Il massacro dell'Università Thammasat, detto anche massacro del 6 ottobre 1976, fu il risultato della dura repressione da parte della polizia e di gruppi paramilitari dell'estrema destra contro la protesta studentesca che si svolse all'Università Thammasat e nella vicina piazza Sanam Luang di Bangkok, in Thailandia. Gli studenti di vari istituti universitari si erano radunati per protestare contro il ritorno nel Paese del chòm phón (in lingua thai: จอมพล; alto grado dell'esercito simile a feldmaresciallo) Thanom Kittikachorn, ex dittatore e primo ministro in esilio dal 1973.
Secondo fonti di Stato furono quarantasei le vittime del massacro, durante il quale gli aggressori spararono, percossero e mutilarono molti manifestanti.. L'allora rettore dell'università, l'economista Puey Ungpakorn, dichiarò che membri della Fondazione Cinese di Benevolenza rivelarono di aver trasportato e cremato più di cento cadaveri.
Il giorno stesso del massacro vi fu un colpo di Stato: una giunta controllata dai militari e capeggiata dal ministro della Difesa, l'ammiraglio Sangad Chaloryu, si impadronì del potere e due giorni dopo pose a capo del governo il presidente della corte suprema Thanin Kraivichien, un convinto anticomunista che non era mai entrato in politica. Nell'anno in cui fu primo ministro, la repressione contro il movimento studentesco e le opposizioni di sinistra fu particolarmente dura.
Antefatti La Thammasat fu fondata il 27 giugno 1934 da Pridi Banomyong, che fu anche il primo rettore, conosciuto come il padre della democrazia in Thailandia. Le assegnò il nome 'Università di Scienze Morali e Politiche' in conformità con il fervore che animava il Paese in quegli anni. La linea guida era quella di formare studenti che avessero a cuore la democrazia ed il primo dei principi su cui è stata fondata è quello di garantire al popolo educazione integrale, fino ad allora riservata alla stretta cerchia aristocratica legata alla casa reale. Un movimento per la pace e i diritti civili ostile alla dittatura si era già sviluppato nell'ateneo nei primi anni cinquanta. Da allora gli studenti della Thammasat si erano posti all'avanguardia delle lotte civili nel Paese.
Nell'ottobre 1973, tre giorni di imponenti manifestazioni studentesche avevano costretto il dittatore Thanom Kittikachorn a rassegnare le dimissioni da primo ministro e a rifugiarsi in esilio a Singapore. Il suo posto era stato preso dal giurista e rettore della Facoltà di Legge della Thammasat Sanya Dharmasakti, posto a capo di un governo civile da re Rama IX, che aveva appoggiato la sollevazione. Per la prima volta dal colpo di Stato del 1947, gli alti gradi dell'esercito rimasero ai margini della formazione governativa del Paese. La fazione dell'esercito guidata dal maggior generale Pramarn Adireksarn iniziò a tramare per il ritorno dei militari al potere e vennero formati gruppi paramilitari di estrema destra, che si esercitarono per combattere gli attivisti delle sinistre.
Le nuove elezioni videro il risicato successo del centro-destra e nel febbraio del 1975 il parlamento nominò primo ministro il leader del Partito Democratico Seni Pramoj, ma l'instabilità dovuta all'esiguo margine di seggi portò alle dimissioni di Seni. Fu sostituito dal fratello Kukrit Pramoj del Partito di Azione Sociale, che si pose a capo di una coalizione governativa delle destre. La crisi economica internazionale e l'aumento delle proteste studentesche innescarono un'ondata di scioperi e il malumore degli abitanti delle zone rurali.
Negli anni precedenti, il sud-est asiatico era stato devastato dalla guerra del Vietnam; il ritiro delle forze armate statunitensi e la conseguente caduta di Saigon dell'aprile del 1975 avevano decretato il trionfo dei comunisti in Vietnam, Laos e Cambogia. Le forze armate thailandesi, che per lungo tempo avevano appoggiato gli Stati Uniti nel conflitto, seguivano con preoccupazione l'evoluzione politica nella regione ed i risvolti che aveva nel Paese.. La caduta dei regimi conservatori dei tre Stati vicini, in particolare in Laos dove il potere era stato preso nel dicembre del 1975 dai comunisti del Pathēt Lao, avevano avuto un grande effetto sull'opinione pubblica thailandese. Molti temettero che il prossimo obiettivo dei comunisti fosse quello di conquistare il potere in Thailandia e che gli attivisti di sinistra si stessero preparando a tale scopo.
