35°N per la parte centrale dell'Auriga equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 55°; il che equivale a dire che a nord del 55°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 55°S l'oggetto non sorge mai.

Nelle epoche precessionali

A causa del fenomeno conosciuto come precessione degli equinozi, le coordinate celesti di stelle e costellazioni possono variare sensibilmente, a seconda della loro distanza dal polo nord e sud dell'eclittica.

Il tratto di Via Lattea della costellazione dell'Auriga si trova attualmente nei pressi delle 6h di ascensione retta, che equivalgono al punto in cui l'eclittica raggiunge la declinazione più settentrionale, trovandosi più vicina al polo nord celeste. In questa fase precessionale le regioni dell'Auriga assumono le declinazioni maggiori. Quando, fra circa 12000 anni, il complesso si troverà alle 18h di ascensione retta, raggiungerà il punto più meridionale e si troverà pertanto nell'emisfero australe, a una declinazione di circa 17°S; la brillante stella Capella si troverà in corrispondenza dell'equatore celeste, le costellazioni del Toro e dei Gemelli saranno comprese per intero nell'emisfero australe e Orione si troverà a declinazioni fortemente australi, restando in gran parte invisibile a nord delle latitudini subtropicali boreali.

Panoramica generale

Le regioni nebulose visibili nell'Auriga, se viste dalla prospettiva della Terra, si allineano attorno ai 167°-180° dell'equatore galattico, dove 0° corrisponde alla direzione del centro della Via Lattea; ciò comporta che esse si trovano in una regione galattica più esterna rispetto alla Terra e dunque più lontane dal centro galattico. Questa direzione viene chiamata spesso Anticentro galattico.

In questa direzione si allineano stelle e regioni nebulose appartenenti a tre diverse strutture a spirale della Via Lattea: le più vicine al Sistema Solare sono quelle appartenenti al Braccio di Orione; poiché il Sole si trova più in prossimità del bordo interno del braccio, gran parte di questo si estende verso l'esterno, così che anche i suoi oggetti esterni ricadono in questa direzione. Al di là dei confini del Braccio di Orione, a partire da una distanza di almeno 1500 parsec, si estende il Braccio di Perseo, una delle due strutture a spirale principali della Via Lattea; in questo punto ricade la gran parte degli oggetti osservabili in direzione dell'Auriga, comprese le maggiori aree di formazione stellare. Oltre i 4000 parsec si estende infine il Braccio del Cigno, un braccio secondario che in questa direzione tende a dissolversi, avendo raggiunto quasi il termine della sua lunghezza.

Interessante notare che mentre attorno ai 170°-180° dell'equatore galattico sono osservabili numerosi complessi nebulosi e addensamenti stellari allineati a diverse distanze, alla longitudine galattica di 150°-170°, compresa nella parte settentrionale dell'Auriga, non si osservano né complessi nebulosi di rilievo né tantomeno giovani stelle massicce in grado di ionizzare i gas contenuti in questa direzione; sembra in effetti che in questa direzione il Braccio di Perseo e il retrostante Braccio del Cigno non presentino una struttura continua e regolare come invece accade in direzione di Cassiopea e Perseo; anche nel più interno Braccio di Orione sono presenti poche strutture di rilievo, aprendo una sorta di finestra verso l'esterno della Via Lattea.

Nella parte meridionale dell'Auriga, dove sono presenti gli addensamenti nebulosi, sono state tradizionalmente individuate due estese associazioni OB, situate anch'esse allineate una dietro l'altra, cui sono state assegnate le sigle Auriga OB1 e Auriga OB2; le stime della loro distanza, nonché delle nebulose ad esse associate, sono sempre state affette da incentezze e i valori indicati sono spesso risultati contrastanti fra loro nelle diverse pubblicazioni, fino a quando ci si è resi conto che le due associazioni individuate sono in realtà formate entrambe dalla somma di due gruppi fisicamente ben distinti, situati a diverse distanze. Ciò è di fondamentale importanza per la comprensione di questo settore della Via Lattea.

