Gestì il programma di armamento biologico dell'Impero giapponese al comando di un'unità militare di ricerca chiamata Unità 731.

Biografia Primi anni Shirō Ishii nacque il 25 giugno 1892 nel villaggio di Shibayama, prefettura di Chiba, in Giappone. La sua famiglia che produceva sakè, era benestante ed esercitava un dominio quasi feudale sulla comunità del villaggio. Quarto figlio di Katsuya Ishii, ricevette un’educazione tradizionale presso la scuola Imperiale di Chiba e la scuola superiore a Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa. Era un ottimo allievo, considerato come un genio da molti insegnanti, ma ritenuto arrogante e impulsivo da alcuni dei suoi compagni.

Nell'adolescenza si era avvicinato ai valori dell’élite del cambio di secolo: lealtà alla patria e all’imperatore. Fin dalla giovane età si era posto l’obiettivo di servire il paese entrando a far parte dell’esercito e il suo interesse nella medicina lo spinse a seguire una carriera di medico militare nell’Esercito imperiale giapponese. Nell’aprile del 1916 fu ammesso al Dipartimento di medicina dell’Università Imperiale di Kyoto. Brillante ed intelligente, spesso riceveva compiti di difficoltà maggiore rispetto alla sua età e percorso scolastico.

Tuttavia al tempo non si parlava di etica. La medicina occidentale era stata introdotta di recente e l’insegnamento si focalizzava soprattutto sulla pratica ed esperienza. Gli educatori della generazione di Ishii e quelle successive ritenevano che gli studenti di medicina avrebbero spontaneamente interiorizzato il compito di non utilizzare le proprie conoscenze per arrecare danno alle persone. Di tanto in tanto un professore poteva aprire una discussione sulla questione etica, ma chi usciva dalla facoltà come dottore non era sottoposto ad alcun giuramento di Ippocrate di tipo occidentale o a un equivalente giapponese.

Inizio della carriera militare Ishii si laureò nel 1920 e nel giro di un mese iniziò la formazione militare come ufficiale presso il Terzo reggimento della Divisione delle Guardie Imperiali, alla quale fu poi assegnato come Tenente chirurgo di primo grado. Più interessato alla ricerca, il 1º agosto del 1922 fu trasferito al Primo Ospedale Militare a Tokyo, guadagnandosi in breve tempo la fama di assiduo frequentatore dei distretti a luci rosse, di forte bevitore e prodigo nelle spese. Nonostante la cattiva notorietà, i suoi superiori nel 1924 lo invitarono a proseguire gli studi.

Presso l’Università Imperiale a Kyoto si specializzò nella ricerca in batteriologia, sierologia, patologia e della medicina di prevenzione. Durante questo periodo fu inviato nello Shikoku per studiare la diffusione di una malattia che aveva raggiunto livelli epidemici nella prefettura di Kanagawa, con il compito di localizzare e isolare il virus ritenuto responsabile. È stato probabilmente questo lavoro sui sistemi di filtrazione dell’impianto idrico e sulla prevenzione epidemica a condizionare le successive fasi della sua carriera.

Molti professori lo tenevano in grande considerazione, tra cui il Presidente di facoltà Araki Torasaburo che divenne uno dei suoi sostenitori, ma il suo atteggiamento arrogante e prepotente, nonché l’indifferenza che mostrava verso il lavoro dei colleghi, gli rendeva difficile l’integrazione nel gruppo degli studenti. Nel 1924 era stato promosso a Capitano e tra la fine del 1926 e l'inizio del 1927 ottenne il dottorato in microbiologia, con la tesi “Ricerca su Batteri gemelli Gram-positivi”. L'esercito lo stazionò presso l’Ospedale medico militare di Kyoto, ma Ishii continuò a mantenere i legami con l’Università, presso la quale almeno una volta all’anno ritornava per incontrare i professori e parlare agli studenti della propria attività. Acquisì sempre più fama di ricercatore medico, pubblicando una serie di articoli in riviste scientifiche.

