I Miami Dolphins sono un club di football americano professionistico nato nel 1965 con sede a Miami. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dal 1960 ad oggi.

Origini

La prima franchigia professionistica di football americano a Miami e dello Stato della Florida furono i Miami Seahawks. I Seahawks entrarono nella All-America Football Conference (AAFC) durante la sua stagione inaugurale del 1946, la prima franchigia di una lega maggiore ad aver sede a Miami. Condizionati da un calendario difficoltoso, basse vendite al botteghino e una grossa quantità di debiti accumulati, i Seahawks vennero confiscati dalla lega alla fine della prima stagione.

La Florida non avrebbe più avuto una franchigia professionistica per quasi altri vent'anni. Nel 1965 un gruppo di Atlanta fece richiesta per ottenere una franchigia sia nella American Football League che nella NFL, agendo esclusivamente per proprio conto e senza aver i diritti su uno stadio. Gli uomini d'affari locali lavorarono per giungere a un accordo e il 7 giugno 1965 la AFL assegnò i diritti della franchigia, condizionati alla possibilità di trovare uno stadio. Il Commissioner della NFL Pete Rozelle, che fino a quel momento si era interessato poco alla questione, fu preso in contropiede dall'interesse della AFL, decidendo di prendere il primo volo per Atlanta per bloccare il progetto della lega rivale ad Atlanta. Rozelle costrinse la città a scegliere tra una delle due leghe. IL 30 giugno, la città scelse Rankin Smith e la NFL.

Quando Atlanta si tirò indietro, la American Football League assegnò una franchigia di espansione all'avvocato Joseph Robbie e all'attore Danny Thomas per 7,5 milioni. Robbie inizialmente avrebbe voluto stabilire la squadra a Philadelphia, ma il commissioner della AFL Joe Foss suggerì di puntare su Miami per il suo miglior clima, la crescita della popolazione e la mancanza di una squadra di football. Thomas alla fine vendette la sua quota della squadra a Robbie. Fu tenuto un concorso per scegliere il nome della nuova franchigia della AFL di Miami. Un totale di 19.843 di persone parteciparono con un migliaio di nomi. Dodici finalisti vennero posti all'attenzione di un comitato di sette persone provenienti dai media locali. Tali nomi inclusero Mariners, Marauders, Mustangs, Missiles, Moons, Sharks e Suns. Il nome vincente, "Dolphins," era stato suggerito da 622 votanti. Robert Swanson di West Miami vinse un abbonamento a vita per le gare dei Dolphins quando il suo suggerimento predisse il risultato della gara di football del 1965 tra l'Università di Notre Dame e la University of Miami, un pareggio zero a zero.

Primi anni (1966-1969) Il 2 settembre 1966, davanti ad una folla di 26.776 tifosi giunti al Miami Orange Bowl, i Dolphins disputarono la loro prima partita della stagione. Joe Auer ritornò il kickoff di apertura per 95 yard in touchdown, segnando i primi punti della storia del club. Tuttavia, i Dolphins uscirono sconfitti dalle mura amiche, piegati per 23-14 dagli Oakland Raiders. La formazione della Florida non riuscì a vincere un incontro fino al 16 ottobre, data in cui sconfissero per 24-7 i Denver Broncos. Da ricordare, in quella partita, un lungo passaggio del quarterback George Wilson Jr. per Billy Joe, che questi trasformò in una galoppata vincente da 67 yard. La prima stagione di vita della franchigia si chiuse con un record di 3-11.

Nel primo draft in comune tra NFL ed AFL, i Dolphins selezionarono il quarterback Bob Griese dall'Università Purdue, con la quarta scelta assoluta. Griese fu gettato subito nella mischia, quando il titolare John Stofa si ruppe la caviglia il 17 settembre, all'esordio contro i Broncos. Griese prese il suo posto e guidò i Dolphins alla vittoria per 35-21. Ciononostante, anche quell'anno si chiuse con un record negativo di 4-10.

Nel Draft NFL 1968, i Dolphins utilizzarono l'ottava scelta assoluta per il running back All America dalla Syracuse University, Larry Csonka. La squadra migliorò il proprio record finale, salendo a 5-8-1, mentre Bob Griese stabilì il record di franchigia con 2.473 yard passate, 186 passaggi completati e 21 touchdown.

