Ha messo a punto una strategia di intervento contro la desertificazione denominata Vallerani System per rinverdire con boschi, pascoli, culture agricole ed industriali le terre aride e semi-aride del pianeta. Con il Vallerani System sono stati lavorati oltre 116.000 ettari fino al 2013 in 13 paesi dell'Africa e dell'Asia.
Biografia La carriera da zootecnico Venanzio Vallerani, dopo essersi laureato nel 1949 in Scienze Agrarie e Forestali presso l'Università di Perugia, si dedica all'insegnamento di agronomia, coltivazioni erbacee e arboree all'Istituto Agrario di Todi. Nel 1953 sposa Marianna Haffter, conosciuta all'Università per Stranieri di Perugia. Lascia l'insegnamento per lavorare come zootecnico presso l'Ente Maremma per la Riforma Fondiaria, prima due anni a Follonica, poi cinque anni a Manciano ed infine otto a Tarquinia. Nel 1970/71 viene inviato dall'Italconsult in Brasile con il compito di capire come poter migliorare le produzioni zootecniche in un progetto che si estendeva su 1.5 milioni di ettari e 900.000 capi bovini. Dal 1972, rientrato in Italia, dirige il servizio zootecnico dell'Ente di Sviluppo Marche, dove elabora una strategia di sviluppo e miglioramento della razza bovina Marchigiana. Nel 1981 viene chiamato dalla FAO in Mozambico per lo sviluppo della politica nazionale nel settore agro-zootecnico. Inizia così l'esperienza di Venanzio Vallerani in Africa, che proseguirà nel 1983 quando verrà nuovamente chiamato dalla FAO come consulente nelle missioni agro-zootecniche per la formulazione dei programmi di sviluppo rurale integrato FAO / Italia a Keita in Niger e Koupela Tenkodogo in Burkina Faso. Dal 1984 al 1987 è direttore di un progetto della FAO per lo sviluppo agro-zootecnico a Capo Verde.
La lotta alla desertificazione A Capo Verde, tra il 1984 e il 1987 ha modo di osservare le tecniche di rimboschimento attuate nella zona per fermare l'erosione del suolo e garantire alle piante una più elevata possibilità di sopravvivenza grazie alla raccolta e conservazione dell'acqua piovana.
Nel 1987 Venanzio Vallerani si trova in Niger per conto della Cooperazione Italiana. Qui, dopo aver osservato le tecniche di coltivazione locali, che prevedevano lo scavo manuale del terreno e il trapianto di piante da vivaio, Vallerani effettuò le prime prove di lavorazione del terreno con un aratro, ottenendo i risultati da lui previsti, ovvero il trattenimento dell'acqua piovana nei solchi realizzati e la germinazione sul posto dei semi arborei. Da questa prima coltivazione sperimentale iniziò a prendere forma l'idea di un nuovo sistema di lavorazione delle terre aride e semiaride. Capisaldi del nuovo sistema erano l'idea di meccanizzare il sistema tradizionale di lavorazione del terreno con buche scavate per la raccolta dell'acqua (zaï) e quella di introdurre la semina diretta di piante autoctone, sostituendo la pratica del trapianto di piantine da vivaio, per permettere all'apparato radicale delle piante di mantenere la sua più importante funzione, quella del fittone e raggiungere così l'acqua in profondità.
Nel 1988 ideò il prototipo dei primi aratri pensati per la restaurazione delle terre aride: il Treno e il Delfino. Nello stesso anno vennero inviati in Niger nell'ambito del progetto della Cooperazione Italiana ed in venti giorni di lavorazione prima delle piogge furono lavorati 187 ettari con il Treno e 128 con il Delfino. Le produzioni di sorgo che erano in media 450 kg per ettaro passarono a 1.800-2.000 kg, la massa foraggiera aumentò notevolmente, le radici delle piante superavano i 120 cm e i costi di lavorazione furono 4-5 volte minori dei costi di progetti analoghi.