Il progetto delle armi biologiche Tenendosi sempre informato sulla letteratura scientifica, si imbatté in un report sull’armamento biologico del Tenente di primo grado e medico di seconda classe Harada. Harada era un membro dell’Ufficio del Ministero della guerra giapponese e aveva preso parte nel 1925 alla Convenzione di Ginevra, la quale rendeva illegale l’impiego di armi chimiche e biologiche nella guerra. Fu tramite il suo report che Ishii si interessò al potenziale della guerra biologica e aspirò a valutarne le possibilità per l’esercito giapponese. Nel 1927 tentò di perorare la causa delle armi biologiche tra le università di Kyoto e Tokyo, ma la mancanza di interesse per il tema tra i militari lo frustrò e decise così di partire per un tour di studi all’estero per due anni.

Era tradizione, nella maggior parte delle istituzioni militari, mandare i migliori giovani soldati all’estero, non soltanto per studio ma anche con il proposito di raccogliere quante più informazioni possibili sulla situazione degli altri paesi. Tuttavia era inconsueto che un sistema così rigido nella disciplina come quello militare giapponese concedesse a un nuovo soldato un permesso di assenza per due anni, per un progetto sulle armi biologiche che non destava interesse. Dopo aver condotto due anni di ricerche intensive sulla produzione di armi chimico-biologiche in Occidente, fu assegnato come Professore di Immunologia alla Scuola medica militare di Tokyoe promosso al grado di Maggiore, giungendo nella posizione di poter fare pressioni per la ricerca sulle armi biologiche.

Riuscì ad attirare l’attenzione di Koizumi Chikahiko, che era stato prima Generale chirurgo e poi Ministro della Salute e ottenne il sostegno di Sadao Araki, ministro dell'esercito giapponese. Interessato all’iniziativa di Ishii, Koizumi fu suo sostenitore nell’istituire un Dipartimento di Immunologia e lo prese sotto la propria ala, nonostante non approvasse sua condotta eccentrica e dissoluta. In questo periodo ottenne il supporto anche del Colonnello Kajitsuka Ryuji e del Generale Nagata Tetsuzan. Ottenuto un terreno da Koizumi, accanto all’edificio di due piani in cemento fece costruire nel 1933 un altro edificio di 1795 metri quadrati, che avrebbe costituito la base di ricerca a Tokyo fino alla sconfitta giapponese nel 1945.

Invenzioni Nel 1931, in seguito al suo ritorno in Giappone, Ishii fece una dimostrazione pubblica di un prototipo di un filtro idrico di sua creazione; questa invenzione ottenne un successo immediato e fu utilizzata in tutte le zone militari operative. Nel corso degli anni il filtro fu sottoposto a numerose modifiche e miglioramenti presentati da Ishii in eccentriche dimostrazioni. In una delle visite dell'Imperatore Hirohito si dice che avesse urinato in uno dei filtri, offerto l'"acqua" prodotta all'Imperatore e, al suo rifiuto, l'avesse bevuta lui. Il filtro era prodotto dalla Nippon Tokushu Kogyo Kabushiki Kaisha (Società per azioni Industriale Specializzata del Giappone), compagnia situata vicino al Laboratorio a Tokyo, in modo che Ishii potesse controllare il suo operato.

Ideologia <<La nostra missione divina come medici è sfidare tutte le varietà di micro-organismi che causano malattie; di bloccare tutte le strade di intrusione nel corpo umano; di annientare tutte le particelle estranee che risiedono nei nostri corpi; e di definire il trattamento più rapido possibile. Tuttavia, il lavoro di ricerca su cui ci stiamo per lanciare è il completo opposto di questi principi, e potrebbe provocarci tormento come medici.[...]>>

Ishii, come la maggior parte dei giapponesi, credeva nella superiorità culturale ed etnica della propria nazione sulla base della discendenza divina dell'Imperatore. In un periodo tumultuoso, in cui chiunque fosse contro l'operato dell'imperatore doveva essere eliminato (come Nagata Tetsuzan, assassinato nel 1935), la mentalità con cui erano cresciuti Ishii e collaboratori era "gerarchia, lealtà, conformità, dovere e obbedienza". Gli abitanti dei territori occupati dal Giappone erano ritenuti inferiori, e pertanto non c'era alcun rimorso nell'utilizzarli a proprio vantaggio. Ishii e i suoi subordinati seguivano queste dottrine e non si facevano problemi a portare avanti esperimenti sui prigionieri (asiatici e non) perché ritenuti inferiori e pertanto sacrificabili.

