Nacque a Fès, in Marocco, nel 1570. Nel 1599 si trasferì a Hebron,Dov Zlotnick, "The Commentary of Rabbi Abraham Azulai to the Mishnah", in: Proceedings of the American Academy for Jewish Research, Vol. 40, 1972, pp. 147-168 dove scrisse un commentario dello Zohar dal titolo Kiryat Arba (Città di Arba (in ebraico: "quattro" - : "Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Cànaan"). La peste del 1619 lo fece spostare dalla sua nuova residenza per rifugiarsi a Gaza, dove scrisse la sua opera cabalistica Chesed le-Abraham (Benevolenza di Abramo; ). Fu pubblicato postumo da Meshullam Zalman ben Abraham Berak di Gorice, ad Amsterdam nel 1685. L'opera è un trattato con un'introduzione, אבן השתיה (La Pietra angolare; cfr. Talmud Yoma 53b), ed è divisa in sette "fontane" (cfr. ), ogni fontana suddivisa in una serie di "correnti". Un brano dell'opera Chesed Le-Avraham, estratto dalla quinta fontana, 24ª corrente, p. 57d, dell'edizione di Amsterdam, riporta quanto segue:

Morì a Hebron il 6 novembre 1643.Michael Laitman, Gems of Wisdom: Words of the Great Kabbalists from All Generations, Laitman Kabbalah Publishers, 2011, p. 413-414

Anche uno dei manoscritti che lasciò al suo discendente, Chaim Joseph David Azulai, è stato pubblicato: è il commentario cabalistico della Bibbia, Ba'ale Berit Abraham ("gli alleati di Abram"; cfr. ), Vilna, 1873. Pirkei Avot – selezione dal Chesed le-Abraham

Note

Bibliografia - la rispettiva bibliografia cita i segg. autori: Abraham Azulai, Shem ha-Gedolim, s.v.; Isaac Benjacob, Oẓar ha-Sefarim, p. 196; Julius Fürst, Bibliotheca Judaica, i.67; Heimann Joseph Michael, Or ha-Ḥayyim, p. 12.

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