Anzio (IPA: Ànzio) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
L'antica città di Anzio, in latino Antium (le attuali Anzio e Nettuno), fu per un lungo periodo capitale della popolazione dei Volsci, finché non venne assorbita nello Stato romano.
Geografia fisica Territorio Anzio si trova nella Campagna romana, sull'omonimo promontorio, proteso sul Tirreno, che ne segna il confine meridionale. Il territorio di Anzio si sviluppa lungo il litorale tirrenico, a sud di Roma, su una fascia costiera in gran parte bassa e urbanizzata, con il centro storico raccolto presso il promontorio di Capo d’Anzio e con un retroterra che si estende verso Lavinio, Villa Claudia, e le altre località interne. Il comune ha una superficie di circa 43,86 km² e si caratterizza per un paesaggio prevalentemente pianeggiante o lievemente ondulato, nel quale il rapporto con il mare resta l’elemento dominante, sia per la presenza del porto sia per il lungo fronte di spiagge, falesie e tratti costieri di interesse naturalistico.
Il terreno è pressoché pianeggiante, con altimetrie che non superano gli 80 m s.l.m., arrivando sui 70 m. nella porzione settentrionale del territorio, presso la località di Macchia della Spadellata. L’idrografia del territorio non è quindi legata a grandi fiumi, ma a piccoli fossi, sorgenti e acque costiere: lungo la fascia comunale sono ricordate le foci del fosso Cavallo Morto, del fosso della Gallinara, del fosso dello Schiavo e dei corsi d’acqua di Tor Caldara, mentre presso Capo d’Anzio sono documentate anche sorgenti storiche, tra cui lAcqua del Turco sulla Riviera di Ponente e la Fonte dello Speziale sulla Riviera di Levante; si tratta quindi di un sistema d’acque minuto, in parte oggi poco visibile, ma importante per capire il rapporto antico e moderno tra insediamento, costa e approvvigionamento idrico.
Dal punto di vista geologico, Anzio conserva lungo la costa alcuni affioramenti e fenomeni particolari, facilmente osservabili soprattutto nell’area di Tor Caldara: qui sono presenti antichi strati di sabbie e argille, sorgenti di acqua mineralizzata ed emissioni solfuree collegate all’attività residua del vicino distretto vulcanico laziale; per questo la zona è considerata un luogo di notevole interesse geologico e ambientale, anche perché unisce falesie, sorgenti, tracce di antiche attività di estrazione dello zolfo e lembi residui delle foreste litoranee che un tempo caratterizzavano la costa laziale meridionale.
Clima Il clima di Anzio è di tipo mediterraneo costiero, con estati brevi, calde, afose, asciutte e in prevalenza serene, e inverni più lunghi, freschi, piovosi, ventosi e parzialmente nuvolosi. Nel corso dell’anno la temperatura varia in genere tra 6 °C e 29 °C, mentre scende raramente sotto i 2 °C o supera i 31 °C; il periodo più indicato per attività balneari e all’aperto si colloca tra la fine di giugno e l’inizio di settembre.
Sotto il profilo termico, la stagione calda dura circa 2,8 mesi, dal 19 giugno al 14 settembre, con temperature massime giornaliere medie superiori a 25 °C; il mese più caldo è agosto, con una massima media di 28 °C e una minima media di 20 °C. La stagione fresca dura invece circa 4,2 mesi, dal 26 novembre al 1º aprile, con temperature massime giornaliere medie inferiori a 16 °C; il mese più freddo è gennaio, con valori medi compresi tra 6 °C di minima e 13 °C di massima.
Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una distribuzione stagionale molto marcata: il periodo più piovoso va dall’8 settembre al 3 maggio, mentre quello più asciutto si estende dal 3 maggio all’8 settembre. Novembre è il mese più piovoso, sia per numero medio di giorni con almeno 1 mm di precipitazione, pari a 10,8 giorni, sia per quantità media mensile, pari a 107,3 mm; luglio è invece il mese più secco, con 2,3 giorni piovosi e 14,8 mm di pioggia media.
