Il lago d'Aral (; ; ), talvolta chiamato mare d'Aral, era un lago salato di origine oceanica, situato alla frontiera tra l'Uzbekistan (nel territorio della repubblica autonoma del Karakalpakstan) e il Kazakistan.

Dal 1986 il processo di ritiro delle acque causato dallo sfruttamento delle risorse idriche dei due immissari principali Amu Darya e Syr Darya per la produzione intensiva di cotone (a partire dagli anni cinquanta) ne ha causato prima la separazione in un bacino più piccolo a nord e uno di maggiore estensione a sud e infine il suo quasi totale esaurimento.

Geografia Formazione Il lago d'Aral, così come il Mar Caspio e il Mar Nero, è ciò che resta dell'antica Paratetide che, ritirandosi, ha generato i tre bacini. Ha perso lo sbocco sul mare circa 5,5 milioni di anni fa a causa di sollevamenti tettonici degli Elburz e del Caucaso combinati con l'abbassamento del livello del mare. Ne sono testimoni le numerose conchiglie fossili di cui è disseminato il deserto del Karakum, che si trova a sud. Si è ritenuto plausibile che l'Amu Darya non sfociasse nella depressione che ora ospita il lago d'Aral prima dell'inizio dell'Olocene ma sfociasse invece nel Mar Caspio attraverso il canale Uzboy.Nick Middleton; “The Aral Sea”; in Shahgedanova Maria; The Physical Geography of Northern Eurasia; pp. 497-498. È invece accertato che nell'antichità avesse un emissario che portava le sue acque fino al Mar Caspio e che fungeva da via navigabile collegata alla "via della seta". Il Syr Darya formò un grande lago nel deserto del Kizilkum durante il Pliocene ora noto come depressione di Mynbulak.Velichko, Andrey and Spasskaya, Irina; “Climatic Change and the Development of Landscapes”; in Shahgedanova Maria; The Physical Geography of Northern Eurasia; pp. 48-50

Antiche fluttuazioni di livello dell'acqua Il lago ha sempre mostrato importanti variazioni nel suo livello in tempi storici, ma con periodi del tutto non compatibili con quelli del ciclo di Brückner, ovvero 35 anni. In tempi storici il lago è scomparso e riapparso almeno una volta. Nel 1417 lo storico persiano Hafiz-i Abru riportò che l'Aral era quasi completamente scomparso per poi ritornare gradualmente allo stato iniziale nel 1570. Un successivo periodo documentato di abbassamento di livello fu nel 1824 quando diminuì fino al livello di 49,1 m; il livello risalì poi gradualmente fino al 1843 (51,1 m) per poi diminuire di nuovo, con qualche lieve oscillazione, fino all'anno 1880 (49,35 m); da quel momento fino al 1912 si osservò un innalzamento della superficie fino a 53,35 m, sebbene fossero già stati avviati, seppur in piccola scala, i lavori di deviazione dei due immissari. Successivamente fino al 1964 il livello si mantenne abbastanza stabile, con lievi oscillazioni comprese tra 52,5 e 53,5 m.

In tempi recenti, sul fondo prosciugato del lago sono riapparsi i resti di un'antica città risalenti al XIII-XIV secolo.

Storia Primi usi umani e navigazione

La prima presenza umana ampiamente documentata è quella militare russa, che cominciò nel 1847, quando venne fondata la città di Raimsk, presto rinominata Aralsk, nei pressi della foce del Syr Darya. Poco dopo la marina imperiale russa cominciò a distribuire la propria flotta sulla superficie del lago. Dato che il bacino del lago non era connesso ad altri corpi idrici le navi dovettero essere smontate a Orenburg sul fiume Ural, trasportate via terra fino ad Aralsk (presumibilmente trainate da carovane di cammelli), e poi rimontate.

Le prime due imbarcazioni erano golette a due alberi di nome Nikolaj e Michail. La prima era una nave da guerra, la seconda era una nave mercantile destinata a istituire zone di pesca sul lago. Nel 1848 questi due vascelli esplorarono la parte nord del lago. Nello stesso anno venne montata una nave da guerra più grande, il Constantine, comandata dal tenente Aleksej Butakov che completò l'esplorazione dell'intero bacino nei due anni successivi. Il poeta e pittore ucraino Taras Ševčenko partecipò alla spedizione durante il suo esilio, dipingendo una serie di schizzi sulle coste del lago d'Aral.

