Blessagno (Blesságn o Biesságn in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale "Famiglia Comasca" nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: o ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Origini del nome Il nome "Blessagno" è di origine romana; deriva infatti dall'antico toponimo latino Blexum..

Storia Del piccolo comune di Blessagno, incastonato in una verde conca tra le montagne della Val d'Intelvi lungo la strada che da San Fedele Intelvi porta a Pigra a un'altitudine di circa 760 m, abbiamo poche notizie.

La più antica menzione storica di Blessagno risale a un documento datato 852.

Dal XII secolo fu sottoposto alla giurisdizione di Como e ne seguì le vicende politiche.

Nel 1335 il "comune de Luira" apparteneva alla pieve d'Intelvi.

Nel 1451 il paese, compreso nel feudo della Valle Intelvi di cui seguì le vicende, fu infeudato dalla famiglia Rusca, passò poi fino nel 1533 sotto il dominio dei Pusterla e verso la fine del Cinquecento fu dato in feudo alla famiglia Marliani fino al 1713. Blessagno passò poi alla famiglia Riva Andreotti, che nel 1751 è ancora attestata a feudataria di tutta la Valle Intelvi.

Menzione delle terre di Lura e di Blessagno, che nel 1751 risultano essere un unico comune, si ha anche negli atti delle visite pastorali del vescovo Ninguarda del 1593.

Con le politiche di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia da parte di Napoleone Bonaparte, il comune di Blessagno ed uniti, che contava 242 abitanti, fu unito a quello di Castiglione. L'aggregazione, confermata con la successiva compartimentazione del 1812, fu abrogata con l'avvento degli austro-ungarici.

Simboli Lo stemma, il gonfalone e la bandiera del comune di Blessagno sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 19 ottobre 2021 trascritto nel Registro Araldico in data 11 novembre 2021.

La linea ondata simboleggia il fiume Intelvi nella cui vallata si trova il paese di Blessagno. Le due stelle d'argento alludono al paese e alla frazione di Lura; nella seconda partizione, su fondo di verde, il leone rievoca la storia di Blessagno, riprendendo la figura che compariva già nelle armi dei feudatari del paese, i Marliani, i Rusca e gli Andreotti.Lo stemma della famiglia Marliani era d'azzurro, al leone d'oro, quello della famiglia Rusca era interzato in fascia: nel primo d'oro, all'aquila di nero, coronata del campo; nel secondo d'argento, al leone illeopardito di rosso, accostato da 6 foglie di rusco di verde, poste 3 per parte, 2,1; nel terzo d'argento, a tre bande di rosso.

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordura di rosso. La bandiera è un drappo di bianco con la bordura di rosso, caricato dello stemma comunale.

Non essendovi alcuno stemma pregresso (non risultavano depositati documenti all'Archivio Centrale dello Stato di Roma, all'Archivio di Stato di Milano e all'Archivio di Stato di Roma), nell'aprile 2021, l'araldista Carletto Genovese fu incaricato dell'ideazione e realizzazione degli emblemi civici.

A seguito di relazione araldica e previa consultazione popolare indetta sul sito ufficiale del Comune, il consiglio comunale il 14 giugno dello stesso anno, con voto unanime, approvò i bozzetti allegati alla delibera, dando incarico al sindaco Piero Righetti di portare avanti l'iter burocratico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Con D.P.R. del 19 ottobre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso l'uso degli emblemi araldici a Blessagno.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Sant'Abbondio

Principale luogo di culto cattolico di Blessagno, dalla seconda metà del XVIII secolo è la sede dell'omonima parrocchia. Costruita sul finire del XVI secolo, fu rielaborata in stile barocco, nel corso del XVII secolo fu dotata di due cappelle laterali, prima di essere restaurata nel 1910. Internamente, spicca un l'altare maggiore marmoreo settecentesco, con un paliotto opera di Pietro Molciani.

Oratorio di San Silvestro

L'oratorio di San Silvestro, di origine romanica., è l'edificio di maggior rilievo artistico, si trova nella frazione di Lura e si raggiunge per una scoscesa strada carraia. La chiesa di San Silvestro aveva dimensioni inferiori rispetto all'attuale con due absidi opposte che ingloba il precedente oratorio, della struttura originale conserva soltanto una parete ad archi ciechi che risale al X secolo, nella parte più antica dell'edificio si trova la torre campanaria ma fu aggiunta successivamente verso il 1702 e sostituisce un campanile a vela descritto dal Ninguarda nel 1593. A causa dei vari rimaneggiamenti subìti, la chiesa è priva di facciata. L'abside orientale, del XV secolo, è affiancato dalla sacrestia vecchia e dal campanile. Sul lato opposto, oltre alla navata, si trova il transetto più recente, con abside curvilinea del XVIII secolo a cui, sul lato sud, s'innesta la sacrestia nuova.

All'interno dell'edificio sono presenti due presbiteri: uno a oriente il più interessante, l'altro posto di fronte di costruzione settecentesca. Sull'altare della chiesa antica possiamo ammirare una Madonna del latte tra san Silvestro e sant'Antonio, affresco del 1506 di Giovanni Andrea de Magistris che si caratterizza per i lineamenti e l'espressività dei volti. Inoltre sono conservati altri affreschi quattrocenteschi e cinquecenteschi alcuni dei quali sono stati coperti da nuovi dipinti o da stucchi. Nel XVIII secolo si completa la decorazione della chiesa con un affresco sulla volta della navata raffigurante la Gloria di san Silvestro e uno sulla parete sinistra del presbiterio con la leggenda del papa Silvestro che battezza Costantino. Ciò che caratterizza l'antico presbiterio della chiesa di S. Silvestro è un Ciclo dei mesi strutturato in quadri scenici che potrebbero essere del XIV-XV secolo dipinti all'interno dell'edificio nello zoccolo inferiore. Tra il XVIII-XIX secolo si elimina la facciata per costruire, attaccata alla vecchia, la nuova chiesa con l'abside rivolta a ovest e decorata con motivi neoclassici. Nella pala d'altare dell'attuale presbiterio, vi è un dipinto di Rocco Comandi del 1801 e raffigurante lIncoronazione di papa Silvestro inserita sotto una volta con un elegante complesso di decorazioni a stucco.

Società Evoluzione demografica

Prima dell'unità d'Italia

1593: 167 abitanti. 1751: 227 abitanti. 1771: 141 abitanti. 1799: 227 abitanti. 1805: 181 abitanti.

Dopo l'unità d'Italia Analogamente a varie altre località di montagna del comasco, tra XX e XXI secolo Blessagno ha subìto un processo di spopolamento.

Geografia antropica L'unica frazione di Blessagno è Lura.

Amministrazione

Note Esplicative

Bibliografiche

Bibliografia

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