Il Vallerani System Il Vallerani System è un nuovo approccio alla gestione integrata tecnica e socio-economica delle risorse umane e naturali per restaurare e ridare vita ai suoli degradati. Si avvale di aratri appositamente concepiti per la lavorazione della terra arida e semi-arida al fine di raccogliere l'acqua piovana (rainwater harvesting) e risanare i suoli degradati in modo naturale e veloce. Il corretto impiego del Vallerani System permette di ottimizzare l'utilizzo dell'acqua piovana, riforestare intere aree soggette a desertificazione, realizzare piantagioni ad uso industriale, migliorare i pascoli e le produzioni agricole, costruire frangivento e recinzioni “vive” ed aumentare la biodiversità.
Storia del Sistema Vallerani Il Vallerani System nasce nel 1988 con la realizzazione dei primi prototipi degli aratri Treno e Delfino e nel 1989 il sistema viene presentato alla Fiera Internazionale di Verona. Da allora Venanzio Vallerani è stato invitato a partecipare a numerose conferenze internazionali di settore, congressi e summit, in cui ha presentato gli aratri da lui inventati ed il Vallerani System. Collaborando con organismi internazionali di ricerca e di aiuto allo sviluppo, Cooperazioni, ONG, ha sviluppato e realizzato progetti di Lotta alla Desertificazione in numerosi paesi del Medio Oriente, dell'Africa e dell'Asia quali: Niger, Burkina Faso, Senegal, Kenya, Sudan, Ciad, Madagascar, Marocco, Tunisia, Siria, Giordania, Egitto e Cina.
Nel 2001 il Vallerani System è stato presentato alla Conferenza “Lotta Contro la Desertificazione” a Ginevra. Nel 2002 la Delegazione del Governo Cinese, che aveva assistito alla presentazione di Ginevra, invita Vallerani a visitare la Mongolia Interna e le provincie del Gansu, Hebei e Qinghai per studiare la possibilità di introdurre il Vallerani System in queste zone. A seguito della visita, il Governo cinese richiese cinque progetti nelle regioni nord-orientali del Paese.
Nel 2005, all'interno del quadro di cooperazione diretta tra il Ministero dell'ambiente italiano e il Ministero delle Foreste cinese, è stato firmato il Progetto per la Riforestazione di un'Area Pilota con l'applicazione del sistema nella Regione Autonoma della Mongolia Interna. I lavori sono iniziati nella contea di Balinzuo, per poi proseguire nel 2006 nella contea di Aqi. Il progetto prevedeva la lavorazione di 1000 ettari, ma, a seguito degli ottimi risultati conseguiti, ne sono stati realizzati 3200.
Grazie a questi successi, Venanzio Vallerani è stato nominato Professore Honoris Causa per la prevenzione e la lotta alla desertificazione all'Accademia forestale della Mongolia Interna e all'Università di Ulun Beir, consulente speciale dell'Accademia per l'inventario forestale e l'amministrazione della pianificazione forestale di Stato del Ministero delle foreste cinese ed insignito dal presidente Hu Jintao del Certificato di Amicizia, la più alta onorificenza conferita dal governo cinese ad uno straniero. Nel corso degli anni gli aratri sono stati modificati per ottimizzarne le prestazioni nei diversi tipi di terreno e nel 2011 è nato il nuovo aratro Delfino³, che ha sostituito i precedenti aratri Treno e Delfino.
Il Vallerani System è stato presentato in numerose manifestazioni (alla FAO, all'UNESCO, all'IFAD, al MAE) ed è stato utilizzato in molteplici progetti, tra cui il progetto “Foreste e Sicurezza alimentare nel Sahel” in Burkina Faso in un programma di cooperazione FAO/Italia, il progetto ACACIA di appoggio alla sicurezza alimentare, di riduzione della povertà e del degrado dei suoli nei paesi produttori di gomme e resine (Senegal, Burkina Faso, Niger, Ciad, Sudan e Kenya), “The Vallerani Water Harvesting Project” finanziato dalla cooperazione svizzera all'ICARDA e il “Progetto di applicazione della tecnologia Vallerani System per la forestazione dimostrativa nella Mongolia Interna nella Repubblica Popolare Cinese”. Il Sistema ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti e certificazioni da parte di diversi dicasteri esteri e di organizzazioni internazionali come FAO, CILLS, ICARDA, IFAD. Fino a giugno 2013 sono stati lavorati oltre 116.000 ettari in 13 nazioni dell'Africa, Medio Oriente ed Asia.