Classificazione climatica: zona C, .
Storia
Preistoria La presenza umana nel territorio di Anzio è documentata fin dal Paleolitico inferiore. Tra i reperti rinvenuti figura un'amigdala attribuita alla cultura acheuleana, risalente a circa anni fa.
Nella località di Cavallo Morto fu inoltre scoperta nel 1981 una necropoli attribuita all'età del bronzo recente. Il sito costituisce una delle più antiche testimonianze del rito funerario della cremazione nel Lazio.
Età antica Età latino-volsca Le origini dell'antica Antium risalgono almeno alla prima età del ferro, come attestato dai rinvenimenti archeologici nel territorio; non è tuttavia possibile ricondurre la nascita dell'insediamento a una precisa fondazione storicamente documentata. La tradizione antica attribuiva invece la fondazione della città a personaggi mitici: secondo Xenagora sarebbe stata fondata da Anteo, figlio di Ulisse e Circe, mentre un'altra tradizione la collegava ad Ascanio, figlio di Enea.
Agli inizi del V secolo a.C. Antium era uno dei principali centri dei Volsci, popolazione di lingua osco-umbra, e rivestiva un importante ruolo politico, militare e marittimo nel Lazio meridionale. Alla città era collegato un insediamento portuale denominato Caenon o Cenone, la cui esatta ubicazione non è stata determinata con certezza.
Per buona parte del V secolo a.C. Antium fu coinvolta nei conflitti tra Volsci e Romani. Le fonti antiche la ricordano anche nelle vicende di Coriolano, che, secondo la tradizione, trovò rifugio presso il capo volsco Attio Tullio e partecipò quindi alla guerra contro Roma.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 83-85.Plutarco, Vite parallele, Gneo Marcio Coriolano e Alcibiade, XXII, 1. Nel 467 a.C. vi fu dedotta una colonia latina, ma la città tornò successivamente sotto il controllo dei Volsci e continuò a prendere parte ai conflitti contro Roma.Tito Livio, Ab Urbe Condita Libri, II, 65.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 57-58.
La definitiva sottomissione di Antium avvenne nel 338 a.C., al termine della guerra latina. Dopo la vittoria romana la città fu costretta alla resa e parte della sua flotta fu confiscata; i rostri delle navi anziati furono trasferiti a Roma e utilizzati per ornare la tribuna degli oratori nel Foro Romano, che da essi prese il nome di Rostra. Nello stesso anno fu dedotta ad Antium una colonia romana.
Età romana Durante il periodo romano Antium mantenne una marcata vocazione marittima. In qualità di colonia maritima fu esentata, insieme a Ostia, da alcuni obblighi militari terrestri. Nel corso delle guerre civili del I secolo a.C. si schierò dalla parte di Silla e fu successivamente saccheggiata da truppe sannitiche legate alla fazione di Gaio Mario.
Tra la tarda età repubblicana e quella imperiale Antium divenne un importante luogo di villeggiatura dell'aristocrazia romana. Ville e complessi residenziali sorsero lungo il litorale e nel territorio circostante. Vi soggiornò Cicerone, che vi riorganizzò parte della propria biblioteca dopo il ritorno dall'esilio, mentre nell'area ebbero residenze esponenti dell'aristocrazia romana e della corte imperiale.
La città fu particolarmente legata agli imperatori Caligola e Nerone, entrambi nati ad Antium. Nerone vi dedusse una colonia di veterani, ampliò la villa imperiale e fece realizzare un nuovo porto di notevoli dimensioni. Il complesso imperiale continuò a essere frequentato sotto successivi imperatori, tra cui Domiziano, Adriano e Settimio Severo.
Tra i più celebri reperti archeologici provenienti dall'area dell'antica Antium figura la fanciulla di Anzio, rinvenuta nel territorio della villa imperiale.
In età tardoantica è inoltre attestata l'esistenza di una comunità cristiana e di una diocesi anziate, successivamente scomparsa.Anastasio bibliotecario, Fabrot, Anastasii Bibliothecarii Historia ecclesiastica, a cura di Sebastiano Cramoisy, Parisiis, e Typographia regia, 1649, p. 24.
