TraùCfr. "Traù" nell'enciclopedia Treccani.Cfr. "Traù" nell'enciclopedia Sapere.Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 856-892.Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000.Touring Club Italiano, Croazia. Zagabria e le città d'arte. Istria, Dalmazia e le isole. I grandi parchi nazionali, Touring Editore, Borgaro Torinese (TO) 2004, pp. 95-98. (; in dalmatico Tragur; ; ) è una città della Croazia di abitanti (2021) posta sulla costa adriatica della Dalmazia centrale, in parte sulla terraferma ed in parte su due isole, a circa a ovest da Spalato, nella parte nord-occidentale della baia dei Castelli. Considerata una delle città più belle e meglio conservate dell'intera Dalmazia, è particolarmente ricca di opere architettoniche e artistiche e dal 1997 è Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

Traù è stata fondata con il nome di Tragurion nel III secolo a.C. dagli antichi Greci della stirpe ellenica dei Dori, provenienti dall'isola Lissa, a sua volta originari di Syrakousai (la moderna Siracusa). Durante l'epoca romana Tragurium (nome latino di Traù) si trasformò in un importante porto anche grazie alla presenza di cave di marmo di qualità, che si trovavano nelle vicinanze del città. A partire dal IX secolo Traù iniziò a pagare un tributo al Regno di Croazia e all'Impero bizantino. Nel 1420 Traù fu annessa alla Repubblica di Venezia, rimanendo nei suoi domini marittimi, chiamati Stato da Mar, per quattro secoli, durante i quali il nome più diffuso con cui fu poi conosciuta la città diventò l'italiano Traù. Traù, durante il dominio veneziano, diventò poi una delle più importanti città dei Balcani veneziani. Nel 1797, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, il trattato di Campoformio, firmato il 17 ottobre dello stesso anno da Napoleone Bonaparte e dall'Arciducato d'Austria, decretò l'annessione dei territori dell'ex repubblica veneta, e con essi Traù, all'Arciducato asburgico per poi entrare a far parte dei domini napoleonici.

Dopo la caduta di Napoleone, con il congresso di Vienna, durato dal 18 settembre 1814 al 9 giugno 1815, la Dalmazia venne annessa all'Impero austriaco come parte del Regno di Dalmazia, territorio sotto il diretto dominio della corona austriaca, rimanendoci fino al termine della prima guerra mondiale (1918). A partire da quest'ultimo evento iniziò l'esodo di una parte consistente degli italiani e degli italofoni della Dalmazia, tra cui i traurini italiani, verso Zara, Lagosta, che vennero invece annesse al Regno d'Italia, e verso l'Italia stessa.

Il trattato di Rapallo del 1920 assegnò Traù al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi diventato Regno di Jugoslavia, con il nome ufficiale di Trogir. Il 15 aprile 1941, dopo l'invasione della Jugoslavia, Traù fu occupata dal Regio Esercito italiano, venendo annessa un mese dopo al nuovo Governatorato della Dalmazia - divisione amministrativa del Regno d'Italia - come parte della provincia di Spalato. Dopo la seconda guerra mondiale Traù entrò a far parte della Repubblica Socialista di Croazia, repubblica costitutiva della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Dalla dissoluzione della Jugoslavia (giugno 1991), Traù fa parte della Croazia indipendente. Tra le conseguenze, nei censimenti successivi si registrò un limitato aumento del numero dei dalmati italiani presenti a Traù e nel resto della Dalmazia.

Geografia fisica Territorio

Traù è situata in Dalmazia centrale lungo la costa adriatica, a circa a ovest da Spalato, nella parte nord-occidentale della baia dei Castelli, e a est da Sebenico e da Rogosnizza. A ovest la regione di Traù, che occupa un'area complessiva di 250 km², arriva fino a Castelli, di fronte al quale è presente l'isola di Solta. Traù è unita alla vicina isola di Bua per mezzo di un ponte girevole.

