La storia del cristianesimo in età antica riguarda l'evoluzione e la diffusione del cristianesimo dalle sue origini, solitamente fatte coincidere con la nascita della prima comunità di Gerusalemme intorno agli anni 40 del I secolo, fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476). Sebbene i primi "cristiani" fossero tutti di origine ebraica, ben presto iniziarono a essere convertiti anche i pagani e la nuova religione, anche grazie all'opera missionaria di Paolo di Tarso, iniziò a diffondersi per tutto l'impero romano. Nei primi secoli i fedeli di questa nuova religione vennero visti con sospetto dalla maggioranza della popolazione pagana, venendo spesso accusati ingiustamente e utilizzati come capro espiatorio, fino a subire vere e proprie persecuzioni che, intervallate da periodi di pace, continuarono da quella messa in atto da Nerone nel 64 fino agli inizi del IV secolo. Nonostante ciò, il cristianesimo si diffuse in tutte le grandi città dell'impero seguendo le principali vie commerciali. L'indipendenza di ogni comunità fu un terreno fertile affinché nascessero al loro interno delle difformità dottrinali, come nel II secolo, quando si affermarono lo gnosticismo cristiano e il montanismo. In risposta, grazie al lavoro di alcuni teologi come Ireneo di Lione, iniziò a formarsi il concetto di "ortodossia" contrapposto a quello di "eresia". Il cristianesimo dei primi secoli fu spesso lacerato da divisioni interne, come quella sorta nell'affrontare il problema dei lapsi, ovvero coloro che avevano abiurato per salvarsi dalle sanguinose persecuzioni.

Un punto di svolta si ebbe con l'imperatore Costantino che, con l'Editto di Milano del 313, confermò l'Editto di Serdica con cui il cristianesimo diveniva religio licita ovvero un culto riconosciuto e ammesso dall'Impero. Da questo momento in poi i fedeli poterono uscire dalla semiclandestinità, iniziarono a essere costruiti luoghi di culto dedicati (prima i luoghi di riunione erano le domus ecclesiae, case private) e i battezzati crebbero costantemente di numero. Ciò però non mise fine alle divisioni interne, spesso dovute a divergenze dottrinali. Fu proprio negli anni di Costantino che il presbitero Ario diede vita a una corrente, detta arianesimo, che lacerò profondamente l'universo cristiano. Per tentare di ricomporre la frattura, lo stesso imperatore Costantino convocò nel 325 a Nicea il primo concilio ecumenico della storia che elaborò il credo utilizzato ancora oggi, seppur con qualche modifica, nella liturgia. Nonostante la condanna dell'arianesimo da parte del concilio, questo non scomparve, ma, anzi, continuò a diffondersi creando disordini per tutto il IV secolo e oltre.

I e II secolo

Origini del cristianesimo ed età apostolica

Sebbene tra gli studiosi non ci sia unanime certezza a quando far risalire la nascita del cristianesimo,. con sufficiente approssimazione si possono individuare le sue origini nella predicazione e negli atti di Gesù che, agli occhi dei suoi seguaci e dei suoi discepoli, rappresentarono la realizzazione delle aspettative messianiche presenti nella tradizione del pensiero e degli scritti sacri della civiltà ebraica.

Secondo quanto raccontato negli Atti degli Apostoli, sovente unica fonte storica sulle prime comunità cristiane, a pochi anni dalla morte di Gesù, avvenuta tra il 26 e il 36, il gruppo dei suoi seguaci si ricompose a Gerusalemme sotto la guida dei dodici apostoli, ricostituitosi nel numero dopo il suicidio di Giuda Iscariota.. Sempre secondo gli Atti, questa comunità di fedeli doveva contare alcune migliaia di ebrei...

