Il compromesso austro-ungarico (Österreichisch-Ungarischer Ausgleich), noto anche come Ausgleich ( in tedesco, pronuncia ; , pronuncia ), è la riforma costituzionale promulgata il 12 giugno 1867 dall'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, con la quale l'Ungheria otteneva una condizione di parità con l'Austria all'interno della monarchia asburgica, segnando il passaggio dall'Impero austriaco all'Impero austro-ungarico.

L'accordo LAusgleich fu istituito dopo la sconfitta subita dall'Impero d'Austria nella guerra del 1866 contro la Prussia (e i suoi alleati tedeschi) e l'Italia, a causa del ridimensionamento internazionale dell'Austria e delle crescenti tensioni interne, soprattutto magiare, che avrebbero potuto compromettere l'esistenza stessa dell'Impero. Le trattative iniziarono nel 1865 e furono condotte a buon fine dopo la guerra da Friedrich Ferdinand von Beust per l'Austria e da Ferenc Deák e Gyula Andrássy per l'Ungheria.

In base allAusgleich si venne a creare una duplice monarchia formata da due Stati distinti, la Cisleitania e la Transleitania, con costituzioni, parlamenti e governi distinti. In Austria venne costituito un parlamento democratico. Le due entità mantenevano in comune la stessa dinastia regnante e tre ministeri, Esteri, Esercito e Marina, e Finanze; in più mantenevano un'unione doganale.

Sulle questioni economiche e finanziarie erano previsti accordi decennali rinnovabili. Le spese comuni furono stabilite inizialmente nella proporzione del 70% dell'Austria e del 30% dell'Ungheria. LAugsleich veniva rinnovato ogni dieci anni per regolare le questioni finanziarie e commerciali. Questo accordo permise all'Impero asburgico di consolidarsi e di sopravvivere altri cinquant'anni.

Critiche L'accordo non risolse il problema etnico: la duplice monarchia mantenne su un livello piramidale le varie popolazioni dell'impero multi-etnico, ponendo al vertice solo i tedeschi e gli ungheresi, mettendo in minoranza le popolazioni slave e romanze. Infatti, in base al ristretto suffragio censitario presente in entrambe le entità statali, i tedeschi ottennero il 67% dei seggi nel parlamento di Vienna e i magiari il 90% di quello di Budapest, anche se entrambe le popolazioni non superavano il 40-50% nei rispettivi Stati.

Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este - sostenitore, nella famiglia imperiale, di un "trilateralismo" che includesse gli slavi tra le popolazioni a rango superiore, a fianco degli austriaci e degli ungheresi - aveva il seguente parere riguardo all'Ausgleich.

Un diverso tipo di critica è quello avanzato da Robert Musil:

Questa constatazione era alla base dell'invenzione dellazione parallela, su cui incentra l'inizio de L'uomo senza qualità: si tratta di un misterioso progetto in previsione del settimo decennale di regno di Francesco Giuseppe. Con un anticipo di cinque anni sulla scadenza del 1918, la frenetica attività amministrativa - descritta sarcasticamente dall'autore - non è in grado di definire i contenuti stessi dell'avvenimento progettato il progetto "è altrettanto indefinibile e indefinito, come è indefinibile e indefinita l'Austria stessa (...) Paese sconcertante e polivalente, accozzaglia di razze e di nazioni, immobile insieme e mobilissimo, puntigliosamente burocratico e percorso da strane libertà di pensiero, accentratore e conservatore, eppure pieno di contraddizioni liberaleggianti".: esso si connota solo per la sua conclamata duplicità, pari appunto alla duplice natura della burocrazia imperial-regiaSul fatto stesso che questo duplice aggettivo (abbreviato in K.K.) accompagnasse tutte le intestazioni di atti amministrativi, tutte le iscrizioni pubbliche e persino tutte le divise ed uniformi, si fonda l'ironica scelta del nome (KaKania) del Paese di fantasia in cui Musil ambienta la sua opera: cfr. L'agonia della Dalmazia italiana sotto Francesco Giuseppe..

Note

Bibliografia

Voci correlate Impero austro-ungarico Impero austriaco

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