La linea di costa di Traù, che si estende per 25 km e che è caratterizzata dalla presenza di baie e calette, comprende anche i comuni di Seghetto, Bossoglina, e Cerchio. Traù è attraversata dal fiume Jadro, corso d'acqua che fornisce d'acqua anche l'acquedotto di Diocleziano, antico acquedotto romano che si trova vicino alla città di Spalato.

Clima Traù gode di un clima di tipo mediterraneo (Classificazione dei climi di Köppen) particolarmente mite, con una bassa escursione tra le temperature massime e quelle minime. Le precipitazioni sono medie e sono equamente distribuite durante tutto l'anno.

Le estati sono secche e calde, mentre gli inverni sono miti e raramente freddi. Le precipitazioni nevose sono molto rare. Febbraio e novembre sono i mesi più umidi, con le precipitazioni annuali che si attestano mediamente a circa mm. Agosto è il mese più secco, con precipitazioni medie che si attestano a 34 mm. I mesi più freddi sono gennaio e febbraio, con una temperatura media che si attesta a circa 9 °C. Agosto è il mese più caldo, con una temperatura media che si aggira intorno ai 28 °C.

Le temperature invernali scendono quando soffia la bora, vento catabatico di provenienza est/nord-est che soffia con particolare intensità specialmente verso l'Alto e Medio Adriatico. I dati climatologici salienti di Traù sono:

Origine del nome I nomi di "Trogir" e "Traù" derivano entrambi dall'antico greco Tragurion (Τραγούριον), la cui etimologia deriva a sua volta da tragos, che significa "caprone". Similmente il nome della vicina isola di Bua deriva dall'antico greco voua, che significa "mandria di bovini".

Storia

Età antica

La colonia greca: Tragyrion Traù fu fondata sull'isola di Bua, dove si estende ancora parte del suo territorio comunale, nel III secolo a.C. da antichi Greci di origine dorica che provenivano dall'isola di Lissa e che a loro volta erano originari di Syrakousai (la moderna Siracusa).

La rilevanza economica della vicina Salona, importante emporio greco, di cui Tragyrion rappresentava un potenziamento, non fece mai decollare Traù da un punto da vista economico.

Epoca romana Durante l'epoca romana Tragurium (nome latino di Traù) si trasformò in un importante porto anche grazie alla presenza di cave di marmo di qualità nelle vicinanze del città. Loppidum di Tragurium iniziò quindi a diventare un centro residenziale benestante, ricco di ville rustiche. L'imperatore Claudio vi installò i suoi veterani benestanti, fermo restando che il centro abitato più importante della zona rimase Salona. Tragurium entrò poi a far parte della provincia romana della Dalmatia.

Medioevo Durante l'invasione della Dalmazia ad opera degli Slavi meridionali una parte degli abitanti di Salona, che fu duramente colpita, fuggì stabilendosi a Tragurium. A partire dal IX secolo Traù iniziò a pagare un tributo al Regno di Croazia e all'Impero bizantino.

La diocesi di Traù fu fondata nell'XI secolo, per poi venire abolita nel 1828, quando fu annessa all'arcidiocesi di Spalato-Macarsca. Nel 1107 la città fu conquistata da re Colomanno d'Ungheria, che la ampliò e ne fece un centro importante. Nel 1123 Traù fu conquistata dai saraceni, che la distrussero quasi completamente. Dal XII al XIII secolo Traù conobbe però una cospicua ricrescita economica, che fu facilitata grazie dai suoi commerci con la Repubblica di Venezia.

Nel 1242 re Béla IV d'Ungheria trovò rifugio a Traù con la sua flotta, che fu attacca dai Mongoli. Tra il XIII e il XIV secolo molti duchi di Traù, la cui carica era elettiva, appartennero alla famiglia Šubić. Nel 1348 Mladen III Šubić, come comprovato anche dalla sua lapide sepolcrale situata all'interno della cattedrale di San Lorenzo di Traù, dove è chiamato scudo dei croati, fu uno dei membri più importanti della famiglia Šubić.

