Le litanie lauretane (dette anche litanie della beata Vergine Maria) sono una supplica in forma di litania che nella Chiesa cattolica latina vengono rivolte a Dio e alla Vergine Maria. Sono così chiamate perché diventate famose per l'uso che se ne fa nella Santa Casa di Loreto a partire dalla prima metà del secolo XVI. Furono approvate da un decreto pontificio di papa Sisto V nel 1587.
Le litanie contengono molti dei titoli usati formalmente e informalmente per la venerazione della Vergine Maria e sono spesso recitate da una pluralità di persone.
Si usano recitare o cantare alla fine del Rosario, e come atto di culto mariano a sé stante. In questo secondo caso, per esempio, possono costituire l'elemento portante di una celebrazione di preghiera alla Vergine, essere un canto processionale, o far parte di una celebrazione della Parola di Dio.Cfr. (n. 203; nell'edizione stampata pp. 166-167).
L'appellativo "lauretane" non indica il luogo di origine di queste litanie mariane, ma il luogo che le rese celebri: Loreto. Le litanie alla Madonna sono più antiche e fu la fama del santuario di Loreto a diffonderle tra i fedeli. Oggi sono una delle preghiere più popolari alla Madre di Gesù.
Storia
Le origini I primi formulari di litanie mariane sono documentati a partire dalla seconda metà del secolo XII e derivano dallo sviluppo del nucleo mariano delle litanie dei santi, nate agli inizi del III secolo. Il più antico formulario da cui derivano le litanie che prenderanno il nome di "lauretane" dal santuario della Santa Casa di Loreto, in cui si cantavano agli inizi del XVI secolo, è un codice manoscritto della Biblioteca nazionale di Francia. che contiene 73 invocazioni, ()., tra cui Flos virginitatis (= Fiore di verginità), Forma sanctitatis (= Modello di santità), Hymnus cælorum (= Inno dei cieli), Luctus infernorum (= Lutto dell'inferno), oltre alle invocazioni attualmente in uso.Cfr. Anonimo, Litanie della Madonna..., l. cit.
Le 66 invocazioni mariane riportate nel citato scritto parigino hanno già la struttura delle litanie lauretane e sono disposte in modo simile a quelle del formulario di Loreto. La struttura è la seguente: si inizia con tre invocazioni riprese dalle litanie dei santi (Sancta Maria, Sancta Dei Genitrix, Sancta Virgo Virginum), seguono un gruppo di undici invocazioni in cui Maria è considerata come "madre" (Mater), quindi quattro invocazioni come "maestra" (Magistra), gruppo sparito nelle attuali litanie lauretane, otto invocazioni in cui la Madonna viene considerata come "vergine" (Virgo), ventisei titoli simbolici di origine fondamentalmente bibiica, e infine tredici invocazioni a Maria Regina (Regina). I vari titoli con cui la Vergine veniva invocata derivano da testi liturgici, da autori coevi, dalle omelie del periodo di Carlo Magno, con collegamenti a testi più antichi: Giovanni Geometra (X secolo), Venanzio Fortunato (530 circa-660), l'inno Acatisto, Efrem il Siro (306 circa-372).
Le litanie usate nella Santa Casa di Loreto e la loro diffusione Nella prima metà del secolo XVI nel Santuario di Loreto, ogni sabato e in tutte le vigilie e feste della beata Vergine, si usava recitare o cantare una litania mariana, e specialmente quella cosiddetta "scritturale", perché composta di titoli e frasi presi dalla Sacra Scrittura. Avvenne poi, che nella seconda metà di quello stesso secolo, su tutti gli altri testi, lo scritturale compreso, ebbe il sopravvento, quello che venne in seguito riconosciuto dalla Chiesa e chiamato con il nome di litanie lauretane. Le litanie lauretane furono aggiunte alla recita del rosario da papa Pio V dopo la vittoria della Lega Santa a Lepanto. Per lungo tempo si era ritenuto che la prima stampa delle litanie lauretane fosse del 1576,. un libretto scritto ad uso dei pellegrini alla santa Casa di Loreto; successivamente venne ritrovato un libro di preghiere dal titolo Litania loretana, pubblicato a Dillingen (Baviera) nel 1558.. Il formulario venne approvato dal papa Sisto V con la bolla Reddituri dell’11 luglio 1587, che, su istanza dell'Ordine dei carmelitani scalzi, concesse 200 giorni d'indulgenza ai fedeli che le avrebbero recitate; l'indulgenza fu confermata da Benedetto XIII con un decreto della Sacra Congregazione delle indulgenze (12 gennaio 1728) e da Clemente XIII.
