La IX Triennale di Milano si svolse dal 12 maggio al novembre del 1951 e fu allestita nel Palazzo dell'Arte, nel parco e nel Quartiere Sperimentale (QT8). L'inaugurazione fu eseguita dall'onorevole Guido Gonella, ministro della Pubblica Istruzione. Fu una esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell'architettura moderna. Il tema principale era l'attualità, nel senso che ogni opera non subì selezione bensì venne scelta perché di quel periodo, senza tenere quindi presente lo stile o l'argomento trattato..
Introduzione
L'organizzazione e l'allestimento della IX Triennale sono stati affidati a una Giunta Esecutiva formata da: architetti Franco Albini, Piero Bottoni (occupatosi della mostra del QT8) e Luciano Baldessari, pittori Adriano di Spilimbergo e Marcello Nizzoli, professore Elio Palazzo..
L'Esposizione comprende: Ambienti di rappresentanza: ingresso, atrio, scalone d'onore, vestibolo del primo piano e mostra dei concorsi per il Duomo; Le mostre di Architettura al Pian Terreno: Architettura a misura dell'uomo, Abitazione, Architettura del lavoro, Ospitalità, Arti grafiche e pubblicità, Architettura dello spettacolo, Mostra storica dell'architettura; Le mostre al Piano Primo: Mostra della sedia italiana antica, Studi delle proporzioni, Arredamento dei mobili isolati; I padiglioni stranieri: Inghilterra, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca.
Piano Terra
Architettura dello spettacolo
Ordinamento:Arch.Luigi Carlo Daneri Allestimento:Arch.Giulio Zappa Hanno collaborato alla ricerca del materiale:Prof.Hans Curjel di Zurigo, Ing.Luciano Grossi-Bianchi
Questo allestimento era dedicato all'architettura teatrale ed era composto da 5 parti esposte in 10 pannelli: Parte prima: comprendeva gli spettacoli realizzati all'aperto sia dell'antichità classica, sia realizzazioni contemporanee (italiane ed estere). Parte seconda: raccontava gli edifici teatrali coperti, con alcuni esempi antichi ed i migliori moderni dal primo dopoguerra. Erano esposti anche progetti non realizzati ma di notevole interesse (come quello di Walter Gropius). Parte terza: ospitava i progetti premiati nel Concorso Nazionale per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice di Genova. Parte quarta: era dedicata a cinematografi tra i più notevoli per il valore costruttivo, eseguiti dopo la prima grande guerra. Parte quinta: presentava alcuni tra i progetti migliori per gli auditori musicali e dei radio-centri musicali, alcuni già realizzati.
Mostra storica dell'architettura
Ordinamento: Prof. Giulio Carlo Argan, Arch. Eugenio Gentili, Arch. Mario Labò Allestimento: Pittore Luigi Veronesi
All'interno della mostra storica dell'architettura veniva messo in evidenza il modo in cui l'evolversi dell'architettura in questi anni fosse in stretta relazione con la storia delle correnti figurative europee, dei movimenti sociali ed economici. Fin dal principio dell'Ottocento si manifestarono nell'architettura tendenze a razionalizzare la forma, sia in senso geometrico sia in senso strutturale; mentre d'altro canto si formularono le prime proposte per un'urbanistica in senso sociale. Con la rivoluzione industriale e dunque con l'evolversi del progresso tecnico, nacquero le prime progettazioni di abitazioni economiche. La mostra dunque, consisteva in un'esposizione fotografica che raffigurava l'evolversi dell'architettura e le correnti che l'avevano influenzata. La mostra si svolse in 18 capitoli.
