Il Battistero di Biella è un edificio religioso appartenente della Chiesa cattolica e adibito al Battesimo, dedicato a San Giovanni Battista.
Struttura
Si tratta di un antico edificio sorto sulle rovine di un preesistente sepolcreto pagano tardo-romano costruito a partire dal IX secolo e successivamente ampliato. Il Battistero presenta una struttura in stile prettamente romanico, costruita in ciottoli locali misti a parti in laterizio, a base quadrangolare avente un'abside semicircolare su ciascuno dei lati, separati dai quattro pilastri angolari che sorreggono il tiburio a pianta ottagonale, in conformità con la tradizione cristiana.
Al di sotto del livello del terreno si trova una cripta a croce greca scavata nel 1791.
La struttura è sormontata da un'esile lanterna ad uso campanario ornata di bifore sui quattro lati; il tiburio è invece caratterizzato da una monofora per ciascuna faccia del prisma ottagonale che lo compone, mentre ciascuna abside è ornata da tre monofore, ad eccezione di quella frontale, dove la monofora centrale è sostituita dalla porta d'accesso.
Detta porta è resa celebre dal bassorilievo di età tardo-romana scolpito su pietra dal soggetto discusso, ma certamente di ambito pagano. Il bassorilievo è stato con ogni probabilità recuperato dalle sottostanti tombe romane e ha, in passato, indotto un grande numero di storici a credere che l'intera struttura fosse riadattata da un edificio pagano.
L'aspetto dell'edificio è ingentilito dalle mensole che sorreggono le sporgenze del tetto dell'edificio.
All'interno sono presenti degli affreschi attribuiti al Maestro di Oropa dipinti tra il 1318 e il 1319.
Collocazione
Il Battistero si colloca nella zona centrale della città di Biella, stretto tra Palazzo Oropa, sede del Comune, e il duomo di Biella, cattedrale della città, dedicata a Santo Stefano. Il retro della struttura appare invece visibile da via Italia, l'antica via Umberto I, fulcro della città, accanto alla chiesa della Santissima Trinità.
Per la sua bellezza e il suo significato storico esso è diventato un'icona del patrimonio artistico di Biella.
Note
Bibliografia Alessandro Roccavilla, Biella cent'anni fa, Biella, Amosso, 1900 (ristampa anastatica Sala Bolognese, Forni, 1990) P. Bellardone, G. Cavatore, Saluti da Biella, Biella, Ieri e oggi, 1992 Tommaso Mullatera, Memorie cronologiche e corografiche della città di Biella, Biella, V. Giovannacci editore
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