Orte è un comune italiano di abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio. È un nodo stradale e ferroviario situato sul crocevia nord-sud ed est-ovest del centro Italia.

Geografia fisica Territorio Geograficamente nella Valle del Tevere, il territorio del comune di Orte è interessato da fenomeni di vulcanismo secondario. Le acque termali solfuree delle Capannelle (così chiamate dai capanni costruiti sopra le pozze, presenti fino alla costruzione della Piscina, oggi Terme di Orte) e le solfatare intorno al Fosso della Penna ne sono le principali manifestazioni.

La città è ricca di sorgenti naturali, che hanno costituito in passato un'importante risorsa pubblica. Ne riportiamo un parziale elenco: Fontana Antica: sita sull'altipiano di Castel Bagnolo, è la principale fonte di approvvigionamento del pubblico acquedotto Acqua del Galletto Fonte Zelli: sorgente naturale in località Zelli, sulla strada Vasanellese. Sgorga da un filone permeabile che attraversa i banchi di travertino. Dichiarata non potabile già negli anni ottanta. Acqua della Breccia: sorgente di notevole portata, sita in località La Breccia (così detta per la presenza della cava di brecciolino, tuttora attiva). Dichiarata non potabile negli anni 2000. Fonte di Buci: quasi a ridosso del Tevere, nei pressi del Mattatoio Comunale. Fonte dell'Acqua Acetosa: presso l'antica chiesa di San Lorenzo. Consta di due sorgenti principali: la prima, a due canne, leggermente frizzante; la seconda, a minore portata, ferrosa e frizzante. Sono state potabili fino agli anni ottanta. L'antropizzazione del territorio circostante ne ha compromesso seriamente la potabilità.

Clima

Classificazione climatica: zona D, 1935 GR/G

Origini del nome Molti autori antichi (Plinio il Giovane, NH, III, 52; Virgilio, Aen. VII, 716), medievali e rinascimentali (Carrasino, Città e terre d’Italia) hanno scritto sul nome di Orte. L'ipotesi settecentesca, oramai non credibile per le osservazioni fatte dal Momigliano (La formazione della moderna storiografia sull'Impero romano, in Rivista stor. ital., 5a, I, 1936), sulle origini del toponimo Orte fatta da Giusto Fontanini nel celebre De Antiquitatibus Hortae Coloniae Etruscorum (edizione 1723), è che Orte, come altre città dell'Etruria, derivi la sua origine dalla migrazione dei Pelasgi, (?) popolo errante che, lasciato il Peloponneso in seguito alla discesa degli Elleni, si insediò prima in Tessaglia, poi in Italia. La leggendaria migrazione sarebbe databile all'anno 1528 a.C. ("anno DCCLII ante", ovvero 752 anni prima della prima Olimpiade). Il nome sarebbe ripreso dall'antica Orthe o Orthi, città della Tessaglia da cui i Pelasgi provenivano.

La presa di Troia per mano degli achei sarebbe dunque avvenuta 344 anni dopo la fondazione di Orte, che, già fiorente, poté mandare in aiuto a Turno, re dei Rutuli, le "Hortinae classes" di virgiliana memoria (Eneide, Lib. 7 vers. 716): una vera flotta, e non eserciti, essendo Orte porto fluviale.

Storia Di antiche origini, Orte (Horta, Hortae, Hurta) è stata probabilmente colonia di Veio o di Tarquinia, città della federazione Etrusca.

Orte, situata appena a monte della confluenza del Nera nel Tevere, già importante porto fluviale (Ex Tuscis frumentum Tiberi venit: eo sustentata est plebs, Livio, Lib. II), divenne centro vitale della rete di comunicazione stradale romana con la costruzione della Via Amerina, nel 241-240 a.C., a seguito della presa di Falerii e la stabilizzazione del dominio romano a nord di Veio.

Orte costituisce, da allora e fino al XVI secolo, quando per volere di Papa Sisto V Peretti si procedette alla ricostruzione del ponte sulla Via Flaminia (Ponte Felice), il punto di attraversamento del Tevere a nord di Roma. Il ponte, prima ligneo, fu sostituito da ponte in muratura in età imperiale (cosiddetto "Ponte di Augusto", del quale ancora si possono ammirare le sostruzioni lungo il corso del fiume a nord-ovest della rupe).