Nell'agosto del 1975, la polizia di Bangkok compì una violenta incursione all'Università Thammasat per protestare contro la debolezza del governo nella lotta contro gli studenti di sinistra. Fu in quegli anni che si svilupparono in Thailandia gruppi armati anticomunisti: oltre tra alti ufficiali dell'esercito e conservatori civili si unirono nel movimento ultranazionalista Nawaphon (Forza Nuova), con l'obiettivo di difendere dai rivoluzionari la nazione, la religione ed il re. Il gruppo paramilitare Krating Daeng (Gaur Rossi), la sezione giovanile di Nawaphon, arrivò ad avere effettivi, incaricati di sedare i disordini e interrompere gli scioperi. Un altro gruppo con compiti analoghi fu quello dei Luk Sua Chaoban (Scout del Villaggio). Si pensava comunque che un colpo di Stato fosse impossibile, in quanto il primo ministro Kukrit era sostenuto dal generale Boonchai Bamroongpong, un protetto del generale Krit Srivara, che era stato uno degli eroi popolari negli eventi dell'ottobre 1973.
Gli scioperi e le grandi dimostrazioni del gennaio del 1976 sgretolarono la maggioranza parlamentare, e ai vertici delle forze armate molti cominciarono a pensare che fosse necessario un nuovo colpo di Stato. Lo sciopero generale indetto contro l'aumento del prezzo del riso costrinse Kukrit ad accettare le richieste dei sindacati, tra le veementi proteste dei gruppi più radicali delle destre. Una dimostrazione con membri nazionalisti del movimento Nawaphon ed il ministro della Difesa Pramarn chiesero al governo di dare le dimissioni in favore dei militari. Alla manifestazione era presente il monaco buddhista Kittivudho, il quale sosteneva che uccidere un comunista non era peccato.
Lo scontro si acuì quando un gruppo di dissidenti del Partito Democratico si ritirò dalla coalizione governativa per schierarsi con le opposizioni di sinistra. Il generale Boonchai pose il veto alla formazione di una coalizione governativa di sinistra, obbligando Kukrit a dissolvere il parlamento e ad indire nuove elezioni fissate per il 4 aprile.. La grave instabilità della situazione politica indusse la fazione dell'esercito legata all'ammiraglio Sangad Chaloryu, comandante in capo delle forze armate, a pianificare un colpo di Stato. L'altro progetto di colpo di Stato faceva capo al gruppo guidato da Pramarn, che a sua volta intendeva restaurare il potere militare e che era composto da membri della destra del Partito Democratico, conservatori del partito Nazione Thai ed ufficiali del Comando Operazioni per la Sicurezza Interna, un'unità del Reale Esercito Thailandese impiegata a quel tempo in operazioni di antiguerriglia. Nei mesi che seguirono, le due cospirazioni si svilupparono senza venire a contatto tra loro.
Il Partito Democratico, spalleggiato dagli USA e dal generale Krit Srivara, vinse le elezioni del 1976 ottenendo il 40% dei voti ed il governo fu nuovamente affidato a Seni Pramoj.. La campagna elettorale era stata particolarmente violenta, venne funestata da 30 omicidi politici ed il Partito di Pramarn Nazione Thai lanciò lo slogan "la destra uccide la sinistra".. Il Partito di Azione Sociale di Kukrit tornò all'opposizione, mentre le sinistre subirono una grande sconfitta.. Il generale Krit morì il 28 aprile 1976, una settimana dopo essere stato nominato ministro della Difesa, ed il suo posto fu preso dal generale Tawich Senivansa, alleato di Pramarn.
