Lohengrin (AFI: ) è un'opera romantica tedesca scritta e composta da Richard Wagner; si tratta della sua sesta composizione di questo genere in ordine cronologico.. Ne è la fonte il poema epico medievale tedesco Parzival di Wolfram von Eschenbach. Lohengrin, il cavaliere del cigno, uno dei custodi del Santo Graal, è infatti figlio di Parsifal, mitico cavaliere della Tavola rotonda, a sua volta protagonista dell'ultimo dramma di Wagner, scritto trent'anni dopo.

La prima rappresentazione si tenne a Weimar nel 1850 e fu curata da Franz Liszt, amico e sostenitore (e futuro suocero) di Wagner, all'epoca in esilio perché coinvolto nei moti del 1849.

La prima italiana (che fu anche il debutto assoluto di un'opera di Wagner sulle scene nazionali) si svolse invece nel 1871 a BolognaA. Testoni, Ottocento bolognese. Nuovi ricordi di Bologna che scompare, Bologna, Licinio Cappelli, 1933, pp. 69-76..

Fra i brani più noti dell'opera si può citare il celebre coro nuziale, all'inizio dell'ultimo atto, ancora oggi eseguito in occasione delle cerimonie nuziali.

Periodo di composizione

Considerato l'ultimo dei lavori giovanili di Wagner, Lohengrin è da ascrivere a un periodo di profonda insicurezza della vita del compositore. Dopo il trionfo ottenuto alcuni anni prima col tradizionale Rienzi, ancora legato agli stilemi della grand opéra, Wagner aveva sperato di condurre facilmente l'entusiasmo del pubblico verso la sua grande rivoluzione artistica, già inaugurata nella stesura de L'olandese volante e del Tannhäuser, ma l'insuccesso riscontrato con queste due opere aveva arrestato e rimesso in discussione i vari progetti compositivi.

Scrisse a tale proposito:

Venuto a conoscenza della leggenda del cavaliere del cigno a Parigi, nel 1841, Wagner ebbe l'idea per il libretto del Lohengrin nell'estate del 1845, durante un soggiorno presso le terme a Marienbad, in Boemia.. In pochi giorni stese in prosa l'intero progetto e anche alcuni passaggi chiave del libretto, terminato nell'autunno di quell'anno. Nel novembre lesse in pubblico il testo, suscitando un'impressione assai favorevole negli amici Julius Schnorr von Carolsfeld e Friedrich Pecht. Critico fu invece Robert Schumann, che riteneva il soggetto impossibile da mettere in musica..

La musica fu composta tra i mesi estivi del 1846 e la primavera 1848, durante l'ultimo periodo di permanenza del compositore a Dresda, dove deteneva l'incarico di direttore del Teatro di corte. Consapevole delle difficoltà che sarebbero sorte nel secondo atto, l'autore cominciò la composizione del terzo e poi del primo, lasciando per ultimi il secondo atto e il preludio dell'opera, portata a termine il 28 aprile 1848.

Nel settembre dello stesso anno diresse un'esecuzione in forma di concerto del finale del primo atto.

Fonti

Riferimenti storici La vicenda storica che fa da sfondo all'opera è l'arruolamento, nei pressi di Anversa, nel ducato di Brabante, dell'esercito che re Enrico I di Sassonia l'Uccellatore (876 – 936) volle opporre all'invasore ungaro. Il sovrano riuscì a catturare un nobile magiaro e a ottenere, con la corresponsione di tributi, una tregua decennale (926). Il periodo di pace fu sfruttato per costruire fortezze (fatto richiamato anche nel libretto dell'opera)Discorso di re Enrico, Lohengrin, atto I, scena I., armare un numeroso esercito con cavalleria pesante e assoggettare le tribù slave insediate a est dell'Elba. Molte di queste fortificazioni divennero in seguito città, motivo per cui Enrico è spesso detto "il fondatore".

