Senatore a vita della Repubblica dal 9 novembre 2011, è stato Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 16 novembre 2011 fino al 28 aprile 2013, conservando inizialmente l'incarico anche di Ministro dell'economia e delle finanze del suo stesso governo, lasciato a Vittorio Grilli l'11 luglio 2012. Il 21 dicembre dello stesso anno rassegna le sue dimissioni da capo del Governo, rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti; a seguito delle dimissioni di Giulio Terzi di Sant'Agata, assume ad interim l'incarico di Ministro degli affari esteri dal 26 marzo al 28 aprile 2013.
Presidente dell'Università Bocconi dal 1994 al 2022, Monti è stato commissario europeo per il mercato interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer; sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004.
Biografia Infanzia ed istruzione Nato il 19 marzo 1943 a Varese, secondo figlio dopo la primogenita Claudia del banchiere Giovanni Battista Monti, noto come Giovanni Monti (1900-1990), e di Lavinia Capra, Monti consegue nel 1961 la maturità classica all'Istituto Leone XIII di Milano. Per stare vicino alla sorella, studentessa di Lingue all'Università commerciale Luigi Bocconi, si iscrive a Economia presso il medesimo ateneo, e nel 1965 consegue la laurea; in seguito trascorre un anno all'Università di Yale (Stati Uniti), con una borsa di studio, avendo come professore James Tobin, futuro Premio Nobel per l'economia nel 1981.
Attività accademica e amministrativa Nel 1969 diventa professore presso l'Università degli Studi di Trento e dal 1970 presso l'Università degli Studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di Economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di economia politica e dove, dal 1985 al 1995, è anche direttore del Giornale degli economisti e Annali di economia. Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari: è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982) e membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987). Nel 1988 viene nominato dal Governo De Mita e dal ministro del Tesoro Giuliano Amato membro del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989).
Nel medesimo 1988 viene designato come membro del consiglio di amministrazione della Fiat Auto S.p.A. e della Banca Commerciale Italiana. Sempre alla Bocconi assume la carica di rettore (1989-1994) e successivamente quella di presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini, carica che ha mantenuto fino al 1º novembre 2022. Dal novembre 2011, a seguito della nomina alla Presidenza del Consiglio, ha richiesto la sospensione temporanea, tra le altre, anche dalla carica di presidente dell'Università; carica che, nelle more, è stata ricoperta dal professor Luigi Guatri.
È editorialista del Corriere della Sera da oltre vent'anni e autore di numerose pubblicazioni di carattere economico e politico.
Commissario europeo
Nel 1994 Monti viene designato per la nomina a commissario europeo dal primo governo BerlusconiLibero.it, Monti usa Silvio a fini elettorali: "Il Cav l'ho raccomandato io al Ppe": «"Quando sono stato designato Commissario europeo, dal governo italiano dell'epoca, presieduto dall'onorevole Silvio Berlusconi», assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato interno, servizi finanziari e integrazione finanziaria, fiscalità e unione doganale.
Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione e amministrazione da parte di alcuni commissari ma non coinvolge Mario Monti. Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Romano Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza.
Sotto la sua guida la Commissione europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft per abuso di posizione dominante e violazione delle normative antitrust, e che ha portato il 25 marzo 2004 alla condanna della società al pagamento di 497 milioni di euro.Microsoft hit by record EU fine (Microsoft colpita da una multa record di 497 milioni di euro), articolo della CNN del 25 marzo 2004. Nel 2001 fu bloccata la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, anch'essa considerata contraria alle normative antitrust. Nel 2010, su incarico del presidente della Commissione europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure considerate necessarie per il completamento del mercato unico europeo.
Il 29 marzo 2004, durante il suo mandato da Commissario europeo per la concorrenza, è stato insignito della Laurea honoris causa in giurisprudenza dall'Università degli Studi dell'Insubria di Varese, sua città natale, per le "elette doti di economista e di giurista [...], per i principi e i valori ai quali ha ispirato il suo impegno civile e politico".