Fu in questo periodo che Pramarn progettò il rientro dall'esilio del dittatore Thanom, sperando di provocare sommosse popolari che gli sarebbero servite da pretesto per realizzare il colpo di Stato. Seni cercò di scongiurare tale eventualità togliendo l'incarico di ministro della Difesa a Tawich, una mossa ampiamente criticata dal ministro dell'Interno Samak Sundaravej, coinvolto nel complotto di Pramarn, che si dimise il seguente 23 settembre.
I gruppi paramilitari delle destre
Le milizie delle destre ebbero un ruolo fondamentale nel massacro degli studenti. Furono armate e addestrate in funzione anti-comunista a partire dal 1974 dalla Polizia di Pattugliamento di Frontiera, un'organizzazione paramilitare antiguerriglia affiliata alla Reale Polizia Thailandese e creata negli anni cinquanta con l'assistenza della CIA statunitense. Lo scrittore marxista anglo-thailandese Giles Ji Ungpakorn ha paragonato queste milizie allo squadrismo attivo in Europa negli anni trenta.
Il gruppo Nawaphon (in lingua thai: นวพล, letteralmente: Forza Nuova o Forza Nove) fu fondato nel 1974 da Wattana Kiewvimol, contava su circa effettivi e godeva della copertura militare del Comando Operazioni per la Sicurezza Interna. Ebbe il compito di sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli del movimento studentesco e del comunismo in genere, mediante campagne di stampa, dimostrazioni popolari ecc. Le truppe furono addestrate al College Jittiphawan, un seminario buddhista fondato dal monaco di destra Kittivudho. A Nawaphon furono attribuiti gli omicidi di diversi attivisti di sinistra; il presidente della corte suprema Thanin Kravichien, che sarebbe stato nominato primo ministro dopo il massacro, era uno dei maggiori esponenti di questo movimento.
I Gaur Rossi (in thai: กระทิงแดง, trascritto Krating Daeng) furono fondati nel 1974 dal colonnello del Comando Operazioni per la Sicurezza Interna Sudsai Hasadin, che nel 1981 sarebbe arrivato a ricoprire un'alta carica governativa. Il gruppo arrivò ad avere effettivi nel 1975; molti erano studenti in formazione professionale che erano stati protagonisti degli eventi del 1973 al fianco degli studenti di sinistra, dai quali si erano staccati in contrasto con le posizioni comuniste di questi ultimi. I Gaur Rossi, che si autodefinivano Fronte Unito anti Imperialismo Comunista, rappresentavano la divisione giovanile del movimento Nawaphon. Al pari dei Sturmabteilung della Germania nazista, provocarono scontri con gli studenti di sinistra e con i sindacalisti per disturbarne l'attività e disperdere le manifestazioni; nel 1976 avrebbero ucciso 4 studenti lanciando bombe.
Gli Scout del Villaggio (in lingua thai: ลูกเสือชาวบ้าน, trascritto Luk Suea Chaoban) si erano formati nelle zone rurali nel 1954 per contribuire a far rispettare la legge, in particolare segnalando alle autorità l'arrivo nei villaggi di estranei che avrebbero potuto essere guerriglieri comunisti. Nel 1974 furono riformati passando sotto il controllo del Comando Operazioni per la Sicurezza Interna e iniziarono ad operare anche nelle aree urbane, dove furono impiegati per fronteggiare gli attivisti di sinistra. Si diffusero a tal punto da arrivare a contare un membro dell'organizzazione ogni cinque adulti nell'intera Thailandia.
Il massacro Il ritorno di Thanom L'ex dittatore Thanom Kittikachorn fu richiamato in patria da Samak Sundaravej, membro della destra del Partito Democratico e molto vicino ai vertici dell'esercito e alla casa reale. Al suo arrivo in Thailandia, il 19 settembre, Thanom dichiarò di essere tornato solo per essere vicino al padre che stava morendo. Fu subito ordinato monaco al Wat Bowonniwet, un complesso templare particolarmente vicino alla famiglia reale. La cerimonia fu chiusa al pubblico per evitare disordini e i Gaur Rossi circondarono la struttura per proteggere l'ex primo ministro. Quando il re si recò a visitare Thanom, Seni Pramoj presentò le dimissioni da capo del governo, che furono respinte dal parlamento.
La protesta studentesca