Il tratto della Via Amerina che interessa il territorio ortano scende dal Castello di Bassano (oggi Bassano in Teverina) mediante un ripido tratto di strada, del quale è ancora oggi possibile scorgere, in una piacevole passeggiata, l'antico basolato. Giunti ai piedi dell'altipiano di Bassano, l'Amerina proseguiva, affiancata da un canale molto probabilmente navigabile (anche di esso, oggi fosso rurale, è possibile vedere i resti dellopus quadratum che ne costituiva l'argine), fino a toccare il corso del Tevere, in prossimità dell'antico Porto fluviale di Seripola. Di qui procedeva parallela al fiume, fino al Ponte, dove avveniva l'attraversamento verso la cosiddetta Campagna Trasteverina (territorio ortano) e poi al territorio di Amelia. L'antico corso della Via Amerina è tuttora costellato di torri, risalenti al periodo bizantino (Corridoio Bizantino). Il ponte rimase funzionante per tutto il Medioevo, e acquistò ancor più interesse in seguito al crollo del Ponte di Narni, nel 1054.

Sin dall'VIII secolo con la donazione di Liutprando Orte è stata uno dei più antichi centri che fecero parte del primo nucleo dello Stato Pontificio.

Il periodo di maggior ricchezza per la città fu il tardo Medioevo, nel quale essa seppe conquistare notevole autonomia e indipendenza. Conservando la sede episcopale (dal 453), con privilegio dell'elezione del proprio vescovo da parte del locale Capitolo, Orte assunse lo status di "libero comune" (di cui ancora oggi conserva testimonianza nei colori bianco e rosso del gonfalone) e si dotò di propri statuti, a disciplinare un complesso sistema di governo.

Il ponte andò ripetutamente distrutto, in seguito alle piene del fiume; Mons. Lando Leoncini ci narra di una prima parziale distruzione nella notte del 14 novembre 1514, il cui danno fu riparato con struttura lignea; una seconda il 2 dicembre 1524; una terza il 6 ottobre 1530, a seguito di piena assai violenta, che devastò le campagne circostanti. Il ponte non fu più ricostruito, stante il flagello della peste, che aveva già fiaccato la città nel 1486, e le continue alluvioni che segnarono il XVI secolo. Occorrerà anche considerare il periodo di profonda instabilità politica che si aprì in Italia dopo la morte di Lorenzo De Medici.

La comunità invocava san Cesareo diacono e martire contro le inondazioni del fiume e gli annegamenti (il santo, condannato ad essere annegato nel mare di Terracina, a Roma era invocato soprattutto contro le inondazioni del Tevere); infatti, ad Orte esisteva una chiesa dedicata al santo (scomparsa nel '500) e la Porta di San Cesareo – ancora esistente – che consentiva il collegamento tra il centro urbano ed il Tevere.

La scelta di Sisto V di privilegiare l'asse viario della Flaminia, con la costruzione di Ponte Felice sotto la rocca di Borghetto nel 1589 fu la più grave sconfitta politica della città, a scongiurare la quale non bastò l'influenza delle nobili famiglie ortane.

Da allora iniziò un periodo di lenta ma profonda decadenza, che culminò con la graduale perdita dello status di sede episcopale a favore di Civita Castellana (anche se, fino al riordino delle diocesi avvenuto nel XX secolo, che sancì il definitivo passaggio della sede a Civita Castellana, i vescovi alternarono i soggiorni nelle due sedi, continuando a firmarsi "Episcopus Hortanae et Castellanae Ecclesiae"). La Diocesi di Orte rimane oggi una sede vescovile titolare, mentre la Cattedrale di Santa Maria Assunta conserva lo status di concattedrale della Diocesi di Civita Castellana.

Solo con l'avvento della ferrovia e la costruzione della Ferrovia Roma-Ancona (Ferrovia Pio Centrale, inaugurata nel 1866, della quale Orte fu Stazione di Prima Classe), poi della Ferrovia Firenze-Roma, poi dell'Autostrada del Sole, infine della E45, di cui Orte rappresenta nodo strategico, la città torna ad avere il suo naturale protagonismo nella rete di trasporto italiana ed europea.

