Insegnò per dieci anni all'Università di Modena come semplice abate e chierico secolare e in seguito, migrato in Polonia, divenne uomo di fiducia del re Stanislao e un importante esponente dell'Illuminismo polacco, contribuendo alla stesura della cosiddetta Costituzione di maggio (1791).

Durante il periodo trascorso a Modena sostenne e promosse, con lo scritto Saggio intorno al luogo del seppellire (1774), le riforme in materia di sepoltura che prevedevano la costruzione dei primi cimiteri extraurbani e l'abolizione delle inumazioni nelle chiese. Dopo la terza spartizione della Polonia fu arrestato dagli austriaci nel 1794 e subì diversi anni di prigionia. Dopo essere stato liberato nel 1800, lavorò per alcuni anni con il principe Adam Jerzy Czartoryski, statista polacco e suo ex allievo, al servizio della Russia. Dalle sue conversazioni a Pietroburgo con Czartoryski nacque il trattato Sur le système politique que devrait suivre la Russie, in cui erano esposti i piani russi per il riassetto europeo, sospesi con la pace di Tilsit, che furono poi un modello di riferimento per il Congresso di Vienna.

Lev Tolstoj si ispirò a Scipione Piattoli nel creare il personaggio dell'abate Morio in Guerra e pace.

Biografia La gioventù Scipione Piattoli nacque a Firenze il 10 novembre 1749 da una famiglia di pittori (il padre, Gaetano Piattoli, la madre, Maria Anna Bacherini, il fratello, Giuseppe Piattoli e la sorella, Rosa Fortunata Piattoli). Nel 1763 si unì all'ordine degli Scolopi, assumendo il nome Urbano. Alcuni storici però hanno messo in discussione che egli abbia mai effettivamente preso i voti; in ogni caso era conosciuto per tenere una condotta piuttosto laica. Insegnò retorica in una scuola piarista a Correggio e conseguì il dottorato all'Università di Firenze. Dal 1772 al 1782 fu professore di storia della religione e lingua greca all'Università di Modena. Il suo inserimento nell'ambiente di Modena fu molto agevolato dalla sua appartenenza alla massoneria, e in particolare alla loggia modenese "Saecura Fides", che probabilmente gli permise di partecipare alla riforma dell'Università, la cui realizzazione gli valse la cattedra. Venne presto coinvolto nell'attività politica e nel 1774 pubblicò (anonimamente) un opuscolo intitolato Saggio intorno al luogo del seppellire, che trattava la questione dell'igiene e delle sepolture vicino alle chiese.

Scrisse anche alcuni libri di testo per l'istruzione elementare.Abecedario per l'infima classe ad uso delle scuole di Modena, Modena, presso la Società tipografica, con licenza de' Superiori e privativa. L'uso dell'Abecedario venne imposto nel Ducato a tutte le scuole e anche alle maestre di casa. Nel 1774 ricevette il permesso chiesto l'anno precedente di lasciare gli Scolopi e ricominciò a usare il nome Scipione. Fece uso dei titoli "professore" e "avvocato" e, finché rimase in Italia, eliminò quello di "abate" (l'abbé). Verso la fine del decennio Piattoli sì trovò in difficoltà per motivi politici mai chiariti e, con dispiacere del suo amico Lazzaro Spallanzani, decise di partire, abbandonando la sua professione di insegnante, nel 1782. Prima di giungere in Polonia aveva cercato senza successo di ottenere la cattedra di diritto ecclesiastico a Pavia, facendo richieste a personaggi del calibro di Kaunitz, Sperges, Pecci, Wilczeck e Giovanni Bovara; quest'ultimo aveva anche scritto per lui una lettera di presentazione da consegnare a Luigi Lambertenghi.

Piattoli arrivò quell'anno nella Confederazione polacco-lituana come tutore per i figli di Piotr Potocki, un membro della ricca famiglia Potocki. Secondo un resoconto dell'epoca, la sua intera ricchezza materiale in quel periodo consisteva in una biblioteca. Piattoli concluse il suo servizio per la famiglia Potocki verso il 1784 a causa di divergenze personali con Pelagia Potocka e Maria Radziwiłł. Nello stesso tempo venne assunto dalla famiglia Lubomirski – Izabela Lubomirska in particolare – da loro venne presentato a Stanisław Kostka Potocki e Grzegorz Piramowicz. Attraverso Potocki e Piramowicz divenne membro della "Società per i libri elementari" nel 1784. Nella Società fu incaricato di scrivere un libro di testo sulla storia della scienza. Circa nello stesso periodo fu anche attivo a Varsavia nella massoneria.