Nel i Dolphins misero a segno due ottimi colpi, aggiudicandosi due futuri Hall of Famer: prima acquisirono il linebacker Nick Buoniconti dai Boston Patriots e pochi mesi più tardi la guardia Larry Little dai San Diego Chargers. Nonostante queste buone mosse, i Dolphins rallentati dagli infortuni; tra i più colpiti, Bob Griese, che saltò gran parte della stagione a causa di un problema al ginocchio. La squadra terminò con un record di 3-10-1 che condusse al licenziamento del coach George Wilson.

L'arrivo di Don Shula e le vittorie dei Super Bowl (1970-1973)

Nel i Dolphins cedettero la loro prima scelta al draft ed ingaggiarono Don Shula come nuovo allenatore capo. Shula era stato un allenatore di successo con i Baltimore Colts, che aveva portato fino al Super Bowl III, perso a sorpresa contro i New York Jets di Joe Namath. Shula si presentò alla stampa di Miami affermando di non possedere alcuna formula magica e che l'unico modo che conoscenza per fare diventare una squadra di successo sarebbe stato attraverso il lavoro duro. I primi training camp di Shula con i Dolphins sarebbero stati fisicamente massacranti, ma i suoi metodi pagarono dividenti immediati dal momento che la squadra terminò con un record di 10–4 e raggiunse i suoi primi playoff, perdendo 21–14 a Oakland.

Nel , guidati dal quarterback Bob Griese e dal wide receiver Paul Warfield, i Dolphins si qualificarono per i playoff, in cui nel divisional round incontrarono i Kansas City Chiefs. Per tutto l'incontro, i Dolphins non riuscirono a fermare il running back avversario Ed Podolak. Tuttavia, i ragazzi di Shula seppero restare in partita, rimontando ogni volta che i Chiefs si erano portati in vantaggio e portando l'incontro ai supplementari sul 24-24. Nell'overtime, entrambe le squadre fallirono grandi opportunità di mettere fine alla partita, costringendole a un secondo supplementare nel quale i Dolphins riuscirono ad imporsi per 27-24, grazie ad un field goal da 37 yard di Garo Yepremian. La partita, con i suoi 82 minuti e 40 secondi, è tuttora la più lunga nella storia NFL. La settimana successiva, nella finale dell'American Football Conference, i Dolphins ospitarono i Baltimore Colts, vincendo alla grande, per 21-0 davanti 78.629 spettatori all'Orange Bowl. Il touchdown della svolta giunse con il ritorno di un intercetto da 62 yard, messo a segno dalla safety Dick Anderson. La franchigia si qualificò così per il Super Bowl VI che la vide opposta alla formazione dei Dallas Cowboys, molto più esperta, che vinse facilmente per 24-3.

1972: la stagione perfetta Nel , i Dolphins partirono con l'obiettivo di vincere il campionato, sfuggito nel Super Bowl dell'anno precedente. La formazione di Miami iniziò la stagione a Kansas City, dove, portatasi in vantaggio per 20-0, resistette al ritorno avversario, chiudendo sul 20-10 nella prima gara mai disputata all'Arrowhead Stadium. Nell'esordio casalingo, i Dolphins superarono per 34-13 gli Houston Oilers, mentre nella terza giornata i Dolphins batterono in rimonta i Minnesota Vikings segnando 10 punti nell'ultimo quarto, iniziato in svantaggio per 14-6, portando così il record parziale sul 3-0. Il record migliorò ulteriormente una settimana dopo, con la vittoria per 27-17 sui Jets allo Shea Stadium. Nella quinta settimana, i Dolphins videro i loro sogni di gloria messi a serio repentaglio quando Bob Griese si ruppe una gamba nella sfida casalinga contro i Chargers. Tuttavia, il quarterback di riserva Earl Morrall, acquisito a inizio stagione, si fece trovare pronto e trascinò i Dolphins alla vittoria per 24-10. Morrall sostituì Griese per tutto il resto della stagione regolare. Una settimana più tardi, contro i Buffalo Bills, i Dolphins dovettero nuovamente rimontare nell'ultimo quarto, imponendosi per 24-23 per la sesta vittoria. La settimana giunse per 23-0 sui Colts a Baltimora.