Il 17 agosto 1943 durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento allo scalo ferroviario causò la morte di 117 civili.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 3 giugno 1956: su sfondo d'argento è raffigurato un ponte di rosso, a cinque arcate, posto a cavallo di un corso d'acqua e sovrastato da tre torri, quelle laterali merlate alla ghibellina, quella centrale, più bassa, terminante con una cuspide.

Il gonfalone, concesso con DPR del 4 dicembre 1956, è un drappo partito di rosso e di bianco.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Concattedrale di Santa Maria Assunta La Concattedrale di Santa Maria Assunta affacciata sulla piazza principale (Piazza della Libertà, già Piazza Santa Maria) e affianca il palazzo vescovile. Dietro l'altare la tela dei santi protomartiri cristiani. Al terzo altare sulla destra, la statua lignea di Sant'Egidio - patrono di Orte - di Saturnino Gatti, abruzzese.

Chiesa di San Francesco Del 1695, a navata unica. Prezioso, in forme barocche evidenti, l'ampio sipario che si apre sull'altare maggiore. Pregevoli le tele conservate all'interno, e notevole la pala d'altare raffigurante la Madonna della Misericordia, Ottavio Pratelli. Annesso il chiostro. Chiesa di Sant'Agostino È il risultato di una fusione tra la chiesa di Sant'Agostino (Vecchia) e quella di Santa Croce, due navate, è completamente aperta con tre arcate, che consentono la comunicazione tra le due chiese. Internamente vi sono altari dedicati alla Madonna del Rosario (opera di Giorgio da Orte), al Crocifisso e a Sant'Egidio.

Chiesa di San Biagio Appartenente all'omonima confraternita. D'origine romanica (1253), modificata nel 1757. È appartenuta all'Ospedale romano di Santo Spirito in Saxia del quale si conserva il simbolo, la croce di Lorena, sopra il portale d'ingresso. Chiesa di Sant'Antonio (Orte Scalo) In stile neogotico. Ultimata nel 1954.

Ex chiesa di San Silvestro - Museo d'arte sacra

Il più antico edificio esistente (1141), ospita il Museo diocesano d’arte sacra. Chiusa al culto dai primi del novecento e restaurata nelle originarie forme romaniche negli anni sessanta. A navata unica, presenta nella parete sud due grandi archi murati che la univano ad una navata laterale su cui insisteva il pregevole campanile romanico, oggi isolato.

Architetture civili

Palazzo vescovile - Museo d'arte sacra Situato alla destra della concattedrale, ospita tra l'altro una sezione del Museo diocesano d’arte sacra che espone tele dal XVI al XX secolo. È presente anche l'archivio vescovile.

Palazzo Nuzzi Situato nel centro storico, fu fatto costruire dal cardinale Nuzzi su progetto dell'architetto Carlo Bizzaccheri. Contiene due stanze affrescate, purtroppo non visitabile.

Antico Palazzo comunale Attestato nel 1295, si affaccia sulla piazza principale della città. Sulla facciata sono posti tre stemmi: a destra quello di papa Clemente VII (1528), a sinistra quello di Paolo III (1535). Al centro, sul vecchio portale ingresso, l'antico stemma della città di Orte. Palazzo dell'Orologio Del XVII secolo, nasce come Palazzo del Podestà. Palazzo Roberteschi Da una torre originaria del XII secolo ampliata nel XV secolo. È sede dell'Ente Ottava Medievale, centro culturale e biblioteca. Palazzo Alberti alla Rocca Ultimato nel 1602 dal ramo ortano degli Alberti (Firenze). Al piano nobile un'elegante sala presenta cicli d'affreschi del XVII-XVIII secolo. È chiuso e non visitabile oramai da anni.

Casa di Giuda

Edificio medievale così chiamato secondo la tradizione che lo collega a messer Evangelista di Pietro Jaco Franceschini, accusato di tradimento nel XIV secolo. È presente un portico con arco a sesto ribassato con trabeazione rettilinea, elementi tipici dell’architettura civile del XII secolo.

Acquedotto rinascimentale