Piano Primo
Mostra della sedia italiana antica
Comitato esecutivo: Prof. Luigi Angelini, Prof. Ambrogio Annoni, Prof. Nino Barbantini, Prof. Costantino Baroni, Prof. Italo Cremona, Arch. Mario Labò, Prof. Giulio Lorenzetti, Dott. Caterina Mercenario, Prof. Bruno Molaidi, Prof. Ferruccio Pasqui, Prof. Mario Praz, Prof. Carlo Lud. Ragghianti (presidente), Dott. Gilda Rosa, Prof. Paolo Toschi, Prof. Vittorio Vitale, Alfredo Righi (segretario), Dott. Licia Collobi Ragghianti. Giunta esecutiva: Dott. Arch. Franco Albini, Prof. Elio Palazzo Ordinatrice della mostra: Dott. Licia Collobi Ragghianti Progettista dell'allestimento: Arch. Ignazio Gardella
L'allestimento non presentava la rassegna completa di tutte le sedie italiane antiche ma soltanto gli esemplari più significativi, i quali erano l'iniziale evoluzione di quella che oggi è "LA SEDIA". Particolarmente visibile era il legame medioevale con il passato precedente, e quindi con l'antichità classica, grazie all'importante presenza di sei esemplari di epoca medioevale, nonché di una seduta romana originale. Una mostra di questo genere aveva un precedente nella Exposition du sìege francais du moyen-àge a Parigi, la quale però non può essere comparata alla mostra italiana perché quest'ultima esibiva sedie completamente differenti l'una dall'altra, appartenenti a scuole di pensiero diverse benché geograficamente vicine. Ciò che rendeva speciale l'Italia era anche quello che in passato l'aveva resa debole, ovvero la differenziazione di cultura, storia, clima e pensiero, mutevole in base alla microzona di provenienza; la stessa curatrice Collobi Ragghianti precisava nel 1951:
La mostra si concluse con il periodo di poco successivo all'Impero Napoleonico; questo limite temporale fu una decisione consapevole della commissione per evitare di oscurare la differenza regionale a fronte di un maggior numero di anni da coprire e quindi un mutamento nella qualità della mostra stessa.
Sezione del vetro
Ordinamento: Prof. Elio Palazzo, Arch. Gian Luigi Reggio Allestimento:Arch. Roberto Manghi
L'allestimento era posto sulla terrazza del primo piano affacciato sul parco ed era costruito come una serra. Venivano mostrati diversi esempi di materiali vetrari, come cristallo, termolux, opaline bianche, mosaico e vetro.
La parete affacciata sul parco era di cristallo trasparente e consentiva una buona visibilità dei particolari. I ripiani delle vetrine di questa parete sono di legno "velustrato" in tinta grigia chiara . e su di erano sono posti gli oggetti che risaltavano meglio in trasparenza. L'altra parete nel senso della lunghezza era fatta di legno dipinto e presentava numerose vetrine con ripiani di cristallo posti su fondo opaco. Per tutta la lunghezza della galleria si succedevano dei montanti cilindrici di ferro verniciati di nero ai quali erano fissati a sbalzo, per l'esposizione degli oggetti, grandi piani di opalina bianca a forma di ellissi.
Il pavimento è di mosaico di vetro color viola scuro.
Il soffitto era costituito da due strisce, quella verso la parete di legno era costituita da lastre di termolux applicate a una struttura metallica a fisarmonica onde evitare rotture dovuta alla grandine. Tale criterio fu applicato per poter realizzare un soffitto diffusore e anche per rendere le lastre stesse autoportanti. Solo con questo accorgimento fu possibile avere un soffitto luminoso che nello stesso tempo era anche tetto. L'altra striscia era opaca di legno verniciato e appariva come una grande pensilina che attenuava la luminosità del cielo.
L'illuminazione era divisa in tre parti: quella che arrivava dall'alto e che permetteva di avere una luminosità dolce e attenuata, una luce artificiale nascosta all'interno delle vetrine di colore azzurro e i fari posti in alto sui montanti di ferro nella parte affacciata sul parco e che comprendeva i vetri e i piani a forma di ellisse.
Per la mostra, ogni espositore presentava delle produzioni particolari; furono quindi mostrati oggetti diversi e propri di ciascun produttore. I vetrai italiani, in concorrenza con quelli stranieri, seppero emergere in questo ambito e riuscirono distinguersi. Gli oggetti presentati erano destinati a usi diversi, ma avevano in comune la ricerca di una nuova espressione, anche se a volte con un riferimento alla tradizione. Erano presenti oggetti con funzione solo decorativa e oggetti di uso quotidiano, come servizi da tavola e bottiglie, ma anche alcuni esempi di applicazioni tecniche come vetri da laboratorio.