Piattoli viaggiò attraverso l'Europa al seguito della famiglia Lubomirski, inclusa Izabela, come tutore del giovane Henryk Lubomirski. Durante quel periodo sviluppò vasti rapporti con le varie corti europee in Curlandia, Austria (Vienna), Italia (Torino) e Francia (Parigi). Nella sua permanenza di tre anni alla residenza parigina della famiglia Lubomirski fu in contatto con molti importanti esponenti dell'Illuminismo. Incontrò – spesso attraverso altri fiorentini, come Filippo Mazzei – Johann Wolfgang von Goethe, Thomas Jefferson, il marchese de La Fayette, Luigi Landriani, Girolamo Lucchesini e il marchese de Condorcet. Ebbe anche rapporti epistolari con J. G. Herder. In Polonia intrecciò stretti rapporti con Ignacy Potocki e Julian Ursyn Niemcewicza. Dal 1787 fu anche tutore di Adam Jerzy Czartoryski, che in seguito divenne un importante uomo politico dell'Impero russo, sul quale Piattoli avrebbe esercitato una significativa influenza.

Riformatore e redattore della Costituzione

Piattoli tenne contatti con personaggi di spicco della scena politica polacca, inizialmente presso il gruppo di opposizione alla fazione reale. Verso la fine del suo soggiorno a Parigi, divenne un sostenitore delle riforme in Francia e Polonia, e iniziò a fare i suoi primi seri passi nell'attivismo politico, attraverso il coinvolgimento nel "Quadriumvirato", un gruppo di magnati che pianificavano (senza aver mai realizzato) una confederazione. Divenne anche un membro straniero della Société des amis des Noirs.

Grazie ai suoi contatti nella massoneria con lo svizzero Pierre-Maurice Glayre (dal 1764 segretario particolare del re di Polonia Stanisław August Poniatowski), Piattoli conquistò la confidenza del re di Polonia, diventando suo agente a Parigi e, dalla fine del 1789, suo segretario privato e bibliotecario, anche se privo di titolo ufficiale.Scipione Piattoli, Encyklopedia powszechna PWN (PWN Universal Encyclopedia), vol. 3, Warsaw, Państwowe Wydawnictwo Naukowe, 1975, p. 505. Agendo come una sorta di consigliere culturale, Piattoli, che aveva forti legami con l'opposizione riformista e spesso anti-realista, fu un importante collegamento tra i riformatori – in particolare Ignacy Potocki – e il re. Secondo le parole di un diplomatico svedese, L. Engstrom, era «come una molla infaticabile», costantemente teso a mediare tra le due fazioni. A causa della sua associazione con i riformatori, nell'ambiente conservatore di Roma divenne impopolare e fu considerato un fedele sostenitore degli ideali rivoluzionari e accusato di essere un democratico.

I diplomatici del Vaticano criticarono il re per avere assunto un tale "rivoluzionario", ma il re difese Piattoli piuttosto vivacemente. In ogni caso, molte di queste accuse erano esagerazioni o calunnie diffuse dai suoi nemici politici: secondo uno di questi pettegolezzi infatti, Piattoli sarebbe stato visto in Francia a incitare la folla a uccidere il re. In realtà, Piattoli appoggiava i Monarchiens nelle prime fasi della Rivoluzione francese, ma più in direzione di una pacifica trasformazione in un ordinamento costituzionale che verso gli eccessi del regicidio. Tra il 1790 e il 1792, Piattoli fu inviato dal re in diverse delicate missioni diplomatiche a Berlino e in altri luoghi.