La semina diretta Elemento essenziale del Vallerani System è la semina diretta di piante autoctone la cui germinazione e crescita è consentita dall'acqua raccolta nei micro-bacini scavati dall'aratro. Questo sistema è volto, non solo alla preservazione della biodiversità nel rispetto delle coltivazioni autoctone, ma anche alla coltivazione di piante che crescendo secondo i naturali tempi di sviluppo e adattandosi subito al terreno e alle condizioni climatiche in cui cresceranno, saranno più vigorose e resistenti, aumentandone così la possibilità di sopravvivenza. Il sistema della semina diretta garantisce nelle piante una elevata capacità di resistenza alle malattie, agli attacchi dei parassiti e di adattamento ai cambiamenti climatici (resilienza), questo grazie alla maggiore profondità che le radici delle piante a semina diretta sono in grado di raggiungere rispetto a quelle coltivate in vivaio. Un ulteriore vantaggio della semina diretta è la maggiore capacità delle piante di autopropagarsi e la percentuale di germinabilità dei semi molto elevata.
Attrezzature Treno e Delfino L'aratro Treno è il primo realizzato da Venanzio Vallerani nel 1988, adatto per i terreni pianeggianti e per migliorare le produzioni agricole, riforestare e costruire linee frangivento. Scava un solco continuo mediamente largo 60 cm suddiviso da diaframmi, costituiti dal terreno superficiale raschiato da un apposito meccanismo, per evitare lo scorrimento dell'acqua nel solco e favorirne invece l'infiltrazione. Il Delfino è un aratro pensato per scavare semilune nei terreni declivi. Scava 10/20 semilune o micro-bacini al minuto, unite l'una all'altra dalla traccia di un ripper lunga 2 m e profonda 50 cm. Le semilune hanno la larghezza media di 60 cm e sono lunghe 5 m. Anche in presenza di pluviometrie molto basse di 200–500 mm/anno, ogni semiluna è in grado di raccogliere fino a 1.000 l di acqua, compresa quella di ruscellamento. Dalla primavera 2011 questi due aratri non vengono più prodotti in quanto sostituiti dal nuovo aratro Delfino³. Delfino³ L'aratro Delfino³ è un'evoluzione dei 2 precedenti aratri, ne riunisce i vantaggi e li potenzia. Il Delfino³ è un aratro mono vomere reversibile che, attraverso un movimento ondulatorio, scava semilune lunghe 5 m e profonde circa 50 cm, distanziate 2 m le une dalle altre, in cui si raccoglie l'acqua e la terra, i semi e il materiale organico trasportato dal vento. Anche in presenza di pluviometrie molto basse di 150–500 mm/anno, ogni semiluna è in grado di raccogliere fino a 1.500 l di acqua, compresa quella di ruscellamento. I micro-bacini raccolgono la pioggia che cade nelle semilune e il 50% di quella che scorre tra le linee di lavorazione. Due ripper posizionati prima del corpo lavorante posteriore scavano, nel tratto di terreno tra le semilune, delle sacche interrate di raccolta dell'acqua profonde circa 60 cm che facilitano l'infiltrazione della pioggia nel terreno.
L'acqua penetra facilmente nelle sacche sotterranee di raccolta dell'acqua e fluisce nelle falde freatiche senza rischi di evaporazione, moltiplicando da 2 a 4 volte l'acqua disponibile per le colture, i pascoli e le piante. Grazie all'elevata velocità di lavorazione, tra 4 e 8 km/h, l'aratro è in grado di lavorare 1,5/3 ettari/h. La velocità di avanzamento del trattore e le particolarità di costruzione dell'aratro consentono la forte scissura e lo scuotimento del terreno, permettendone la rottura e facilitando con ciò l'assorbimento dell'acqua e l'ingresso delle radici. L'aratro deve essere attaccato ad un trattore a ruote da 220-240 CV con massimo zavorramento e, a seconda delle condizioni di lavoro, avere mozzi per allargare la carreggiata o munito di pneumatici forestali. Elementi essenziali del Sistema