Il re, nell'opera, si rivolge al popolo tedesco, affinché sia salvaguardata l'unità dell'impero di fronte alla minaccia delle "orde dell'est"Predizione di Lohengrin, Lohengrin, atto III, scena III.:

Quest'immagine di Enrico I quale unificatore della Germania deriva da una letteratura che risale a Friedrich Ludwig Jahn e culmina, successivamente al periodo di composizione dell'opera, con il ritratto-immedesimazione del sovrano operato dal gerarca nazista Heinrich Himmler. Secondo costoro fu Enrico I, e non Carlo Magno, il fondatore dello stato-nazione tedesco. Himmler si spinse oltre, considerando la missione delle SS un'eredità del sovrano sassoneHimmler illustrò così, nell'estate del 1936, in occasione della commemorazione del millenario della morte del re, la propria visione della missione delle SS: «Noi dobbiamo onorare la sua memoria e farne in questo sacro luogo, in silenziosa meditazione, il nostro modello. Noi dobbiamo proporci e riproporci di fare nostre le sue virtù umane e di comando, quelle con cui rese felice il nostro popolo un millennio or sono. E dobbiamo infine convincerci che il miglior modo d'onorarlo è di onorare l'uomo che mille anni dopo re Enrico ha ripreso la sua eredità umana e politica con una grandiosità senza precedenti: e quindi di servire il nostro Führer, Adolf Hitler, per il bene della Germania e del germanesimo, con i pensieri, le parole e i fatti, con l'antica fedeltà e nell'antico spirito»; . Il fatto che l'unità del popolo tedesco sia invocata in opposizione ad un nemico e che esso sia indicato con la generica espressione "popoli dell'est", conferisce all'opera elementi militaristi e nazionalisti che costituiscono in parte un problema per il pubblico moderno William Berger, , programma di sala del Lohengrin, San Francisco Opera, Stagione 2012-13.. Più volte infatti, successivamente al periodo di composizione dell'opera, la Germania diresse le proprie mire espansionistiche verso paesi "a est", come le attuali Polonia e Russia.

Wagner ebbe modo di consultare vari trattati, tra i quali Sulla contesa della Wartburg (Über den Krieg von Wartburg, 1838) di Christian Theodor Ludwig Lukas, gli studi di Jacob Grimm, Antichità legali tedesche (Deutsche Rechtsaltertümer, 1828), Antica saggezza (Weisthümer), oltre che Lo Stato delle Fiandre e la storia del diritto fino all'anno 1305 (Flandrische Staats - und Rechtsgeschichte bis zum Jahr 1305), opera di entrambi i fratelli GrimmAndreas Batte, Opera, Konemann, 2000; voce Lohengrin. Analisi dell'opera su ..

Fonti letterarie Un misterioso cavaliere appare nell'ultimo capitolo del poema epico medievale Parzival, di Wolfram von Eschenbach. L'eroe giunge su una barca trainata da un cigno per soccorrere la duchessa di Brabante. Salvato l'onore della fanciulla e ottenutane la mano, le pone una condizione: ella non dovrà mai chiedere il suo nome, se il divieto verrà violato dovrà infatti abbandonarla. Il cavaliere sarà alla fine costretto a rivelare il proprio nome: egli è Lohengrin, secondogenito del Re del Sacro Graal, Parzival.

Wagner trasse il proprio personaggio dal poema di Eschenbach, oltre che dal poema turingo-bavarese Lohengrin, ein altteutsches Gedicht (nell'edizione del 1813 curata da Johann Joseph von Görres) e dallo Schwanenritter (Cavaliere del Cigno) di Konrad von Wurzburg.. Sfogliò inoltre Mitologia tedesca (Deutsche Mythologie) e Saghe germaniche (Deutsche Sagen) dei fratelli Grimm. La “disputa fra le regine”, episodio tratto dal Nibelungenlied, fu invece alla base del confronto tra Elsa e Ortruda alla fine del secondo atto.

Degna di nota è anche l'influenza, riconosciuta dal compositore stesso, di elementi tipici del mito e della tragedia greca:

Le diverse fonti, storiche e letterarie, fornirono a Wagner solo la trama di base. Tratti alcuni fili conduttori delle leggende medievali, circostanziati e collocati in un preciso momento storico, il compositore si disse infatti alla ricerca del “vero nocciolo dell'esistenza umana”:

Organico orchestrale

La partitura di Wagner prevede l'utilizzo di: ottavino, tre flauti due oboi corno inglese due clarinetti

due fagotti quattro corni tre trombe tre tromboni tuba

timpani grancassa, piatti, triangolo tamburello, tamburo quattro arpe archi

Prevede, inoltre, da suonare fuori dalla buca: tre corni, dodici trombe, tre tromboni, una tuba, rullante, tamburo militare, organo, programma di sala dell'Opéra de Lyon, stagione 2006, p. 7..