Questa prima comunità era composta esclusivamente da giudei e dall'ebraismo prese molteplici elementi: le sue Sacre Scritture, il monoteismo, la fede in un Messia o Cristo, le forme del culto, i concetti di luoghi e tempi sacri, l'uso dei Salmi nelle preghiere comuni... I primi fedeli si riunivano collettivamente per pregare e celebrare due riti, ovvero il battesimo e la benedizione del pane.. Sebbene i primi cristiani fossero stati tutti inizialmente ebrei, al loro interno vi era un gruppo di giudei ellenizzati e di giudei dai costumi ebraici. Secondo gli Atti, ai dodici apostoli vennero affiancati sette diaconi scelti tra il gruppo degli ellenisti con lo scopo di provvedere alle necessità materiali della comunità e alle opere di carità,. ma ben presto anche loro iniziarono a predicare. Uno di questi, il diacono Stefano, è conosciuto soprattutto perché fu il primo martire condannato alla lapidazione con l'accusa di blasfemia...

Gli Atti raccontano che il primo convertito pagano alla fede cristiana, dunque non ebreo, fu il centurione Cornelio, battezzato dall'apostolo Pietro tra il 33 e il 40... Tale conversione fece emergere il problema relativo a come accettare all'interno della comunità di fedeli uomini non circoncisi, quali erano coloro che provenivano dal paganesimo e non dall'ebraismo.. Nel frattempo, nuove comunità stavano già sorgendo a Roma, Damasco, Samaria, Fenicia e Cipro, che andarono ad aggiungersi alla già citata Antiochia dove, sembra, venne per la prima volta utilizzato il termine "cristiani"... Secondo la tradizione, san Tommaso apostolo fondò nel 52 una comunità nel sud dell'India da cui ebbero origine i cristiani di San Tommaso, mentre Giuda Taddeo e Bartolomeo diffusero il messaggio in Armenia.. Lo storico Eusebio di Cesarea racconta che Marco, ritenuto dalla tradizione uno dei quattro evangelisti, abbia organizzato la comunità di Alessandria d'Egitto.La Chiesa ortodossa copta considera l'evangelista Marco il primo patriarca di Alessandria. In ..

Intorno al 49-52, si tenne il concilio di Gerusalemme, un'importante riunione dei più alti esponenti della comunità. Presieduto dalle "colonne" della Chiesa di Gerusalemme (Pietro, Giovanni e Giacomo), il concilio venne chiamato a dare una prima organizzazione alla missione di diffondere il messaggio di Gesù tra le genti. Tra le altre cose venne deciso che ai pagani convertiti al cristianesimo non dovesse essere imposta la legge mosaica, comprensiva dell'obbligo di circoncisione..

Il concilio, inoltre, affidò ai discepoli gerosolimitani (della Chiesa di Gerusalemme) l'apostolato verso le comunità giudaiche, mentre a Paolo di Tarso, ebreo con cittadinanza romana convertitosi intorno al 35-37,. vennero assegnati i "gentili", ossia quelli di origine non ebraica e spesso pagani. Fu proprio grazie a quest'ultimo e ai suoi instancabili viaggi missionari in Asia e in Europa, oltre che alle sue numerose lettere inviate alle neonate comunità, che il cristianesimo attecchì velocemente tra le popolazioni di cultura greca e romana, in taluni casi arrivando a raggiungere alte personalità dell'amministrazione pubblica del tempo..

Il cristianesimo inizia a diffondersi

Come detto, Paolo viaggiò molto con lo scopo di diffondere il nuovo Credo. Nel 39-40 aveva percorso Cipro e l'Asia minore meridionale, nel 50 aveva raggiunto la Macedonia, la Grecia e i Corinzi, mentre intorno al 54 visitò la regione intorno a Efeso e in ultimo, verso il 58, intraprese un lungo viaggio via mare che lo condusse a Roma.. In quel frangente il cristianesimo aveva oramai definitivamente abbandonato i confini della Palestina per estendersi a gran parte dell'Impero romano. Tra i primi centri più importanti della nuova religione vi furono Antiochia, Damasco, Cirene, Alessandria, Efeso, Corinto, Cipro e infine la capitale dell'impero, Roma... Contestualmente, i pagani convertiti al cristianesimo divennero numericamente nettamente superiori a quelli giudeo-cristiani (provenienti dall'ebraismo)..