Per porre fine alla pluralità dei formulari litanici, talora discutibili e contenenti affermazioni erronee, i quali venivano usati pubblicamente (ne sono stati contati sessanta), il 6 settembre 1601 con il decreto del Sant'Ufficio Quoniam multi papa Clemente VIII proibì la recita pubblica di tutte le litanie, tranne quelle lauretane, e quelle dei santi;Clemente VIII a proposito delle nuove litanie dispose: «Nessuno abbia l'ardire di pubblicarle e recitarle pubblicamente sotto pena di incorrere in gravi sanzioni» (riportato da ). Per il testo originale in latino: . n. 203, nota 249. Inoltre, dispose che per il futuro la competenza per qualsiasi modifica è demandata alla Sacra Congregazione dei Riti, prescrizione tuttora in vigore. L'applicazione del decreto fu abbastanza rapida, ma non mancarono difficoltà, tant'è che nel 1606 il vescovo di Loreto e Recanati Rutilio Benzoni rinnovò il divieto di usare al santuario qualsiasi altra litania al di fuori di quelle a lui approvate, richiamandosi alla disposizione romana, e con decreto del 1631 e la bolla in Supremo di papa Alessandro VII del 28 maggio 1664 era severamente vietato apportare aggiunte alle litanie della beata Vergine Maria, e ancora nel 1740 Benedetto XIV pose all'Indice qualunque litania ad eccezione delle litanie lauretane e di quelle dei santi.Cfr. Giacomo Alberione, , p. 321-322.
Dagli inizi del secolo XVII ai nostri giorni, con l'espressione litanie della Vergine s'intendono le litanie lauretane. Intanto, a Roma il canto delle litanie di Loreto nei sabati e nelle feste della Madonna fu introdotto nel 1597 nella Basilica di Santa Maria Maggiore per disposizione testamentaria del cardinale Francisco de Toledo Herrera (morto nel 1596 e sepolto nella basilica).Angelo De Santi, Le litanie lauretane. Studio storico-critico, in «La civiltà cattolica», vol. 48, 1897, pp. 177-178. Nel 1615 con la bolla Immensae bonitatis papa Paolo V ordinò che fossero cantate il sabato e nelle vigilie e feste della Madonna dopo compieta, "le littanie della Madonna con la Salve Regina ... a doi chori con canto figurato" nella cappella Borghese, da lui fatta edificare all'interno della basilica liberiana.J. Jean Lionnet, La «Salve» de Sainte-Marie Majeure: la musique de la chapelle Borghese au 17ème siècle, «Studi musicali», 12, 1983, pp. 97-119. Come risultato di questo esempio, le litanie lauretane cominciarono ad essere usate in tutte le chiese di Roma, uso che continua oggigiorno. Per i Servi di Maria un decreto del generale F. Ferrari del 22 agosto 1604 prescrisse la recita quotidiana delle litanie, che al sabato, giorno dedicato alla Vergine, dovevano essere cantate. Nel 1615, a Bologna, il capitolo generale dei Domenicani stabilì che al sabato le litanie siano cantate; lo stesso uso si ritrova presso le «congregazioni mariane» ed analoghe disposizioni vennero adottate dai Carmelitani. In questo modo l'uso divenne universale con l'eccezione di Venezia, dove nella Basilica Ducale di San Marco si continuarono ad usare le litanie cosiddette "veneziane" fino al 1820, e del Perù, dove nel 1592 venne introdotto per disposizione del vescovo san Turibio Alfonso de Mongrovejo un formulario proprio, che, con la bolla De salute Dominici gregis del 3 dicembre 1605, fu indulgenziato da papa Paolo V..