Nella settimana 8, Miami sfidò nuovamente i Bills a Buffalo, ma stavolta non dovette faticare troppo, superando i padroni di casa per 30-16. La nona giornata vide i Dolphins superare con un devastante 52-0 i malcapitati New England Patriots all'Orange Bowl. Sul record 9-0, i Dolphins erano ancora imbattuti ma, guidati da una riserva, era opinione diffusa che la prima sconfitta fosse solo una questione di tempo. Nel turno 10, l'Orange Bowl fu il teatro di una sfida tiratissima contro i Jets, che vide i Dolphins spuntarla per 28-24. La formazione di Shula salì a un record di 11-0 con un'altra vittoria casalinga contro i Cardinals, battuti per 31-10.

I Dolhins giunsero così a dicembre ancora imbattuti, dopo aver superato nuovamente i Patriots per 37-21 a Foxboro. Nella settimana 13, allo Yankee Stadium di New York, i Dolphins si imposero sui Giants nell'ultimo quarto, grazie a 2 field goal di Garo Yepremian, che fissarono il punteggio sul 23-13. Con 13 vittorie già in carniere, ai Dolphins bastava ancora un successo per chiudere la stagione senza sconfitte. Vittoria che arrivò puntuale quando i Dolphins batterono per 16-0 i Colts all'Orange Bowl.

Imbattuta, Miami iniziò i playoff affrontando i Cleveland Browns nel divisional round. I Dolphins si portarono rapidamente sul 10-0, ma la difesa dei Browns serrò i ranghi, impedendo agli avversari di mettere punti a referto fino all'ultimo quarto. Dopo un field goal di Yepremian, che portò il punteggio sul 13-0, i Dolphins subirono un inaspettato uno-due dei Browns, che si portarono in vantaggio sul 14-13 nell'ultima frazione di gioco. Negli ultimi secondi, Jim Kiick riuscì a mettere a segno un touchdown dopo una corsa da 8 yard, dando ai Dolphins la vittoria per 21-14 e all'accesso alla finale della AFC. Nel 1972, il vantaggio campo non era deciso in base al miglior record quindi i Dolphins dovettero affrontare una difficile trasferta fino al Three Rivers Stadium di Pittsburgh contro gli Steelers. I Dolphins apparvero subito in difficoltà andando in svantaggio 7-0 ad inizio gara, ma riuscirono a pareggiare prima dell'intervallo. Quando gli Steelers ripassarono in vantaggio per 10-7, Don Shula gettò nella mischia il rientrante Bob Griese al posto di Earl Morrall. Ciononostante i Dolphins non riuscirono a cambiare marcia e Shula lanciò il punter Larry Sieple che corse per 17 yard, conquistando un insperato primo down, dal quale partì la rimonta. Due touchdown di Jim Kiick diedero ai Dolphins il vantaggio che conservarono fino alla fine, imponendosi per 21-17 e diventando la prima squadra della storia della AFC a partecipare a 2 Super Bowl consecutivi.

Nel Super Bowl VII, i Washington Redskins erano considerati favoriti. La difesa della squadra di Shula rallentò però l'attacco dei Redskins per tutto l'incontro, limitandoli a sole 87 yard guadagnate su passaggio e 228 totali. I Dolphins si portarono sul 14-0, vantaggio che mantennero fino all'ultimo quarto quando, su un field goal di Garo Yepremian che avrebbe potuto portare il punteggio 17-0, il calcio venne intercettato e ritornato in touchdown da Mike Bass, accorciando il risultato a 14-7. La difesa di Miami si dimostrò però impenetrabile e i Dolphins divennero la prima squadra NFL a disputare una "stagione perfetta", rimanendo imbattuti sia nella stagione regolare che nei playoff, chiudendo con uno storico record complessivo di 17-0. Jake Scott, che intercettò 2 passaggi, venne nominato MVP del Super Bowl.

1973: secondo Super Bowl consecutivo