Prime comunità e prime persecuzioni

Come specificato, le prime comunità cristiane nacquero all'interno del giudaismo palestinese per poi raggiungere anche i pagani greci e romani. Tuttavia, queste comunità erano prive di una solida organizzazione e di una struttura istituzionale; tra esse stesse vi erano sostanziali differenze che creavano una relativa eterogeneità nel mondo cristiano. Tra i pochi elementi in comune si riscontrava un totale abbandono del culto degli idoli e il ricorso al battesimo come rito di liberazione dal peccato e come segno tangibile di appartenenza alla comunità. I primi cristiani rappresentavano una sparuta, e spesso isolata, minoranza nella società del tempo, nonostante si considerassero artefici del movimento che avrebbe condotto l'umanità verso la salvezza.. Sebbene la maggioranza di essi appartenesse alle classi sociali più povere ed emarginate, una certa penetrazione tra la popolazione più abbiente è un elemento oramai dimostrato.Nella lettera prima lettera ai Corinzi, San Paolo scrive che «non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili». In ..

Presto le prime comunità cristiane incontrarono l'ostilità del mondo esterno. Secondo quanto riportato negli Atti, fin dal principio le autorità ebraiche di Gerusalemme le avversarono tentando con vari mezzi di impedirne la predicazione, arrivando a muovere le accuse di eresia e bestemmia. L'apostolo Giacomo fu una delle prime vittime, mentre Pietro si salvò fuggendo da Gerusalemme; Paolo, nelle sue lettere, racconta di essere stato più volte frustato, bastonato e lapidato. Durante la seconda guerra giudaica, i cristiani vennero accusati di non aver preso parte alla ribellione contro i romani, scatenando una sanguinosa repressione contro di essi...

Una volta uscita dai confini del giudaismo, la neonata religione cristiana si trovò a confrontarsi anche con la religione romana, dovendo «inserirsi in un ordinamento politico che poneva determinate richieste religiose di tipo totalitario».. I romani consideravano il proprio impero universale e definitivo, con la politica in stretta correlazione con la religione e l'imperatore che veniva considerato una personalità quasi divina. Per i cittadini romani, le vicissitudini dello Stato e la volontà degli dei erano inseparabili e da essi dipendeva la sorte dell'impero.. Appare chiaro che la presenza delle comunità cristiane che si sottraevano ai tradizionali e obbligatori rituali era per molti vista come una minaccia alla Pax deorum, la situazione di concordia tra divinità e cittadini su cui si basavano le fortune dei romani.. I cristiani, visti spesso come dei diversi e degli atei, si trovarono spesso costretti a esiliarsi dalla vita pubblica, rinunciando a partecipare a feste e spettacoli che, oltre a essere avvenimenti di svago, erano pure intrisi di significati religiosi pagani. Per via di motivazioni morali e religiose, rifiutavano anche il servizio nell'esercito romano.. I pagani vedevano i cristiani come i colpevoli del fallimento dei matrimoni, della divisione delle famiglie e dell'abbandono delle tradizioni degli antenati..

La persecuzione di Nerone, riportata anche da Tacito, scoppiò nel 64 quando i cristiani furono accusati di avere appiccato il grande incendio di Roma che distrusse gran parte della città. Secondo la tradizione, durante questa persecuzione ebbe luogo il martirio degli apostoli Pietro e Paolo...

Alcuni decenni più tardi, Domiziano istituì il culto obbligatorio dell'imperatore, condannando a morte i molti cristiani che rifiutavano di accettare una tale imposizione. Nei successivi due secoli il cristianesimo rimase sempre formalmente una religione illecita, punibile con le massime pene. Tuttavia, almeno fino alla metà del III secolo, i cristiani non vennero ricercati attivamente e ciò consentì la diffusione del nuovo culto, sebbene relegato in comunità clandestine. I cristiani erano perlopiù vittime di singoli attacchi violenti, spesso usati come capri espiatori per gli eventi più disparati con il beneplacito delle autorità locali..

Sviluppo del canone neotestamentario