Auriga OB1

L'associazione Auriga OB1 è stata indicata fin dall'inizio come la più vicina delle due; essa è stata definita inizialmente da dodici stelle di classe spettrale O e B, suddivise in quattro stelle di classe O, fra le quali una stella di sequenza principale di classe O9V, una stella subgigante e due giganti blu, sette stelle di classe B fra le quali due di sequenza principale, una subgigante, una gigante e tre supergiganti, più tre supergiganti rosse al termine del loro ciclo vitale. La stella più luminosa di quest'associazione è la supergigante blu , con una magnitudine apparente pari a 4,76 e una magnitudine assoluta di -7,1. La distanza suggerita per Auriga OB1 era di circa 1750 parsec e veniva quindi collocata sul Braccio di Perseo.

Studi più recenti servitisi di strumenti più precisi hanno permesso di risolvere le stelle di Auriga OB1 in due associazioni OB distinte; l'associazione più vicina comprende alcune stelle situate alla distanza di circa 1100 parsec, mentre la più lontana si trova a circa 2000 parsec. Entrambe si trovano comunque sul Braccio di Perseo, anche se le nebulose a cui sono legate sono differenti. Il gruppo più vicino comprenderebbe anche l'ammasso aperto M36, situato alla distanza di circa 1300 parsec; e formato da quasi 200 giovani stelle massicce con un'età di circa 20 milioni di anni. Si è ipotizzato che una delle stelle OB più massicce di M36 sia esplosa come supernova circa 40.000 anni fa, dopo essere stata espulsa dall'ammasso, generando l'esteso resto di supernova noto come Simeis 147, visibile fra Toro e Auriga; sebbene la distanza di quest'oggetto sia stata tradizionalmente indicata come pari a 800 parsec, gli studi più recenti tendono a riportare una distanza di 1470 parsec, compatibile con M36, suggerendo quindi una certa affinità.

Un piccolo gruppo di stelle di classe B visibile in questa direzione non sarebbe invece legato a questi sottogruppi, ma costituisce una piccola associazione stellare situata in primo piano, alla distanza di 600 parsec.

Auriga OB2

Auriga OB2 è la seconda delle associazioni OB individuate nei primi studi della regione, nonché la più lontana; inizialmente erano state indicate otto stelle, cinque delle quali di classe O; fra queste tre sono di classe O7V e quindi sulla sequenza principale, una di classe O4V e una di classe O8 senza definizione della fase vitale. A queste si aggiungono tre stelle di classe B, di cui una di sequenza principale, una subgigante e una non determinata. La più luminosa di queste è HD 35619, di magnitudine apparente 8,55 e magnitudine assoluta -5,6; tre delle stelle di classe O sono indicate come membri dell'ammasso NGC 1893, connesso alla grande nebulosa IC 410. La distanza inizialmente indicata per Auriga OB2 è pari a 6300 parsec, ricadente quindi sul Braccio del Cigno.

Anche in questo caso si è poi scoperto che la definizione Auriga OB2 raggruppa stelle appartenenti in realtà a due associazioni distinte. La più vicina è formata da alcune stelle situate a circa 3000 parsec, mentre il gruppo più cospicuo si trova molto più lontano, alla distanza di 6000 parsec, dunque molto simile a quanto inizialmente stimato. Le stelle di questo gruppo permettono di delineare alcune strutture isolate del Braccio del Cigno, che in questo tratto appare di aspetto piuttosto indefinito; infatti, dopo la continuità strutturale osservabile in direzione di Cassiopea e della Giraffa, in particolare con l'associazione Camelopardalis OB3, vi è una vasta regione pressoché vuota, che separa l'addensamento osservabile in Auriga alla distanza di circa 5000-6000 parsec. Questa avanguardia del Braccio del Cigno è dominata in senso assoluto dalla grande nebulosa IC 410, che trovandosi alla distanza di ben 6000 parsec costituisce un notevole esempio di regione di formazione stellare situato alla periferia della Via Lattea.

Strutture sul Braccio di Orione

Le strutture appartenenti al Braccio di Orione visibili in questa direzione sono poche e relativamente poco significative; le alte latitudini galattiche sono comunque popolate da un gran numero di stelle giovani, in gran parte associate alle regioni periferiche della grande Nube di Perseo e all'associazione Perseus OB2. Questo sistema nebuloso giace alla distanza di circa 200-400 parsec ed è sede di importanti processi di formazione stellare. Più ad est, in direzione della parte settentrionale del Toro, si estende la Nube del Toro, situata ad appena 140 parsec e costituente una delle regioni di formazione stellare di stelle di piccola massa in assoluto più vicine al Sole.

IC 405