La solfara Grande o miniera Grande poi diventata miniera Trabia Tallarita dopo l'unione della società proprietaria della solfara Grande e della solfara Sofia, è una miniera di zolfo sita in provincia di Caltanissetta, al confine tra il territorio di Sommatino e Riesi, nelle vicinanze del ponte Muntina sul fiume Salso, sulla riva destra la miniera Trabia e a sinistra la Tallarita.

Storia Notizie storiche collocano agli inizi del 1700, la scoperta dello zolfo nel territorio di Riesi, rivenuto nel territorio di Cipolla, dove era presente all'epoca la miniera Portella di Pietro.Giuseppe Ferro, nel libro dedicato alla storia di Riesi, racconta che sono presenti notizie ufficiali secondo cui l'attività solfifera a Riesi, sia nata 30 anni prima, della nascita della miniera Trabia.

La solfara Grande risulta attiva già nel 1830, con un successivo primo permesso di estrazione risalente al 1823. Il primo proprietario della miniera fu il principe di Trabia e di Butera, essa è stata una delle più importanti miniere del comprensorio dello zolfo del centro Sicilia; oggi è parzialmente visitabile in alcuni ambienti esterni.Barone & Torrisi,Economia e società nell'area dello zolfo secoli XIX-XX, Caltanissetta, Salvatore Sciascia Editore, 1989 p. 80. Invece la famiglia Pignatelli era proprietaria della miniera Tallarità. Queste famiglie aristocratiche vivevano in grandi città e spesso affidavano la gestione delle miniere a grandi enti stranieri, con un'elevata disponibilità economica e anche tecnica. Questo infatti è il motivo per cui le miniere Solfara Grande e Tallarita, risultarono all'avanguardia sotto il profilo della sperimentazione e della tecnologia mineraria, rispetto ad altre miniere dell'isola.

Infatti, nel 1837, nella miniera Tallarita, un dirigente britannico, Jorge Woods, realizzò delle pompe a vapore per l'estrazione dell'acqua all'interno delle gallerie, che sostituirono le vecchie pompe a mano. Si ottenne così l'applicazione di una delle prime tecnologie a vapore che venivano costruite in Sicilia

Nel 1904 tra la stazione ferroviaria di Campobello di Licata e la miniera venne costruita una teleferica di 10 km.

Essa è stata di proprietà nel 1897 di uno zio del pilota Tazio Nuvolari, nonché dal 1913 al 1921 della famiglia Florio.

Negli anni è stata oggetto di importanti innovazioni tecnologiche tra cui l'utilizzo di una teleferica che giungeva fino alla stazione di Ravanusa. Oggi parte delle strutture esistenti sono state musealizzate facendo nascere il Museo delle solfare di Trabia Tallarita.

Incidenti

Nel 1789, a seguito di un incendio non controllato, involontariamente fu scoperto il metodo della coltivazione per incendio. Infatti, a seguito di questo evento sgorgò, ai piedi della montagna di Sommatino, un fiume di zolfo fuso purissimo da uno dei suoi imbocchi.

La miniera è costellata negli anni da vari gravi incidenti, il primo fu nel 1867, con 12 morti per una esplosione dovuta allo scoppio di una grossa carica di dinamite. Ad esso seguì il grave incidente del 1883 che causò 39 morti e 2 feriti per asfissia da anidride solforosa prodotta da un incendio in una galleria.. Un terzo ed un ulteriore grave incidente avvennero il 1º agosto 1903, causato da emissione di anidride solforosa, ed il 15 marzo 1905 a seguito di un'esplosione. Un'esplosione avvenne anche il 15 febbraio 1928. Un sesto grave incidente accadde nella galleria Giulia il 6 febbraio 1932.

Un settimo grave incidente accadde il 20 agosto 1957 quando vi morirono 23 minatori, e molti altri rimasero feriti.

La miniera Trabia venne definitivamente chiusa nel 1975.

Museo delle solfare Il sito minerario è stata acquistato dall'Assessorato Regionale dei Beni Culturali tra il 2000 e il 2003. L'8 marzo del 2010 è stato inaugurato il primo lotto dei lavori di recupero, che hanno interessato la centrale elettrica “Palladio” e i fabbricati annessi, un tempo destinati ad officine ed uffici. La centrale ospita un allestimento di tipo interattivo e didattico che comprende: la visita dei Motori Tosi: la simulazione della discenderia con le varie fermate alle gallerie della zolfara; una mostra fotografica permanente “Sulfaro e sulfatari” sulla vita in miniera; una sala espositiva dedicata ai minerali e cristalli di zolfo; una sala dedicata alle proiezioni e alle conferenze.

Note

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