Padiglioni stranieri Inghilterra Prima mostra temporanea architettura e urbanistica L'Inghilterra presentava all'esposizione alcune fra le più importanti soluzioni urbanistiche del dopoguerra. La mostra comprendeva due plastici, uno sul quartiere residenziale estensivo e uno sul quartiere residenziale intensivo di Londra, e una collezione di fotografie suddivise in cinque temi principali: l'ambiente, la città, i centri cittadini, gli edifici scolastici e le zone e gli edifici industriali.
Seconda mostra temporanea urbanistica La mostra temporanea sull'urbanistica inglese venne presentata alla fine agosto, alla chiusura della prima mostra temporanea. Era dedicata al nuovo piano regolatore di Harlow. La mostra comprendeva i due plastici dell'esposizione precedente e un nuovo grande plastico accompagnato da sei pannelli disposti lungo le pareti brevi.
A cura dell'architetto Frederick Gibberd, era illustrato il progetto per il centro civico con grandi blocchi edilizi per abitazioni collettive con capacità variabile da 800 a abitanti ciascuno. Una intensa concentrazione edilizia consentiva il rispetto di vaste aree verdi.
Arredamento inglese La sezione dell'arredamento inglese era costituita da una stanza adibita a soggiorno progettata da Robin Day. Era allestita presso la sezione della Danimarca e non aveva carattere ufficiale.
Era rappresentato l'angolo della conversazione in un soggiorno, composto da un pannello di stoffa dipinta di Henry Moore, un grande scaffale-omnibus, quattro poltrone in legno compensato curvato dai larghi braccioli adibiti a tavolino. All'altro angolo era presente un tavolo rettangolare con cinque sedie nello stile delle poltroncine da soggiorno e tende di stoffa stampata disegnate da Lucienne Day.
Spagna Commissario: Juan Pablo De Lojendio Vice Commissario: Arch. J.A. Coderch Rappresentante delle Belle Arti: Santiago Padròs Ordinamento e Allestimento: Arch. J.A. Coderch Collaboratore: Rafael Santos Torroella Incaricato per la Sezione: Don Tomas M.Llorente
La Spagna partecipò alla IX Triennale solo in modo incompleto e non rappresentativo, presentando un gruppo di opere considerate più importanti e riservandosi una più ampia partecipazione futura.
Fra queste figuravano una pittura su tavola e una scultura del XII secolo, tipiche delle regioni pirenaico-navarro-aragonese e catalana, una serie di fotografie dell'architettura spontanea di Ibiza e delle opere dell'architetto catalano Antoni Gaudí, oltre a due pitture di Juan Miró. Erano presentati inoltre molti oggetti moderni di artigianato della Castiglia, della Catalogna e delle Isole Baleari indumenti e tessuti tipici dell'arte popolare.
Era presentata infine l'eccezionale edizione delle opere del poeta spagnolo Federico García Lorca, in corso di stampa a Barcellona in quel periodo.
Francia Presidente: Paul Leon Commissario generale: Tony Bouilhet Segretario generale: Sthèphane Faniel Comitato organizzatore: arch. Henry Prouvè 1ª Parte: Architettura. Allestimento generale della sezione, Charlotte Perriand 2ª Parte: “Formes utiles” e arredamento, Paul Marot 3ª Parte: Tessuti e arazzi, Annie Baumel 4ª Parte: “Parure”, Luc Lanel 5ª Parte: Arte conviviale, Bernard Gheerbrant 6ª Parte: Arti grafiche
La Francia partecipò, attraverso il Ministero del Commercio estero e all'Associazione d'azione artistica, alla IX Triennale il cui tema principale fu il rinnovo moderno delle opere d'arte decorative. La sezione francese era incentrata sulla relazione fondamentale tra funzionalità e armonia, i due bisogni principali, che dovevano essere presenti nell'abitazione moderna. Questi due fattori furono integrati nella vita quotidiana grazie alla realizzazione di tipo industriale di elementi prefabbricati, progettati dai fratelli Jean Prouvè e Henry Prouvè, usati nella ricostruzione francese, capaci di dare armonia e funzionalità all'ambiente d'abitazione moderno.