Il 43M Zrínyi II, abbreviazione della dicitura completa 10.5 cm 40/43M Zrínyi II e noto altresì come Zrínyi 105, è stato un cannone d'assalto dell'Esercito regio ungherese, concepito ed entrato in servizio durante la seconda guerra mondiale.
Tra il 1940 e il 1942 lo stato maggiore dell'Esercito ungherese, stimolato dagli avvenimenti bellici in Europa, prese in considerazione l'idea di creare battaglioni d'artiglieria d'assalto (sull'esempio tedesco) e, nel corso dell'anno successivo, fu realizzato e lungamente collaudato un prototipo basato sullo scafo del carro armato medio 40M Turán I, ricostruito con una bassa casamatta ospitante un obice 40M da . Lo Zrínyi II fu accettato in servizio nel maggio 1943 e ne furono ordinati novanta esemplari alla Weiss Manfréd Acél- és Fémművek, una delle poche in Ungheria capace di costruire simili veicoli; al contempo era iniziato il laborioso addestramento dei reparti destinati all'utilizzo del cannone d'assalto, per il quale era previsto anche il ruolo di artiglieria semovente. La produzione andò incontro a difficoltà e ritardi e fu interrotta alla fine del luglio 1944, con la distruzione della fabbrica a seguito di un bombardamento aereo: le stime sul totale di mezzi completati si aggirano su settanta esemplari. Sui campi di battaglia d'Ungheria lo Zrínyi II, relativamente moderno, dimostrò buone qualità e resistenza, pur essendo schierato in numeri troppo piccoli per poter fare la differenza. Gli ultimi esemplari combatterono nel brutale assedio di Budapest e qualche altro cannone d'assalto rifluì in Austria al seguito dell'Esercito tedesco; furono infine fatti saltare in aria dagli equipaggi man mano che i guasti li resero tutti inutilizzabili.
Un solo Zrínyi II è rimasto intatto ed è esposto al Museo dei mezzi corazzati di Kubinka in Russia.
Storia Sviluppo
Nel 1938 il Regno d'Ungheria dell'ammiraglio Miklós Horthy iniziò il processo di riarmo e di espansione delle forze armate, ridotte al minimo dal trattato del Trianon. Punto fermo delle alte sfere fu il potenziamento della produzione interna per non dover dipendere da forniture estere: nel 1940 fu così acquistato dalla Germania nazista il prototipo del carro armato medio cecoslovacco T-21, capostipite della famiglia di blindati Turán magiari. Lo stesso anno l'Istituto di tecnologia militare immise in servizio l'obice campale 40M da come primo passo per rinnovare la dotazione d'artiglieria dell'Esercito. Gli ungheresi rimasero assai impressionati dal successo tedesco nella campagna di Francia e dall'apparizione di nuove macchine militari come i cannoni d'assalto: il 25 febbraio 1941 il comando dell'VIII Corpo d'armata, stanziato a Kassa, propose di creare un cannone d'assalto nazionale, ma il suggerimento fu rifiutato il successivo ottobre. L'idea fu nuovamente presa in considerazione nel luglio 1942, dopo circa un anno di dure operazioni militari sul fronte orientale al fianco dell'Esercito tedesco e anche, pare, in seguito all'invio di una missione militare in Italia che poté ispezionare un semovente 75/18. Il dipartimento 3/b del ministero della Guerra, forte dei rapporti pervenutigli dal fronte e delle informazioni sui veicoli tedeschi e sovietici incontrati, suggerì un piano per trasformare le artiglierie delle divisioni corazzate in mezzi semoventi cingolati, sottolineando i vantaggi possibili in fatto di mobilità; i funzionari anticiparono anche l'idea di realizzare un veicolo dotato dell'obice 40M...
La proposta accolse questa volta pareri positivi tra i componenti dello stato maggiore generale dell'esercito e, sebbene non fosse stato raggiunto un accordo sulla natura del mezzo (cannone d'assalto o semovente d'artiglieria), l'Istituto di tecnologia militare ricevette ordine di preparare un progetto dettagliato. Questo organismo lavorò assieme alla Weiss Manfréd Acél- és Fémművek di Csepel, ditta che produceva il carro armato Turán I, scelto come base semovente, e che nel settembre 1942 consegnò un simulacro in legno: in base a esso fu confermata la fattibilità della costruzione di un'artiglieria semovente e lo stesso mese fu richiesto un prototipo funzionante. Per risparmiare tempo e denaro, la Manfréd Weiss utilizzò uno dei prototipi in ferro del Turán, ne allargò lo scafo di , rimosse torretta e sovrastruttura e vi applicò una bassa casamatta squadrata, sempre in ferro e con un'apertura frontale ove fu sistemato l'obice 40M. Il veicolo fu pronto nel dicembre 1942, con numero di registrazione H-801 e una pittura mimetica composta da giallo sabbia, marrone e verde erba;. inoltre era stata saldata al muso dello scafo una lastra spessa , per portarne lo spessore a (uguale a quello della casamatta).. Il 28 dello stesso mese ebbero inizio i collaudi presso il Centro d'addestramento dell'artiglieria a Hajmáskér, poiché era stato deciso che il nuovo blindato sarebbe ricaduto nelle competenze dell'ispettorato d'artiglieria: sussistevano, comunque, ancora dubbi sulla natura precisa del veicolo. Durante i test il prototipo fu ben giudicato e il timore che il peso superiore potesse provocare problemi si rivelò infondato. Gli unici appunti riguardarono la modesta depressione dell'obice (di cui fu richiesto l'aumento da -5° a -15°) e la necessità di aggiungere un grilletto a pedale, poiché il sistema di sparo pneumatico aveva dato prova di qualche malfunzionamento. Gli ufficiali dell'artiglieria confermarono l'utilità di un simile mezzo per la loro branca e suggerirono di impiegare munizioni fisse per incrementare il rateo di fuoco. I tecnici della Manfréd confermarono la fattibilità dei cambiamenti e i militari, soddisfatti, classificarono il prototipo come cannone d'assalto e semovente d'artiglieria..