Attività scientifica Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein. Tale modello ha assunto una notevole importanza ed è stato studiato e ampliato dagli anni settanta fino a oggi.
Collaborazioni con organismi internazionali È stato, tra il 2005Bruegel.org - Annual report 2005 e il 2008, il primo presidente del Bruegel, un comitato di analisi delle politiche economiche (think tank), nato a Bruxelles nel 2005. Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Da questi incarichi si è dimesso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio.
Tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market InstituteScheda biografica di Mario Monti dal sito ufficiale della Commissione europea., presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen. Tra gli organismi internazionali di cui fa parte, Monti è membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia, un'organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950. È stato inoltre advisor della Coca Cola Company, membro del "Senior European Advisory Council" di Moody's ed è uno dei presidenti del "Business and Economics Advisors Group" dell'Atlantic Council.
Nell'agosto 2020 è stato nominato dall'Organizzazione mondiale della sanità presidente della neoistituita Commissione paneuropea per la salute e lo sviluppo sostenibile.
Presidente del Consiglio dei ministri
Il 9 novembre 2011, durante la crisi del governo Berlusconi IV, viene nominato senatore a vita nel corso della XVI legislatura dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale.
Il 13 novembre 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve da Napolitano l'incarico di formare un governo, accettandolo con riserva. Il 16 novembre scioglie la riserva e propone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina, priva di personalità politiche. Oltre alla carica di Presidente del Consiglio, Monti ricopre anche quella di Ministro dell'economia e delle finanze ad interim da novembre 2011 a luglio 2012.
Nel pomeriggio del 16 novembre 2011, alle ore 17 circa, in ossequio all'articolo 93 Cost., Monti presta giuramento con i ministri incaricati presso il Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica Napolitano..
Ottiene la fiducia al Senato il 17 novembre 2011 con 281 sì, 25 no e nessun astenuto e alla Camera il 18 novembre 2011 con 556 sì, 61 no e nessun astenuto. La maggioranza ottenuta in occasione del voto di fiducia è la più alta mai registrata nella storia repubblicana. Infatti la Lega Nord è l'unico partito che non vota la fiducia, tuttavia dal 16 dicembre anche l'Italia dei Valori si unisce ai leghisti e negherà da allora l'appoggio al governo. Il successivo 4 dicembre viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni.
Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale. Il d.l. è stato approvato rispettivamente dalla Camera e dal Senato il successivo 16 e 22 dicembre. Il 16 aprile 2012 Christine Lagarde, il direttore del Fondo monetario, elogia gli sforzi del Governo Monti in materia di interventi strutturali e di risanamento dei conti pubblici, ma chiede che «la riforma del mercato del lavoro affronti l'incertezza sui licenziamenti, in modo che le imprese e i datori di lavoro possano sentirsi più fiduciosi al momento di assumere». Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal DDL "salva Italia", il 9 maggio 2012 Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col Parlamento Dino Piero Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA.
L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista ed editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese. Nel vertice europeo del 28-29 giugno 2012 la forte determinazione, tra gli altri, di Monti porta all'adozione del cosiddetto "scudo anti-spread" (misura che prevede l'intervento dell'European Financial Stability Facility per moderare le oscillazioni dello spread tra i titoli del debito pubblico degli stati membri). L'11 luglio 2012 Monti lascia l'incarico di Ministro dell'economia e delle finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli, che sino a quel momento aveva ricoperto la carica di viceministro del medesimo dicastero.
Il 31 ottobre 2012 viene approvata la riforma generale delle province, che ne riduce il numero e muta l'organizzazione interna riducendo nel contempo le competenze, e istituisce le dieci città metropolitane. L'8 dicembre 2012 annuncia le sue dimissioni dopo aver incontrato il presidente della Repubblica al Quirinale, dimissioni rassegnate il 21 dicembre successivo, al termine dell'iter di approvazione della legge di stabilità. Tra le riforme approvate dal governo Monti, va ricordata la riforma del sistema pensionistico che accelera il passaggio a un metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita pro-rata per tutti i lavoratori, innalzando i requisiti necessari al pensionamento.