Nell'anno 1851 due piroscafi di recente costruzione giunsero dalla Svezia, sempre tramite carovana. Dato che le indagini geologiche non avevano trovato depositi di carbone nella zona il governatore-generale militare di Orenburg Vasilij Alekseevič Perovskij ordinò di effettuare, per il consumo dei due piroscafi, "il rifornimento più abbondante possibile di saxaul", un arbusto del deserto simile alla Larrea tridentata. Sfortunatamente la pianta non si rivelò un combustibile molto adatto, e negli anni successivi la flottiglia dell'Aral fu approvvigionata, a costi elevati, da carbone proveniente dal bacino carbonifero del Donec.

I canali d'irrigazione e il disastro ambientale

Nei primi anni sessanta il governo dell'Unione Sovietica decise di prelevare, tramite l'uso di canali, l'acqua dei due fiumi che sfociavano nel lago allo scopo di irrigare il deserto per coltivare riso, meloni, cereali, e irrigare i neonati vasti campi di cotone delle aree circostanti. Ciò faceva parte del piano di coltura intensiva per il cotone voluto dal regime sovietico, che mirava a far diventare la Russia una delle maggiori esportatrici.

La costruzione dei canali d'irrigazione cominciò in larga scala negli anni quaranta. La maggior parte di essi fu costruita in modo sbrigativo, permettendo all'acqua di filtrare o evaporare. Si stima che il canale del Karakum, il più largo nell'Asia centrale, abbia sprecato dal 30% al 75% dell'acqua che lo ha attraversato.

Dei di canali di irrigazione che portano alle aziende agricole, solo il 28% è impermeabilizzato. Solo il 77% delle opere di presa dei canali dei consorzi agricoli è dotato di misuratori di portata, mentre dei di canali interni alle fattorie solo il 21% è rivestito di materiale contro l'infiltrazione, che mantiene il 15% di acqua in più rispetto a quelli non rivestiti.

Sin dal 1950 si poterono osservare i primi vistosi abbassamenti del livello delle acque del lago. Già nel 1952 alcuni rami della grande foce a delta dell'Amu Darya non avevano più abbastanza acqua per poter sfociare nel lago. Nel 1960 una quantità d'acqua stimabile tra 20 e 60 km³ fu deviata nell'entroterra. Dal 1961 al 1970 il livello del lago scese a una media di 20 cm all'anno, e negli anni settanta la media triplicò arrivando a 50–60 cm all'anno, mentre negli anni ottanta la media era compresa fra gli 80 e i 90 cm annui. Il tasso di utilizzo d'acqua per scopi irrigui continuò a crescere: l'acqua deviata dai fiumi duplicò tra il 1960 e il 2000, così come la produzione di cotone.

La progressiva scomparsa del lago non sorprese i sovietici, che avevano previsto l'evento all'inizio dei lavori e ritenevano che l'Aral, una volta ridotto a una grande palude acquitrinosa, sarebbe stato facilmente utilizzabile per la coltivazione del riso. Già nel 1964 Aleksandr Asarin dell'istituto 'Hydroproject' evidenziava il fatto che il lago era condannato, spiegando che "ciò fa parte dei piani quinquennali approvati dal Consiglio dei ministri e dal Politburo. Nessun appartenente a un livello inferiore avrebbe osato contraddire questi piani, anche se così il destino del lago fu segnato".

