Il vino da messa viene usato per la Consacrazione.

Significato liturgico

Al momento della consacrazione, secondo il dogma cattolico della Presenza reale, il vino si trasforma realmente in sangue. Questo fenomeno è detto più precisamente transustanziazione, ovvero trasformazione in un'altra sostanza, pur nella permanenza delle caratteristiche sensibili del vino originario come colore, aroma, gusto, quantità.

Martin Lutero invece negò la transustanziazione, affermando che la natura originaria del vino coesiste con quella del sangue di Cristo.I sacramenti della Chiesa, pagina 214; Benedetto Testa, ed, Jaca Book, anno 2001, vedi Google Books

Caratteristiche

Al riguardo il diritto canonico afferma soltanto (Canone 924, paragrafo 3):

«Il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato».

L'Istruzione "Redemptionis Sacramentum" specifica (capitolo III, paragrafo 50):

Da qualche anno, in deroga a quanto stabilito dal Canone 924 del Diritto Canonico (vago in materia di disciplinare) anche il vino da messa può contenere solfiti, poiché considerati agenti conservanti e non meramente alteranti della sua composizione.

Note

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