Le prove sul campo continuarono tra il gennaio e il maggio 1943. Furono testate velocità, componenti meccaniche e apportati altri piccoli cambiamenti: il visore circolare del cannoniere, ricavato nella porzione frontale della casamatta e a sinistra del cannone, fu eliminato; l'identico visore del pilota, a destra, fu rimpiazzato da quello rettangolare tipico dei Turán I, dotato di vetro corazzato, e il conducente perse inoltre i visori sporgenti dal tetto.. Il 1º maggio 1943 l'Istituto di tecnologia militare confermò che il mezzo era pronto per la produzione di massa; tuttavia l'ispettore delle truppe corazzate, maggior generale Jenő Major, si oppose a usare lo Zrínyi come cannone d'assalto, puntualizzando che la corazzatura frontale da e il calibro dell'armamento erano insufficienti. L'ufficio 3/b mise a tacere tali rimostranze, il ministero della Guerra dette il proprio nullaosta e assegnò al veicolo la denominazione ufficiale di "10.5 cm 40/43M, obice d'assalto Zrínyi",.. che nell'ultimo anno di ostilità fu cambiata in "Zrínyi 105".. Il nome rimandava all'eroe nazionale Nikolaus Zrínyi, fiero oppositore dei turchi caduto nel 1566 nell'assedio di Szigetvár.
Produzione
Il 3 febbraio 1943 (lo storico Péter Mujzer riporta addirittura gennaio) l'Esercito, colpito dal disastro della 2ª Armata annientata nei dintorni di Stalingrado con la perdita pressoché totale della componente meccanizzata e corazzata, già aveva contattato la Weiss Manfréd per la realizzazione di quaranta unità. Gli esemplari di serie dovevano essere uguali al prototipo modificato e le officine MÁVAG Diós-Győr avrebbero fornito obice, culla, orecchioni e sistemi di puntamento.. In maggio lo stato maggiore generale completò un piano di produzione e sviluppo per i mezzi corazzati di ogni tipo in accordo alle nuove unità previste; erano inclusi un cannone d'assalto/cacciacarri da a imitazione dello Sturmgeschütz III (che fu indicato come Zrínyi I) e naturalmente il 40/43M, che divenne retroattivamente lo "Zrínyi II". Per quest'ultimo fu previsto una seconda serie di cinquanta unità nel 1945, ma problemi inattesi nella messa a punto dello Zrínyi I, legati soprattutto al pezzo, resero necessario anticipare la produzione del secondo lotto di Zrínyi II. L'ufficio 3/b contattò la Weiss Manfréd e la Ganz, che accettarono il cambio di programma e che dovevano fabbricare lo Zrínyi II fino al settembre 1944; lo Zrínyi I sarebbe subentrato subito dopo.. Nell'aprile 1943 una missione militare, inviata in Germania per studiare i processi produttivi di cannoni d'assalto e artiglieria semovente, propose al ritorno in patria di comprare la licenza del Panzer IV e del connesso Sturmgeschütz IV. Seriamente valutata, l'ipotesi fu poi scartata perché implicava notevoli problemi logistici..
Alla fine del 1943 erano stati consegnati ai reparti in addestramento solo venti 40/43M, a causa di difficoltà nella catena di produzione; nel marzo 1944 la quota era cresciuta a trentaquattro unità e la prima commessa fu finalmente esaurita tra aprile e maggio. L'industria magiara si dedicò quindi a completare la seconda serie di Zrínyi II tra crescenti difficoltà, amplificate inoltre dall'occupazione tedesca del paese a marzo – il governo Horty aveva infatti intavolato trattative segrete con gli Alleati, scoperte dalla Germania. Il 27 luglio la Weiss Manfréd fu rasa al suolo da un pesante bombardamento aereo anglo-statunitense, interrompendo così la produzione degli Zrínyi II: secondo la documentazione della ditta, alla data erano stati consegnate circa venticinque unità. Solo altri sei veicoli furono assemblati dalla Ganz, dove si trovavano i depositi delle parti di ricambio e di componenti già lavorati. Il totale di mezzi costruiti dovrebbe ammontare a settanta.. Un'altra fonte si basa sull'ultimo numero di matricola comunicato (3H-066) e ne deduce che, sicuramente, sessantasei cannoni d'assalto furono completati prima del disastroso bombardamento. Puntualizza altresì che i sei esemplari della Ganz furono montati nel pieno dell'assedio di Budapest, svoltosi tra la fine del 1944 e il febbraio 1945: si avrebbe dunque un totale di settantadue unità.. Lo Zrínyi I rimase allo stadio sperimentale; l'unico prototipo era stato ricavato dallo Zrínyi originale, sostituendone parte della casamatta con elementi in acciaio e il diverso cannone. Lasciato nei depositi dell'arma d'artiglieria, fu ritratto in foto nel marzo 1944 ma, dopo quella data, se ne sono perse le tracce..
Impiego operativo Costituzione dei reparti