In lingua dalmatica, idioma romanzo (o, secondo alcuni studiosi, un gruppo di lingue romanzeSi vedano ad esempio i lavori di Muljačić (1997) e Chambon (2014) citati in bibliografia.) derivato direttamente dal latino, Traù iniziò a essere chiamata Tragur. La lingua dalmatica, oggi estinta, era un tempo parlata lungo le coste della Dalmazia, dal golfo del Quarnaro ad Antivari. La lingua dalmatica è stata suddivisa tradizionalmente in due varianti principali, determinate in base soprattutto alla documentazione storica disponibile: il dalmatico settentrionale o veglioto, così chiamato perché proprio dell'isola di Veglia, e il dalmatico meridionale o raguseo, per il quale esistono attestazioni antiche relative a documenti e memorie della Repubblica di Ragusa, che era parlato anche a Traù. Il dalmatico settentrionale si è estinto il 10 giugno 1898, con la morte del suo ultimo locutore, Tuone Udaina, mentre il dialetto meridionale si è estinto tra il XIV e il XV secolo.

Dopo la guerra di Chioggia tra la Repubblica di Genova e la Repubblica di Venezia (1378 - 1381), Traù strinse un'alleanza con la città dalmata di Zara contro Venezia. Il casus belli fu il fatto che Venezia decise proteggere meglio militarmente Chioggia, a partire dal 1412, con l'obiettivo di fare di Sebenico un importante punto di snodo del monopolio del sale, il cui traffico partiva proprio da Chioggia dirigendosi in tutto il Mare Adriatico.

Epoca veneziana

Nel 1420 Traù fu annessa ufficialmente dalla Repubblica di Venezia, rimanendo nei suoi domini marittimi, chiamati Stato da Mar, per oltre tre secoli e mezzo, durante i quali il nome più diffuso con cui era conosciuta la città diventò l'italiano Traù, diventando una delle più importanti città della regione.

Gradualmente l'economia di Traù diventò sempre di più florida, e la presenza architettonica a artistica di stile veneziano divenne sempre più diffusa. Dopo la conquista di Traù, la Repubblica di Venezia incaricò Pietro Loredan, capitano generale in Golfo, di munire la città di nuove e più potenti fortificazioni.

Nel 1437 fu costruito su progetto dall'ingegnere della Repubblica di Venezia Lorenzo Pincino il castello principale di Traù, chiamato poi Castello del Camerlengo, che sostituì la Torre della Catena (così detta perché chiudeva l'accesso alle navi con una catena tirata sul mare) nel ruolo di avamposto militare principale della città.

Età moderna Sul torrione principale venne collocato un pregevole bassorilievo in marmo con scolpito un Leone di San Marco, tuttora in loco, benché danneggiato. Intorno al 1650 venne ritrovata nella biblioteca del palazzo Cippico di Traù una trascrizione del XV secolo del Satyricon di Petronio, contenente l'intero libro XV che comprendeva la celeberrima Cena Trimalchionis ("La cena di Trimalcione")Texts and Transmission "Petronius". La dominazione veneziana terminò nel 1797, con la caduta della Repubblica di Venezia.

Età contemporanea Epoca napoleonica Nel 1797, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, il trattato di Campoformio, firmato il 17 ottobre dello stesso anno da Napoleone Bonaparte e dall'Arciducato d'Austria, decretò l'annessione degli ex territori dell'ex repubblica veneta, e con essi Traù, all'Arciducato asburgico.

Traù entrò poi a far parte nel 1806, rimanendoci fino al 1809, del Regno d'Italia napoleonico, per poi passare sotto diretto controllo della Francia metropolitana inquadrata nelle Province illiriche, governatorato francese costituente un'exclave della Madre Patria, rimanendoci dal 1809 al 1813.

Epoca austriaca Dopo la caduta di Napoleone, a seguito del congresso di Vienna (1814-1815) la Dalmazia venne annessa all'Impero austriaco, Stato nato dall'evoluzione dell'Arciducato d'Austria, rimanendoci fino al termine della prima guerra mondiale (1918). L'intera regione divenne quindi un territorio della Corona, col nome di Regno di Dalmazia.