Età medievale Tra il V e il VI secolo Antium risentì delle incursioni dei Vandali e degli Ostrogoti. Nel 537, durante la guerra gotica, il porto fu utilizzato dalle navi dirette a Roma poiché l'accesso a Ostia e a Portus risultava insicuro; già allora, tuttavia, Procopio di Cesarea descriveva le strutture portuali neroniane come parzialmente degradate.
Il progressivo decadimento dell'insediamento antico e le incursioni che interessarono il litorale laziale nell'Alto Medioevo determinarono l'abbandono di gran parte dell'antico centro urbano e delle strutture portuali. Anche la diocesi di Anzio scomparve e il suo territorio ecclesiastico fu successivamente ricompreso nella Diocesi di Albano.
Nel corso del Medioevo il principale centro abitato dell'area divenne Nettuno, sviluppatosi come insediamento fortificato costiero nell'area prossima all'antica Antium. La relazione tra il borgo medievale di Nettuno e l'antica città di Antium è stata oggetto di differenti ricostruzioni storiografiche e topografiche e non consente di considerare il primo come una semplice e ininterrotta continuazione urbana della seconda.
Nel 1348, nelle acque antistanti il territorio di Nettuno, si combatté una battaglia navale tra flotte genovesi e veneziane, conclusasi con la vittoria di queste ultime.
Età moderna Tra la seconda metà del Cinquecento e il Seicento il territorio comprendente l'antica Anzio e Nettuno passò sotto il controllo dei Colonna e successivamente della Camera apostolica. Marcantonio II Colonna fece costruire nel territorio costiero Tor Materna e Tor di Caldano, mentre nel 1594 papa Clemente VIII acquisì i diritti feudali su Nettuno e sul territorio circostante. In questo periodo ebbe inoltre inizio la costruzione delle ville nobiliari e cardinalizie che avrebbero caratterizzato nei secoli successivi il litorale anziate.
La rinascita dell'insediamento di Anzio fu strettamente legata alla ricostruzione del porto promossa da papa Innocenzo XII. Eletto pontefice nel 1691, Innocenzo XII avviò il progetto di realizzazione di un nuovo approdo nell'area dell'antico porto neroniano. Fu scelta la soluzione proposta da Alessandro Zinaghi, basata sul recupero parziale delle strutture antiche e sulla costruzione di un nuovo molo. La configurazione del porto si rivelò tuttavia vulnerabile alle mareggiate e all'insabbiamento, rendendo necessari successivi interventi di manutenzione e ampliamento.
I lavori principali furono conclusi nel 1700. Attorno al nuovo porto iniziò progressivamente a svilupparsi un insediamento abitato da pescatori, artigiani, operai e commercianti, dal quale ebbe origine la moderna Anzio. Innocenzo XII promosse inoltre la realizzazione di infrastrutture e servizi per il nuovo abitato, tra cui una fontana, una cappella dedicata a sant'Antonio, collegamenti stradali e interventi di bonifica.
Nel corso del Settecento il territorio divenne anche luogo di villeggiatura dell'aristocrazia e dell'alto clero romano, con la costruzione di residenze quali Villa Albani e Villa Corsini. Nel 1744, durante la guerra di successione austriaca, il porto di Anzio fu interessato dalle operazioni militari che precedettero la battaglia di Velletri.
Età contemporanea Dalla Rivoluzione francese all'Unità d'Italia Tra la fine del Settecento e l'età napoleonica Porto d'Anzio fu coinvolto nelle vicende politiche e militari che interessarono lo Stato Pontificio. Durante la Repubblica Romana una delegazione repubblicana si insediò a Villa Corsini, mentre le truppe francesi occuparono le fortificazioni portuali. Con l'annessione dello Stato Pontificio all'Impero francese nel 1809, il territorio entrò a far parte del dipartimento di Roma. Nel 1813 forze britanniche occuparono temporaneamente il porto e, durante la ritirata, danneggiarono alcune fortificazioni, torri costiere e strutture portuali.