L'opinione pubblica si divise in più correnti. Il piano di sfruttamento delle acque dei fiumi a scopo agricolo aveva come responsabile Grigorij Voropaev che, durante una conferenza sui lavori dichiarò, a chi osservava che le conseguenze per il lago sarebbero state nefaste, che il suo scopo era proprio quello di "far morire serenamente il lago d'Aral". Era infatti così abbondante la necessità di acqua che i pianificatori arrivarono a dichiarare che l'enorme lago era ritenuto uno spreco di risorse idriche utili all'agricoltura e, testualmente, "un errore della natura" che andava corretto. Un ingegnere sovietico dichiarò, nel 1968, che "è evidente a tutti che l'evaporazione del lago d'Aral è inevitabile". D'altra parte negli anni sessanta fu proposto un progetto su larga scala per reindirizzare una parte del flusso del fiume Ob' e dei suoi affluenti verso l'Asia centrale attraverso un gigantesco sistema di canali. Uno dei principali obiettivi del progetto era rifornire d'acqua il lago d'Aral. Tuttavia, a causa dei costi impressionanti e della contrarietà dell'opinione pubblica russa, le autorità federali abbandonarono il progetto nel 1986.

Dal 1960 al 1998 la superficie del lago si ridusse di circa il 60% e il suo volume dell'80%. Nel 1960 il lago d'Aral era il quarto lago più grande del mondo con una superficie di 68 000 km² e un volume di 1 100 km³, mentre dal 1998 la superficie si è ridotta a 28 687 km², scivolando all'ottava posizione. Nello stesso periodo la salinità è aumentata da 10 a 45 g/L. Dal 1987 il lago si è diviso in due laghi distinti, quello nord e quello sud, a causa del continuo ritiro delle acque. Nel 1991 l'Uzbekistan acquisì l'indipendenza dall'Unione Sovietica. L'ambasciatore inglese Craig Murray descrisse l'indipendenza come un modo per Islom Karimov di consolidare il suo potere piuttosto che dedicarsi all'allontanamento da un'economia di stampo sovietico centrata sullo sfruttamento delle terre. Murray attribuì alla politica sul cotone di Karimov la causa del prosciugamento del lago negli anni novanta. Il governo mantenne il massiccio sistema di irrigazione che Murray descrisse come altamente inefficiente. La rotazione delle colture non era utilizzata e il suolo impoverito richiedeva enormi quantità di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti. Il deflusso dell'acqua dai campi portò queste sostanze chimiche nel lago in contrazione, creando un grave inquinamento e problemi di salute.

Nell'estate del 2003 il lago d'Aral a sud stava scomparendo prima del previsto. Nelle parti più profonde del lago l'acqua sul fondo era più salata di quella in superficie e non avveniva il rimescolamento: in questo modo in estate veniva riscaldata solo la parte superiore del mare, che evaporava più rapidamente di quanto previsto. Nel 2003 l'Aral Sud si suddivise ulteriormente in due bacini: uno orientale e uno occidentale.

Nel 2004 la superficie del lago d'Aral era di soli 17 160 km², il 25% della sua estensione originale, mentre la salinità era aumentata di quasi cinque volte uccidendo la maggior parte della flora e fauna. Nel 2007 la superficie del lago si era ulteriormente ridotta fino al 10% della sua dimensione originale e la salinità di ciò che restava dell'Aral Sud era aumentata a livelli superiori a 100 g/L (per un confronto, la salinità ordinaria dell'acqua marina è di circa 35 g/L, mentre nel Mar Morto la salinità varia tra 300 e 350 g/L).

Il ritiro dell'Aral Nord è stato parzialmente invertito grazie alla costruzione di una diga, ma i resti dell'Aral Sud continuano a scomparire e la sua contrazione drastica ha creato l'Aralkum, un deserto che si estende sull'ex letto del lago.

L'afflusso di acque sotterranee nel lago d'Aral Sud, che provengono da una falda che ha origine dalle montagne del Pamir e del Tien Shan e che si fa strada attraverso gli strati geologici di una zona di frattura sul fondo del lago, non è sufficiente per fermare l'essiccazione. Anche se questo afflusso, di circa 4 km³ all'anno, è maggiore di quanto precedentemente stimato, se non saranno cambiate le pratiche di irrigazione non sarà possibile invertire la tendenza iniziata negli anni '60 del Novecento. Nel 2014 il bacino orientale era totalmente prosciugato, e mentre l'Aral Nord si è stabilizzato, l'Aral Sud continua il suo declino nel corso degli anni successivi, perdendo sempre più acqua a ovest, con il bacino orientale che si prosciuga di nuovo nel 2021. , il lago è ridotto a meno di un decimo delle sue dimensioni originali e ha perso il 95% del suo volume.

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