Fu impegnato nei negoziati per l'alleanza polacco-prussiana e collaborò con Ignacy Potocki, aiutando a redigere molti testi collegati con il lavoro di Potocki nel Sejm, il parlamento della Confederazione polacco-lituana. Era anche attivo sostenitore del piano di Poniatowski per una successione ereditaria. Piattoli, in quanto segretario di Poniatowski e come residente del Castello Reale di Varsavia, fu considerato il principale fautore della decisione del re a favore di una riforma sociale e si ritiene che abbia preso parte alla scrittura della Costituzione polacca di maggio. L'esatta natura del ruolo di Piattoli riguardo alla Costituzione rimane incerto; gli storici moderni non sono concordi sul considerarlo un esecutore, un mediatore o solo un ispiratore ma di sicuro giocò un ruolo decisivo nel convincere il re a collaborare con i capi del partito patriottico polacco nella redazione del testo.

Basandosi sulle discussioni tra i principali autori, compreso il re, Hugo Kołłątaj (un altro prete cattolico romano) e Ignacy Potocki, potrebbe aver preparato o ampliato alcune parti del documento. Quanto meno è certo che egli abbia aiutato a catalizzare il processo. Lo storico Emanuel Rostworowski lo descrive come un importante segretario editore, che certamente partecipò alla relativa discussione e influenzò sia Potocki sia il re, e definisce le stanze di Piattoli nel Palazzo Reale un «asilo» della costituzione. Piattoli fu infine implicato nei preparativi finali per la votazione, che ebbe luogo durante la riunione del Sejm il 3 di maggio. Dopo quel mese divenne il fondatore della società Zgromadzenie Przyjaciół Konstytucji Rządowej (Amici della costituzione). Fu attivo in molte vicende politiche e lavorò in grande vicinanza con figure chiave nella Polonia come Hugo Kołłątaj. Diventò un consigliere fidato di Dorothea von Medem, Duchessa di Curlandia e promosse molte riforme per migliorare le condizioni della borghesia e degli ebrei.

Gli ultimi anni Durante la guerra russo-polacca del 1792 in difesa della Costituzione, Piattoli si trovò in un'altra missione diplomatica a Dresda, dove rimase dopo la sconfitta della Confederazione per mano della Russia imperiale causata dalla Seconda Spartizione della Polonia. A Dresda e nella vicina Lipsia, Piattoli era attivo nei circoli dei patrioti polacchi emigrati, che includevano Potocki e Kolłątaj. Nel 1793 si separò ufficialmente da Poniatowski, dopo aver ricevuto una lettera in cui lo si sollevava dal servizio. Nel 1794 fu coinvolto nelle preparazioni per l'insurrezione di Kościuszko contro l'influenza russa e nei negoziati con la nuova Francia repubblicana, con la quale i polacchi riformisti proposero un'alleanza, con la promessa di trasformare la Polonia nella seconda repubblica in Europa. Contemporaneamente intraprese dei negoziati molto più conservatori con i russi.

Nel luglio 1794 insieme a molti altri attivisti fu esiliato da Lipsia e venne poi arrestato dalle autorità austriache. Dopo il fallimento della rivolta di Kościuszko nel tardo 1794, molti prigionieri furono liberati, ma Piattoli venne tenuto prigioniero insieme a Kołłątaj, poiché le autorità russe sostenevano che i due fossero "estremamente pericolosi". Per questo motivo, anche dopo la spartizione finale della Polonia nel 1795, Piattoli rimase imprigionato a Praga dalle autorità dell'Impero austriaco fino al 1800, nonostante le richieste di rilascio provenienti da Poniatowski e perfino da Napoleone Bonaparte. La sua scarcerazione nel 1800 sembra essere stata il risultato degli sforzi della famiglia Czartoryski e della duchessa Dorothea.

Dopo il suo rilascio tornò alla corte di Dorothea in Curlandia, dove fu assunto come tutore per sua figlia. Verso il 1803 cominciò a collaborare con Adam Jerzy Czartoryski, che allora lavorava per la Russia. Circa nello stesso periodo, lui e Czartoryski elaborarono un piano per un'organizzazione federale degli Stati d'Europa, finalizzata a prevenire conflitti armati e mantenere la pace perpetua. Piattoli, tramite Czartoryski, lavorò per un breve periodo anche nella diplomazia e nell'amministrazione russa. Come Czartoryski, Piattoli provò a fare pressioni alla corte russa per un più indulgente e tollerante atteggiamento nei confronti della Polonia, ma con scarso successo.