Trama L'opera si svolge ad Anversa, sulle rive del fiume Schelda, nel X secolo.

Antefatto L'anziano duca del Brabante ha affidato i suoi due eredi – Elsa e Goffredo – alla tutela del conte Federico di Telramondo. Federico avrebbe dovuto sposare Elsa ma, subendone il rifiuto, ha sposato la discendente di una stirpe di principi pagani, Ortruda, le cui divinità sono dotate di poteri magici. Per vendicare l'affronto subìto dal marito e per ereditare il ducato, Ortruda ha tramutato Goffredo in un cigno convincendo Federico ad accusare Elsa di fratricidio.

Atto I Scena 1ª In un prato lungo la sponda della Schelda, re Enrico invita i nobili brabantini a difendersi dalla minaccia degli ungari. La battaglia è prevista entro due giorni e chiede l'appoggio del conte di Telramondo – "modello di virtù" – per ristabilire la pace. Il re annuncia poi il secondo motivo della propria venuta: decidere riguardo all'accusa di fratricidio mossa da Federico contro Elsa. La fanciulla, in preda a un sogno perverso avrebbe ucciso Goffredo allo scopo di regnare sul Brabante con un amante segreto.

Scena 2ª Chiamata dall'araldo, Elsa compare tra la fila dei cavalieri e, a testa bassa, avanza verso il Re. Tutti restano colpiti dal suo candore e dalla sua timidezza, chiedendosi se davvero il suo cuore sia colpevole delle terribili accuse mossele dal conte. La ragazza racconta un sogno straordinario, in cui un cavaliere sconosciuto sarebbe arrivato dal nulla per salvarla. Nonostante ciò, tra i presenti, nessuno osa sfidare il valoroso Federico di Telramondo e la chiamata del Re rimane sospesa nel vuoto:

"Chi, in nome di Dio, vuole difendere Elsa di Brabante?"

Anche la seconda chiamata non ottiene alcuna risposta. Elsa intona una breve preghiera accompagnata da un coro di donne – "Signore, aiutala! Dio signore, ascoltaci!". Allora si scorge in lontananza una barca trainata da un cigno, al cui interno è un uomo dall'armatura d'argento. Dopo alcuni attimi di meraviglia ("Vedete! Vedete! Quale singolare miracolo! Come? Un cigno?"), il cavaliere del sogno è viva realtà.

Scena 3ª Sulle medesime note del preludio, Lohengrin saluta il cigno e promette ad Elsa il suo amore, a condizione ch'ella non gli chieda mai quale sia il suo nome. Gli astanti sono ammirati e commossi. Telramondo accetta di combattere il cavaliere misterioso ("meglio la morte che l'onta!") mentre il Re si prepara a dare inizio al duello. I due contendenti incrociano le spade. Federico viene atterrato in un colpo ma gli viene risparmiata la vita ("ora la tua vita è mia: io te la dono; possa tu consacrarla al pentimento!"). Nel grande coro finale, Lohengrin ed Elsa vengono sollevati sugli scudi e acclamati festosamente dalla folla, mentre Telramondo si getta ai piedi di Ortruda piangendo l'onore perduto.

Atto II Scena 1ª Durante la notte, nel cortile del castello di Anversa, Federico e Ortruda siedono allo scuro, sui gradini della chiesa. Federico si scaglia contro la donna, accusandola di essere la sola responsabile della sua rovina:

"Non fu per la tua testimonianza che fui portato ad accusare l'innocente? Non fui punito dal giudizio di Dio?!"

"Chiami Dio la tua viltà?" ribatte Ortruda. "Se il cavaliere rivelasse apertamente il suo nome, svanirebbe il potere che l'inganno gli ha concesso."

Federico – nuovamente soggiogato dalla moglie – viene preso da un'improvvisa e irrefrenabile bramosia di rivalsa. Bisogna agire subito affinché il veleno del dubbio si sparga nel cuore di Elsa.

Scena 2ª Elsa si affaccia al balcone e ricorda l'amore di Lohengrin, prefigurando le nozze imminenti. La interrompe Ortruda, la quale, fingendosi addolorata, le annuncia il pentimento di Federico. Mentre Elsa, che ingenuamente crede alle parole della donna, rientra nel palazzo, Ortruda invoca l'aiuto delle divinità pagane dei Radbod.