L'attività in Manciuria

Forte dei successi in laboratorio, Ishii iniziò ora a preoccuparsi del fatto se alcuni degli sviluppi sperimentali di laboratorio avrebbero funzionato sul campo e l’unica soluzione sembrava utilizzare esseri umani come soggetti degli esperimenti. Consapevole del rischio nel condurre una tale ricerca nella capitale, sotto lo sguardo delle autorità, riuscì a farsi assegnare dall’Esercito in Manciuria, colonia giapponese da poco acquisita. Gli anni ’30 furono un periodo d’oro per la carriera di Ishii: era stato promosso a Tenente colonnello il primo agosto 1935, in parte per i risultati della ricerca raggiunti a Beiyinhe, il villaggio in Manciuria presso cui era stata costruita la struttura di sperimentazione. Considerata la scarsa conoscenza letteraria sull’utilizzo di armi biologiche negli anni trenta, era difficile confutare o controbattere le affermazioni di Ishii di poter raggiungere risultati strabilianti se gli fosse stata data opportunità di sfruttare a pieno il potenziale degli agenti biologici.

Gli venne data questa possibilità il primo agosto 1936, quando fu scelto come capo del Boeki kyusui bu, o Dipartimento di prevenzione epidemica e purificazione idrica dell’Armata del Kwantung. Un anno prima un'epidemia di colera che aveva ucciso circa 6000 soldati e si pensava che il nemico, cinese o sovietico, ne fosse stato responsabile, contaminando il sistema idrico. Nessun altro in questo caso era più adatto di Ishii, essendo già stazionato in Manciuria, a dirigere un’operazione contrapposta di guerra biologica. Inoltre il Dipartimento di purificazione idrica era la perfetta copertura per il progetto di Ishii, in quanto nessuno avrebbe sospettato l’utilità di unità militari in grado di fornire acqua potabile alle forze armate, possibile con l’invenzione del filtro purificatore di Ishii.

Ishii esercitava una grande influenza sulla polizia locale, così come sulla Kempeitai e l'Armata del Kwantung, che ormai operava "indipendente" da Tokyo. Il progetto iniziale per la costruzione della base di ricerca a Pingfan e le strutture ausiliarie era di tre milioni di yen, un budget troppo elevato a disposizione di un Colonnello. Questo dimostra che Ishii aveva l’appoggio di figure ai piani alti del comando. La costruzione e progettazione del complesso di Pingfan era un’operazione che richiedeva tempo, denaro ed energie. Negli anni di operatività della struttura, dal 1936 al 1945, Ishii dimostrò le sue capacità organizzative e amministrative, facendo della costruzione del centro il suo unico proposito di carriera. Tuttavia, dato il suo carattere esibizionista, il 7 novembre 1936 organizzò una dimostrazione per i colleghi medici dell’esercito, facendo cadere carichi di medicinali da un aereo sulla folla.

Il 1º marzo 1938 fu promosso a Colonnello per i successi ottenuti con la ricerca sulle armi biologiche e verso la fine dell’anno il complesso di Pingfan era diventato operativo. Nei cinque anni successivi raddoppiò gli sforzi per raggiungere gli obiettivi e al tempo stesso fare progressi di carriera. Dirigeva il Dipartimento per l'Armata del Kwantung, si spostava avanti e indietro presiedendo conferenze all’Università imperiale di Kyoto e presso l’Istituto militare medico di Tokyo, supervisionava le operazioni a Beiyinhe e proseguiva la ricerca nel laboratorio di Harbin. Come affermò Naito Ryoichi nel 1947: "Mobilitava la maggior parte delle università giapponesi per aiutare nella ricerca. In aggiunta all’Istituto medico militare di Tokyo, c’erano anche l’Università Imperiale di Kyoto e di Tokyo, il Laboratorio di ricerca delle malattie infettive, ecc...".