Un momento importante nella storia delle litanie lauretane è stato il loro inserimento nellAppendice della nuova edizione del Rituale Romanum del 29 marzo 1874. n. 203, . Il motivo dell'inserimento fu di ordine pratico: riunire in un unico volume i testi di uso più frequente nel ministero sacerdotale. Così il testo delle litanie lauretane, favorito dalla fama del santuario di Loreto e dagli interventi dei pontefici, è diventato una delle preghiere più popolari alla Vergine.
Le invocazioni aggiunte alle litanie
I decreti della Sacra Congregazione dei Riti (1631, 1821, 1839) vietano di apportare qualsiasi aggiunta alle litanie lauretane, senza l’esplicita autorizzazione della Sede Apostolica.
Nel corso dei secoli il formulario delle litanie lauretane si arricchisce progressivamente: dalle 44 invocazioni mariane del primo testo pubblicato a Firenze dopo il 1572 nella Nuova dichiarazione della Santa Casa, oggi le invocazioni sono diventate 54, per le aggiunte che dogmi ed occasioni particolari hanno determinato, non considerando il titolo Mater immaculata concesso solo per la Spagna e i suoi possedimenti e le concessioni per singole diocesi o od ordini religiosi per cui possono aggiungere nelle loro chiese od oratori delle invocazioni particolari come per i francescani: Regina Ordinis Minorum e per i carmelitani Mater et decor Carmeli: il titolo Auxilium christianorum compare nel 1576 in un libretto scritto ad uso dei pellegrini alla santa Casa di Loreto;. tale titolo ricorda la vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571) per raggiungere la quale il papa Pio V aveva invocato l'aiuto della Madonna, per cui la sesta lezione del Mattutino della festa dell'Ausiliatrice nel Breviarium Romanum (24 maggio) attribuiva a tale pontefice l'aggiunta di questa invocazione alle litanie lauretane;Vedi Sacra Rituum Congregatio (a cura di), Breviarium..., p. CCCCIX. questa tesi è confutata, perché non è storicamente dimostrato che Pio V abbia aggiunto quest'invocazione;.Nell'edizione del Breviarium Romanum della Congregazione Salesiana, di cui l'Ausiliatrice è patrona, la lezione VI è stata modificata togliendo il riferimento a san Pio V (). Nelle attuali edizioni della Liturgia Horarum che sostituisce il Breviarium Romanum dopo la riforma liturgica, non compare più la festa dell'Ausiliatrice, soppressa dal Calendario liturgico generale del rito romano, mentre nel Proprio Salesiano della Liturgia delle Ore la lettura non compare a causa della riduzione delle letture. dopo che con la bolla Quantum ornamenti del 25 dicembre 1760 papa Clemente XIII, su richiesta delle cortes e del re di Spagna Carlo III, aveva proclamato l'Immacolata patrona del Regno di Spagna e il 16 gennaio 1761 lo stesso re aveva firmato il decreto-legge con cui istituiva l'Immacolata patrona di tutti i suoi regni, lo stesso papa il 12 settembre 1767 concesse per tutto l'Impero spagnolo di aggiungere alle litanie lauretane il titolo Mater immaculata, titolo che venne inserito dopo quello di Mater intemerata.Vedi Sacra Congregazione dei Riti, Decreto «Hispaniarum», in (n. 4190).. Regina sanctorum omnium fu aggiunta da papa Pio VII quando tornò a Roma dopo la sua lunga prigionia per ordine di Napoleone (1814); Regina sine labe originali concepta fu concessa da Gregorio XVI (1831-1846) a partire dal 1839 ad alcune diocesi; Pio IX (1846-1878) la concesse nel 1846 all'arcidiocesi di Malines e, dopo la definizione del dogma dell'Immacolata Concezione (8 dicembre 1854), la Sacra Congregazione dei Riti con vari rescritti autorizzò molte diocesi a fare l'aggiunta, così che in breve tempo essa divenne pratica universale (l'aggiunta non divenne obbligatoria durante il pontificato di Pio IX, tant'è che è indicata come facoltativa per le diocesi che hanno ottenuto l'indulto apostolico nel Rituale Romanum del 1881;Vedi Sacra Rituum Congregatio (a cura di), Rituale..., op. cit., p. 25*.